Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni della «Liturgia Horarum» - 2. Proprium de Sanctis & Communia

  1. #31
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    Festíva vos, archángeli

    Santi Arcangeli, Michele, Gabriele, Raffaele, all'Ufficio delle Letture
    Autore: di nuova composizione
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Festíva vos, archángeli,
    hæc nostra tollunt cántica,
    quos in supérna cúria
    insígnit ingens glória.

    Tu nos, cohórtis cælicæ
    invícte princeps, Míchael,
    dextra corúsca róbora
    Deíque serva grátiæ.

    Qui núntius deléctus es
    mysteriórum máximus,
    nos lucis usque, Gábriel,
    fac diligámus sémitas.

    Nobis adésto, Ráphael,
    ac pátriam peténtibus
    morbos repélle córporum,
    affer salútem méntium.

    Vosque angelórum cándida
    nos adiuvétis ágmina,
    possímus ut consórtio
    vestro beáti pérfrui.

    Summo Parénti et Fílio
    honor sit ac Paráclito,
    quos vester uno prædicat
    concéntus hymno pérpetim. Amen.
    _____________

    1. Questi nostri cantici di festa celebrano voi, arcangeli, che una immensa gloria distingue alla corte celeste.
    2. Tu, Michele, invitto principe delle schiere celesti, spiega la tua vibrante destra e conserva[ci] nella grazia di Dio.
    3. Scelto come nunzio del più alto mistero, fa’, Gabriele, che noi scegliamo sempre vie di luce.
    4. Assistici, Raffaele, e allontana le malattie del corpo da coloro che tornano in patria, reca la salute alle anime.
    5. Voi e la schiera candida degli angeli aiutateci, onde possiamo godere beati della vostra compagnia.
    6. Sia onore al sommo Padre e al Figlio e al Paraclito, che la vostra armonia celebra con un unico inno. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 04-08-2009 alle 16:21

  2. #32
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    Tibi, Christe, splendor Patris, vita, virtus, cordium

    Santi Arcangeli, Michele, Gabriele, Raffaele, alle Lodi mattutine
    Autore: anonimo del X secolo
    Metro: tetrametro trocaico.ˉ˘ˉ˘|ˉ˘ˉ˘||ˉ˘ˉ˘|ˉ˘x

    Tibi, Christe, splendor Patris, vita, virtus córdium,
    in conspéctu angelórum votis, voce psállimus;
    alternántes concrepándo melos damus vócibus.

    Collaudámus venerántes ínclitos archángelos,
    sed præcípue primátem cæléstis exércitus,
    Michaélem in virtúte conteréntem Sátanam.

    Quo custóde procul pelle, rex Christe piíssime,
    omne nefas inimíci; mundos corde et córpore
    paradíso redde tuo nos sola cleméntia.

    Glóriam Patri melódis personémus vócibus,
    glóriam Christo canámus, glóriam Paráclito,
    qui Deus trinus et unus exstat ante sæcula. Amen.
    _____________

    1. A te, o Cristo, splendore del Padre, vita, forza dei cuori, al cospetto degli angeli salmeggiamo con la voce; a cori alterni cantiamo a gran voce [traduzione libera]
    2. Insieme lodiamo con venerazione gli incliti arcangeli, e soprattutto il principe dell’esercito celeste, Michele, che con forza distrugge Satana.
    3. Sotto la sua protezione, allontana,o Cristo re piissimo, ogni nefandezza del nemico; con la tua unica clemenza, assegnaci, puri nel cuore e nel corpo, al tuo paradiso.
    4. Al Padre facciamo risuonare gloria, con voci melodiose, cantiamo gloria a Cristo, gloria al Paraclito, che, Dio trino ed unico, esisti prima dei secoli. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-10-2009 alle 23:56

  3. #33
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    Angelum pacis Míchael ad istam

    Santi Arcangeli, Michele, Gabriele, Raffaele, ai Vespri
    Autore: anonimo del X secolo
    Metro: strofe saffica. ˉ˘ˉx|ˉ˘˘ˉ|˘ˉx (3 volte); ˉ˘˘|ˉˉ (1 volta)

    Angelum pacis Míchael ad istam,
    Christe, demítti rogitámus aulam,
    cuncta quo crebro veniénte crescant
    próspera nobis.

    Angelus fortis Gábriel, ut hostem
    pellat antíquum, vólitet supérne,
    sæpius templum cúpiens favéndo
    vísere nostrum.

    Angelum nobis médicum salútis
    mitte de cælis Ráphael, ut omnes
    sanet ægrótos paritérque nostros
    dírigat actus.

    Christe, sanctórum decus angelórum,
    adsit illórum chorus usque nobis,
    ut simul tandem Tríadi per ævum
    cármina demus. Amen.
    _____________

    1. Ti preghiamo, o Cristo, manda in questa casa Michele, l’angelo della pace, perché, venendo lui spesso, si arricchisca di ogni prosperità per noi.
    2. L’angelo forte, Gabriele, voli giù dal cielo, per scacciare l’antico nemico, preoccupandosi di visitare spesso il nostro tempio, proteggendolo.
    3. Manda dai cieli Raffaele, l’angelo medico di salvezza per noi, affinché sani tutti gli ammalati e parimenti diriga le nostre azioni.
    4. O Cristo, onore dei santi angeli, il loro coro ci assista sempre, affinché insieme, alla fine, tributiamo canti alla Trinità per sempre. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 05-11-2009 alle 09:22

  4. #34
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    Festíva cánimus laude Hierónymum

    San Gerolamo, presbitero e dottore della Chiesa, alle Lodi mattutine e ai Vespri
    Autore: di nuova composizione
    Metro: strofe asclepiadea. ˉˉˉ˘˘ˉ|ˉ˘˘ˉ˘˘x (3 volte); ˉˉˉ˘˘ˉ˘x (1 volta)

    Festíva cánimus laude Hierónymum,
    qui nobis rádiat sidus ut éminens
    doctrínæ méritis ac simul áctibus
    vitæ fortis et ásperæ.

    Hic verbum fídei sánctaque dógmata
    scrutándo stúduit pándere lúcide,
    aut hostes, véhemens ut leo, cóncitus
    acri voce reféllere.

    Insúdans álacer prata viréntia
    Scriptúræ cóluit cælitus éditæ;
    ex his et lócuples dúlcia prótulit
    cunctis pábula grátiæ.

    Desérti cúpiens grata siléntia,
    ad cunas Dómini pérvigil ástitit,
    ut carnem crúcians se daret íntime
    Patri munus et hóstiam.

    Tanti nos, pétimus te, Deus óptime,
    doctóris précibus dírige, cónfove,
    ut lætas líceat nos tibi in ómnia
    laudes pángere sæcula. Amen.
    _____________

    1. Cantiamo con lieta lode Gerolamo che, qual stella, ci irradia, eccellendo per i meriti della dottrina e, insieme, per le azioni di una vita forte ed aspra.
    2. Questi nella ricerca, si dedicò a spalancare la parola della fede e i santi dogmi, o a confutare, infiammato, forte come un leone, con voce severa i nemici.
    3. Con il sudore della fronte, prontamente coltivò i prati verdeggianti della Scrittura ispirata dall’alto e, arricchito da questi, produsse il gradevole foraggio della grazia per tutti.
    4. Desiderando i graditi silenzii del deserto, sostò vigilante presso la culla del Signore, per dare intimamente sé stesso al Padre in offerta e sacrificio, mortificando la carne.
    5. In tanti noi, o Dio ottimo, ti supplichiamo: ascolta ed esaudisci le preghiere del dottore [= Gerolamo], affinché ci sia concesso di cantare lietamente le tue lodi per tutti i secoli. Amen.

  5. #35
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    Ætérne rerum cónditor qui mare, solum, æthera

    Santi Angeli custodi, all'Ufficio delle Letture
    Autore: anonimo del XV secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Ætérne rerum cónditor,
    qui mare, solum, æthera
    gubérnas, iustus rédditor
    cunctis secúndum ópera,

    Supérbum qui iam spíritum
    eiúsque cunctos cómplices
    condémnans in intéritum,
    veros firmásti súpplices,

    Precámur te fidéntius,
    hos defensóres dírige,
    nobis per quos propítius
    salútis dona pórrige.

    Nos consolándo vísitent,
    purgent, inflámment, dóceant,
    ad bona semper íncitent,
    vim dæmonum coérceant.

    O angelórum glória,
    secúro gressu pérgere
    fac horum nos custódia,
    ut te possímus cérnere.

    Sint, angelórum Dómine,
    honóris tibi cántica,
    qui miro præbes órdine
    illis nobísque cælica. Amen.
    _____________

    1. Eterno creatore del mondo, che reggi il mare, la terra e il cielo, che restituisci con giutizia a ciascuno secondo le [sue] opere,
    2. che, condannando già alla rovina lo spirito superbo [= Satana] e tutti i suo complici, hai dato forza a chi ti supplica con cuore sincero [lett: i supplici veritieri],
    3. ti supplichiamo con fiducia: mandaci questi difensori, e attraverso loro concedici di doni della salvezza.
    4. Ci visitino con la consolazione, [ci] purifichino, [ci] infiammino, [ci] istruiscano, [ci] incitino sempre al bene, dominino la forza dei demoni.
    5. O [Dio] gloria degli angeli, fa’ che, per la loro custodia, perseveriamo su un cammino sicuro, per poter contemplare te.
    6. O Signore degli angeli, siano cantici d’onore a te che doni a noi e a loro con un meraviglioso gesto le [dimore] celesti. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-11-2009 alle 08:25
    CANTABO DOMINO IN VITA MEA

  6. #36
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    Orbis patrátor óptime

    Santi Angeli custodi, alle Lodi mattutine
    Autore: anonimo del XVI-XVII secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ


    Orbis patrátor óptime,
    quæcúmque sunt qui déxtera
    magna creásti, nec regis
    minóre providéntia,

    Adésto supplicántium
    tibi reórum cœtui,
    lucísque sub crepúsculum
    lucem novam da méntibus.

    Tuúsque nobis ángelus,
    signátus ad custódiam,
    hic adsit, a contágio
    qui críminum nos prótegat.

    Nobis dracónis æmuli
    calúmnias extérminet,
    ne rete frauduléntiæ
    incáuta nectat péctora.

    Metum repéllat hóstium
    nostris procul de fínibus;
    pacem secúndet cívium
    fugétque pestiléntiam.

    Deo Patri sit glória,
    qui, quos redémit Fílius
    et Sanctus unxit Spíritus,
    per ángelos custódiat. Amen.
    _____________

    1. Autore ottimo del mondo, che hai creato ogni cosa con la tua potente destra e [che ogni cosa] reggi con l’istessa provvidenza [letteralmente: con non minore provvidenza],
    2. assisti l’assemblea dei peccatori che ti supplicano e da’ una nuova luce alle anime, [che ora sono] nell'ombra [della morte].
    3. Il tuo angelo, che ci hai assegnato come custode, sia qui vicino [a noi], per proteggerci dal contagio delle colpe.
    4. Annienti per noi le calunnie del serpente avversario, perché non prenda nella [sua] rete di inganno i cuori imprudenti.
    5. Allontani da noi [letteralmente: allontani dai nostri territorii] il timore dei nemici; conceda il favore della pace ai cittadini e allontani le epidemie.
    6. Sia gloria a Dio Padre: colui il cui Figlio [ci] ha salvati e il cui Spirito Santo [ci] ha unti, ci custodisca per mezzo dei [suoi] angeli. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-11-2009 alle 08:31

  7. #37
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    Custódes hóminum psállimus ángelos

    Santi Angeli custodi, ai Vespri
    Autore: San Roberto Bellarmino (?)
    Metro: strofe asclepiadea. ˉˉˉ˘˘ˉ|ˉ˘˘ˉ˘˘x (3 volte); ˉˉˉ˘˘ˉ˘x (1 volta)

    Custódes hóminum psállimus ángelos,
    natúræ frágili quos Pater áddidit
    cæléstis cómites, insidiántibus
    ne succúmberet hóstibus.

    Nam quod corrúerit próditor ángelus,
    concéssis mérito pulsus honóribus,
    ardens invídia péllere nítitur
    quos cælo Deus ádvocat.

    Huc, custos, ígitur pérvigil ádvola,
    avértens pátria de tibi crédita
    tam morbos ánimi quam requiéscere
    quicquid non sinit íncolas.

    Sanctæ sit Tríadi laus pia iúgiter,
    cuius perpétuo númine máchina
    triplex hæc régitur, cuius in ómnia
    regnat glória sæcula. Amen.
    _____________

    1. Cantiamo gli angeli custodi degli uomini, che il Padre affiancò come celesti compagni alla fragile [nostra] natura, perché non soccombesse ai nemici che la insidiano.
    2. Infatti, l’angelo traditore che era andato in rovina, giustamente privato degli onori concessi, ardente di invidia cerca di tenere lontani coloro che Dio chiama al cielo.
    3. Qua dunque, o custode, vigile accorri, allontanando dalla patria a te affidata [= la terra, dove l'angelo si deve trattenere per svolgere la sua mansione], tanto le malattie dell'animo quanto qualunque cosa non permetta che gli abitanti riposino.
    4. Continuamente ci sia una pia lode per la Santa Trinità, dalla cui perpetua volontà è retta questa triplice macchina [della terra, del cielo e del sottoterra] e la cui gloria regna per tutti i secoli. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-11-2009 alle 08:39

  8. #38
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    In cælésti collégio

    San Francesco d'Assisi, alle Lodi mattutine e ai Vespri
    Autore: anonimo del XV secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    In cælésti collégio
    Francíscus fulget glória,
    insígni privilégio
    Christi portans insígnia.

    Hic cœtus apostólici
    est factus consors páuperis,
    crucem in se domínici
    signum repórtans fœderis.

    Hic martyr desidério
    crucem post Iesum báiulat,
    quem mártyrum consórtio
    Christus in cælis cópulat.

    Crucem per abstinéntiam
    Francíscus ferens iúgiter,
    iam confessórum glóriam
    adéptus est felíciter.

    Candens decóre níveo,
    passum hic sequens Dóminum,
    nunc castitátis præmio
    gaudet in choro vírginum.

    Pater, Natus cum Flámine
    nos per Francísci vúlnera
    lustrent divíno lúmine,
    ætérna dantes múnera. Amen.
    _____________

    1. Nel collegio celeste Francesco risplende per la gloria, recando per privilegio le insegne di Cristo insigne.
    2. Questi, compagno del povero, diviene [compagno] del gruppo degli apostoli, portando in sé il sigillo dell’alleanza, la croce del Signore.
    3. Questi, martire per desiderio, prende su di sé la croce dietro a Gesù, e Cristo lo unisce nei cieli alla schiera dei martiri
    4. Francesco portando continuamente la croce nei [suoi] digiuni, felicemente consegue la gloria dei confessori [della fede].
    5. Splendente di niveo decoro, questi, seguendo il Signore che soffre [la sua passione], ora gode nel coro dei vergini, come premio di castità.
    6. Il Padre, il Figlio con lo Spirito, per le piaghe di Francesco ci illuminino di luce divina, donandoci gli eterni doni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 07-10-2009 alle 00:01

  9. #39
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    Te gestiéntem gáudiis

    Beata Vergine Maria del Rosario, alle Lodi mattutine e ai Vespri
    Autore: Eustachio Sirena
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Te gestiéntem gáudiis,
    te sáuciam dolóribus,
    te iugi amíctam glória,
    o Virgo Mater, pángimus.

    Ave, redúndans gáudio
    dum cóncipis, dum vísitas,
    et edis, offers, ínvenis,
    mater beáta, Fílium.

    Ave, dolens et íntimo
    in corde agónem, vérbera,
    spinas crucémque Fílii
    perpéssa, princeps mártyrum.

    Ave, in triúmphis Fílii,
    in ígnibus Parácliti,
    in regni honóre et lúmine
    regína fulgens glória.

    Veníte, gentes, cárpite
    ex his rosas mystériis,
    et pulchri amóris ínclitæ
    matri corónas néctite.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. O Vergine Madre, [noi] cantiamo te esultante di gioia, te tormentata dai dolori, te rivestita di perenne gloria.
    2. Ave, [tu] trabocchi di gioia, quando concepisci, quando visiti e partorisci, presenti, ritrovi il Figlio, o madre beata.
    3. Ave, [tu] che anche soffri nell’intimo del cuore dovendo sopportare l’agonia, le frustate, le spine, la croce del Figlio, o prima tra i martiri.
    4. Ave, o regina splendente di gloria nei trionfi dei Figlio, nelle fiamme del Paraclito, nell’onore e nella luce del regno.
    5. Venite, genti: cogliete le rose da questi misteri e intrecciate[ne] corone all’inclita madre del bell’amore.
    6. Gesù, sia gloria a te, che nascesti dalla Vergine, con il Padre e lo Spirito che dà vita, per i secoli eterni. Amen.
    _____________
    Senza alcuna approvazione ecclesistica, a titolo di proposta, onde adeguare l'inno alla novità dei misteri luminosi, proponiamo che:

    - la prima strofe sia modificata come segue:


    Te gestientem gaudiis,
    te sauciam doloribus,
    te iugi amictam gloria,
    te collustrata, pangimus.
    - prima della dossologia finale, sia aggiunta la seguente strofe:


    Ave, lustrata Filio
    merso, a te Canae poscito,
    annuntiante, candido,
    se dante eucharisticum
    (traduzione: Ave, illuminata dal Figlio battezzato, da te supplicato a Cana, recante il [lieto] annunzio, splendente e che si dona eucaristico).

  10. #40
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    Regis supérni núntia

    Santa Teresa d'Avila, vergine e dottore della Chiesa, alle Lodi mattutine
    Autore: papa Urbano VIII
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ


    Regis supérni núntia
    domum patérnam déseris,
    terris, Terésia, bárbaris
    Christum datúra aut sánguinem.

    Sed te manet suávior
    mors, pœna poscit dúlcior:
    divíni amóris cúspide
    in vulnus icta cóncides.

    O caritátis víctima,
    tu corda nostra cóncrema,
    tibíque gentes créditas
    inférni ab igne líbera.

    Te, sponse, Iesu, vírginum,
    beáti adórent órdines,
    et nuptiáli cántico
    laudent per omne sæculum. Amen.
    _____________

    1. Messaggera del Re celeste, lasci la casa paterna, per dare Cristo o il sangue alle terre barbare, Teresa.
    2. Ma ti attende una morte più dolce, [ti] reclama una pena più dolce: cadrai, ferita da un dardo d’amore divino.
    3. O vittima della carità, brucia i nostri cuori e libera dal fuoco dell’inferno le genti che si affidano a te.
    4. Te, o Gesù sposo, adorino le beate schiere delle vergini e [ti] lodino per tutti i secoli con un cantico di nozze. Amen.
    Ultima modifica di Marcianus; 03-08-2009 alle 14:14

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