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Discussione: Cibi biologici? No, grazie!

  1. #21
    Iscritto L'avatar di Hernestus
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    Citazione Originariamente Scritto da jurodivye Visualizza Messaggio
    Articolo faziosissimo...
    “faziosissimo”?Vergognissimamente fazioso! Pretto esempio di scienza serva e, come tale,radicalmente ascientifico.

    Citazione Originariamente Scritto da letizia.2 Visualizza Messaggio
    E purtroppo mi sa che sia vero ...
    Professore’, ma La guardi che tutto il “discorso”delle vacche rosse, cioè della razza reggiana, fonda tutto sul biologico . . .

    Citazione Originariamente Scritto da malloreddus Visualizza Messaggio
    Gli vorrei chiedere . . .
    Mallore’, non T’appo potidu, non Ti ho potuto seguire sulle Olimpiadi a Roma, ma qui non posso non seguirTi in tutto e per tutto. Anche e segnatamente in merito al piccolo, ma emblematico problema delle acque minerali, proprio sul quale ragionavo poco più di un anno fa con lo storico direttore di un noto ristorante dello spezzino (dove ancora è possibile gustare orate pescate a canna appena un paio, o poco più, di ore prima), che mi spiegava come l’opzione del suo ristorante per una certa acqua della Lunigiana, anziché per le “classiche” e richiestissime due acque nazionali, sarebbe potuta valere ad evitare almeno due TIR all’anno sulla Cisa.

  2. #22
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    eh il problema delle acque minerali...

    Citazione Originariamente Scritto da Hernestus Visualizza Messaggio
    Mallore’, non T’appo potidu, non Ti ho potuto seguire sulle Olimpiadi a Roma, ma qui non posso non seguirTi in tutto e per tutto. Anche e segnatamente in merito al piccolo, ma emblematico problema delle acque minerali, proprio sul quale ragionavo poco più di un anno fa con lo storico direttore di un noto ristorante dello spezzino (dove ancora è possibile gustare orate pescate a canna appena un paio, o poco più, di ore prima), che mi spiegava come l’opzione del suo ristorante per una certa acqua della Lunigiana, anziché per le “classiche” e richiestissime due acque nazionali, sarebbe potuta valere ad evitare almeno due TIR all’anno sulla Cisa.
    il fenomeno delle acque minerali è fortemente legato a quello del biologico. Ed è , per esempio un mio punto di critica verso il mercato bio in Italia, dove due acque squisite e leggerissime, fanno comunque dei viaggi lunghi per giungere ad esempio, in Sardegna: la Santa Rosa e la Lauretana. Si dirà che comunque sono un fenomeno di nicchia ecc., ma in Sardegna esistono delle fonti che assicurano acque con residui fissi minimi di bontà similare. ma il vero problema è un altro. L'Italia è terra termale, e di fonti ovunque. Acque minerali le più diverse alle quali si sono sempre approviggionate le comunità. Acque spesso imbottigliate, ma sempre con le fonti libere. Ora il fenomeno che si sviluppa è il seguente: la grande multinazionale (nell'ordine Nestlé, Danone, Unilever) vanno nel paesello che possiede una piccola azienda di imbottigliamento di un'acqua squisita che ha una circolazione locale minima. ma tutti la acquistano a scapito delle più famose Levissima, San Pelligrino, Norda, San Benedetto ecc. La multinazionale acquista lo stabilimento, tappa la fonte per qualche anno e blocca l'imbottigliamento e la distribuzione di quell'acqua. I rivenditori sono così costretti ad acquistare le acque del marchio famoso, all'inizio offerte a saldo. Dopo qualche anno l'azienda riapre il centro di imbottigliamento nel frattempo ammodernato e più invasivo e appaiono sul mercato bottiglie dal marchio famoso con l'indicazione della fonte di origine: ma in pochi se ne accorgeranno che l'acqua che da quel momento acquisteranno a prezzo pieno di mercato del marchio famoso è quella stessa acqua che li dissetava da secoli. è un fenomeno catastrofico per le economie locali. Che tra l'altro sfrutta il sistema delle scatole cinesi per rendere non direttamente intuibile il reale proprietario. Per esempio: Nestlé è proprietaria al 100% di San Pellegrino che è proprietaria al 100% di Levissima, che in parte al 60 % è proprietaria dell'Acqua Santa Piripilla, e l'altro 40% sarà di proprietà dell'acqua Monte Spinosello che è di proprietà al 40% di Fonti Meravigliose ed al 60 % di San Pellegrino . ma Fonti meravigliose di chi è? Di Danone, che è proprietaria delle Acque Rigogliose al 60% e l'altro 40/ è di...Levissimaaaaa! Capito il gioco????
    Ultima modifica di malloreddus; 19-07-2012 alle 09:39

  3. #23
    Fedelissimo di CR L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da malloreddus Visualizza Messaggio
    dai, allora
    ma dove è maturata la frutta? al sole o dentro la stiva di una nave o in un conteiner su un bastimento proveniente dall'altra parte del mondo dove la frutta viene messa verde e acerba e fatta amturare coi giorni di viaggio e con "aiutanti" chimici?
    Qual è la sua filiera? sai chi la produce, dove, quando l'ha venduta all'azienda di surgelamento, è frutta o verdura di serra o di stagione, è nazionale e controllata o condita di antibiotici perché casomai il cavolo arriva dalla CIna?
    Sai capire se i fagioli borlotti che trovi nel minestrone surgelato sono stati coltivati con metodi rispettosi della natura o con anticrittogamici a manetta ed acque atrazinate o all'arsenico? o casomai vengono da una campo francese a qualche centinaio di metri da una centreale nucleare?



    Poniti dalla visuale del prodotto "finito". Che cosa contiene? Se le analisi danno ragione, è evidente che diventa ininfluente tutto ciò che è avvenuto prima. A meno che non esistano strumenti per misurare esattamente tutti i parametri del prodotto. Ma se esistono, il discorso della filiera diventa quanto meno irrilevante.
    Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero!

  4. #24
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    caro stefano

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Poniti dalla visuale del prodotto "finito". Che cosa contiene? Se le analisi danno ragione, è evidente che diventa ininfluente tutto ciò che è avvenuto prima. A meno che non esistano strumenti per misurare esattamente tutti i parametri del prodotto. Ma se esistono, il discorso della filiera diventa quanto meno irrilevante.
    non c'è una filiera della sfiga. Il prodotto finito lo voglio fare io, voglio sapere io cosa ci metto, quanto ne metto, il sapore che gli voglio dare, quali verdure di stagione voglio usare, come le voglio cucinare. Mi spiego: io che vado dal produttore che usa l'acqua della sua fonte, che usa concimi naturali, che mi coglie la frutta e la verdura che è maturata da sola al sole ecc, e me la porta lui al negozio bio o si affida ad un centro di smistamento il più prossimo possibile al negozio, se non addirittura, come accade in molti negozi bio, si reca direttamente lui in un determinato giorno della settimana coi suoi prodotti, conosco e vivo direttamente la filiera. Il surgelato della grande azienda (findus surgela ecc... hai mai visto di chi sono?) che garanzie mi offre? so forse io da chi si rifornisce, da quanto tempo quella frutta e quella verdura mature sono in freezer prima di esser confezionate? il minestrone me lo faccio io , me lo surgelo e lo consumo entro e non oltre due mesi, ci metto le verdure che voglio io, lo faccio pensando ai miei figli e ai loro gusti, alle mie allergie ecc. Hai mai pensato ai problemi legati all'uso incondizionato della soja per esempio, o ai mix di verdure che non tengono conto minimamente dei problemi alimentari attuali? le allergie che sono in continua espansione non nascono dal biologico e dal naturale, am dalal contaminazione tra allergeni in fase di preparazione. Ci sono diciture spaventose tipo "prodotto in stabilimento che tratta anche ecc. ecc.". Ma chi le legge certe regole? Una persona che ha delle allergie tipo alle arachidi, se malauguratamente il ministrone ha una contaminazione della verdura sui nastri trasportatori con scorie della frutta secca, quella persona ci può rimanere. Ora, non credere che i casi siano così pochi come si potrebbe pensare solo che non se ne parla, non ci si pensa, le allergie non sono prese in considerazione come fattore sociale ma lo sono. Vogliamo parlare poi dell'uso incondizionato degli arricchitori di sapore come il glutammato? è ovunque nei prodotti precotti, o gli addensanti, soja ecc.
    Io un alimento prodotto da nestlé che vende il latte in polvere nei paesi del deserto dove non hanno l'acqua per preparare adeguatamente la bevanda finale, perché dovrei acquistarlo? io perché dovrei acquistare un minestrone prodotto dalla unilever che aggiunge lo zucchero nella panatura dei filetti di merluzzo senza dirti che cosa c'è realmente nella panatura? Perché dovrei comprare un minestrone danone che usa coloranti e zucchero a gogò negli yoghourt alla frutta per i bambini? credi che le politiche delle grandi aziende multinazionali siano attente alla persona o al loro esclusivo profitto? Comprati le verdure e fattelo il minestrone, è molto meglio e divertente! e non rischi di trovarci sorprese. ah non consideri mai poi l'aspetto economico e dell'inquinamento: per il prodotto surgelato industriale ci sono almeno 5 frigoriferi in azione che consumano, quello dello stabilimento che lo produce, quello del camion frigo che porta il prodotto finito al supermercato, quello della cella di stoccaggio del supermercato, quello dell'espositore, quello della casa delll'acquirente. Se te lo fai tu avrai al massimo due passaggi, quello del negozio bio con la verdura fresca che ti aspetta ed il tuo congelatore. e molti meno passaggi della catena del freddo. e molta meno energia consumata. Poi controlla il prezzo del prodotto surgelato al chilo, e confrontalo con il corrispondente prezzo al chilo del prodotto fresco bio, avrai delle piacevolissime sorprese.

  5. #25
    Fedelissimo di CR L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da malloreddus Visualizza Messaggio
    non c'è una filiera della sfiga. Il prodotto finito lo voglio fare io, voglio sapere io cosa ci metto, quanto ne metto, il sapore che gli voglio dare, quali verdure di stagione voglio usare, come le voglio cucinare. Mi spiego: io che vado dal produttore che usa l'acqua della sua fonte, che usa concimi naturali, che mi coglie la frutta e la verdura che è maturata da sola al sole ecc, e me la porta lui al negozio bio o si affida ad un centro di smistamento il più prossimo possibile al negozio, se non addirittura, come accade in molti negozi bio, si reca direttamente lui in un determinato giorno della settimana coi suoi prodotti, conosco e vivo direttamente la filiera. Il surgelato della grande azienda (findus surgela ecc... hai mai visto di chi sono?) che garanzie mi offre? so forse io da chi si rifornisce, da quanto tempo quella frutta e quella verdura mature sono in freezer prima di esser confezionate? il minestrone me lo faccio io , me lo surgelo e lo consumo entro e non oltre due mesi, ci metto le verdure che voglio io, lo faccio pensando ai miei figli e ai loro gusti, alle mie allergie ecc. Hai mai pensato ai problemi legati all'uso incondizionato della soja per esempio, o ai mix di verdure che non tengono conto minimamente dei problemi alimentari attuali? le allergie che sono in continua espansione non nascono dal biologico e dal naturale, am dalal contaminazione tra allergeni in fase di preparazione. Ci sono diciture spaventose tipo "prodotto in stabilimento che tratta anche ecc. ecc.". Ma chi le legge certe regole? Una persona che ha delle allergie tipo alle arachidi, se malauguratamente il ministrone ha una contaminazione della verdura sui nastri trasportatori con scorie della frutta secca, quella persona ci può rimanere. Ora, non credere che i casi siano così pochi come si potrebbe pensare solo che non se ne parla, non ci si pensa, le allergie non sono prese in considerazione come fattore sociale ma lo sono. Vogliamo parlare poi dell'uso incondizionato degli arricchitori di sapore come il glutammato? è ovunque nei prodotti precotti, o gli addensanti, soja ecc.
    Io un alimento prodotto da nestlé che vende il latte in polvere nei paesi del deserto dove non hanno l'acqua per preparare adeguatamente la bevanda finale, perché dovrei acquistarlo? io perché dovrei acquistare un minestrone prodotto dalla unilever che aggiunge lo zucchero nella panatura dei filetti di merluzzo senza dirti che cosa c'è realmente nella panatura? Perché dovrei comprare un minestrone danone che usa coloranti e zucchero a gogò negli yoghourt alla frutta per i bambini? credi che le politiche delle grandi aziende multinazionali siano attente alla persona o al loro esclusivo profitto? Comprati le verdure e fattelo il minestrone, è molto meglio e divertente! e non rischi di trovarci sorprese. ah non consideri mai poi l'aspetto economico e dell'inquinamento: per il prodotto surgelato industriale ci sono almeno 5 frigoriferi in azione che consumano, quello dello stabilimento che lo produce, quello del camion frigo che porta il prodotto finito al supermercato, quello della cella di stoccaggio del supermercato, quello dell'espositore, quello della casa delll'acquirente. Se te lo fai tu avrai al massimo due passaggi, quello del negozio bio con la verdura fresca che ti aspetta ed il tuo congelatore. e molti meno passaggi della catena del freddo. e molta meno energia consumata. Poi controlla il prezzo del prodotto surgelato al chilo, e confrontalo con il corrispondente prezzo al chilo del prodotto fresco bio, avrai delle piacevolissime sorprese.


    Siamo tutti d'accordo che nel Medioevo si viveva meglio e che le cose erano più sane. Ma viviamo oggi, in questa situazione. Fare bene il minestrone significa anche perdere una mezza giornata lavorativa.
    Se vogliamo avere i piedi per terra, dobbiamo sapere trovare il compromesso giusto tra situazioni. In linea teorica ti do ragione e io stesso faccio il minestrone con le cose della campagna. Ma il punto non è cosa consumiamo. La discussione verteva sul fatto che il mondo è in gran parte diverso nei presupposti, da come lo immagini tu, che le cose sono cambiate. Tra queste cose c'è da dire che dobbiamo sfamare una popolazione mondiale in continua espansione, che toccherà i 10 miliardi di individui in breve tempo.
    Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero!

  6. #26
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    mi spiace stefano

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Siamo tutti d'accordo che nel Medioevo si viveva meglio e che le cose erano più sane. Ma viviamo oggi, in questa situazione. Fare bene il minestrone significa anche perdere una mezza giornata lavorativa.
    Se vogliamo avere i piedi per terra, dobbiamo sapere trovare il compromesso giusto tra situazioni. In linea teorica ti do ragione e io stesso faccio il minestrone con le cose della campagna. Ma il punto non è cosa consumiamo. La discussione verteva sul fatto che il mondo è in gran parte diverso nei presupposti, da come lo immagini tu, che le cose sono cambiate. Tra queste cose c'è da dire che dobbiamo sfamare una popolazione mondiale in continua espansione, che toccherà i 10 miliardi di individui in breve tempo.
    io i piedi per terra ce li ho ben piantati, facendo delle scelte di opportunità, rispettando i ritmi naturali, acquistando solo frutta e verdura di stagione bio, di cui non butto niente, comprando la carne certificata e il pesce non di allevamento, non solo risparmio ma permetto di non affamare i poveri del mondo arricchendo le multinazionali che mi impongono prodotti industriali fintamente sani che, a differenza di ciò che pensi tu causano impoverimento proprio per permettere a noi di mangiare. Intiere regioni del pianeta che un tempo producevano specie autoctone utili alla sussistenza delle popolazioni locali sono oggi state impoverite e depredate per la nostra pancia. Se vuoi ne parliamo cartina e prodotti e aziende alla mano e specie scomparse o sostituite con quelle che servono a noi. Poi se vogliamo esser precisi la discussione partiva da una farneticazione di un professore in chimica fisica famoso per le sue sparate, e se mi permetti, io il mondo lo vivo molto bene, i miei figli grazie a Dio non hanno allergie, non sanno cosa siano gli antibiotici, non hanno problemi digestivi, e sono stati abituati al rispetto della natura e che è meglio un buon panino con il miele o una buona mela come merenda che una bustina di patatine fritte nell'olio di palma o una merendina con conservanti addensanti e creme alla margarina vegetale. quando poi non ci si mangia i prodotti light con il latte che viene lavato nel sale grosso per togliere il grasso... togli il grasso e metti il sale..... lo sapevi? o l'uso indiscriminato di edulcoranti al posto dello zucchero nelle bevande anche per i bambini... o sei diabetico oppure che cosa privi i bambini di un alimento fondamentale per la loro crescita?
    Vedi Stefano, io da venti anni faccio il boicottaggio integrale di nestlé e danone e parziale di unilever e vivo benissimo. mi sono accorto che con la mia metodicità di acquirente consapevole risparmio anche se compro quei prodotti cosidetti di nicchia. Mi sono accorto che mettere l'acqua fredda a bollire aggiungendoci le mie verdure che ho tagliato io alla dimensione e al mio gusto si impiega non mezza giornata, ma forse, esagerando eh, dieci minuti in più che se metto l'acqua fredda con le verdure surgelate. è solo volontà. e, ti assicuro, se tutti facessero come me o chi per me, ci sarebbe molto meno spreco di cibo, di acqua, di energia e soprattutto, molto meno sfruttamento delle popolazioni povere del sud del mondo.
    Ti consiglio , consiglio a tutti, la lettura di "Guida al consumo critico" della EMI-Editrice Missionaria Italiana.
    Da ciò che scrivi poi mi viene la sensazione, se sbaglio scusami, che tu non stia molto tempo dietro ai fornelli.....

  7. #27
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    Mi piace molto il tuo post, Malloreddus, e condivido in pieno: solo, esiste un piccolo problema: il costo proibitivo di determinati prodotti.

    E' vero che tutto dipende dall'uso che si fa degli alimenti in cucina (una mia passione personale), tuttavia è inconcepibile provare a fare un gulash quando patate e carote bio costano 2 e 50 al kg, un pezzo di spalla 10 euro (spalla!) e due peperoni 4 euro. Suvvia, c'è un limite a tutto.

  8. #28
    Fedelissimo di CR L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da malloreddus Visualizza Messaggio
    io i piedi per terra ce li ho ben piantati, facendo delle scelte di opportunità, rispettando i ritmi naturali, acquistando solo frutta e verdura di stagione bio, di cui non butto niente, comprando la carne certificata e il pesce non di allevamento, non solo risparmio ma permetto di non affamare i poveri del mondo arricchendo le multinazionali che mi impongono prodotti industriali fintamente sani che, a differenza di ciò che pensi tu causano impoverimento proprio per permettere a noi di mangiare. Intiere regioni del pianeta che un tempo producevano specie autoctone utili alla sussistenza delle popolazioni locali sono oggi state impoverite e depredate per la nostra pancia. Se vuoi ne parliamo cartina e prodotti e aziende alla mano e specie scomparse o sostituite con quelle che servono a noi. Poi se vogliamo esser precisi la discussione partiva da una farneticazione di un professore in chimica fisica famoso per le sue sparate, e se mi permetti, io il mondo lo vivo molto bene, i miei figli grazie a Dio non hanno allergie, non sanno cosa siano gli antibiotici, non hanno problemi digestivi, e sono stati abituati al rispetto della natura e che è meglio un buon panino con il miele o una buona mela come merenda che una bustina di patatine fritte nell'olio di palma o una merendina con conservanti addensanti e creme alla margarina vegetale. quando poi non ci si mangia i prodotti light con il latte che viene lavato nel sale grosso per togliere il grasso... togli il grasso e metti il sale..... lo sapevi? o l'uso indiscriminato di edulcoranti al posto dello zucchero nelle bevande anche per i bambini... o sei diabetico oppure che cosa privi i bambini di un alimento fondamentale per la loro crescita?
    Vedi Stefano, io da venti anni faccio il boicottaggio integrale di nestlé e danone e parziale di unilever e vivo benissimo. mi sono accorto che con la mia metodicità di acquirente consapevole risparmio anche se compro quei prodotti cosidetti di nicchia. Mi sono accorto che mettere l'acqua fredda a bollire aggiungendoci le mie verdure che ho tagliato io alla dimensione e al mio gusto si impiega non mezza giornata, ma forse, esagerando eh, dieci minuti in più che se metto l'acqua fredda con le verdure surgelate. è solo volontà. e, ti assicuro, se tutti facessero come me o chi per me, ci sarebbe molto meno spreco di cibo, di acqua, di energia e soprattutto, molto meno sfruttamento delle popolazioni povere del sud del mondo.
    Ti consiglio , consiglio a tutti, la lettura di "Guida al consumo critico" della EMI-Editrice Missionaria Italiana.
    Da ciò che scrivi poi mi viene la sensazione, se sbaglio scusami, che tu non stia molto tempo dietro ai fornelli.....


    Concordo su tutto. Non capisco come puoi pensare che io non sia d'accordo, per il solo fatto che ho citato uno studio sui surgelati...
    Dico solo che non tutti hanno tempo di mettersi a fare la spesa oculata e a cucinare oculato come fai tu. Moltissimi non hanno tempo di farlo.
    Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero!

  9. #29
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    è vero relativamente

    Citazione Originariamente Scritto da DenkaSaeba25 Visualizza Messaggio
    Mi piace molto il tuo post, Malloreddus, e condivido in pieno: solo, esiste un piccolo problema: il costo proibitivo di determinati prodotti.

    E' vero che tutto dipende dall'uso che si fa degli alimenti in cucina (una mia passione personale), tuttavia è inconcepibile provare a fare un gulash quando patate e carote bio costano 2 e 50 al kg, un pezzo di spalla 10 euro (spalla!) e due peperoni 4 euro. Suvvia, c'è un limite a tutto.
    la qualità vince, e il cibo lo uso tutto, senza buttare nulla. quando compri quel pezzo di spalla sai che te lo mangerai tutto, hai la certezza della produzione, sai che non rilascerà acqua, non si sgonfierà e saprà di carne. troverai pezzature e tagli che dal macellaio per comodità e moda non troverai più, la guancia, il cimalino, la puntina, il sottospalla, il sottopancia di bue, e non solo filetti, girelli e coscia. Le carote poi, se sono vere bio ti accorgerai, sicuramente te ne sarai già accorto, che sono succose, croccanti e bitorzolute, con le fibre giuste, non sono delle cose insapori e standardizzate che due giorni dopo che hai aperto la confezione iniziano a rilasciare acqua. diciamo che un chilo di carote bio buone possa valere, organoletticamente e come contenuto di vitamine e sali minerali e zuccheri... due chili di carote industriali? lo dico con sicurezza mangionica e salutistica. Ti chiedo di considerare se il prezzo dei peperoni fosse di stagione o di serra fuori stagione, anche questo incide. Io ad esempio, quest'anno ho comprato per la prima volta il cavolo rapa, l'ho visto per due mesi ed ho provato. Apparentemente carissimo, in realtà interminabile come sfruttamento. Tagliato a fettine sottili per l'insalata, a cubetti per il minestrone, a julienne per lo stufato di piedini di agnello... con un solo cavolo rapa ci ho fatto un intiero pranzo. nell'insalata ho aggiunto una carota e due pomodori magari, ma quel prezzo bomba iniziale, si è trasformato in una miniera inesauribile. a per inciso, ho fatto macerare le cocce del cavolo rapa e ne ho fatto un compost naturale per le mie piantine sul balcone.....

  10. #30
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    hai mai pensato

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Concordo su tutto. Non capisco come puoi pensare che io non sia d'accordo, per il solo fatto che ho citato uno studio sui surgelati...
    Dico solo che non tutti hanno tempo di mettersi a fare la spesa oculata e a cucinare oculato come fai tu. Moltissimi non hanno tempo di farlo.
    hai mai pensato al tempo che sprechi nei supermercati, alle file, alla ricerca di parcheggio, a prendere il carrello, a caricare e scaricare, a quanti acquisti inutili non preventivati si fanno nei centri commerciali e nei supermercati, rispetto alla tranquillità, alla facilità ed alla serenità di acquisto nella piccola bottega? non è che io non frequenti i supermercati, ma mi danno l'orticaria. Non posso scegliere, se cerco una pera coscia trovo solo pere abate o williams, perché l'azienda quelle ha comprato perché c'è l'Argentina che deve esportare e le fa maturare in stiva per far prima..... no, non mi piace. Non è questione di avere il tempo, ma di quali sono le priorità che diamo al nostro tempo. il discorso è differente. è un po' il discorso della macchina e dei mezzi pubblici; prendo la macchina e pretendo di trovare il parcheggio esattamente dove devo arrivare, e casomai ci impiego 45'. prendo i mezzi, arrivo a 500 metri da dove devo arrivare, e ci impiego lo stesso tempo se non di meno, e magari camminando sfrutto quel tempo perché nel percorso c'è un negozio che mi è utile perché ecc. ecc. è una questione di scelte e priorità, non di tempo.

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