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Risultati da 41 a 50 di 105

Discussione: La serie Tv. Gomorra grande bugia

  1. #41
    CierRino di platino L'avatar di maurum
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    Citazione Originariamente Scritto da teophilius Visualizza Messaggio
    Purtroppo Napoli è da tempo "famosa" per botti e pistolettate in aria. Qui la "novità" sta nello sparare a caso (e non proprio "per aria") mentre si viaggia in motorino da un capo all'altro della strada, come a volte si vede fare in Gomorra. Ora il punto è: quegli sciagurati si sono comportati così perchè lo hanno visto fare in Gomorra o Gomorra lo fa vedere perchè ci sono degli sciagurati che si comportano così? Non molti anni fa mi ricordo alcuni tristi episodi di ragazzi che per "vincere" la noia passavano il tempo a buttare sassi dai cavalcavia autostradali. Questo almeno in Gomorra non c'è (ancora) stato. Emulazione o meno io credo che per fare certe cose ci deve essere (e spesso non essere) qualcosa prima e oltre l'eventuale visione di "opere" d'intrattenimento.


    Gomorra mostra certe scene perchè queste si rifanno a veri atti compiuti ancora prima di pensare al serial.


    Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani Isaia 49,16

  2. #42
    CierRino L'avatar di sere85
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    Citazione Originariamente Scritto da maurum Visualizza Messaggio
    «Qui si è sempre sparato di tutto a Capodanno. Questa volta si è sbagliata la miscela. Sono cose che capitano. È bastato quello per sminchiare mezzo quartiere». Già, cose che capitano dicono qui. A «sminchiare» mezza Falchera, o meglio i palazzi di via delle Querce che si affacciano di fronte al capolinea del tram numero 4, è stata una bomba carta artigianale gettata nel cassonetto dei rifiuti, confezionata o assemblata utilizzando forse altri «cipolloni» pieni di polvere da sparo. Una vera bomba: mezza dozzina di persone ferite dalle schegge o dagli oggetti caduti in casa; quattro auto distrutte; una trentina di alloggi Atc danneggiati, con finestre in frantumi, piastrelle sollevate, mobili scheggiati, lampadari staccati dal soffitto. la stampa.

    e qui non si da la colpa all'ISIS che ha incrementato la voglia di far bombe? perché il parallelismo non è poi tanto lontano...

  3. #43
    Vecchia guardia di CR
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    Certo che l'articolo sulla stanza d'albergo è patetico...

    Semplicemente alla gente fa piacere soggiornare in una stanza dove hanno girato il film.
    Così come molte persone sarebbero incuriosite da una casa che avesse fama di essere infestata dai fantasmi, anche se non ci credono.

    Per dimostrare seriamente qualcosa si dovrebbe condurre uno studio in cui:
    1) si dimostrasse che effettivamente dopo le messe in onda della serie il numero di atti criminali aumenti;
    2) dimostrare che si tratti di atti criminali compiuti da persone non affiliate alla criminialità organizzata, perchè dubito che quella segua Gomorra (a meno che non rientri in qualche loro piano, ma anche in quest'ipotesi Gomorra sarebbe solo una pedina di un progetto che è indipendente dalla serie);
    3) dimostrare quindi che questi criminali abbiano agito dietro istigazione di Gomorra, magari nemmeno l'hanno mai sentita prima...

    Solo a questo punto si potrebbe realmente supporre una correlazione. Ma verrebbe da chiedersi: il problema è davvero Gomorra? Una serie tv?
    Oppure è in quelle persone che sicuramente sono mentalmente compromesse, quanto meno, se si fanno guidare da un programma televisivo?

    PS
    : Non seguo la serie
    Ultima modifica di Messa; 03-01-2018 alle 16:21

  4. Il seguente utente ringrazia Messa per questo messaggio:

    TGC (03-01-2018)

  5. #44
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Gomorra e rischio emulazione: il parere del sindaco



  6. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio
    Gomorra e rischio emulazione: il parere del sindaco


    A dispetto del titolo (del video e del messaggio) le uniche parole del sindaco sul rischio emulazione sono: "se fai letteratura unilaterale, indipendentemente dalla tua volontà, ma se poi perseveri evidentemente anche con la tua volontà, seppur inconsapevolmente diventi un consolidatore dei fenomeni criminali". Poi continua nel parlare di "operazioni di verità", di gang che ci sono, ma non sono l'unica cosa sul territorio.
    E' un peccato che il sindaco non abbia sciorinato numeri, che certamente avrà, a supporto del fatto che la "consolidazione di fenomeni criminali" avvenga effettivamente in concomitanza con le puntate del serial. In assenza di messaggi che contengano dati come quelli invocati da Messa, direi che non è il caso, per me, di aggiungere altro alla mia opinione ribadita più volte nel thread.

  7. #46
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Gli effetti dei mass media su di noi: danno o beneficio?


    In che modo i mass media possono influenzare la mente e i comportamenti di chi vi è esposto? - Psicologia dei new media

    di
    Chiara Carlucci


    Al giorno d’oggi, in quest’epoca dove la tecnologia è in continua evoluzione, è ormai risaputo che i media hanno un effetto diretto nel condizionare gli atteggiamenti e le credenze del loro pubblico. Ma cosa sono esattamente i mass media?

    Una corretta definizione li etichetta come

    Mezzi di diffusione di massa attraverso cui è possibile diffondere un messaggio, secondo le caratteristiche proprie del mezzo, ad una pluralità di destinatari, senza necessaria interazione tra i due poli”.

    I principali mezzi di comunicazione di massa sono rappresentati dalla stampa, dalla televisione, dal telefono, dal cellulare e, negli ultimi anni, da internet e strumenti che utilizzano applicazioni di comunicazione digitale, quali smartphone, tablet, blog, social website, web tv.

    È innegabile che l’intera popolazione mondiale passi gran parte del suo tempo a contatto con i mass media e difficilmente potrebbe farne a meno. Tali mezzi, per la loro stessa struttura comunicativa, influenzano la cultura e la percezione della realtà, proponendo modelli e stili di vita che fanno leva sulla desiderabilità sociale.
    In quest’ottica si pensi al ruolo chiave che essi assumono nel campo pubblicitario.

    La promozione pubblicitaria attraverso i media ha però introdotto anche una serie di bisogni che vanno al di là dei beni di prima necessità, e non si può negare che fattori quali i comportamenti, gli atteggiamenti e le credenze sono influenzati dai media e dai canali attraverso cui vengono veicolati tali messaggi.

    Per comprendere l‘efficacia dei messaggi pubblicitari è necessario tenere presente il ruolo fondamentale rivestito dalle emozioni. Le emozioni giocano un ruolo cruciale nel modo in cui la mente funziona. Sulla loro base viene focalizzata l’attenzione, si determina ciò che si è ricordato, si formano le credenze e le motivazioni che portano la persona ad agire. Gli annunci più efficaci suscitano emozioni e una volta suscitata la reazione emotiva questa viene collegata al messaggio (Aronson e all, 1997).
    Numerose ricerche condotte negli Stati Uniti hanno indagato gli effetti dei modelli proposti dai media sui comportamenti delle persone. Solitamente i soggetti tendono a imitare i comportamenti di coloro che vedono e che ammirano in televisione. Tale tendenza imitativa, che può nel migliore dei casi condurre ad assumere comportamenti prosociali, può talvolta produrre effetti negativi e distruttivi.

    È da tempo risaputo che molti bambini tendono ad imitare comportamenti aggressivi osservati in televisione (Bandura 1973, cit. in Mucchi Faina, 1996). Tale effetto non si limita però solo all’infanzia. Si è constatato che è sufficiente avvertire anticipatamente i soggetti del fatto che assisteranno a un film aggressivo affinché si manifesti in loro una propensione all’aggressività.

    La televisione sembra avere la capacità di proporre modelli che vengono imitati per tre principali motivi: per prima cosa fornisce informazioni dettagliate riguardo a un determinato comportamento e ai risultati a cui questo può condurre; in secondo luogo induce a credere che i vantaggi che la persona – modello ottiene assumendo determinati comportamenti possono essere ottenuti da chiunque agisca in tal modo; e poi suggerisce che certi comportamenti sono legittimi.

    Ma gli individui sono realmente consapevoli dell’influenza esercitata dai media sulla loro mente?

    Una famosa teoria elaborata da Davidson nel 1983 asserisce che le persone sottostimano l’effetto che i mass media hanno su di loro e al contempo sovrastimano l’effetto che hanno sugli altri. Tale fenomeno prende il nome di “effetto terza persona”, e sembra dipendere dal bisogno di percepire le proprie azioni come libere da qualsiasi forma di controllo al fine di accrescere la propria autostima.

    Si è inoltre constatato che i mass media condizionano anche l’attività immaginativa. Se da un lato promuovono i sogni ad occhi aperti fornendo alla persona un supporto informativo che può essere utilizzato a questo scopo, dall’altro inibiscono l’immaginazione creativa, ossia la capacità di generare idee nuove e originali, poiché guardare la tv è un’attività che sottrae tempo all’immaginazione (McLead, 1991).

    Un’ulteriore attenzione è da porre ai famosissimi “messaggi subliminali”, definiti come “parole o immagini che, seppur non percepiti consciamente, influenzano il giudizio, gli atteggiamenti e le credenze delle persone a livello inconscio”. È innegabile che essi hanno degli effetti considerevoli sulle persone, anche se sostanziosi studi asseriscono che tali messaggi hanno conseguenze molto meno potenti rispetto a quelle pubblicità percepite a livello conscio.

    In sintesi si può quindi affermare che i mass media hanno notevoli effetti sul modo di pensare degli individui, effetti non sempre positivi e non sempre consapevoli ed è per tale motivo che sarebbe opportuno soffermare attenzione soprattutto ai messaggi e ai modelli che effettivamente trasmettono esempi positivi, prosociali e creativi, tralasciando invece quei messaggi inutili e inopportuni, i quali indurrebbero nelle persone atteggiamenti negativi e inappropriati.




    BIBLIOGRAFIA:






    FONTE

  8. Il seguente utente ringrazia evergreen per questo messaggio:

    teophilius (04-01-2018)

  9. #47
    CierRino L'avatar di Abacuc
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    Citazione Originariamente Scritto da 3manuele Visualizza Messaggio
    Ma ovviamente non sono mancati seminatori di panico morale, all'epoca, che additarono come come colpevoli morali dei sassi dal cavalcavia serie quali Ken il Guerriero (in specie il manga, perché questi erano appena arrivati massicciamente nelle edicole d'Italia) o programmi come Satyricon di Luttazzi.
    Luttazzi è colpevole morale di un altro tipo di sassi dal cavalcavia.
    Lo spirito soffia dove vuole

  10. #48
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da maurum Visualizza Messaggio
    Gomorra mostra certe scene perchè queste si rifanno a veri atti compiuti ancora prima di pensare al serial.
    Si, lo so, era una domanda retorica

    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio

    Gli effetti dei mass media su di noi: danno o beneficio?

    Ecco, questo articolo si avvicina di più al mio parere. Il tema può essere trattato "psicologicamente" e di conseguenza "socialmente", tali temi si offrono alla possibilità (con grande gioia di 3manuele, I suppose) di essere supportati con statistiche.

    Tuttavia il tema può essere trattato "filosoficamente" e qui (con grande dispiacere di 3manuele, I suppose) non c'è alcuna possibilità di avere un supporto statistico perchè in filosofia si possono certamente assumere come oggetto di studio delle statistiche ma le statistiche hanno un limitato valore argomentativo e in molti casi non hanno relazione alcuna con gli oggetti a cui la filosofia è maggiormente interessata (tanto per dirne uno: il bene morale, nessun filosofo che si rispetti farebbe dipendere un argomento sul bene morale dal numero di persone che lo accettano o peggio ancora farebbe dipendere l'essenza del bene morale dall'opinione delle persone).

    Dunque, filosoficamente parlando, i mass media sono un danno o un beneficio? Una domanda simile se la pose un signore ateniese duemilaetrecentosessantasei anni fa, anno più anno meno. All'epoca non esistevano i "mass" media ma esisteva un media che possiamo, con le opportune interpolazioni, considerare "mass": la scrittura. La risposta che diede è articolata su due livelli, il primo è in merito alla conoscenza di ciò che è trattato nello scritto, il secondo è in merito al fine dello scritto ovvero se il fine è trasmettere la conoscenza piuttosto che di essere un supporto mnemonico per chi oralmente trasmette la conoscenza.

    Ragione per cui la risposta alla domanda suonerebbe così: il media è di beneficio se il suo fine è di essere un supporto mnemonico scritto da chi conosce il vero per chi deve trasmettere oralmente la conoscenza del vero. Una mancanza in questi due criteri non comporta necessariamente un danno tuttavia, come tutte le mancanze, da luogo ad un potenziale danno e quindi diremo "problematico" il media.

    Quindi immaginatevi come una tale preoccupazione sorta 2366 anni fa quando i media erano un bene accessibile ad una classe ristretta di persone tendenzialmente in possesso di un certo livello intellettuale, possa assumere dimensioni gargantuesche quando i media sono accessibili ad una "massa".

    Se la cosa vi sembra problematica sappiate che non finisce qui Sempre lo stesso signore non si fece preoccupazione solo dei media ma anche di una particolare forma del messaggio mediato. Ovvero la forma estetica e nello specifico la poesia. Perchè ad un problema che già riteneva importante si prese la briga di "complicarlo" aggiungendo un'ulteriore livello di complessità? La risposta va ricercata nel fine che a quei tempi aveva la poesia. Il fine principale era educativo, specialmente nell'ambito delle virtù e della morale. Il nostro ateniese era preoccupato dal fatto che i poeti non fossero esperti delle virtù e della morale, per cui il primo dei criteri che ho citato veniva a mancare.

    Riassumendo abbiamo tre aspetti riguardanti i media (e dunque anche i mass-media): valore cognitivo, valore comunicativo, valore estetico. Il valore cognitivo risponde alla domanda: il messaggio è corretto? Il valore comunicativo risponde alla domanda: il messaggio è comunicato da una persona? Il valore estetico risponde alla domanda: il messaggio è fatto bene? Infine i tre aspetti devono essere riferiti ad un valore superiore (il fine), tale valore risponde alla domanda: che cosa vuole dire il messaggio?

    Ebbene, se avete avuto la santa pazienza di seguirmi fin qui e se sono riuscito a raggiungere una parvenza di risicata chiarezza, forse si può capire perchè io, dando il mio assenso al pensiero di quel signore, reputi i mass-media un'opportunità per fare bene o fare male. In assenza di una persona che medi il media io credo che l'ago della bilancia penda più sul fare male che sul fare bene.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  11. 3 utenti ringraziano per questo messaggio:

    3manuele (04-01-2018), Messa (04-01-2018), non_mite (04-01-2018)

  12. #49
    Moderatore bibliotecario L'avatar di 3manuele
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    Citazione Originariamente Scritto da teophilius Visualizza Messaggio

    Ecco, questo articolo si avvicina di più al mio parere. Il tema può essere trattato "psicologicamente" e di conseguenza "socialmente", tali temi si offrono alla possibilità (con grande gioia di 3manuele, I suppose) di essere supportati con statistiche.
    Sì (e magari lo sapevo già). In realtà, lo stretto legame tra violenza sui media e aggressività giovanile, tanto per fare un esempio di un tema, non trova supporto costante dagli studi di psicologia sociale moderni. Quindi, c'è ancora da studiare.

    Tuttavia il tema può essere trattato "filosoficamente" e qui (con grande dispiacere di 3manuele, I suppose)
    Il mio dispiacere arriva già alla parola 'filosoficamente': di filosofia non capisco una cippa, quindi posso solo ascoltare e cercare di capire, se ci riesco!

  13. #50
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da 3manuele Visualizza Messaggio
    Sì (e magari lo sapevo già). In realtà, lo stretto legame tra violenza sui media e aggressività giovanile, tanto per fare un esempio di un tema, non trova supporto costante dagli studi di psicologia sociale moderni. Quindi, c'è ancora da studiare.
    Gli esami non finiscono mai

    Citazione Originariamente Scritto da 3manuele Visualizza Messaggio
    Il mio dispiacere arriva già alla parola 'filosoficamente': di filosofia non capisco una cippa, quindi posso solo ascoltare e cercare di capire, se ci riesco!
    Allora dì una preghierina per me affinchè le mie elucubrazioni non siano occasione di scandalo La filosofia vista dall'esterno pare un oggetto, nella migliore delle ipotesi, oscuro e a volte, nel leggere qualcosa, sembra di avere a che fare con un'idra, quando pensi di aver capito una cosa ne spuntano due che non capisci e così via dunque sarebbe d'aiuto avere uno Iolao al fianco Credo che una delle maggiori complicazioni sia proprio il linguaggio "tecnico" perchè in filosofia i termini spesso non possono "terminare" il significato ma sono a loro volta... un media.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

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