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Discussione: Perché i sacerdoti possono essere solo uomini?

  1. #1
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    Perché i sacerdoti possono essere solo uomini?

    Per quale ragione esattamente i sacerdoti possono essere solo uomini e non donne? Si tratta di qualcosa che possiamo rintracciare con certezza nelle Sacre Scritture oppure deriva dalla interpretazione di queste?

  2. #2
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Isidro de Sevilla
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    Esiste un pronunciamento dogmatico in merito, quindi la Chiesa cattolica fino a che sarà tale non avrà sacerdotesse. Nessun Papa potrà mutarlo.

    Il fatto che le donne nella società civile ricoprano tutti i ruoli, non è una motivazione valida, perché quanto si applica alla società non è detto che sia applicabile alla Chiesa, che non è un regime democratico (nessuno vota per eleggere il nuovo parroco...), in nome della separazione tra Chiesa e Stato.

    La motivazione più semplice tra le tante è questa: se Gesù avesse voluto le sacerdotesse, avrebbe conferito questo incarico alla Sua Beata Madre, la quale era colei che lo conosceva maggiormente o alla Maddalena che pure gli stava assai vicino. Ma non lo fece, pur avendo la libertà di farlo.

    Diverso è il discorso sulle diaconesse: non vi sono pronunciamenti in merito, ma la direttiva è attualmente "non bisogna parlarne".

    Quando ero diacono, e inesperto di predicazione, dissi in un'omelia che il diaconato era un ministero tipicamente femminile. E mi presi una robusta lavata di capo...

  3. #3
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Citazione Originariamente Scritto da Isidro de Sevilla Visualizza Messaggio
    Quando ero diacono, e inesperto di predicazione, dissi in un'omelia che il diaconato era un ministero tipicamente femminile. E mi presi una robusta lavata di capo...
    fantastico

    Citazione Originariamente Scritto da Isidro de Sevilla Visualizza Messaggio
    Esiste un pronunciamento dogmatico in merito, quindi la Chiesa cattolica fino a che sarà tale non avrà sacerdotesse. Nessun Papa potrà mutarlo.

    Il fatto che le donne nella società civile ricoprano tutti i ruoli, non è una motivazione valida, perché quanto si applica alla società non è detto che sia applicabile alla Chiesa, che non è un regime democratico (nessuno vota per eleggere il nuovo parroco...), in nome della separazione tra Chiesa e Stato.

    La motivazione più semplice tra le tante è questa: se Gesù avesse voluto le sacerdotesse, avrebbe conferito questo incarico alla Sua Beata Madre, la quale era colei che lo conosceva maggiormente o alla Maddalena che pure gli stava assai vicino. Ma non lo fece, pur avendo la libertà di farlo.

    Diverso è il discorso sulle diaconesse: non vi sono pronunciamenti in merito, ma la direttiva è attualmente "non bisogna parlarne".
    Concordo con l'ottimo padre Isidro e aggiungo queste fonti:

    Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
    1577 « Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile ["vir"] ». 206 Il Signore Gesù ha scelto uomini ["viri"] per formare il collegio dei dodici Apostoli, 207 e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori 208 che sarebbero loro succeduti nel ministero. 209 Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile. 210

    Dal documento della Congregazione per la dottrina della Fede “Inter insigniores
    (15/10/1976): “La chiesa cattolica non ha mai ritenuto che le donne potessero ricevere validamente l’ordinazione presbiterale o episcopale...
    La tradizione della chiesa in materia è stata talmente stabile nel corso dei secoli, che il magistero non avvertì il bisogno di intervenire per affermare un principio che non incontrava opposizione, o per difendere una legge che non era contestata...
    La stessa tradizione è stata fedelmente salvaguardata dalle chiese d’oriente. La loro unanimità su questo punto appare tanto maggiormente degna di nota quando si tenga conto che, circa molte altre questioni, la loro disciplina ammette una grande diversità. Ed anche ai giorni nostri queste stesse chiese rifiutano di associarsi alle richieste, miranti ad ottenere l’accesso delle donne all’ordinazione sacerdotale”
    (...)
    “La congregazione per la dottrina della fede ritiene di dover richiamare che la chiesa, per fedeltà all’esempio del suo Signore, non si considera autorizzata ad ammettere le donne all’ordinazione sacerdotale”.
    Infine Giovanni Paolo II è intervenuto con una dichiarazione definitiva nella Ordinatio sacerdotalis (22.5.1994):
    “Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla divina costituzione della chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli (cf. Lc 22,32), dichiaro che la chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della chiesa”

    Come vedi la motivazione si fonda sul comportamento di Gesù così come è rilevabile con certezza dalle Sacre Scritture.
    Chi sostiene che Gesù si sarebbe fatto condizionare in qualche modo dalla mentalità dell'epoca, a parte la scarsa stima che dimostra per le capacità di scelta del Salvatore, non si rende conto che l'atteggiamento assunto da Gesù nei confronti delle donne contrasta singolarmente con quello dell'ambiente e della tradizione dell'epoca.
    Si può discutere sui motivi di questa scelta fatta dal Salvatore, ma non sulla scelta in sé.
    E tra i motivi si riconosce una qualche convenienza nel conferire a uomini un ministero col quale i sacerdoti agiscono nella persona di Cristo, in cui Cristo stesso agisce in loro fino a renderli Sua immagine quando pronunciano le parole della consacrazione. In questa "naturale rassomiglianza" con Gesù il sacerdote diviene segno del Cristo sposo dell'umanità e della Chiesa.

    Per quanto riguarda le diaconesse la questione è appunto più complessa, comunque sia il diaconato non è di diretta istituzione da parte di Gesù.

  4. #4
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Isidro de Sevilla
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    Spesso le femministe confondono il sacerdozio come servizio e il sacerdozio come potere ecclesiastico, quindi lo desiderano perché pensano che si tratti di un potere effettivo.

    Deve essere molto chiaro che il sacerdozio è un ministero di servizio e non di potere, anche chi è chiamato al governo della Chiesa deve esercitare tale ministero in un'ottica di servizio.

    Secondariamente, io penso che chi ambisce al potere non sa quello che chiede in termini di grattacapi e problemi ad esso connessi.

    E nella Chiesa le possibilità di servire sono molto ampie, esercitate secondo i carismi di ciascuno. Pertanto, per poter servire vi sono molte e diverse modalità e non necessariamente si deve ricevere il sacerdozio per farlo. Da duemila anni, il sacerdozio è riservato ai soli maschi ed è legato al sesso maschile, senza il quale manca il carattere.

    Diverso è il caso del transessualismo: la Chiesa reputa che l'ablazione dei genitali non cambi biologicamente il sesso di un individuo, quindi IN TEORIA un transex potrebbe essere ordinato. Ma questo non accade perché un documento della S. Sede reputa chi cambia sesso non idoneo ad essere ordinato (o a contrarre matrimonio) per una sorta di instabilità mentale. Ecco il documento:

    CITTA' DEL VATICANO - Dopo anni di studio, la congregazione della dottrina vaticana ha inviato ai responsabili della Chiesa un documento confidenziale nel quale si conclude che le procedure di "cambiamento di sesso" non cambiano il genere sessuale di una persona agli occhi della chiesa.
    Di conseguenza, secondo una fonte che conoscerebbe il testo originale, il documento istruisce i vescovi di non modificare mai il sesso registrato nei libri battesimali delle parrocchie e spiega che i Cattolici che si sono sottoposti alle procedure di "cambio di sesso" non possono sposarsi, essere ordinati preti o partecipare alla vita religiosa.

    Il documento è stato completato nel 2000 e spedito "sub secretum" (sotto segreto) ai rappresentanti del papa in tutti i paesi al fine di fornire ai vescovi una guida di base "caso per caso". Ma quando è diventato chiaro che molti vescovi non ne erano ancora a conoscenza, nel 2002 la congregazione l'ha alla fine inviata al presidente della conferenza episcopale.

    "Il punto chiave è che l'intervento chirurgico (sui transessuali) è così superficiale ed esterno che non cambia la personalità. Se la persona era maschio, rimane maschio. Se era femmina, resta femmina", dice la fonte.

    Il vescovo Wilton D. Gregory di Belleville, III, presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha inviato un breve comunicato ai vescovi statunitensi in ottobre con il quale venivano informati del documento Vaticano e nel quale vi era un sunto riguardante le relative istruzioni: non modificare le registrazioni battesimali parrocchiali, con l'eccezione di trascrivere una notazione a margine quando ritenuta necessaria.

    Il vescovo Bishop ha scritto: "La la rettificazione della legge civile per un credente non cambia la propria condizione canonica, che è maschio o femmina, così come determinato al momento della nascita".

    Il testo Vaticano definisce il transessualismo come un disordine psichico per il quale il codice genetico e le caratteristiche fisiche sono inequivocabilmente di un sesso ma nel quale ci si sente di appartenere al sesso opposto. In alcuni casi, il bisogno è così forte che la persona si sottopone ad un'operazione di "cambio di sesso" al fine di acquisire gli organi sessuali esterni del sesso opposto. I nuovi genitali non hanno funzioni riproduttive.

    Le conclusioni del documento chiudono un area di speculazioni controverse che sorsero in Italia, alla fine degli anni '80 quando un prete annunciò pubblicamente di essersi sottoposto all'intervento di "cambio di sesso".

    Dato che la Chiesa insegna che solo gli uomini possono essere ordinati preti, la questione posta sui giornali del tempo era se un prete che aveva fatto l'intervento di "cambio di sesso", rimanesse un prete - la risposta è "si" - e se una donna che aveva fatto il percorso opposto potesse essere ordinata - la risposta è "no".

    Una fonte Vaticana ha dichiarato che il testo è stato preparato fondamentalmente dal prete gesuita "Urbano Navarrete, professore di legge canonica in presso L'Università Gregoriana di Roma, attualmente in pensione.

    Nel 1997, Padre Navarrete scrisse un articolo sul transessualismo su un'autorevole rivista di legge canonica, testo che è stato consultato dalla congregazione dottrinale su casi specifici riguardanti transessualismo ed ermafroditismo.

    Il prete ha declinato l'invito a parlare di questa storia al Catholic News Service.

    Le specifiche del documento Vaticano includono:

    - Un analisi della liceità morale dell'operazione di "cambiamento di sesso". Concludendo che la procedura potrebbe essere moralmente accettabile in alcuni casi estremi se esiste una probabilità medica che lo stesso "curerà" il tormento interiore del paziente.

    Ma una fonte vicina al documento dice che le recenti evidenze mediche suggeriscono che nella maggior parte dei casi la procedura (di cambio di sesso. ndt) aumenta le probabilità di depressione e di disturbi psichici.

    - una disposizione che dà ai superiori religiosi l'autorità amministrativa di espellere un membro della comunità che si è sottoposto alla procedura di cambio di sesso. Nella maggior parte dei casi di espulsione dalla vita religiosa, il superiore può istruire un processo.

    - La raccomandazione di trattamento psichiatrico e consulenza spirituale per i preti transessuali. Suggerisce che essi possano continuare ad esercitare il loro ministero privatamente se non causa scandalo.

    - La conclusione che coloro i quali si sottopongono all'interento di "cambio di sesso" sono candidati inadatti per il farsi prete e per la vita religiosa a causa della loro instabilità mentale.

    - La conclusione che le persone che si sono sottoposte ad intervento di "cambio di sesso" non possono celebrare un matrimonio valido, o perché essi sposerebbero qualcuno dello stesso sesso agli occhi della chiesa o in quanto il loro stato mentale fa sorgere dubbi sulla loro capacità di fare e sostenere i propri voti matrimoniali.

    - L'affermazione della validità dei matrimoni in cui un partner che in seguito ha cambiat sesso, a meno che il tribunale della chiesa non determini che la predisposizione transessuale fosse precedene alla cerimonia matrimoniale.

    di John Norton, Catholic News Service

    Inoltre, si dimostra, in altre confessioni, come l'Anglicanesimo, che il "sacerdozio" femminile non ha risolto né il problema delle vocazioni, né il problema della frequenza ai "sacramenti". La Church of England sta infatti scomparendo...

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