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Discussione: Raimundo Panikkar ( conosciuto anche come Raimon Panikkar )

  1. #1
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    Raimundo Panikkar ( conosciuto anche come Raimon Panikkar )

    Vorrei che qualcuno mi illustrasse la figura di Raimundo Panikkar. l'ho ascoltato vari anni fa a qualche conferenza poi non l'ho più sentito. Chi lo conosce?
    Ultima modifica di Ismael; 14-02-2013 alle 13:39 Motivo: Modificato il titolo per aiutare la funzione 'cerca' visto che è conosciuto anche come Raimon e non solo come Raimundo. Un grazie ad Evergreen per la informazione.

  2. #2
    Iscritto L'avatar di Fucur
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    Ecco era ora!! Volevo parlarne io, è appena morto e quello che di lui ho letto e ascoltato mi è piaciuto molto. Ora però dovrei acquistare dei libri suoi, penso sia la maniera migliore di accostarsi ad una persona. So che Jaka Book ha pubblcato l'opera omnia...
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da maria francesca Visualizza Messaggio
    Vorrei che qualcuno mi illustrasse la figura di Raimundo Panikkar. l'ho ascoltato vari anni fa a qualche conferenza poi non l'ho più sentito. Chi lo conosce?
    Citazione Originariamente Scritto da Fucur Visualizza Messaggio
    Ecco era ora!! Volevo parlarne io, è appena morto e quello che di lui ho letto e ascoltato mi è piaciuto molto. Ora però dovrei acquistare dei libri suoi, penso sia la maniera migliore di accostarsi ad una persona. So che Jaka Book ha pubblcato l'opera omnia...
    Una piccola introduzione su chi sia questo personaggio?
    Semplicemente perchè può essere che non tutti lo conoscano...
    Vedrai una città regale addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova (F. Petrarca)

  4. #4
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    Panikkar e la via della mistica

    [YOUTUBE]2RXza06jXXM[/YOUTUBE]
    Dirsi l'unica civiltà nella galassia è come credersi l'unico pesce nel mare.

  5. #5
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    È un personaggio interessante.

    Un avvocato del pluralismo religioso che però non cade nel 'relativismo'.

    Afferma, se non erro, che nessuna fede e religione può essere scartata così a priori, perchè ogni uomo di fede (qualsiasi essa sia) cerca Dio (e questo è in linea con il pensiero tomista) e che allo stesso tempo è Cristo il vero Dio.

    L'assoluto è per Panikkar dentro l'esperienza spirituale di ognuno di noi. Quindi una religione, qualsiasi essa sia, può essere criticata ma non scartata del tutto.

    Con questo intende che ogni esperienza religiosa ha un seme di verità, per questo non si può scartare, però allo stesso tempo ci sono fedi più vicine alla verità ed altre più lontane, e qui entra la critica di ogni credo.

    In Panikkar troviamo una riaffermazione moderna (e post-Kant) dell’Argomento Ontologico sull’esistenza di Dio: Dio ci trova nel mito che contiene le nostre aspirazioni in assoluto, al punto in cui è attivo il nostro desiderio verso l'infinito.

    In una intervista disse infatti:
    “Nel dialogo pluralista in cui si criticavano i miti, l'amore che si sta affermando come assoluto, e mi troverà "che non posso amare [il mio prossimo] come me stesso se non prendo il mio posto un punto di riferimento più che conterrà tutti e due – questo è l'amore di Dio. Dio è l'unico luogo dove la mia individualità e del mio vicino coincideno e di conseguenza, l'unico posto che mi permette di amare come ama se stesso senza alcun tentativo di manipolarlo o influenzarlo ".

    In conclusione anche se un 'mito' non è davvero fatto storico, questo rimane seme di verità, secondo Panikkar, poichè è il riflesso dell'Amore di Dio verso l'uomo e del desiderio dell'uomo verso Dio.

    Allo stesso tempo Panikkar stressa l'importanza che non bisogna scendere a compromessi inutili, ovvero non dobbiamo compromettere la nostra fede in Cristo per il dialogo religioso, bensì dobbiamo mettere in pratica la Carità che Cristo ci ha insegnato in questo.



    Quindi secondo Panikkar:
    dialogo: SÌ
    rispetto per la fede altui: SÌ
    amore del prossimo: SÌ
    riconoscere che le altre fedi pure hanno una radice divina: SÌ
    relativismo religioso, sincretismo e mischiare le fedi: ASSOLUTAMENTE NO

    ======================================== ======================


    Le idee di Panikkar sono interessanti e bacchettano le dita degli estremisti.

    Ad esempio quando Giovanni Paolo II baciò il Corano (non è sicuro ma assumiamo che sia così) tanti protestanti e soprattutto quelli più 'estremisti' come certi rami evangelici o pentecostali, attaccarono subito con 'il Papa adora il Corano, non ama Cristo, etc.. etc...'

    In realtà con il suo atto il Papa non ha affatto compromesso la (propria) fede Cristiana come gli estremisti cercano di affermare.

    Un atto di rispetto verso il Corano (o un altro testo sacro non Cristiano) è quindi un segno di rispetto verso Dio che si rivela a tutti gli uomini attraverso le molteplici esperienze spirituali.

    Allo stesso tempo Giovanni Paolo II non affermò mai che il Corano è un libro 'ispirato' o che bisogna mischiare Islam e Cristianesimo. Anzi le sue posizioni furono sempre molto conservatrici. Non ha quindi fatto relativismo e compromessi di fede.

    Questi atti rispecchiano molto, a mio parere, anche le idee di Panikkar: mutuo rispetto tra persone di fede differente, amore, ricerca della pace e riconoscere che anche chi non crede in Cristo crede (in una maniera o l'altra) in Dio e che Lo cerca sinceramente.

    Quindi non possiamo denigrare la fede altrui. Possiamo criticare razionalmente il grado di verità e storicità di queste, ma non possiamo negare il loro grande valore spirituale.

    Quando comprendiamo questo possiamo anche imparare da altre religioni e fedi, senza dover però compromettere la nostra fede ed i nostri dogmi.
    Ultima modifica di Ismael; 13-09-2010 alle 14:54
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  6. #6
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    Raimon Panikkar, nome completo Raimundo Pániker Alemany (Barcellona 1918 – Tavertet 2010), è stato un controverso sacerdote cattolico.







    Indubbiamente Panikkar è stato un personaggio di grande cultura e carisma ed è stato teologo, filosofo, docente di diverse Università ed autore di libri e articoli su religioni comparate e dialogo interreligioso.

    Tuttavia il suo pensiero ed il suo percorso religioso, iniziato come sacerdote cattolico nell' Opus Dei, non è molto chiaro.

    A mio avviso è possibile definirlo come un sacerdote cattolico borderline, cioè, uno di quei sacerdoti cattolici sempre sul confine tra ciò che è cristiano e ciò che non lo è; uno di quei sacerdoti che mettono spesso il piede fuori dalla Chiesa Cattolica ma in seguito vi rientrano, ma in definitiva il loro pensiero rimane sempre molto controverso e nebuloso, ed i lettori, oltre a confondersi, fanno anche difficoltà a comprendere cosa vogliono dire questi sacerdoti.



    Panikkar è rimasto per molti un enigma, guardato spesso come un profeta, ma anche, da altri, come qualcuno che ha aperto strade pericolose, che darebbero adito ad atteggiamenti vicini al sincretismo fra le religioni. Ricordo che, qualche giorno dopo la sua morte, parlandone con un amico indiano, vescovo e teologo, raccolsi un commento inquietante, ma anche motivante: «Chissà se lui stesso ha capito quello che ha scritto e detto». Una sintesi efficace, perché capire Panikkar resta ancora una pretesa.

    fonte:
    http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=articolo&idC ontenuto=332048


    Panikkar nasce in Spagna da madre cattolica, di famiglia borghese catalana, e da padre indiano induista. “Tra mio padre e mia madre regnava un’armonia profonda anche se appartenevano a due diverse tradizioni" (tratto dalla Biografia sul sito ufficiale di Raimon Panikkar).

    Difficile riportare una breve biografia di questo sacerdote, considerato il suo vasto cammino. Riporto qualche breve passaggio preso da wikipedia, in modo particolare le notizie che possiedono fonti precise:

    Nel 1935 si diploma presso i gesuiti di Barcellona, e si iscrive alle facoltà di scienze e di lettere. Completa gli studi in Spagna laureandosi in scienze all’Università di Barcellona (1941) e in lettere a quella di Madrid (1942).
    Nel 1940 si avvicina al primo nucleo di fedeli laici dell'Opus Dei, instaurando una stretta relazione con Escrivá de Balaguer. Panikkar fu membro dell'Opus Dei per vent'anni tra Barcellona e Madrid. Nel 1946, su suggerimento di Escrivá, Panikkar riceve l'ordinazione sacerdotale, officiando come cappellano del Colegio Mayor la Moncloa. In seguito, Panikkar ha parlato con molta reticenza del suo periodo nell'Opus Dei, dichiarando solo di non essere entrato nell’ Opus come chi entri “in un club”, ma in una organizzazione ecclesialee di non essere “pentito di quella tappa della mia vita...la linea della vita non è retta né a zigzag” (Il dialogo intrareligioso, Assisi 1988).
    Nel 1946 ottiene il dottorato in lettere e filosofia all'Università Complutense di Madrid.

    Dopo aver insegnato in prestigiose università si reca in missione apostolica in India e l' incontro e la conoscenza di induismo e buddhismo cambiano il suo atteggiamento, senza modificare il suo cristianesimo: “Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindú e ritorno buddhista, senza cessare per questo di essere cristiano" (Il dialogo intrareligioso, Assisi 1988)






    Dopo questa "trasformazione", Panikkar viaggia per il mondo ed insegna in diverse Università, promuovendo il suo controverso pensiero cristiano-induista, dedicandosi al dialogo tra le religioni.

    Accusato di sincretismo e panteismo, Panikkar si è addirittura sposato con il permesso delle autorità cattoliche.

    Fu sposato civilmente "con un permesso speciale della congregazione del clero per vivere una esperienza all’interno della chiesa come ricerca di un’alternativa alla legge del celibato". Lo aveva sempre ritenuto ingiusto.

    fonte:
    http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2596

    Questa vicenda del matrimonio di Panikkar potrebbe far pensare che la Chiesa non lo riteneva più come un suo ministro, bensì lo riteneva un libero pensatore a cui è stata concessa la dispensa, ma Panikkar si sposò solo civilmente.
    In questo caso, Panikkar sembrerebbe uno dei tanti ex-ministri fuoriusciti dalla Chesa Cattolica, ex-ministri che finirono per dedicarsi ad attività intellettuali estranee alla Chiesa Cattolica.

    Siccome non si comprende bene lo stato canonico di Panikkar dopo il suo matrimonio civile, la domanda nasce spontanea:

    Panikkar continuò a celebrare messa anche dopo il suo matrimonio civile oppure fu “sospeso a divinis” (causa matrimonio) ?

    Non ho trovato risposte al riguardo.
    Nel primo caso ci sarebbero problemi non indifferenti

    Alcuni sostengono che:

    contrasse un matrimonio in castità per protestare contro il celibato sacerdotale
    http://www.ibs.it/code/9788821571794/luise-raffaele/raimon-panikkar-profeta.html
    Ma come può un ministro della Chiesa contrarre un matrimonio civile senza incorrere in sanzioni canoniche?

    Quale permesso speciale ricevette dalla Chiesa?

    Il matrimonio fu solo "simbolico"?

    Panikkar continuò ad esercitare il ministero (celebrare messa) anche dopo il matrimonio civile?

    Non solo il pensiero di Panikkar è controverso ma anche la sua storia personale.......

  7. #7
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    Il pensiero di Panikkar

    Il pensiero di Panikkar è borderline, al confine tra ciò che è cristiano e ciò che non lo è.

    Sembrerebbe che per Panikkar Gesù è un nome storico del Cristo universale, di cui la storia delle religioni conosce altre concretizzazioni (Cfr. Rosino Gibellini, La teologia del XX secolo, Queriniana, Brescia 1999, pp. 553-554)

    Se qualcuno mi proponesse la lettura di questo libro che segnalo, senza specificare l' autore, ed in seguito mi chiedesse a quale religione appartiene, io non avrei esitazioni a catalogare questo testo tra gli autori induisti, in modo particolare un autore induista che cerca il dialogo con la Chiesa Cattolica.

    In questo testo che segnalo troviamo una teologia e una filosofia difficile, confusa. Per quanto mi riguarda è un libro difficile da leggere per intero, perchè dopo un paragrafo o dopo una pagina nasce spontanea la domanda:
    "E quindi?" "In cosa crede l' autore?".

    Ci sono dei passaggi chiaramente eretici, ma in seguito l' autore sembrerebbe ritrattare quello che ha scritto in precedenza fornendo continue nuove interpretazioni. Nel complesso il pensiero è confuso, sempre sulla linea tra il cristianesimo e l' induismo, a volte fuoriesce dal cristianesimo con eresie pazzesche e a volte vi rientra.

    Decisamente sconsigliabile la lettura. In questa epoca confusa, questi libri confondono ancor di più il cristiano che è alla ricerca della propria fede.

    In queste citazioni riporto in grassetto le parti più controverse:


    Il Cristo sconosciuto dell'induismo

    Di Raimon Panikkar

    Pag. 31

    Appare ovvio che il logos, che era nel Principio e che poi si incarnò nel tempo, non può essere identificato senza qualifiche con Gesù di Nazaret, come ho cercato di spiegare altrove.
    Gesù è il Cristo, ma il Cristo non può essere identificato totalmente con il figlio di Maria.
    E' il pensiero astratto che ci porta a credere che se A e B, B è anche A. Nè Gesù nè Cristo sono però algoritmi. La realtà non si lascia concettualizzare senza una previa astrazione.



    pag. 57

    in altre parole, ciò che ci accumuna è il fatto che viviamo tutti di fede, malgrado i diversi credi (credenze).
    Ho cercato di esprimere tutto questo nel titolo del libro. Ma si tratta di un titolo piuttosto criptico. E' significativo che si abbia poco riflettuto sulle sottigliezze del genitivo. La mia principale preoccupazione non è stata quella di riflettere

    a) sul Cristo sconosciuto agli hindù che è "conosciuto" dai cristiani, nè di b) sul Cristo sconosciuto ai cristiani che è "conosciuto" dagli hindù sotto qualche altro nome e forma.

    La mia intenzione principale è stata quella di parlare c) del cristo "sconosciuto" dell' induismo, che può essere sconosciuto sotto il nome di Cristo sia agli hindù
    sia ai cristianti che pensano di averne una conoscenza completa.
    Anzi tanti uomini sono "salvati" senza conoscere esplicitamente il suo nome. Forse avrei dovuto dire:
    il Cristo sconosciuto (nascosto) nella realtà.

    La mia intenzione era presentare un caso che corrispondesse all' intenzionalità fondamentale del titolo:
    c'è una x che è sconosciuta a entrambe le parti e a cui il nome "Cristo" poteva essere applicato, una volta chiarito che entrambe le parti lo possono utilizzare in modo significativo.

    Ho presentato il Cristo sconosciuto dell' induismo, vale a dire l' aspetto misterico presente anche nell' induismo, secondo la comprensione mistica del mistero cristiano. Nella misura in cui si accetti che l' induismo è una religione autentica, i cristiani chiameranno "Cristo" questo aspetto misterico.

    Il titolo non dice "Il Cristo nascosto", come se i cristiani conoscessero il segreto e gli hindù no. Volevo mettere l' accento sulla presenza di un Mistero in entrambe le tradizioni.
    E' stato detto ripetutamente che identità non è identificazione e che dobbiamo distinguere tra individualità e singolarità.
    Orbene, questo Mistero non è un Essere divino puramente trascendente (nigunico) che ognuno riconosce a modo suo.

    E' parimenti immanente e "di questo mondo"; è anche di carattere sagunico, e possiede anche un dinamismo storico. Volevo sottolineare che l' incontro non avviene su un piano trascendente dove le differenze non importano più, dove noi non apparteniamo più a questo Mondo, ma proprio qui in quanto compagni di cammino e pellegrini, che partecipano a una comune umanità, alla stessa avventura samsarica e a una situazione storica.

    Ma se questo saggio è tanto irenico, perchè ho utilizzato il nome "Cristo"? Perchè non Rama o un nome più neutrale e non così carico del peso della storia?

    Prima di tutto ho utilizzato il nome "Cristo" proprio a causa del peso della storia. I simboli non si creano volontà, nè sono il prodotto di singoli individui. Cristo è stato ed è ancora uno dei simboli più potenti dell' umanità, anche se ambivalente e molti discusso.
    Cristo è un nome storico e porta con sè il fardello della storia, nel bene e nel male.

    Gli aspetti negativi aggiungono qualcosa alla sua realtà non meno di quelli positivi.

    E' quasi superfluo ribadire che il nome di Cristo non può essere confinato al cosiddetto Gesù storico.


    pag. 94

    Abbiamo già detto che l' induismo e il cristianesimo si incontrano in Dio e che Dio è, per così dire, all' opera, all' interno di abedue le religioni e le trascende. La dottrina cristiana afferma che Dio e Cristo hanno una relazione peculiare, sono indivisibili e inseparabili, senza essere però confusi, e che là dove Dio opera nel mondo è sempre nel Cristo e per mezzo si Cristo che Egli agisce. L' induismo non avrebbe difficoltà a comprendere questo aspetto di Dio e lo chiamerebbe probabilmente, Isvara (Signore) o Bhagavan. Questa affermazione circa Cristo come luogo d' incontro può anche essere comprensibile ( o per lo meno accettabile) per l' hindù, se facciamo un' affermazione equivalente (omeomorfica) anche per Siva, Visnu o Brahma. L' equivalenza non sarà assoluta, giacchè i contesti teologici differiscono, ma contribuirà a una comprensione esistenziale dell' affermazione cristiana.

    L' ostacolo sorge quando il cristianesimo, formulando le necessarie precisazioni, identifica Gesù, figlio di Maria, con il Cristo. E' precisamente questa identificazione che caratterizza la fede cristiana. L' hindù può solamente rispettare, senza condividere, questo aspetto "teostoricologico" del cristianesimo attuale. Come abbiamo detto, tuttavia, Gesù è il Cristo, ma Cristo non si esaurisce in Gesù.

    Abbiamo continuamente parlato di "Dio" senza spiegare il significato della parola, che comunque indica un Mistero e pertanto è ineffabile.
    Possiamo tuttavia chiarire che il Dio cristiano è essenzialmente trinitario e la Trinità non è monoteismo, e tanto meno triteismo: Dio non è sostanza, ma Relazione e in questa siamo noi e il mondo - come ho cercato di spiegare in altra sede con il nome di eperienza cosmoteandrica.



    Nelle ultime pagine del libro troviamo una conclusione a tratti cristiana e a tratti induista:


    pag. 206

    Dovremmo infine formulare una conclusione teologica che deriva automaticamente dall' approccio cristologico: l' unità di Cristo. Tutto quello che Dio compie ad extra avviene attraverso Cristo.


    Riconoscere la presenza di Dio nelle altre religioni equivale proclamare la presenza di Cristo in esse "poichè in Lui sussistono tutte le cose".
    Insistiamo ancora sull' unità di Cristo per controbilanciare il pensiero individualista moderno. Non ci sono molti Cristi così come non ci sono molti Dei.



    Nelle ultime pagine del libro non si comprende cosa voglia intendere Panikkar quando sostiene che "Riconoscere la presenza di Dio nelle altre religioni equivale proclamare la presenza di Cristo in esse".

    Se intende i "semi del verbo" allora è una definizione cristiana, ma se intende la presenza spirituale, nelle altre religioni, del "Cristo cosmico", allora è senza dubbio una affermazione anticristiana ed eretica perchè è induismo.

    La filosofia induista del "Cristo cosmico" è una eresia che distrugge il cristianesimo alla sua base, in quanto, secondo questa filosofia, Gesù diventa solo un nome storico del Cristo universale, di cui la storia delle religioni conosce altre concretizzazioni. Insomma siamo in pieno New Age.

    Il pensiero di questo autore è confuso, un pensiero borderline, che può essere interpretato in un verso o in un altro, ma che in diversi passaggi assume caratteristiche decisamente anticristiane.


    Nel Catechismo della Chiesa Cattolica possiamo osservare come sia un grave errore sostenere che:
    il nome di Cristo non può essere confinato al cosiddetto Gesù storico.

    Infatti i nomi Gesù e Cristo, sono i nomi assunti dal Figlio di Dio, la seconda Persona della Trinità.

    Cristo è il nome di colui che è stato unto dal Padre, cioè il Figlio.

    Pertanto è un grave errore affermare che il nome di Cristo non può essere confinato al cosiddetto Gesù storico, perchè il nome di Cristo è confinato proprio a Gesù storico, il Figlio di Dio, seconda Persona della Trinità.

    Infatti Gesù Cristo è immagine di Dio Padre:



    Col 1,15 Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione


    Gv 14,9 Chi ha visto me, ha visto il Padre.


    In Gesù Cristo, e in nessun altro, abita corporalmente tutta la pienezza della divinità:

    Col 2,9 È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità


    Catechismo Chiesa Cattolica
    ARTICOLO 2
    «E IN GESÙ CRISTO, SUO UNICO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE»III.

    436
    Cristo viene dalla traduzione greca del termine ebraico « Messia » che significa « unto ». Non diventa il nome proprio di Gesù se non perché egli compie perfettamente la missione divina da esso significata. Infatti in Israele erano unti nel nome di Dio coloro che erano a lui consacrati per una
    missione che egli aveva loro affidato. Era il caso dei re,dei sacerdoti e, raramente, dei profeti. Tale doveva essere per eccellenza il caso del Messia che Dio avrebbe mandato per instaurare definitivamente il suo Regno. Il Messia doveva essere unto dallo Spirito del Signore, ad un tempo come re e sacerdote ma anche come profeta. Gesù ha realizzato la speranza messianica di Israele nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re.

    438
    La consacrazione messianica di Gesù rivela la sua missione divina. « È, d'altronde, ciò che indica il suo stesso nome, perché nel nome di Cristo è sottinteso colui che ha unto, colui che è stato unto e l'unzione stessa di cui è stato unto: colui che ha unto è il Padre, colui che è stato unto è il Figlio, ed è stato unto nello Spirito che è l'unzione ». La sua consacrazione messianica eterna si è rivelata nel tempo della sua vita terrena nel momento in cui fu battezzato da Giovanni, quando Dio lo « consacrò in Spirito Santo e potenza » (At 10,38) « perché egli fosse fatto conoscere a Israele » (Gv 1,31) come suo Messia. Le sue opere e le sue parole lo riveleranno come « il Santo di Dio ».


    Tutti i cristiani sono in effetti soprannominati "altri Cristi", ma questo in virtù della partecipazione al sacerdozio regale di Cristo. I cristiani sono figli nel Figlio.

    I cristiani sono Tempio della Santissima Trinità:

    Gv 14,23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

    1Cor 6,19 Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi?


    Ma per essere Tempio della Santissima Trinità, per essere altri Cristi (cioè cristiani) è necessario il Battesimo, è necessario essere innestati in Gesù Cristo.

    Per questo motivo, nelle altre religioni è possibile trovare i "semi del verbo" cioè segni che riconducono a Cristo Gesù, ma non è possibile trovare nessuna presenza spirituale di Cristo.

    Per trovare una presenza spirituale di Gesù Cristo è necessaria perlomeno la presenza di due persone che credono e che si riuniscono nel nome di Gesù, Figlio di Dio, seconda Persona della Trinità, nostro Signore e Salvatore:

    Mt 18,20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.

    Mentre invece nella teologia di Panikkar sembrerebbe esserci un Cristo cosmico che è presente spiritualmente in tutte le religioni e Gesù sarebbe solo una delle tante concretizzazioni di questo Cristo cosmico. In questo caso ci troviamo davanti ad un grave errore che contrasta totalmente con la fede cristiana.

  8. #8
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    Nei video che possiamo trovare su youtube, Panikkar appare senza dubbio come un uomo spirituale, carismatico, buono, colto. Però, dopo la visione di un video, rimane sempre la sensazione di aver ascoltato concetti più o meno scontati, la sensazione di aver ascoltato un maestro induista, un filosofo indiano che invita alla pace e a volersi bene.

    In questo video Panikkar dice testualmente:

    "...adesso io non parlo soltanto come indù, parlo anche come cristiano..."

    Ma un sacerdote cattolico può parlare come un indù e "adesso non soltanto come indù ma anche come cristiano"?



    In questo video abbiamo ascoltato indubbiamente delle belle parole e dei bei pensieri; nei discorsi di Panikkar ci sono molti spunti interessanti, ed io paragonerei Panikkar a religiosi come Tiziano Terzani. Tuttavia io gradisco molto di più Terzani perchè quest' ultimo dice in modo chiaro ed esplicito qual'è la sua "collocazione religiosa", cioè Terzani non è un personaggio ambiguo, non si presenta come cattolico, bensì si presenta come un giornalista alla ricerca di Dio.

    Panikkar invece si presenta ed è presentato, in modo ambiguo, come sacerdote cattolico, e questo potrebbe creare errori e problemi in quei "cattolici in ricerca" che si fidono di questa presunta cattolicità.

    Inoltre, questi maestri stile "new age" possono proporre senza dubbio degli insegnamenti molto interessanti, che possono contribuire alla crescita spirituale di tutti, anche del cristiano, però, questi religiosi, come tutte le religioni del mondo, si fermano fino ad un certo livello, che è quello umano.


    Il cristianesimo è tutta un altra cosa:

    Il cristianesimo è vivere in perfetta comunione con Dio, in perfetta comunione con la Santissima Trinità, senza ricercare nessun particolare sforzo o bravura psicofisica. Nel cristianesimo c'è la grazia.

    Il cristianesimo è possibilità di vivere nella comunione d' amore della Santissima Trinità.

    Il cristianesimo è possibilità di essere figli adottivi di Dio, per mezzo di Gesù Cristo.

    Il cristianesimo è possibilità di partecipare al sacerdozio regale di Cristo.

    Il cristianesimo è possibilità di entrare nella vita eterna per la porta principale, ed è anche possibilità di perdere questo privilegio...

    Il cristianesimo è possibilità di essere tempio della Santissima Trinità:

    Gv 14,23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

    1Cor 6,19 Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi?




    Il cristianesimo è possibilità di far entrare in noi la pienezza della divinità:

    Col 2,9 È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità

    Catechismo Chiesa Cattolica 1374 Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero.« Tale presenza si dice "reale" non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ».


    Il cristianesimo è, per mezzo di Gesù Cristo, possibilità di santificarsi e possibilità di vincere tutte le forze del male:

    Gv 15,5 Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

    Lc 10,19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.



    Il cristianesimo è possibilità di salvezza e possibilità di santificarsi: amando Dio (attraverso la preghiera liturgica e la preghiera privata) e amando il prossimo cioè chiunque incontriamo quotidianamente sul nostro cammino.

    Il cristianesimo è lotta contro i sette vizi capitali, i quali ostacolano il raggiungimento del fine della vita: amare Dio e il prossimo come se stessi.


    Il cristianesimo è impegno per rispettare i dieci comandamenti, per non perdere il dono preziosissimo della comunione con la Santissima Trinità.

    Ef 4,30 E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.



    Il cristianesimo è possibilità di cadere e rialzarsi, facendo ogni volta esperienza del perdono di Cristo.

    Mt 11,28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.



    Il cristianesimo è possibilità di lottare e vincere contro le potenze del male:

    Ef 6,12 La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.


    Catechismo Chiesa Cattolica


    VII. « Ma liberaci dal male »


    2850 L'ultima domanda al Padre nostro si trova anche nella preghiera di Gesù: « Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno » (Gv 17,15). Riguarda ognuno di noi personalmente; però siamo sempre « noi » a pregare, in comunione con tutta la Chiesa e per la liberazione dell'intera famiglia umana. La Preghiera del Signore ci apre continuamente alle dimensioni dell'Economia della salvezza. La nostra interdipendenza nel dramma del peccato e della morte diventa solidarietà nel corpo di Cristo, nella « comunione dei santi ».

    2851 In questa richiesta, il male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il « diavolo » è colui che « si getta di traverso » al disegno di Dio e alla sua « opera di salvezza » compiuta in Cristo.2852 « Omicida fin dal principio [...], menzognero e padre di menzogna » (Gv 8,44), « Satana, che seduce tutta la terra » (Ap 12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta
    definitiva che tutta la creazione sarà « liberata dalla corruzione del peccato e della morte ».« Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,18-19):
    « Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio non teme il diavolo. "Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?" (Rm 8,31) ».




    Questo è il cristianesimo e che dono incommensurabile.
    Mentre invece, negli autori New Age, (e a volte nei sacerdoti cattolici borderline), troviamo qualche buon insegnamento (ma sono nettamente migliori i filosofi greco-romani) ed il solito motto:
    "Vogliamoci bene, rilassiamoci, ed ognuno faccia quello che vuole....".

  9. #9
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Ho la netta sensazione che sia il successore "spirituale" di Anthony De Mello. Tante supercazzole ma poca sostanza (cristiana) e tanto new-age.

  10. #10
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Ho la netta sensazione che sia il successore "spirituale" di Anthony De Mello. Tante supercazzole ma poca sostanza (cristiana) e tanto new-age.
    Prima di sen-sa(n)zionare io leggerei, di Raimon Pannikkar, "La pienezza dell'uomo: una cristofania"( edizioni Jaka Book).
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

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