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Discussione: Permanenza dell'anima nei pressi del corpo dopo la morte

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Bernardo
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    Permanenza dell'anima nei pressi del corpo dopo la morte

    Buonasera a tutti,
    torno su questo forum dpo molto tempo per un richiesta di chiarimento: ho sentito affermare in più occasioni da alcuni conoscenti di provata fede, come fosse tradizione risaputa, che nei quaranta giorni successivi alla morte un'anima rimane nei pressi del corpo e "visita" in qualche modo i luoghi e le persone che le sono state care, questo perchè anche l'ascensione di Gesù sarebbe avvenuta solo dopo 40 giorni. Ora, io non ricordo di aver mai sentito nè letto nulla del genere per cui desidererei sapere se la cosa ha qualche fondamento dottrinale o, in caso contrario, se vi sono ipotesi su come sia venuta a formarsi questa opinione.

    Grazie

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da Bernardo Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti,
    torno su questo forum dpo molto tempo per un richiesta di chiarimento: ho sentito affermare in più occasioni da alcuni conoscenti di provata fede, come fosse tradizione risaputa, che nei quaranta giorni successivi alla morte un'anima rimane nei pressi del corpo e "visita" in qualche modo i luoghi e le persone che le sono state care, questo perchè anche l'ascensione di Gesù sarebbe avvenuta solo dopo 40 giorni. Ora, io non ricordo di aver mai sentito nè letto nulla del genere per cui desidererei sapere se la cosa ha qualche fondamento dottrinale o, in caso contrario, se vi sono ipotesi su come sia venuta a formarsi questa opinione.

    Grazie

    La Chiesa insegna che un'anima, appena il corpo muore definitivamente, va direttamente al Giudizio Particolare e poi o in Paradiso (magari passando prima per il purgatorio) o all'Inferno. ((Che poi possano, per volontà di Dio accadere eccezioni è possibile, ma sono appunto eccezioni e non la norma))

    Quindi l'idea dei tuoi amici è errata o perlomeno non è certo ciò che insegna la Chiesa.


    INOLTRE:

    Il fatto che Cristo sia asceso dopo 40 giorni non c'entra NIENTE con la destinazione dell'anima di un morto.

    Gesù era RISORTO ovvero era Anima e Corpo (glorioso) non una mera anima senza corpo.

    Noi saremo come Gesù risorto solo dopo la resurrezione finale quando tutti noi sperimenteremo la grazia della resurrezione.

    Invece da sottolineare che quando Gesù è morto, come insegna anche S. Paolo, la sua Anima (e Divinità ovviamente) discese negli 'inferi' ovvero nel 'Limbo dei Padri' per dare loro il Vangelo e aprire loro le porte del Paradiso.

    Quindi anche Cristo, dopo la sua morte è andato direttamente dove la Sua anima doveva andare.

    (ovviamente parlare di Cristo è sempre un caso speciale perchè era Vero Dio e Vero Uomo... ma la parte umana di Cristo, quindi anche la sua anima umana, ha seguito la sorte di tutti gli uomini alla morte... ma ovviamente non per restare nel limbo dei Padri (lo sheol) ma per liberare i giusti nati prima di Cristo e poi risorgere)
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  3. #3
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Citazione Originariamente Scritto da Bernardo Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti,
    torno su questo forum dpo molto tempo per un richiesta di chiarimento: ho sentito affermare in più occasioni da alcuni conoscenti di provata fede, come fosse tradizione risaputa, che nei quaranta giorni successivi alla morte un'anima rimane nei pressi del corpo e "visita" in qualche modo i luoghi e le persone che le sono state care, questo perchè anche l'ascensione di Gesù sarebbe avvenuta solo dopo 40 giorni. Ora, io non ricordo di aver mai sentito nè letto nulla del genere per cui desidererei sapere se la cosa ha qualche fondamento dottrinale o, in caso contrario, se vi sono ipotesi su come sia venuta a formarsi questa opinione.

    Grazie
    Le dottrine sul cosiddetto "aggiramento" delle anime attorno ai luoghi terreni abitati durante la vita mortale sono tipiche di moltissime religioni, non solo quelle sciamaniche, ma anche quelle classiche come la religione greca e romana. Ecco ad esempio un brano di Cicerone, tratto dal Somnium Scipionis, che ne parla:
    "... Quanto agli uomini che si sono dati ai piaceri del corpo, che si sono offerti, per così dire, come loro mezzani e che hanno violato le leggi divine e umane sotto la spinta delle passioni schiave dei piaceri, la loro anima, abbandonato il corpo, si aggira in volo attorno alla terra, e non ritorna in questo luogo, se non dopo aver vagato tra i travagli per molte generazioni...".
    Ma queste dottrine non fanno parte della fede cristiana, la quale insegna invece che il destino dell'anima dopo la morte è quello di essere giudicata immediatamente da Dio
    Fatta salva la libertà di Dio di risuscitare chiunque Egli voglia (anche se in realtà si tratta di un tempo differito della morte corporale) non si predica alcun ritorno o permanenza dell'anima presso il proprio corpo dopo la morte. Ma il destino dell'uomo dopo la morte è presentarsi davanti a Dio per un giudizio particolare in cui l'uomo si troverà davanti alla verità della propria relazione con Dio. La dottrina sui novissimi : morte-giudizio- inferno-vita eterna, che include anche la dottrina sul purgatorio, sul giudizio universale e sulla resurrezione della carne è ampiamente trattata in molte discussioni di questo Forum.
    Come hai giustamente rilevato, di queste credenze sulla permanenza dell'anima presso il corpo dopo la morte, tu non ne hai mai letto nè sentito parlare, semplicemente perchè non fanno parte del deposito della fede. Del resto Gesù, dopo la sua Resurrezione, non era un'anima ma un Dio-uomo Risorto con un'anima ed un corpo glorificato e la sua permanenza non servì per distaccarsi sentimentalmente gradualmente dai suoi, ma per convincerli della potenza della Resurrezione e per istruirli ai misteri del Regno dei cieli.
    Purtroppo siamo continuamente bombardati da films, filmetti e storielle che parlano continuamente di reincarnazioni, spiritelli che non vogliono morire ed altre fantasticherìe sentimentali che inevitabilmente possono finire per abbindolare anche le coscienze di persone di provata fede, spesso in momenti di particolare debolezza.
    Noi sappiamo che il nostro destino ultimo sarà o la beatitudine della visione di Dio nell'unità della nostra anima con un corpo risuscitato e glorificato da Dio o la privazione di tutto questo. Il resto sono, come diceva San Paolo, storielle di vecchiette.
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di Stefano79
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    Esattamente, si tratta di credenze per lo più provenienti dall'area orientale e confluite, tramite il pensiero platonico, all'interno della cultura romana.
    Inutile dire che sono teorie incostistenti, che non hanno nessun riscontro.
    Il cattolicesimo insegna quello che Ismael ha già riportato.
    Se, invece, ti sposti sull'area orientale e indù scopri queste credenze. Tuttavia anche nel paganesimo nostrano, nel buddismo e in altre forme religiose e filosofiche diffuse oggi in Occidente, continuano ad aleggiare queste teorie.
    Dal punto di vista logico, è evidente che l'anima separata dal corpo non può "vivere" in una dimensione spazio-temporale.

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