
Originariamente Scritto da
AnnaRicci
Volevo fare una domanda a tutti gli uomini di buona volontà che mi risponderanno. Non ho particolare conoscenza di teologia o affini.. Sono una semplice ragioniera, ai miei tempi era un bel traguardo. Sono attiva nella mia parrocchia ed in oratorio. Sempre più spesso però devo constatare da parte di chi è o si spaccia per saputo che girano idee non troppo coerenti con l'ortodossia della fede. O magari sbaglio io e per questo chiedo a chi sicuramente ne sa di più.
Si parlava del passo dell'ultima cena ecco le considerazioni di cattolici che frequentano la Chiesa. Userò dei nomi inventati per ricreare il discorso.
Sig. Mario:
Non capisco... eravamo partiti con Gesù e i suoi che mangiavano insieme pane e vino come fanno gli uomini di tutto il mondo: il rito più universale della storia...
Sig.ra Paola:
sono contenta di sapere di non essere l'unica a pensarla così. Il "prendete e mangiate" è diventato "ti imbocco"; mi risulta poi che stare in piedi sia l'atteggiamento del "risorto" e non mi sembra che inginocchiandomi il mio cuore diventi più puro... sento solo scricchiolare le articolazioni.
Sono intervenuta chiedendo ma vorrete mica mettere in discussione l'eucarestia? E l'adorazione che si deve a Dio?
Sig. Paolo:
Non so esattamente su quale piano replicare. In realtà, fin quando non sarò tratto in giudizio di fronte a un tribunale dell'inquisizione, non mi interessa nemmeno replicare. Mi limito dunque a segnalare una sola cosa. Non risulta dai Vangeli che i discepoli si siano dovuti inginocchiare di fronte a un sacerdote (gli unici sacerdoti erano peraltro impegnati in tutt'altre faccende, come per esempio cercare di far fuori Gesù di Nazareth, perché li disturbava non poco nei loro affari religiosi e politici) e a prendere il boccone sulla lingua, magari con due chierichetti ai lati a reggere un panno candido perscua evitare chissà quali devastanti profanazioni, ecc... Non sto mettendo in dubbio l'eucarestia o che quella sia stata una cena diversa dalle altre. Ma vorrei meditare sul senso di quell'episodio e, secondo me, sarebbe opportuno tenere in consderazione anche un altro racconto. Invito tutti, per esempio, a rileggere il capitolo 13 del Vangelo di Giovanni (che, a quanto ne so, è altrettanto canonico dei sinottici) e a riscoprire come in quel testo vi sia un racconto totalmente diverso dell'ultima cena. Per quanto mi riguarda, è più vicino alla mia fede il racconto della lavanda dei piedi che non l'apparato liturgico sviluppato nel corso dei millenni dopo Cristo.
Sig.ra Paola:
Anche io penso che la semplicità sia alla base della fede...Gesù era, con semplicità, tra i suoi... Gesù era umanamente vicino...in un clima di confidenza, di amicizia... Chi ci autorizza a credere che volesse che le cose prendessero una piega diversa? Chi ci autorizza a pensare che volesse paramenti appositi, scenografie pagane? chi ci autorizza? Credo che la "rinascita " di questa Chiesa abbandonata e criticata, si farebbe in qualche modo presente se adottasse un' immagine povera, dimessa, umana in nome di quel Dio che ha scelto di essere l' Emmanuele, il "Dio con noi".
A me sembrava di parlare più con protestanti che con cattolici...
Si è poi discusso del fatto che ora con l'estate molti andranno al mare e che i preti non dovrebbero fare troppe obiezioni se entrano abbigliati male (mezzi nudi, dico io) perché almeno è da apprezzare che in chiesa ci vanno.
Vi chiedo come rispondere in modo adeguato? Ma soprattutto come ci siamo arrivati a questo punto?
Grazie a tutti.