Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 6 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 55

Discussione: Il tomismo è ancora attuale?

  1. #1
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di Fidei Depositum
    Data Registrazione
    Nov 2006
    Località
    Archidioecesis Tridentina
    Età
    32
    Messaggi
    5,293
    Ringraziato
    1085

    Premi

    Il tomismo è ancora attuale?

    L'opera di san Tommaso d'Aquino (1225-1274) è una delle pietre miliari della teologia cattolica. Amato o odiato, si può dire che dopo di lui è francamente difficile fare teologia autenticamente cattolica senza confrontarsi con Tommaso. Non occorre neppure, credo, che io citi gli interventi così numerosi nel Magistero ecclesiastico in favore del pensiero del Dottore Angelico.
    Con Leone XIII si è assistita ad una certa riscoperta dell'Aquinate, all'insegna della neoscolastica, proseguita sino al Vaticano II. Quest'ultimo Concilio, se da un lato ha chiaramente elogiato e indicato l'importanza di Tommaso, dall'altro si è in parte staccato da lui: è evidente che i testi prodotti in Concilio, pur utilizzando abbondantemente l'opera di Tommaso, tuttavia si fondano su altre radici, segnatamente quelle biblico-patristiche.
    Dopo il Concilio, l'Aquinate è caduto in una sorta di oblio. In parte i domenicani e pochi altri hanno cercato di salvarlo, ma con fatica.
    Dunque è finita l'epoca di Tommaso? Egli non ha più nulla da dire agli uomini del nostro tempo? Un sano tomismo non è più percorribile?
    Nihil amori Christi praeponere (Regula Benedicti IV,21)

  2. Il seguente utente ringrazia Fidei Depositum per questo messaggio:

    minusculus (15-03-2017)

  3. #2
    Marco0
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    L'opera di san Tommaso d'Aquino (1225-1274) è una delle pietre miliari della teologia cattolica. Amato o odiato, si può dire che dopo di lui è francamente difficile fare teologia autenticamente cattolica senza confrontarsi con Tommaso. Non occorre neppure, credo, che io citi gli interventi così numerosi nel Magistero ecclesiastico in favore del pensiero del Dottore Angelico.
    Con Leone XIII si è assistita ad una certa riscoperta dell'Aquinate, all'insegna della neoscolastica, proseguita sino al Vaticano II. Quest'ultimo Concilio, se da un lato ha chiaramente elogiato e indicato l'importanza di Tommaso, dall'altro si è in parte staccato da lui: è evidente che i testi prodotti in Concilio, pur utilizzando abbondantemente l'opera di Tommaso, tuttavia si fondano su altre radici, segnatamente quelle biblico-patristiche.
    Dopo il Concilio, l'Aquinate è caduto in una sorta di oblio. In parte i domenicani e pochi altri hanno cercato di salvarlo, ma con fatica.
    Dunque è finita l'epoca di Tommaso? Egli non ha più nulla da dire agli uomini del nostro tempo? Un sano tomismo non è più percorribile?
    Secondo me Tommaso rimane imprescindibile per il Cattolicesimo. Certo in questi tempi in cui viene esaltato Lutero che ha fatto pubblicamente bruciare la Somma Teologica, la Chiesa non pare troppo interessata a farlo leggere e studiare. Non dimentichiamo che Lutero era anche un feroce nemico di Aristotele. A mio parere hai posto delle domande molto intelligenti e spero si apra un dibattito.

  4. #3
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
    Data Registrazione
    Sep 2014
    Località
    Torino
    Età
    52
    Messaggi
    3,731
    Ringraziato
    850
    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    Dunque è finita l'epoca di Tommaso? Egli non ha più nulla da dire agli uomini del nostro tempo? Un sano tomismo non è più percorribile?
    Non saprei darti una risposta "degli uomini del nostro tempo", posso darti quella dell'uomo che sono. Ha moltissimo da dire, l'unico problema (si fa per dire) è apprendere il suo sistema filosofico. La difficoltà non è solo nel suo non essere mai stato espresso come tale, come sistema e come filosofia, ma è sempre usato in "filigrana" per il discorso teologico. A questo aggiungici anche una divulgazione vastissima ma forse troppo "prolissa" e tecnica nei testi italiani proprio perchè molto "confidenti" con la lingua. Invece sto scoprendo molti testi americani che a mio parere sono preziosi perchè nella loro "pragmaticità" permettono di chiarire numerosi concetti chiave.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  5. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Fidei Depositum (15-03-2017), Stefano79 (15-03-2017)

  6. #4
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
    Data Registrazione
    Sep 2011
    Località
    Piemonte
    Messaggi
    10,746
    Ringraziato
    551
    Credo che il più titolato a rispondere sia il Moderatore Deoiuvante, cultore sicuramente più di tutti del pensiero dell'Aquinate. Io amo molto questa teologia di San Tommaso d'Aquino. Ogni pensatore è figlio del suo tempo e in parte, però, fornisce una base per i posteri. Possiamo dire, a titolo di esempio, che persino la filosofia del Novecento (ad es. Husserl e Heidegger) ha ancora dovuto confrontarsi con il pensiero di Tommaso, che avendo usato categorie aristoteliche, che sono alla base della nostra civiltà, rimane immortale. Ad ogni tornata del pensiero, inevitabilmente si "riscopre" Tommaso, non fosse altro perchè funziona da elemento di equilibrio per gli eccessi sia della filosofia sia della teologia. Il pensiero di Tommaso e anche molte scuole di tomismo successive sono pensieri molto equilibrati sull'essere umano. Il criticismo, l'idealismo, l'ermetismo, il neo-cognitivismo, moltissime altre scuole hanno cercato di scalzare l'opera di Tommaso (pensiamo alle critiche del kantismo), che però è intrinsecamente ragionevole. E' troppo difficile sbarazzarsene, in quanto è fondata su una logica pura, basata su categorie condivisibili. Di Tommaso rimarrà immortale la distinzione tra teologia e filosofia, le acquisizioni riguardanti le potenzialità dell'una e dell'altra branca del sapere; rimarranno immortali la teoria della conoscenza e della verità, sicuramente, ma anche quella dell'essere, la cui concezione intensiva è a tutti gli effetti una svolta nel pensiero umano. Tommaso porta a compimento un enorme lavoro fatto da Agostino e dai Padri della Chiesa, ovviamente usando categorie nuove. Si appoggia a Padri e pensatori originali come Dionigi o sul pensiero arabo, traghettando nel mondo moderno una concezione cosmopolita della cultura. Pensiamo solo al discorso intratrinitario, alle conquiste di Agostino e ai perfezionamenti portati a termine dall'Aquinate. Inoltre, anche un certo modo di dibattere e di fare scuola, nato nelle università del Medioevo, il modo con cui Tommaso disputa le questioni: sono tutte cose immortali, perchè basate sulla pura logica. La concezione del creazionismo inteso nel senso tomistico è anche essa immortale, essendo stato Tommaso sempre capace di proporre soluzioni possibili ad annosi problemi, con cui si confronta persino ancora oggi la scienza. Tommaso è e resterà sempre attuale, è stato capace con una facoltà intellettiva di astrazione unica, di proporre un modello teorico che ha un valore intrinseco. Naturalmente questo non toglie che le sue categorie possano essere superate da soluzioni più efficienti, ad esempio la categoria della potenza e dell'atto, di origine aristotelica, che applicate alla questione del male sono limitate. Pensa, comunque, a come il CVII si è appoggiato a queste categorie anche solo per includere i "diversi" nel dialogo ecumenico come "potenziali" credenti e quindi indirettamente parti della Chiesa cattolica. Ora, il punto è che le premesse del tomismo sono immortali, perchè la lucidità di Tommaso ha permesso di individuare reali fenomeni che esistono nella mente e nel cuore dell'uomo. Per questo sono immortali, perchè sono cose vere.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  7. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Fidei Depositum (15-03-2017), teophilius (15-03-2017)

  8. #5
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
    Data Registrazione
    Aug 2013
    Località
    Vicenza
    Età
    27
    Messaggi
    10,321
    Ringraziato
    1332
    Ringrazio Stefano per le belle parole..non mi ritengo affatto un cultore del pensiero tomista (complicato com'è!!) ma un semplice appassionato che ha cercato di studiarlo come poteva e di applicarlo (a suo tempo, oramai..) a quello che doveva essere il suo settore di ricerca, ossia la Filosofia del Diritto (specificatamente, al rapporto tra diritto e teologia/diritto naturale etc.).

    Credo che la risposta di Stefano sia stata esaustiva. Da parte mia posso dire un paio di cosette, giusto perché sono stato chiamato in causa..

    1) Quello che ho scritto sopra per me è già un punto decisivo. Nella riflessione giusfilosofica attuale ritengo che il tomismo abbia molto da dire. Non mi riferisco solamente ad una prospettiva storica (cioè di storia della filosofia del diritto..in senso opocheriano) ma anche e soprattutto al discorso attuale, come chiave di lettura di tematiche contemporanea (diritti umani/fondazione diritti/limiti del diritto etc.) e come risposta ad autori che oggi fanno da magna pars nel dibattito filosofico e giuridico (i soliti Kelsen ed Hart per dirne alcuni).
    In quel microcosmo (ma neanche tanto micro..) che è la Filosofia del Diritto, a mio modesto avviso il tomismo ha ancora molto da dire. A chi lo sa e lo vuole ascoltare.

    2) Chi può rispondere meglio a questa domanda del più grande tomista del secolo scorso, il P. G. Lagrange? Invito alla lettura del suo "Essenza e attualità del tomismo". E' vero che il libro oramai ha più di 70 anni ma rimane - a mio avviso - profondamente attuale.

    3) Come osservazione critica, si può dire che il "sano tomismo" non esiste. E' un po' come il "testo originale" in ambito esegetico. Stefano certo ricorda il tomismo analitico (al quale non va la mia simpatia) e potremmo fare anche altre distinzioni..non credo si possa dire nemmeno che dopo il Concilio il tomismo è caduto in oblio. Non è vero. E i domenicani non sono gli ultimi strenui difensori della cattedrale dottrinale eretta da San Tommaso. Nel dibattito giusfilosofico (resto in quest'ambito perché è quello che conosco meglio..) sono diversi gli autori che seguono l'impostazione dell'Aquinate. A fortiori, il discorso si allarga per l'ambito strettamente teologico.
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  9. 4 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Franfra (15-03-2017), minusculus (15-03-2017), Stefano79 (15-03-2017), teophilius (15-03-2017)

  10. #6
    Veterano di CR L'avatar di minusculus
    Data Registrazione
    May 2011
    Località
    alto Lazio
    Messaggi
    1,686
    Ringraziato
    726

    padre Barzaghi

    piscatorie et non aristotelice

  11. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    DenkaSaeba25 (15-03-2017), Stefano79 (15-03-2017)

  12. #7
    Marco0
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Deoiuvante Visualizza Messaggio
    non credo si possa dire nemmeno che dopo il Concilio il tomismo è caduto in oblio. Non è vero. E i domenicani non sono gli ultimi strenui difensori della cattedrale dottrinale eretta da San Tommaso.
    Nei Seminari è ancora studiato San Tommaso ? è ancora parte della formazione dei sacerdoti ?

  13. #8
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
    Data Registrazione
    Aug 2013
    Località
    Vicenza
    Età
    27
    Messaggi
    10,321
    Ringraziato
    1332
    Citazione Originariamente Scritto da Marco0 Visualizza Messaggio
    Nei Seminari è ancora studiato San Tommaso ? è ancora parte della formazione dei sacerdoti ?
    Sì, è ancora studiato..non come nella formazione domenicana, però.
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  14. #9
    Veterano di CR L'avatar di aldo12
    Data Registrazione
    Mar 2007
    Località
    vicenza
    Messaggi
    1,860
    Ringraziato
    331
    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    moltissime altre scuole hanno cercato di scalzare l'opera di Tommaso (pensiamo alle critiche del kantismo), che però è intrinsecamente ragionevole. E' troppo difficile sbarazzarsene, in quanto è fondata su una logica pura, basata su categorie condivisibili. Di Tommaso rimarrà immortale la distinzione tra teologia e filosofia, le acquisizioni riguardanti le potenzialità dell'una e dell'altra branca del sapere; rimarranno immortali la teoria della conoscenza e della verità, sicuramente, ma anche quella dell'essere, la cui concezione intensiva è a tutti gli effetti una svolta nel pensiero umano.

    Peccato che alcuni su questo forum concordino con Kant che ha ricondotto le famose 5 prove alla prova ontologica.
    Non sono un filosofo e ho provato a capire i passaggi "logici" di Kant che ha confutato ( dicono ) le prove dell'esistenza di Dio di S.Tommaso.
    Non ci sono riuscito.. o meglio ritengo che il metodo usato da Kant per confutare S. Tommaso necessiti di essere d'accordo con lui in alcune premesse .. cioè che nessuno potrà mai conoscere la realtà perché tutto quello che possiamo sapere passa dai sensi fisici filtrati dalla sensibilità ed elaborati dalla propria razionalità..
    Tutto il castello filosofico che Kant ha elaborato si basa su una realtà non "reale" ma filtrata.
    Dunque studiare Kant non so cosa possa servire ... Forse mi merito le critiche degli esperti...

  15. #10
    Moderatore Ecumenico L'avatar di DenkaSaeba25
    Data Registrazione
    Feb 2011
    Località
    Rapallo
    Età
    35
    Messaggi
    13,927
    Ringraziato
    1711
    Di certo penso possa servire. Se non altro per comprendere fino in fondo le problematiche del gnoseologismo, e del perchè si è superato l'idealismo per tornare ad una prospettiva realista - quantomeno nel mondo anglosassone.
    Securus iudicat orbis terrarum

  16. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    minusculus (15-03-2017), Stefano79 (15-03-2017)

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •