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Discussione: consapevolezza del peccato e giudizio

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da shusta Visualizza Messaggio
    Buonasera, mi scuso in anticipo se dovesse essere un argomento già trattato ma non riesco a trovare un thread simile.
    Mi sono da poco riavvicinato alla fede dopo anni di latitanza, sto cercando ancora alcune risposte a domande che mi sono sorte e che ho rivolto ad alcuni sacerdoti con risposte assolutamente insoddisfacenti e che mi hanno posto ancora più dubbi.
    La domanda più "ostica" alla quale non trovo una risposta che mi dia pace è questa:
    il catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna questo:
    1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso ».
    Sui peccati mortali verremo giudicati alla fine della nostra vita (sia nel caso che uno non si penta e va all'inferno oppure se pentito in termini di pena per il purgatorio).
    Mi hanno colpito molto le testimonianze di alcuni Santi che hanno avuto la grazia di poter visitare l'inferno ed il purgatorio ed i messaggi della Madonna di Medjugorje in cui viene ripetuto il concetto che le anime dannate e/o purganti se potessero tornare sulla terra cambierebbero vita per poter cambiare la propria sorte ultraterrena.
    C'è un dato oggettivo, che ogni uomo non ha la consapevolezza reale e completa di quello che peccando sta facendo ma gli viene data solo dalla fede, da un atto di fiducia. E' chiaro che se io avessi la consapevolezza piena, completa che la mia azione mi toglie dalla felicità del paradiso che non possiamo immaginare sulla terra, ma solamente possiamo immaginare, non la farei, anzi farei di tutto per non farla.
    Il catechismo ancora ci aiuta a comprendere la dannazione degli angeli ribelli; loro avevano la perfetta consapevolezza di quello che stava accadendo, non avevano bisogno della fede perchè vivevano e sperimentavano oggettivamente la realtà ultraterrena.
    Quindi gli angeli ribelli sono stati giudicati con una piena consapevolezza, gli uomini saranno giudicati solo sulla fede? Come è possibile giudicare qualcuno solo su un atto di fiducia? Il mio cervello malato di razionalità mi dice che sarebbe più corretto essere giudicato con una piena consapevolezza.
    Ma la fede deriva da una grazia che il Signore ci dà, chi come me è sempre scettico su tutto, che è razionale fino all'estremo? Io nella preghiera chiedo la fede e che quest'ultima mi faccia superare tutte queste domande...
    scusate se ho fatto un po' di confusione nell'esporre i miei dubbi ma le risposte finora ricevute dai sacerdoti mi hanno messo ancora più confusione, e grazie a chi può aiutarmi a trovare il senso...
    Hai posto molti quesiti, per rispondere a ciascuno di essi è necessario un libro intero.
    Strano che i molti sacerdoti che hai incontrato non ti abbiano saputo chiarire i dubbi, io so che nel Santuario della Madonna di Montenero vi siano ottimi preti, tu abiti a Livorno, lì vicino, no? La fede, si sa, non è un dono ma va ricercata e chiesta al Signore con pazienza e umiltà. Però, tu mi sembri terrorizzato e questo non è un buon modo per avvicinarsi al Cristo che non è mica venuto a terrorizzarti ma ad alleggerire la tua croce.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da shusta Visualizza Messaggio
    io che razionalizzo tutto, posso salvarmi anche se non vado la domenica a messa? o anche se commetto atti impuri solitari?
    Puoi salvarti anche se hai commesso plurimi omicidi, torture e hai causato indicibili sofferenze alle vittime dei tuoi peccati.
    Quindi sì, puoi salvarti comunque, ma solo considerando queste tue mancanze come tali, ossia peccati.
    E con la consapevolezza che sei nell'errore se li compi ancora. Perchè bisogna cercare di migliorarsi, e non di crogiolarsi nel peccato.

    non credo che la legge naturale preveda una "presa di posizione" sulla messa la domenica? o sbaglio?
    Ricordati di santificare le feste, dice il comandamento.

    Ma se la fede non la hai, come potresti? Semplicemente devi cercare di vivere in conformità con le tue credenze. Ipotizzo.
    D'altronde mi sembra che il Papa stesso abbia lodato ad esempio i musulmani per la frequenza dela preghiera quotidiana, che di certo aiuta nell'avvicinamento spirituale a Dio.

    Sempre naturalmente, però,nella consapevolezza che non dobbiamo come cristiani farli perseverare nella loro religione, ma cercare nei limiti di presentare loro la nostra, di evangelizzare, come ci chiede di fare Cristo.


    il mio problema è che razionalizzando tutto, mi domando un'infinità di volte al giorno nel mio cammino di fede (se così si può chiamare), posso salvarmi? non sarebbe più "giusto" farmi scegliere davanti a due realtà che riesco a comprendere e toccare con mano? Se quello che affermano alcuni Santi e non, che le anime dannate sono tormentate dal fatto, tra gli altri, di avere una condanna perpetua e soffrono del fatto che in vita non hanno scelto Dio, e se la Madonna a Medjugorje più volte ha detto che se si sapesse cosa si prova nel purgatorio ognuno rivedrebbe la propria vita per andare subito in paradiso...
    essere razionalmente capaci di capire cosa ci aspetterà e così decidere per l'eternità? perchè se non ho fede come faccio a credere e decidere?
    Io penso che possiamo capire bene cosa scegliere già su questa terra: talvolta vi sono esperienze quali l'olocausto o guerre o altri crimini orrendi che ben prefigurano l'Inferno in terra, altre volte invece si vive talmente gioiosi e spensierati (penso ad esempio agli amori intensi e passionali) che l'esperienza rasenta il Paradiso.

    Semplicemente, non siamo razionalmente in grado di mantenerci nel bene sempre, ma siamo tentati.

    Per salvarti, a mio parere, devi sempre pensare a Dio, nel senso che devi metterlo al centro della tua vita, e guidare essa verso Lui. Cadrai innumerevoli volte, ma sempre cercherai con forza di rialzarti, non importa quante volte ancora. Dio ripagherà il tuo impegno sicuramente, se vivi in questo modo.
    Credo che in questo stia la misericordia di Dio.

    Se non hai fede, comunque devi compiere il bene; essere atei non esime dal fare il bene e commettere il male. Anche loro sono in grado di riconoscerlo, sebbene spesso l'ateismo porti al completo relativismo morale.

    oppure la legge naturale e la coscienza mi salvano lo stesso?
    veramente, non riesco a comprenderlo nella quotidianità...
    Ti salva Dio concedendoti la Grazia. Tu devi essere sempre pronto e ben disposto a riceverla, riconoscendo quando pecchi che si tratta di peccato (molti invece oggi scambiano il peccato per bene, più o meno colpevolmente o no, sta a Lui giudicare infatti i nostri cuori), e con la disposizione d'animo di voler ricevere l'aiuto di Dio per rialzarti.

  3. #13
    Veterano di CR L'avatar di aldo12
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    Citazione Originariamente Scritto da Messa Visualizza Messaggio

    Se non hai fede, comunque devi compiere il bene; essere atei non esime dal fare il bene e commettere il male. Anche loro sono in grado di riconoscerlo, sebbene spesso l'ateismo porti al completo relativismo morale.



    Ti salva Dio concedendoti la Grazia. Tu devi essere sempre pronto e ben disposto a riceverla, riconoscendo quando pecchi che si tratta di peccato (molti invece oggi scambiano il peccato per bene, più o meno colpevolmente o no, sta a Lui giudicare infatti i nostri cuori), e con la disposizione d'animo di voler ricevere l'aiuto di Dio per rialzarti.

    Dunque non basta compiere il bene per essere in grazia di Dio.
    È necessario che non vi siano peccati gravi e, qualora vi siano stati, siano stati seguiti da sincero pentimento e dalla loro remissione.( e chi non la fede nemmeno considera peccato certi comportamenti )
    Ovviamente nessuno di noi può sapere quale sia il destino che ci spetta.
    Ma in base ai testi sacri possiamo avere degli indizi..

    Ps .. Cosa significa fare del bene se non si ha fede ? Diventa opinabile il concetto di fare del bene se manca la fede in una fonte Divina.
    L'etica umana può edificarsi ed adattarsi da un momento all'altro. L'etica può cambiare con l'evoluzione della società.. Già oggi i paesi considerati più civili ed attenti al sociale.. stanno dimostrando che i valori non negoziabili non esistono..
    Ultima modifica di aldo12; 15-11-2017 alle 09:08

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da aldo12 Visualizza Messaggio
    Dunque non basta compiere il bene per essere in grazia di Dio.
    È necessario che non vi siano peccati gravi e, qualora vi siano stati, siano stati seguiti da sincero pentimento e dalla loro remissione.( e chi non la fede nemmeno considera peccato certi comportamenti )
    Ovviamente nessuno di noi può sapere quale sia il destino che ci spetta.
    Ma in base ai testi sacri possiamo avere degli indizi..

    Ps .. Cosa significa fare del bene se non si ha fede ? Diventa opinabile il concetto di fare del bene se manca la fede in una fonte Divina.
    L'etica umana può edificarsi ed adattarsi da un momento all'altro. L'etica può cambiare con l'evoluzione della società.. Già oggi i paesi considerati più civili ed attenti al sociale.. stanno dimostrando che i valori non negoziabili non esistono..
    Dedicare parte o tutta la propria vita a soccorrere ed aiutare altri meno fortunati. Questo è un esempio dei tanti possibili di fare del bene, e si può farlo (e di fatto tanti lo fanno) anche senza essere cristiani.
    Non so se possa bastare per raggiungere la salvezza, questo lo sa solo Dio, ma è sicuramente far del bene anche senza la fede.

  5. #15
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    :)

    Citazione Originariamente Scritto da Aleksej Visualizza Messaggio
    Dedicare parte o tutta la propria vita a soccorrere ed aiutare altri meno fortunati. Questo è un esempio dei tanti possibili di fare del bene, e si può farlo (e di fatto tanti lo fanno) anche senza essere cristiani.
    Non so se possa bastare per raggiungere la salvezza, questo lo sa solo Dio, ma è sicuramente far del bene anche senza la fede.
    Allora anche i buddisti possono aver speranza.... rifiutando Cristo ?

    Non dico di dover contare solo sulla fede per la salvezza però senza la fede difficilmente ( da quello che ho capito io ) si avrà la salvezza..

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da aldo12 Visualizza Messaggio
    Allora anche i buddisti possono aver speranza.... rifiutando Cristo ?

    Non dico di dover contare solo sulla fede per la salvezza però senza la fede difficilmente ( da quello che ho capito io ) si avrà la salvezza..
    Penso di si, se operano facendo il bene operano secondo la Sua legge può darsi che rischi di più un cristiano di un buddista, se quest'ultimo è più vicino al Suo insegnamento coi fatti.

  7. #17
    Veterano di CR L'avatar di aldo12
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    Citazione Originariamente Scritto da Aleksej Visualizza Messaggio
    Penso di si, se operano facendo il bene operano secondo la Sua legge può darsi che rischi di più un cristiano di un buddista, se quest'ultimo è più vicino al Suo insegnamento coi fatti.
    L'assenza della fede in Cristo è giustificata solo in determinate circostanze.
    Coloro che in Italia ( dove è praticamente impossibile non sapere di Cristo) si ostinano nel loro ateismo.. anche se si comportano da bravissimi Cristiani mancano dell'elemento fondamentale per la salvezza cioè accettare Cristo.

  8. #18
    Veterano di CR L'avatar di Aleksej
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    Citazione Originariamente Scritto da aldo12 Visualizza Messaggio
    L'assenza della fede in Cristo è giustificata solo in determinate circostanze.
    Coloro che in Italia ( dove è praticamente impossibile non sapere di Cristo) si ostinano nel loro ateismo.. anche se si comportano da bravissimi Cristiani mancano dell'elemento fondamentale per la salvezza cioè accettare Cristo.
    Insomma, hai già deciso che nonostante il bene che fanno, andranno all'inferno perchè dubitano o non credono che Gesù fosse Dio. Ecco, questo è un atteggiamento molto pericoloso, secondo me. Anche in Italia possono esserci tante ottime persone che non arrivano ad aver fede in quello. Tu le escludi dalla salvezza automaticamente. A mio avviso invece è un tema talmente delicato che richiede un'enorme prudenza nei giudizi.

  9. #19
    Veterano di CR L'avatar di aldo12
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    Citazione Originariamente Scritto da Aleksej Visualizza Messaggio
    Insomma, hai già deciso che nonostante il bene che fanno, andranno all'inferno perchè dubitano o non credono che Gesù fosse Dio. Ecco, questo è un atteggiamento molto pericoloso, secondo me. Anche in Italia possono esserci tante ottime persone che non arrivano ad aver fede in quello. Tu le escludi dalla salvezza automaticamente. A mio avviso invece è un tema talmente delicato che richiede un'enorme prudenza nei giudizi.
    Io non giudico nessuno.. non sono nemmeno in grado di giudicarmi ( come tutti gli altri )

    Ma dal Vangelo, al quale si crede per fede, ci sono forti indizi che sia proprio così...Lo dice chiaramente Gesù.. mica io..

    https://www.amicidomenicani.it/leggi...te.php?id=3090


    Successivamente San Tommaso ha fatto una analisi sulla possibilità della salvezza dei non credenti

    Non basta compiere il bene per essere in grazia di Dio.

    San Tommaso, partendo dal testo di Eb 11,6 “senza la fede non è possibile piacere a Dio” dice: “Dal fatto che tutti gli uomini sono tenuti a credere esplicitamente alcune verità per salvarsi, non c’è inconveniente alcuno che qualcuno viva nelle selve o tra gli animali bruti. Poiché appartiene alla Divina Provvidenza provvedere a ciascuno le cose necessarie per la salvezza, a meno che uno non lo impedisca da parte sua. Perciò, se uno educato secondo la ragione naturale si comporta in maniera da praticare il bene e fuggire il male, si deve tenere per cosa certissima (certissime tenendum est) che Dio gli rivelerà per interna ispirazione le cose che deve credere necessariamente o gli invierà qualche predicatore della fede come fece con S. Pietro e Cornelio (At 10,1 55)” (De Veritate, 14, 11, ad

    La situazione per gli atei è molto delicata e di sicuro non si può presentare l’ateismo come una forma più comoda per andare in Paradiso.
    Anzi, è lo stato più facile per perdersi.
    Le parole della Sacra Scrittura e del Magistero sono chiare.


    Ricorda che uno può essere ateo e non affidarsi a Cristo per volontà propria e consapevole.

  10. #20
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da Aleksej Visualizza Messaggio
    (...) è un tema talmente delicato che richiede un'enorme prudenza nei giudizi.
    La prudenza non è mai troppa, ma così come dobbiamo evitare di escludere evitiamo di includere. Se la sola ragione naturale fosse sufficiente per la salvezza perchè il Sacrificio di Cristo? Non sta a noi decidere come verrà giudicato chi non conosce o chi disconosce Cristo, noi sappiamo che senza Cristo non c'è salvezza e tutto il bene che facciamo se è vero è vero grazie a Lui. Se non riconosciamo questo, se non riconosciamo che il bene è grazie a Lui, allora possiamo seriamente correre due rischi uno più mortale dell'altro: giudicare che il bene non esiste e siamo noi a crearlo. Dunque d'accordo che la ragione naturale può condurci a fare il bene tuttavia se ci affidiamo alla sola ragione naturale potremmo disorientarla e deviare dal bene pur facendolo. In altri termini la ragione naturale nei confronti di Dio funziona come una bussola, se noi con la ragione naturale ci costruiamo un'altra bussola ci perdiamo in una selva oscura.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

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