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Discussione: Fuga dal martirio e rinnegamento esteriore

  1. #1
    Alexander Severus
    visitatore

    Fuga dal martirio e rinnegamento esteriore

    Qual è l'opinione ufficiale (se esiste) della Chiesa contemporanea, e la vostra, su coloro che, in caso di persecuzione cruenta, per un'umanissima paura del dolore fisico, dell'uccisione ecc. per salvarsi compirebbero gesti di sfregio contro Cristo e/o lo rinnegherebbero a parole pur continuando in cuor loro ad adorarlo ininterrottamente soffrendo della propria debolezza? C'è un via di mezzo quasi ammissibile tra martirio e un'apostasia sincera (cioé non puramente inscenata per salvarsi)?

  2. #2
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Qual è l'opinione ufficiale (se esiste) della Chiesa contemporanea, e la vostra, su coloro che, in caso di persecuzione cruenta, per un'umanissima paura del dolore fisico, dell'uccisione ecc. per salvarsi compirebbero gesti di sfregio contro Cristo e/o lo rinnegherebbero a parole pur continuando in cuor loro ad adorarlo ininterrottamente soffrendo della propria debolezza? C'è un via di mezzo quasi ammissibile tra martirio e un'apostasia sincera (cioé non puramente inscenata per salvarsi)?
    Mi esprimo in maniera personale, e molto spirituale. Penso due cose:
    1. Il martirio è una grazia che lo stesso Signore suscita e sostiene. Penso quindi che chi è chiamato a questa offerta di santità è sostenuto in maniera particolare da una grazia che oserei definire di stato. Consideriamo anche che non di rado il martirio lo subisce chi vive davvero profondamente la fede in Cristo, quindi lo definirei la corona al termine di una vita ben vissuta. (Del resto si parla di martirio anche per chi nn versa fisicamente il sangue ma testimonia -da qui martyria- la sua appartenenza).
    2. La apostasia per come la definisci tu la vedrei lecita solo se oltre al mio martirio si rischierebbe di perdere vite che nn vogliono perderla. Nn riuscendomi forse bene a spiegare, faccio un esempio: se sono in casa con la mia famiglia Cristiana durante una persecuzione, se mi chiedessero se sono cristiano e nascondo cristiani forse direi di no, perché nn posso decidere io del martirio di altri. Questo è il mio pensiero.
    Domine, munda cor meum. Volo sequi te usque ad crucem!

  3. #3
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Qual è l'opinione ufficiale (se esiste) della Chiesa contemporanea, e la vostra, su coloro che, in caso di persecuzione cruenta, per un'umanissima paura del dolore fisico, dell'uccisione ecc. per salvarsi compirebbero gesti di sfregio contro Cristo e/o lo rinnegherebbero a parole pur continuando in cuor loro ad adorarlo ininterrottamente soffrendo della propria debolezza? C'è un via di mezzo quasi ammissibile tra martirio e un'apostasia sincera (cioé non puramente inscenata per salvarsi)?
    Come hai ben specificato, la negazione del martirio che avvenga per difesa personale non concretizza il peccato di apostasia, che è ben altro.
    Tuttavia, chi mira alla perfezione e per Grazia testimonia la propria appartenenza a Dio ed a Gesù Cristo non può sottrarsi alle persecuzioni che questa comporta. E comunque l'importante è non spingere altri alla fuga dal martirio.
    Ad esempio, sono in compagnia di un amico Cristiano che non vuole sottrarsi al martirio dell'uccisione, mentre a me questo viene risparmiato. Ora, se per un qualsiasi motivo - primo fra tutti l'amore per il mio amico - mi spingesse a convincerlo a non sacrificarsi, forse questo non sarebbe giusto spiritualmente. Penso a quando Pietro, udito Gesù che parla della Propria morte una volta arrivato a Gerusalemme, cerca di convincerlo a non andare e Gesù si inquieta con lui e lo accusa di mondanità, chiamandolo "satana".
    Ultima modifica di Ariele; 11-12-2017 alle 23:11 Motivo: modifica termine
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  4. #4
    CierRino L'avatar di pongo
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    Consiglio la lettura meditata del Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte Terza, Sezione Seconda, Capitolo Secondo, Articolo 8 «L’ottavo comandamento».
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  5. #5
    Alexander Severus
    visitatore
    Grazie.

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