Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Preghiera "particolare"

  1. #1
    Collaboratore di "Dottrina della Fede"
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    Preghiera "particolare"

    Io ho sempre inteso la preghiera come avente una portata generale, non particolare. Intendo dire: se io prego "Signore, aiuta Tizio", di certo non intendo "e non Caio"; se io chiedo "Signore, aiutami a guarire dal raffreddore", di certo non intendo "e non dal mal di schiena". Cioè, se io prego per una persona, in realtà prego per tutti.
    Certe grazie però, come per esempio certe guarigioni, sono concesse in modo personale, all'individuo; inoltre nel vangelo di Giovanni 17, 9 io leggo "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi". In senso generale, potremmo dire che il cristiano nasce con una grazia particolare, proprio in quanto cristiano, e dotato di tutti i mezzi per la salvezza (cosa che non ha chi nasce, per dire, in India).
    Dunque:
    1- quando io prego in modo personale, per esempio chiedendo aiuto per una singola persona, o per una mia singola problematica, quanto è "particolare" tale preghiera? Pregare per Tizio esclude Caio? Il fatto che Cristo preghi per i suoi discepoli, e non per il mondo, esclude i non-discepoli da qualche grazia particolare?
    2- Chiunque creda nel Figlio, avrà vita eterna. Ma il nascere cristiano implica anche il dover portare il vangelo lì dove non è arrivato, o dove fatica ad essere recepito. In che misura - se è possibile - si può dire che il cristiano abbia un qualche "vantaggio"?

  2. #2
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    A mo' di premessa chiarificatrice:

    1 - Il significato del termine "kosmos" nel lessico giovanneo è particolare. In tale contesto, quando Giovanni parla del "mondo" lo usa in sento dicotomico rispetto a coloro i quali seguono il Cristo e la Sua parola. Mutatis mutandis, è un po' - sempre restando in Giovanni - la questione del rapporto tenebre/luce. Nel passo citato, Gesù non vuole escludere qualcuno dalla preghiera - che è sempre inclusiva - bensì sta dicendo che le grazie impetrate con la preghiera non ledono né forzano la possibilità dell'uomo di porsi in atteggiamento di rifiuto.

    1.1 - Sulla base di quanto detto sopra, la preghiera non è esclusiva (o escludente) bensì inclusiva.

    2 - Nel commentare la preghiera del Pater, San Tommaso dice che in questa preghiera sono contenute tutte le richieste che possiamo rivolgere al Signore. Ora, noi possiamo anche pensare all'universalità ma è chiaro che la nostra mente si concentra su qualche oggetto nello specifico, quell'oggetto, per così dire, che più si presenta con urgenza. Con un'immagine possiamo dire che, facendo nostri i presupposti del Pater, ogni altra richiesta viene illuminata dalle disposizioni con le quali noi ci affidiamo al Signore.
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  3. Il seguente utente ringrazia Deoiuvante per questo messaggio:

    Brocabruno (25-12-2017)

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