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Discussione: Figli e dannazione

  1. #1
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    Figli e dannazione

    Forse è una domanda stupida, ma vi siete mai chiesti se sia una buona idea avere figli, se potenzialmente potrebbero dannarsi? Che ne pensate?

  2. #2
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    Citazione Originariamente Scritto da *Aethelreda* Visualizza Messaggio
    Forse è una domanda stupida, ma vi siete mai chiesti se sia una buona idea avere figli, se potenzialmente potrebbero dannarsi? Che ne pensate?
    Benvenuta,

    Non credo affatto sia una domanda stupida. Ti linko queste risposte. Nel caso volessi approfondire o necessitassi di ulteriori chiarimenti, siamo qui.

    https://www.amicidomenicani.it/leggi...te.php?id=2511

    https://www.amicidomenicani.it/leggi...te.php?id=1407
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  3. #3
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    Figli e dannazione 2

    Scusate se apro un altro post, ma non riesco a rispondere al post precedente, non capisco perché. Per ritornare al discorso, i link qualcosina spiegavano, ma non del tutto la questione. Come si può fare un figlio a cuor leggero sapendo che esso un giorno potrebbe dannarsi? Non sono le anime, per esempio, dei poveri bambino abortiti fortunate per il fatto che esse volano diritte al cielo?
    Ultima modifica di *Aethelreda*; 12-03-2018 alle 01:08

  4. #4
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    Citazione Originariamente Scritto da *Aethelreda* Visualizza Messaggio
    Scusate se apro un altro post, ma non riesco a rispondere al post precedente, non capisco perché. Per ritornare al discorso, i link qualcosina spiegavano, ma non del tutto la questione. Come si può fare un figlio a cuor leggero sapendo che esso un giorno potrebbe dannarsi? Non sono le anime, per esempio, dei poveri bambino abortiti fortunate per il fatto che esse volano diritte al cielo?
    Non puoi rispondere perché in questa sezione chiunque può fare domande ma solo utenti "autorizzati" (perché ritenuti più preparati di altri) possono rispondere.

    Pur capendo le tue difficoltà, mi pare che i link siano d'aiuto, nel senso che offrano da riflettere, meditare e pregare. Stai riproponendo la stessa domanda..ed io non potrei che ridarti le stesse risposte.

    Posso aggiungere che non credo si facciano figli "a cuori leggero". Perché dici questo?
    A tuo credere sarebbe meglio la non-esistenza all'esistenza. Ecco, dobbiamo sforzarci di capire quale immenso, sconfinato dono sia la vita. E' Dio che dà l'essere e noi partecipiamo di quell'essere. E' Dio che comunica il suo amore, il suo Essere vivificante e vivificatore all'uomo chiedendogli di fare lo stesso. Cosa dovremmo fare? Smettere di riprodurci? No, bisogna impegnarsi a dare ai nostri figli gli insegnamenti di Cristo non solo a parole ma soprattutto con una coerente testimonianza di vita.
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da *Aethelreda* Visualizza Messaggio
    Per ritornare al discorso, i link qualcosina spiegavano, ma non del tutto la questione. Come si può fare un figlio a cuor leggero sapendo che esso un giorno potrebbe dannarsi? Non sono le anime, per esempio, dei poveri bambino abortiti fortunate per il fatto che esse volano diritte al cielo?


    Una osservazione interessante, tuttavia, è di fatto una tentazione.

    Infatti, se tutti gli uomini della storia avessero agito secondo questa forma di pensiero.......il mondo si sarebbe già estinto da secoli, un disastro immenso. Proviamo ad immaginare a quanti santi e sante (incluse le innumerevoli anime del purgatorio) non sarebbero mai venute all'esistenza.

    Se, per ipotesi, tutti gli uomini della storia avessero agito secondo questa forma di pensiero, gli ideatori e propagatori di tale ideologia avrebbero commesso peccato, per l'immenso danno causato, quindi, paradossalmente, gli ideatori di tale ideologia, per paura di creare anime potenzialmente dannate.....avrebbero finito per condannare se stesse, perché avrebbero privato il cielo di una sterminata moltitudine di anime di una straordinaria bellezza.

    Non bisogna mai dimenticare che ognuno di noi è chiamato a raggiungere la propria vocazione, raggiungere una specifica bellezza in cielo.

    In effetti questa forma di tentazione è molto simile al modo di pensare del servo malvagio e pigro, il quale sotterrò il proprio talento per paura, evitando di farlo fruttificare. (Mt 25.14 - Parabola dei talenti).

    Oppure alla parabola della zizzania (Mt 13,24), dove i servi vengono tentati di eliminare, secondo i propri criteri, la zizzania, impedendo di fatto la nascita del buon grano.

    Questa forma di tentazione, o ideologia, era una delle eresie praticate dai famosi catari, un movimento ereticale del medioevo che arrivò a conquistare grandi masse di popolo, anche intere città o regioni, e, se fossero prevalsi, l'umanità si sarebbe autodistrutta durante quei secoli.








    Non minore è l'orrore che i catari sentivano per la generazione umana, l'atto materiale per eccellenza, che, oltre ad avere invischiato nella materia Adamo e tutta la sua discendenza, era lo strumento più acconcio ad estendere e a perpetuare il regno di Satana, chiamando nuovi esseri alla vita terrestre e materiale.

    La castità perpetua fu perciò una delle pratiche fondamentali del catarismo. Non solo la lussuria, ma anche il matrimonio e, pertanto, la propagazione della specie umana furono considerati come peccati mortali. Come l'astinenza spinta sino alla pratica dell'
    endura tendeva a soffocare la vita individuale, così l'assoluta verginità era destinata a sopprimere la vita sociale nella sua radice.

    Dal punto di vista dell'universale liberazione dell'umanità, delitto maggiore appariva il matrimonio che non il libertinaggio, il quale escludeva la formazione d'una famiglia e i cui legami naturalmente più fragili costituivano un più debole ostacolo all'iniziazione, alla quale era connesso il voto di continenza perpetua. Lo stesso concetto pessimistico, che a torto si voleva derivare dal Vangelo, ispirava l'avversione dei catari alle istituzioni fondamentali della società, come la proprietà privata e l'esercizio della giustizia

    fonte



    Il celibato per il Regno dei cieli è sempre stata una vocazione, uno dei consigli evangelici, ma la motivazione di tale scelta non è la paura, bensì la vocazione specifica a compiere una particolare chiamata del Signore, infatti, lo dice la stessa dicitura: scelgo una strada per il Regno dei cieli.

    A parità di condizione il celibato per il Regno dei cieli è oggettivamente una strada migliore per raggiungere la santità, perché facilita l'esercizio della carità, l'amore per Dio e per il prossimo, senza divisioni del proprio cuore, ma il matrimonio con la procreazione è bene.



    Se ti sposi fai bene. Se non ti sposi fai meglio.





    Il Matrimonio rappresenta la vocazione naturale dell'uomo, e chi tenta di impedirla nella popolazione, a causa di qualche ideologia, commette peccato.

    Innanzitutto, è bene ricordarlo, anche il Matrimonio rappresenta uno dei sacramento ordinati alla salvezza altrui, infatti è proprio grazie al Matrimonio che abbiamo l'umanità, la Chiesa, i santi del paradiso e del purgatorio.



    CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

    1534 Due altri sacramenti, l'Ordine e il Matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all'edificazione del popolo di Dio.


    Il matrimonio rappresenta la vocazione naturale dell'uomo:


    CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

    Il matrimonio nell'ordine della creazione

    1603
    “L'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale. Dio stesso è l'autore del matrimonio” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48]. La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore.

    Dio ha scritto nella natura che l'amore coniugale è ordinato alla procreazione e alla educazione della prole, tant'è vero, che in qualsiasi cultura e in qualsiasi popolo della storia, troviamo questa indole naturale.


    CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

    1652
    “Per sua indole naturale, l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione e alla educazione della prole e in queste trovano il loro coronamento”: [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48]

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da *Aethelreda* Visualizza Messaggio
    Forse è una domanda stupida, ma vi siete mai chiesti se sia una buona idea avere figli, se potenzialmente potrebbero dannarsi? Che ne pensate?
    Carissimo/a Aethelreda,
    ti sono state già date delle ottime risposte.
    Volevo solo aggiungere delle osservazioni, scrivendoti "cuore a cuore".

    Se Dio si fosse posto lo stesso dubbio, non avrebbe creato l'uomo e non gli avrebbe concesso la libertà.
    Ma Dio non rinchiude la vita in una logica di mercato.
    Sovente, gli uomini pensano che si debba fare qualcosa soltanto se questo qualcosa sia conveniente, per un proprio tornaconto personale o per altri motivi.
    A questa logica gli uomini spesso imprigionano anche la vita.
    Alcuni pensano che i figli si "facciano", come se la ri-produzione fosse un meccanismo meramente biologico e deterministico.
    Questa visione "imprenditoriale" del concepimento, che soppesa alti e bassi e soddisfa il proprio egoismo, trova il suo triste compimento nella fecondazione assistita eterologa, nella quale i bambini si "fanno" al di fuori di qualsiasi unione sacramentale e nel più grave disimpegno verso il rispetto dei limiti della natura e della carità matrimoniale.
    Ma i figli sono un dono di Dio! I figli si ricevono, non si fanno soltanto.
    I genitori partecipano al concepimento insieme a Dio, non ne sono l'unica causa.

    Ecco, la vita "fa scandalo" perché è totalmente gratuita e supera le logiche di mercato.
    Dio ha creato l'uomo non perché costretto da un motivo esterno, ma l'ha creato per amore, l'ha creato liberamente per se stesso.

    Da cristiani non chiediamoci "se conviene", ma seguiamo l'esempio del Signore, che sin dalla Creazione ci ha mostrato che la vita è un dono gratuito, è amore incondizionato.
    Dio ci ha dato la vita incondizionatamente e incondizionatamente ci ha donato la Salvezza, senza che lo meritassimo.
    Infatti, è stato necessario il Sacrificio di Cristo affinché fossimo salvi, perché i nostri meriti non erano e non sono sufficienti.
    Il cristiano non è soltanto colui che "fa delle cose cristiane", ma è prima di tutto colui che crede in Cristo, fonte di eterna salvezza.

    Apriamoci alla vita dunque, come ci ha insegnato il Signore sin dall'inizio dei tempi.

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