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Discussione: Incenso e incensazione

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Servus Servorum Dei
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    Incenso e incensazione

    Nel vecchio forum aprimmo un 3D sull'incensazione. Ora mi viene in mente un quesito perchè ho visto fare diversamente in varie Diocesi.

    Dopo l'incensazione delle offerte e dell'altare, in che momento è previsto che il popolo si ponga in piedi? Quando viene incensato il celebrante? O quando il diacono (o il ministro) si recano al centro del presbiterio per incensare l'assemblea?

    A mio modesto parere bisognerebbe alzarsi quando viene incensato il celebrante che rappresenta colui che dirige e guida la preghiera del popolo e insieme ad esso forma l'unico corpo mistico di Cristo.

    Un'altra cosa... ma questa l'ho letta sui vari manualini del servizio liturgico e non sempre l'ho riscontrata nell'applicazione pratica. Conoscete la distinzione del turibolo "in cerimonia" e "fuori cerimonia"? E' prescritto in qualche libro ufficiale il modo di portare il turibolo? (fermo restando quanto si disse nel vecchio 3D a proposito di tiro doppio e tiro semplice del rito romano).
    Ultima modifica di Ambrosiano; 17-07-2015 alle 09:34

  2. #2
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    A Milano, sia in Duomo che in S. Ambrogio il popolo viene sempre fatto alzare al momento dell'incensazione delle offerte e dell'altare.

    E vero che la struttura della Messa in Rito Ambrosiano è diversa in quel punto in cui, anche senza l'incensazione, il popolo si alza per recitare il Credo, ma mi sembra che sia una pratica corretta e che dovrebbe essere seguita anche dal Rito Romano.

    L'incensazione, tra le altre cose, ha anche il significato simbolico delle preghiera del popolo che sale al Signore, ed avere il popolo seduto mi sembra in contrasto con questo significato.

    In effetti mi ha sempre stupito che nel R.R. non vi sia nesssuno che faccia alzare il popolo sia per l'incensazione dei doni, ma, ancor più grave, per la preghiere sopra le offerte e per il "Pregate fratelli..." cosicchè la preghiera e l'impetrazione avvengono con l'assemblea seduta. Se è un malcostume, è un malcostume diffuso e generalizzato; se non lo è, è una cosa assurda.
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:53

  3. #3
    Iscritto L'avatar di Servus Servorum Dei
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    Originally posted by Ambrosiano@Jun 29 2006, 01:17 PM
    In effetti mi ha sempre stupito che nel R.R. non vi sia nesssuno che faccia alzare il popolo sia per l'incensazione dei doni, ma, ancor più grave, per la preghiere sopra le offerte e per il "Pregate fratelli..." cosicchè la preghiera e l'impetrazione avvengono con l'assemblea seduta. Se è un malcostume, è un malcostume diffuso e generalizzato; se non lo è, è una cosa assurda.
    E' un "malcostume!"

    Diciamo che fino all'entrata in vigore del nuovo messale (terza edizione) il popolo si alza all'orazione sulle offerte.
    La terza edizione del Messale Romano precisa che ci si debba alzare alle parole "pregate fratelli...".

    Ritornando al discorso dell'incensazione ti ricordo che durante l'offertorio (e l'incensazione fa parte dei riti di offertorio) nel rito romano si sta seduti.
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:53

  4. Il seguente utente ringrazia Servus Servorum Dei per questo messaggio:

    Card.Luciani (03-04-2018)

  5. #4
    marcolino24
    visitatore
    A Milano, sia in Duomo che in S. Ambrogio il popolo viene sempre fatto alzare al momento dell'incensazione delle offerte e dell'altare.
    Non so se sia così anche nel rito romano, ma nell'ambrosiano la gente si deve alzare al momento dell'INFUSIONE
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:53

  6. #5
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    Originally posted by marcolino24@Jun 29 2006, 09:48 PM
    Non so se sia così anche nel rito romano, ma nell'ambrosiano la gente si deve alzare al momento dell'INFUSIONE
    Hai perfettamente ragione.
    In effetti non sono stato chiaro anche se intendevo proprio "dall'inizio" dell'incensazione cioè dall'infusione dell'incenso.
    Da qui anche il mio accenno all'incenso come simbolo delle nostra preghiera che sale a Dio. Anche se il Messale lo dice meglio:

    50. Si può fare l'incensazione dei doni posti sull'altare e dell'altare stesso, per significare che l'offerta della Chiesa e la sua preghiera si innalzano come incenso al cospetto di Dio. Dopo l'incensazione dei doni e dell'altare, anche il sacerdote e il popolo possono ricevere l'incensazione dal diacono o da un altro ministro.

    Grazie della precisazione.

    Originally posted by Servus Servorum Dei@Jun 29 2006, 05:37 PM
    Diciamo che fino all'entrata in vigore del nuovo messale (terza edizione) il popolo si alza all'orazione sulle offerte.
    La terza edizione del Messale Romano precisa che ci si debba alzare alle parole "pregate fratelli...".
    Allora c'è una bella differenza col messale Ambrosiano che indica:

    21. Per ottenere l'uniformità nei gesti e negli atteggiamenti, i fedeli seguano le indicazioni che vengono date dal diacono, o dal sacerdote, o da un altro ministro, durante la celebrazione. Inoltre, in tutte le messe, salvo indicazioni in contrario, i fedeli stiano in piedi dall'inizio del canto di ingresso, o mentre il sacerdote si reca all'altare, fino alla conclusione dell'orazione all'inizio dell'assemblea liturgica compresa; al canto dell'Alleluia prima del vangelo; durante la proclamazione del vangelo; alla preghiera universale (o preghiera dei fedeli); durante la professione di fede e dall'orazione sui doni fino al termine della messa, fatta eccezione di quanto è detto in seguito. Stanno invece seduti durante la proclamazione delle letture prima del vangelo e durante il salmo responsoriale; all'omelia; durante la preparazione dei doni all'offertorio e, se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio dopo la comunione. S'inginocchiano poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano o la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri motivi ragionevoli. Le comunità più preparate, secondo l'usanza della tradizione ambrosiana, possono inginocchiarsi durante la preghiera universale, seguendo la monizione del diacono o di un ministro idoneo. Inoltre durante il canto o la recita del Padre nostro si possono tenere le braccia allargate: questo gesto, purché opportunamente spiegato, si svolga in un clima fraterno di preghiera.

    La qual cosa mi sembra coerente con quanto ho sempre saputo: cioè che alle preghiere del Sacerdote si deve essere sempre in piedi. Strano davvero quel cambiamento nel messale romano!
    :blink:
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:53

  7. #6
    marcolino24
    visitatore
    A volte addirittura il messale ambrosiano prevede il gesto di essere prostrati, come i diaconi durante il canto delle litanie dei santi nella celebrazione della loro ordinazione presbiterale.



    Ovviamente la folla non si prostra, ma è tenuta a stare in ginocchio.
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:53

  8. #7
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    Originally posted by marcolino24@Jul 1 2006, 01:23 PM
    A volte addirittura il messale ambrosiano prevede il gesto di essere prostrati, come i diaconi durante il canto delle litanie dei santi nella celebrazione della loro ordinazione presbiterale.
    Nei riti di ordinazione durante le litanie dei santi gli ordinandi si prostrano anche nel rito romano
    «O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà!
    Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto!
    Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi».
    (San Giovanni Paolo II, Omelia per l'inizio del Pontificato, 22 ottobre 1978)

  9. #8
    marcolino24
    visitatore
    Ho visto che anche il papa quest'anno si è prostrato durante la celebrazione della Passione

    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:55

  10. #9
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    All'inizio della celebrazione del Venerdì Santo secondo il rito romano, tutti si inginocchiano, il celebrante a discrezione può inginocchiarsi o prostrarsi a terra. Il Papa ha scelto la seconda soluzione. Non ricordo se Giovanni Paolo II (chiaramente non mi riferisco agli ultimi anni del suo pontificato) si prostrasse oppure si inginocchiasse.
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:55
    «O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà!
    Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto!
    Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi».
    (San Giovanni Paolo II, Omelia per l'inizio del Pontificato, 22 ottobre 1978)

  11. #10
    marcolino24
    visitatore
    Incensare in rito Ambrosiano
    In rito Ambrosiano il modo d'incensare è molto diverso, "per ductum et tractum", cioè facendo prima roteare il turibolo (ductus) e poi spingendolo in avanti (tractus) verso la persona o la realtà sacra da venerare, in modo tale che chi incensa "disegni" per così dire la forma di una croce. Nel ductus il turibolo viene fatto ruotare da sinistra a destra (in senso orario); nel tractus il turibolo viene alzato verticalmente e abbassato.

    Prima di iniziare l'incensazione di persone o realtà sacre si premette un'apertura, che consiste in un ductus fatto a rovescio, da destra a sinistra (senso antiorario), accompagnato da un inchino. A conclusione dell'incensazione dei ministri e dell'assemblea si esegue una chiusura, cioè un altro ductus fatto a rovescio; in questo caso l'inchino finale si fa dopo la chiusura.

    Si incensano per tre volte con ductus e tractus:
    -il Santissimo Sacramento
    -le reliquie della Santa Croce
    -le icone del Signore Gesù
    -la croce dell'altare
    -l'evangeliario
    -il cero pasquale
    -il celebrante e i concelebranti della Celebrazione
    -l'assemblea

    Si incensano per due volte con ductus e tractus:
    -le reliquie e le icone della Vergine Maria e dei santi.

    La mensa dell'altare viene incensata dal celebrante sul lato rivolto verso di sè, tracciandovi sopra col turibolo tre segni a forma di croce: il primo al centro, il secondo a sinistra e il terzo a destra. Gli altri tre lati dell'altare vengono incensati girandovi attorno in senso antiorario: tale incensazione spetta, se c'è, al diacono. Le offerte vengono incensate prima della croce e dell'altare. Il Santissimo Sacramento e le reliquie della Santa Croce vengono incensate stando in ginocchio.
    Nella Messa, reliquie e icone solennemente esposte allavenerazione dei fedeli vengono incensate all'inizio della celebrazione, in occasione dell'incensazione dell'altare.

    Incensazione dell'altare




    Incensazione della croce


    Infusione dell'incenso
    Nell'infondere l'incenso nel turibolo il sacerdote viene assistito dal diacono che gli porge la navicella. Il celebrante, dopo aver infuso l'incenso nel turibolo lo benedice con un segno di croce, senza nulla dire.
    Ultima modifica di Gerensis; 04-08-2015 alle 14:55

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