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Discussione: Commenti sulla nuova edizione del Lezionario Romano

  1. #121
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    non si trattava del Lezionario festivo, ma di quello delle Messe rituali (dove si trovano le letture della Dedicazione), disponibile ancora solo nella "vecchia" edizione
    qui si vede meglio:

    Non abbiate paura!
    Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
    (San Giovanni Paolo II, Omelia per l'inizio del Pontificato, 22 ottobre 1978)

  2. #122
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    tornando agli errori del nuovo lezionario, stando a questo articolo di Andrea Tornielli (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=228830), su 1620 pagine complessive (sommando cioè tutti e tre i volumi) gli errori sarebbero solo 11, e, a parte la "prima lettera ai Romani", si tratterebbe solo di errori di punteggiatura. Questo ridimensiona di parecchio tutte le critiche che noi, compreso il sottoscritto, abbiamo fatto in questi giorni. Forse siamo stati un po' troppo ingenerosi
    Non è un errore, ma una questione pratica:
    Se leggete il Vangelo dell'Epifania, trovate la frase "...si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni..."
    Tra il "Poi" e "aprirono" bisogna girare la pagina! Non potevano cominciare la frase con il "poi" già nell'altra pagina??

  3. #123
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    Arte astratta ed errori nel nuovo Lezionario

    Se è vero quello che scrive Magister in che mani siamo!
    AMDG
    Luigi Casalini
    Prova di coraggio: far dipingere la Natività da un artista astratto


    Per illustrare il nuovo Lezionario, la conferenza episcopale italiana si è affidata a trenta artisti contemporanei, con i loro stili. È la prima volta che a un libro liturgico si associano immagini moderne. Impresa audace. E subito criticata

    di Sandro Magister



    ROMA, 21 dicembre 2007 – L'immagine riprodotta qui sopra illustra la guarigione del cieco nato nel capitolo 9 del Vangelo di Giovanni: "Una cosa io so di certo: che ero cieco e ora vedo". (Gv 9, 25).

    È la pagina evangelica che si leggerà in tutte le messe di rito latino nella quarta domenica di Quaresima dell'anno prossimo.

    Dallo scorso 2 dicembre, prima domenica d'Avvento, è entrato in uso in Italia un nuovo Lezionario liturgico, con una nuova traduzione dell'Antico e del Nuovo Testamento approvata dalla Santa Sede, che vuol essere più fedele al testo biblico originale e nello stesso tempo più comprensibile per l'uomo d'oggi.

    Ma la novità del Lezionario non è soltanto nella traduzione. È più ancora nelle immagini che accompagnano i testi. Ottantasette immagini a piena pagina nei tre volumi che compongono il nuovo Lezionario domenicale e festivo, uno per ogni ciclo annuale. Immagini tutte dipinte da artisti italiani viventi. Come Angelo Casciello, l'artista che ha illustrato la guarigione del cieco nato.

    Così l'arcivescovo Giuseppe Betori, segretario della conferenza episcopale italiana, ha spiegato la novità:

    "È un'iniziativa coraggiosa. Vogliamo riprendere la grande tradizione della Chiesa, che ha saputo interloquire con l'arte e il linguaggio figurativo di ogni tempo".

    In effetti, per secoli è stato così. I lezionari illustravano i testi con le immagini, ad esempio con le splendide miniature dei codici medievali. Erano le immagini a far da guida e commento a chi proclamava in chiesa le Sacre Scritture.

    Per impulso di Benedetto XVI questa antica tradizione è stata ripristinata, ad esempio nel Compendio del Nuovo Catechismo della Chiesa cattolica, i cui capitoli si aprono obbligatoriamente con immagini scelte tra i capolavori dell'arte cristiana.

    Ma nel nuovo Lezionario della Chiesa italiana si percorre una via nuova. Per la prima volta si fa ricorso non alle opere d'arte del passato ma ad artisti contemporanei.

    La conferenza episcopale italiana ha messo all'opera più di trenta artisti: Mimmo Paladino, William Xerra, Velasco Vitali, Alessandra Giovannoni, Piero Casentini, Margareth Dorigatti, Costantino Ruggeri, Giuliano Giuliani. Sandro Chia...

    E altri ancora ne coinvolgerà, fino a un totale di cinquanta, per i Lezionari del tempo feriale, ancora in fase di realizzazione.

    A ciascun artista è stato chiesto di illustrare le pagine evangeliche di alcune domeniche o feste. Con precise indicazioni sugli elementi essenziali da mettere in risalto nelle immagini. In alcuni casi gli abbozzi sono stati giudicati non rispondenti a tali indicazioni e l'artista ha dovuto ricreare la sua opera in tutto o in parte.

    "Al termine dell'impresa – ha detto Betori – nei nove volumi del nuovo Lezionario si avrà una pinacoteca di arte sacra contemporanea con opere ispirate direttamente al testo della Sacra Scrittura letto nella liturgia".

    Il progetto è stato coordinato, per conto della CEI, da quattro studiosi della liturgia e dell'arte cristiana: Mariano Apa, Giuseppe Billi, Andrea dall'Asta, Crispino Valenziano.

    Ha detto Valenziano: "Si è voluto mettere in pratica uno degli insegnamenti fondamentali del Secondo Concilio di Nicea, che nel 787 non solo mise fine all'iconoclastia, ma soprattutto sancì la necessità di arrivare a 'vedere' la Parola e ad 'ascoltare' l'immagine, dove lo scambio dei verbi fa capire fino a che punto la Chiesa prese in considerazione l'arte sacra".

    Naturalmente l'esito dell'impresa non era assicurato. E anche in questo senso essa è stata "coraggiosa". Tra la fede cristiana che è tipicamente figurativa e l'arte contemporanea che è in larga parte astratta c'è già in partenza un divario molto forte, che si è aggravato per ulteriori colpe sia dell'una che dell'altra.

    Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla liturgia, esortò a colmare questo divario:

    "La Chiesa non ha mai avuto come proprio un particolare stile artistico, ma, secondo l'indole e le condizioni dei popoli e le esigenze dei vari riti, ha ammesso le forme artistiche di ogni epoca, creando così, nel corso dei secoli, un tesoro artistico da conservarsi con ogni cura. Anche l'arte del nostro tempo e di tutti i popoli e paesi abbia nella Chiesa libertà di espressione, purché serva con la dovuta riverenza e il dovuto onore alle esigenze degli edifici sacri e dei sacri riti".

    La conferenza episcopale italiana ha provato a mettere in pratica questa esortazione del Concilio con il nuovo Lezionario. E subito, come ampiamente previsto, è stata subissata di critiche.

    A molti preti le immagini non sono piaciute. Troppo "moderne", troppo "astratte". Qualche parroco ha reagito in modo drastico: ha tagliato via dal nuovo Lezionario le pagine con le figure.

    Altre proteste si sono concentrate su un'altra pecca dei nuovi volumi: i madornali errori di stampa. L'apostolo Paolo ne è stato la principale vittima, perché imperdonabilmente alcuni suoi brani figurano intestati così: "Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Romani", "Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Galati", "Dalla prima lettera di san Paolo apostolo agli Efesini". Dove la parola "prima" è assolutamente fuori luogo, non esistendo "seconde" lettere agli stessi destinatari, a differenza di ciò che avviene per i Corinzi o i Tessalonicesi.

    La conferenza episcopale ha provveduto a stampare delle correzioni autoadesive, da incollare sulle righe sbagliate.

    Ma per le illustrazioni quel che è fatto è fatto. Onore ai committenti e agli artisti che hanno compiuto l'impresa. Sui suoi frutti la disputa è aperta, e non si chiuderà presto.

  4. #124
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Liturgo
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    Non bastava già il lezionario? Pure questo?

  5. #125
    Fedelissimo di CR L'avatar di Anselmo
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    Penso che questo fatto sia molto meno drammatico di quanto si possa comunemente credere. E' chiaro che magari molti penseranno che, siccome si ritiene un'opera o un certo stile piuttosto schifoso, allora questa iniziativa è decisamente sbagliata.

    Mi permetto però di invitare a guardare la situazione con maggiore profondità: la contemporaneità ha visto una decisa divaricazione tra arte e fede. Da sempre legate lungo la storia (pensiamo alle incisioni dei Camuni, alle statue dell'antichità classica, alle nostre chiese), di recente si sono drasticamente scisse: l'arte difficilmente ha contenuti religiosi e la religione difficilmente è in grado di dare opere artistiche nuove, grandiose, interpreti del tempo in cui si vive e insieme originali come si è fatto in passato.

    L'arte tende ad occuparsi prevalemente di soggetti profani (mi sia concesso questo termine, che gradisco poco): basta sfogliare un libro di storia dell'arte per vedere il cambiamento che c'è stato nel giro di qualche secolo. La fede di capolavori dell'arte ne produce davvero pochi, tanto che spesso è presente il tentativo di rifugiarsi nelle forme del passato, che porta ad imitare gli stili di un tempo. Non ha senso tuttavia prendere di forza dei modelli del passato e trapiantarli nel presente: si tratta di una operazione decisamente artificiosa, in quanto nega l'originalità, che non è mera novità, ma capacità di esprimere il sacro in un modo efficace, ma diverso, adatto al proprio tempo.

    Posto che il legame tra fede e arte è una buona cosa, ritengo giusta e coraggiosa l'impresa di cui si parla: al posto che recuperare semplicemente le forme d'arte antiche, è necessario trovarne di nuove, frutto del nostro tempo, della nostra cultura e sensibilità, nella sua parte migliore, quella vitale, che c'è indubbiamente.

    Si potrà criticare il risultato quanto si vuole, e anzi si dovrà farlo se sarà scadente, ma questa iniziativa guarda con coraggio ad un male tipico del nostro tempo ed è un tentativo per cercare di iniziare a porre seriamente un rimedio. La semplice fuga nelle opere d'arte di un tempo non è una soluzione.
    Initium sapientiae timor Domini
    Prima di parlare, pensa; dopo aver pensato, taci. (P.M.) A star zitti si fa sempre bella figura

    .

  6. #126
    bannato
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    Trovo la pubblicazione del nuovo lezionario non necessaria, e per molti aspetti fuori luogo.
    I grossolani errori di stampa e le immagini, di qualità a mio avviso deprecabile, ne hanno ulteriormente peggiorato l'edizione.

  7. #127
    Seraphicus moderator L'avatar di Marcianus
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    Garbatella MA ANCHE Irlanda
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    Citazione Originariamente Scritto da Petrus Romanus Visualizza Messaggio
    Trovo la pubblicazione del nuovo lezionario non necessaria, e per molti aspetti fuori luogo.
    I grossolani errori di stampa e le immagini, di qualità a mio avviso deprecabile, ne hanno ulteriormente peggiorato l'edizione.
    Sarebbe perlomeno opportuno motivare i proprii giudizi, specie se così drastici...
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
    conforma la tua vita
    al mistero della Croce di Cristo Signore»
    .
    Dal Pontificale Romano



  8. #128
    bannato
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcianus Visualizza Messaggio
    Sarebbe perlomeno opportuno motivare i proprii giudizi, specie se così drastici...

    Semplicemente non ho ravvisato una grande necessità nell'adottare una nuova vulgata, quasi che delle sacre scritture il popolo orante non capisse alcunchè: io credo piuttosto che la gente nutriva affezione verso la prosa che da così tanto tempo era proclamata dai pulpiti.
    A te, Marcianus, rivolgo la stessa domanda: a tuo avviso quale necessità inderogabile ha spinto la CEI verso una nuova edizione dei testi delle letture?
    Questa è la mia motivazione che spiega la non necessarietà.
    Sull'inopportunità penso semplicemente che sarebbe a questo punto da procedersi in una riedizione del testo biblico, dal momento che nella Bibbia si leggerà una cosa e la domenica (e presto nelle ferie) se ne sentirà pronunziare un'altra.
    Anche riguardo a questo mi chiedo: che bisogno c'era?
    Tengo a sottolineare che, seppur con spirito polemico, la mia vuole rimanere un'opinione, e come tale spero sia presa.

  9. #129
    Utente Senior L'avatar di Nunc scio vere
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    Sarebbe stato quanto meno più logico che, insieme ai Lezionari, si fosse pubblicata anche la Bibbia con le nuove traduzioni, proprio perché non avenisse quello che Petrus romanus paventa.

    Che però non mi sembra sia una cosa così grave.

    Spero tra non molto, arriverà anche la "nuova" Bibbia.

  10. #130
    Fedelissimo di CR L'avatar di VTR
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    Oggi alla prima messa della mia parrocchia, dopo che la suora ha letto "dall prima lettera ... ai Romani" ho provveduto, mia malgrado, ad appiccicare un adesivo al lezionario.
    Almeno nella seconda e terza messa il titolo si è letto giusto.

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