Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 16 12311 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 155

Discussione: Rito Aquileiese (o patriarchino)

  1. #1
    picchioazzurro
    visitatore

    Rito Aquileiese (o patriarchino)

    Salve! Provengo dal territorio dell'ex Patriarcato di Aquileia. Purtroppo qui il rito "patriarchino" è stato abolito da secoli e di rado se ne sente parlare, se non in qualche libro...
    Ho saputo che in altre diocesi, diverse da Udine/Gorizia, è utlizzato ancora in alcune occasioni solenni per ragioni di carattere storico.
    Mi piacerebbe saperne in proposito qualcosa di più, e magari condividere curiosità...
    Dunque, a voi la parola!
    picchioazzurro
    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:24

  2. #2
    picchioazzurro
    visitatore
    La "Messa dello Spadone"

    La "Messa dello Spadone", che si celebra il giorno dell'Epifania a Cividale del Friuli nel Duomo cittadino, è un rito religioso di cui non si ha ancora una precisa documentazione che ne indichi l'origine e il significato. Nel tempo, diversi storici hanno cercato di svelare il "mistero" che avvolge questa antica cerimonia con diverse interpretazioni, spesso frutto di una fervida fantasia. Di sicuro si tratta di uno dei riti liturgici più singolari e suggestivi che la Chiesa
    ha conservato.

    L'appellativo "dello spadone" deriva dal fatto che, durante la cerimonia liturgica, fa la sua comparsa una spada , appartenuta al Patriarca Marquardo di Randeck, che il Diacono usa, in diversi momenti, sollevandola e fendendo l'aria in segno di saluto o benedizione, quando si rivolge al clero disposto nel coro e ai fedeli. La tesi più accreditata è quella che vuole dare alla cerimonia il doppio significato liturgico e politico, in quanto celebrata dal Patriarca all'atto del suo insediamento. Il Patriarca, infatti, era anche uomo d'arma in quanto deteneva il potere "temporale" di un vasto territorio: il Patriarcato d'Aquileia. Questa tesi può essere ulteriormente avvalorata dal fatto che il Diacono, con in testa un elmo piumato, durante alcuni momenti del rito impugna con la mano destra la spada e con la sinistra l'Evangeliario. La messa ha inizio con la processione del clero che esce dalla sacrestia secondo un preciso protocollo: il primo ad uscire è un chierichetto con una croce astile in argento, ai suoi lati due ceroferari con i loro candelieri; seguono i canonici ( un tempo una quarantina) con la cappa magna e le insegne di conti di Tolmino; il Suddiacono e il Diacono con in testa l'elmo piumato, la spada impugnata con la destra e l'Evangeliario appoggiato al petto sorretto con la sinistra; il celebrante con a fianco il maestro delle cerimonie seguiti da altri chierici che chiudono la processione. Salita la gradinata che porta al presbiterio, tutti si arrestano davanti all'altare (sormontato dalla famosa Pala d'argento dorato del Patriarca Pellegrino I), si voltano verso l'assemblea e il Diacono si fa avanti sino al limite della gradinata e con la spada vibra tre colpi in aria in segno di saluto o benedizione. Il celebrante si avvia all'altare e i canonici dell'insigne Collegiata di Cividale prendono posto nel coro. Il Diacono consegna la spada e l'elmo a due chierici mentre il libro dei Vangeli viene deposto sul leggio. La Messa sino all'Epistola si svolge in rito Romano. L'Epistola è cantata dal Suddiacono in antica melodia aquileiense. Prima della lettura del Vangelo il celebrante incensa il Diacono che si rimette l'elmo, prende la spada e L'Evangeliario e, accompagnato dai chierici e dai ceroferari, si porta nuovamente al sommo della scalinata per ripetere i tre fendenti di spada in aria. Successivamente il Diacono si toglie l'elmo e consegna la spada per poter incensare il libro del Vangelo e cantare il Vangelo epifanico secondo le modulazioni del rito patriarchino aquileiense, in cui trovano unione solennità di tono e melodia gregoriana. Al termine del canto, il Diacono ritorna sulla cima della scalinata per ripetere il saluto con la spada e cantare, sempre con intonazione aquileiense, l'annuncio delle festività liturgiche che culmineranno nella Pasqua. La parte rimanente del rito non ha variazioni rispetto alle comuni liturgie. Alla fine il Diacono, sempre con elmo e spada, al canto dell' Ite Missa est, saluta i fedeli con tre poderosi colpi di spada. Il corteo si ricompone e discende la scalinata per tornare in sacrestia. Tutta la cerimonia è accompagnata dai canti e dalle musiche della Cappella Musicale del Duomo. L'EVANGELIARIO L'Evangeliario, che viene adoperato esclusivamente per la Messa dell'Epifania, è un codice del XV secolo. Oltre al Vangelo epifanico contiene anche quelli letti durante le maggiori solennità della Chiesa. La sua copertura (cm. 27x19) è in lamina d'argento sbalzata con tracce di doratura ed è applicata su una tavola di legno rivestita di velluto rosso scuro,. La parte anteriore racchiude, entro una cornice ornata di fogliami disposti entro girali a forma di esse, la scena della "Crocifissione". Il Cristo, con i piedi distaccati e inchiodati su un largo supporto, ha il corpo leggermente incurvato sulla destra, le braccia sollevate ed il capo nimbato reclinato sulla spalla. Gesù è affiancato da Maria e Giovanni i atteggiamento di profondo dolore. Al di sopra, due angeli completano l'iconografia della sacra rappresentazione. Sopra la croce, entro una tabula, in lettere greche vi è abbreviato il nome di Cristo: IC XC. Sette borchie ad elice fissano la placca al legno. Sulla tavola posteriore è posta una cornice, deteriorata dal tempo, simile a quella della parte anteriore, con due borchie poste al centro. La copertura sembra però anteriore al manoscritto che racchiude e gli storici dell'arte l'assegnano al XIII secolo. Questa venne probabilmente applicata al nostro codice dopo averla tolta da un altro testo sacro non più utilizzabile per la sua vetustà. L'Evangeliario fu ricopiato da un testo più antico dal presbitero Valerio d'Alba nel 1433, quando era vicario curato della Chiesa di Santa Maria di Corte, sita non lungi dal Duomo. Alla fine del codice, infatti, si legge: "Completum est hoc opus Evangeliorum per me Presbjterum Valerium de Alba clericus Cracoviensis diocesis vicarius ecclesiae Santa Marie de Curia. Anno ab incarnatione Domini millesimo quadrigentesimo ticesimo tertio." LA SPADA La spada, di forma tedesca e lunga cm. 109 (i Cividalesi la chiamano "spadone") appartenne a Marquardo von Randeck, Patriarca dal 1366 al 1381 Il suo nome è inciso sulla guardia dell'elsa, di ottone argentato e finemente lavorato, che riporta anche la data della sua investitura a Patriarca di Aquileia: 6 luglio 1366 "AN° MCCCLXVI DIE VI IVL - TEMP.RE MARQVARDI PATR." Dopo la cerimonia la spada viene riposta in una guaina di cuoio rivestita di seta bianca. L'ELMO L'elmo, di foggia cinquecentesca, è di cartone rivestito di cuoio riccamente decorato. Ha come cimiero un dragone e, sulla fronte, tra due campi rossi ed in mezzo ad una foglia d'acanto, reca l'immagine di Santa Maria Assunta, titolare della Basilica. E' reso ancor più appariscente da piume di colore rosso, bianco, giallo e azzurro.

    In un contesto di grande solennità, si celebra nel Duomo di Cividale la Messa dello Spadone.
    Il Diacono si presenta, tra il fasto delle dignità capitolari, con l'elmo piumato in testa, la spada sguainata nella destra e nella sinistra un prezioso Evangeliario del XII sec., dalle valve sbalzate e dorate.
    La cerimonia ricorda l'investitura che un tempo il Patriarca riceveva dalle mani dell' Imperatore, quale signore feudale di tutta la regione.
    La spada, con la quale il Dacono saluta con gesti antichi autorità e popolo, è ancora quella originale offerta dai cividalesi al Patriarca Marquardo von Randeck, in occasione del suo ingresso a Cividale.

    Subito dopo la messa dello Spadone si svolge la rievocazione storica dell'entrata del Partiarca Marquardo von Randeck avvenuta il 6 luglio 1366.

    Nobili, dame, armigeri, cavalieri, balestrieri, notabili, ancelle, falconieri, vessilliferi, portabandiere, paggi, preti, frati, eremiti, domenicani,il gastaldo, l'araldo, il boia, il vice domino,il decano, il capitano generale, il capitano di Cividale,il Patriarca,con rigorosi costumi medieoevali, riproducenti fedelmente abiti dell'epoca, sia nei colori che nei modelli, ricostruiscono un frammento importante della storia cividalese e offrono a quanti hanno la possibilità di ammirarli una "storica" e allo stesso tempo piacevole giornata.

    Durante tutto il percorso e nei momenti culminanti, il corteo è accompagnato da musiche riecheggianti antiche melodie e suoni tipici del Medioevo che creano un'atmosfera suggestiva e affascinante.








    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:24

  3. #3
    Veterano di CR L'avatar di chierichetto87
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Messaggi
    1,362
    Ringraziato
    15
    grazie per le foto, mi avevano raccontato dell'elmo e spada, ma non avevo capito bene...

    nell'ultima foto c'è un "concelebrante" col felonio? è di rito orientale?
    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:24

  4. #4
    picchioazzurro
    visitatore
    Originally posted by chierichetto87@Aug 1 2006, 12:13 AM
    nell'ultima foto c'è un "concelebrante" col felonio? è di rito orientale?
    Sì, è un sacerdote rumeno da non molto ordinato dal nostro arcivescovo (ospitiamo a Udine una parrocchia di rito orientale)...alla messa dell'Epifania a Cividale partecipano solitamente i neochierici. In particolare, il diacono ed il facente le funzioni di suddiacono sono diaconi novelli, ordinati nello stesso anno.

    Il ragazzo in talare e cotta (che ha curato le foto) è invece un seminarista...probabilmente il prossimo anno ci sarà lui come diacono, essendo attualmente accolito. Ma questa è una "tradizione" abbastanza recente.
    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:25

  5. #5
    Partecipante a CR L'avatar di vonengeln
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Località
    Legnano (arcidiocesi di Milano)
    Età
    56
    Messaggi
    540
    Ringraziato
    1
    Salve, mi chiedevo se riguardo al rito aquileiese esistano dei messali stampati, come ad esempio esistono per l'"uso di Sarum" o per l'"uso di York" che sono stati soppressi più di cento anni prima del rito aquileiese.
    Grazie e buona giornata
    von Engeln
    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:25

  6. #6
    Iscritto L'avatar di Tergestinus
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Trieste
    Età
    46
    Messaggi
    121
    Ringraziato
    0
    Esistono dei messali stampati nella prima metà del sec. XVI, così come esiste un graduale (o antifonale, ora non ricordo bene) stampato a Como (diocesi allora suffraganea di Aquileia) di cui è stata recentemente (1998 o 1999) curata a Udine una ristampa anastatica.
    Ultima modifica di Gerensis; 06-08-2015 alle 13:25

  7. #7
    Utente Senior
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Località
    Valencia - España
    Messaggi
    604
    Ringraziato
    3
    Dove si potrebbe trovare una copia del libro con il Rito di Aquileia?
    grazie

  8. #8
    Partecipante a CR L'avatar di vonengeln
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Località
    Legnano (arcidiocesi di Milano)
    Età
    56
    Messaggi
    540
    Ringraziato
    1
    Perdonate la mia ignoranza, ma il rito aquileiese era un rito tipo "gallicano"?
    Dalle notizie sulla enciclopedia cattolica, non sono riuscito a capirele sue caratteristiche salienti.
    Grazie e buona giornata
    von Engeln

  9. #9
    Iscritto
    Data Registrazione
    Sep 2006
    Messaggi
    83
    Ringraziato
    0

    messale aquileiese

    cari amici,come voi sapete il S.Pio V ha mantenuto tutti i riti occidentali vecchi di almeno 200 anni. Il Rito Ambrosiano si è fortunatamente salvato.
    Purtoppo il rito patriarchino o aquileiese è stato abolito dal patriarca Francesco Barbaro alla fine del XVI secolo, solo a Venezia è resistito fino al 1810 in quattro chiese tra cui S.Marco.
    L'ultimo messale in tale rito è stato stampato a Venezia nel 1519 ed attualmente si trova in pochissimi esemplari nelle biblioteche di Venezia, Udine Gorizia e Bergamo. Esiste poi una edizione anastatica stampata a Brusselles nel 1963.
    Chiedo se qualche anima buona può darmi delle dritte per recuperare tale messale e anche indicazioni per recuperare spartiti o riproduzioni in CD del
    canto patriarchino. Grazie

  10. #10
    Nuovo iscritto L'avatar di Michael Hierosolymitanus
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Messaggi
    31
    Ringraziato
    0
    Caro Amico,

    alla Civica Biblioteca di Udine il Messale è consultabile agevolmente nella copia microfilmata e nell'esemplare originale previa prenotazione presso il Vicedirettore dott. Gianesini.

    Può poi consultare:

    Il rito e il canto patriarchino nelle aree periferiche: fonti e bibliografia, «status quaestionis», prospettive di ricerca,in Aquileia e il suo Patriarcato. Atti del Convegno Internazionale di Studio (Udine, 21-23 ottobre 1999), Udine, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia - Deputazione di storia patria per il Friuli, 2000 («Pubblicazioni della Deputazione di storia patria per il Friuli», 29), pp. 165-205

    Per info: tel. 0432.271583 fax. 0432.271580


    Se posso esserLe d'aiuto resto a disposizione.

    stia bene

    MJ
    Ultima modifica di Michael Hierosolymitanus; 27-08-2007 alle 11:20

Discussioni Simili

  1. Rito zairese
    Di luigi maria op nel forum Liturgia
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 10-12-2007, 02:09

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •