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Discussione: Conoscete la Redemptionis Sacramentum? - Abusi liturgici

  1. #1
    Iscritto L'avatar di justum
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    Conoscete la Redemptionis Sacramentum? - Abusi liturgici

    Ho ritrovato queste parole del Papa (da Cardinale), che mi sembrano molto utili per comprendere la fase di "raddrizzamento" liturgico che la Provvidenza ha disposto nei nostri tempi per la Chiesa, la natura e il significato della liturgia.
    Sicuramente c'é molto altro dello stesso Papa e se qualcuno lo ricorda e avrà modo di aggiungerlo credo che servirà a tutti.
    (mi sono permesso di mettere qualche grassetto)

    "C'è bisogno come minimo di una nuova consapevolezza liturgica che sottragga spazio alla tendenza a operare sulla liturgia come se fosse un oggetto della nostra abilità manipolatoria. Siamo giunti al punto che dei gruppi liturgici imbastiscono da sé stessi la liturgia domenicale. Il risultato è certamente il frutto dell'inventiva di un pugno di persone abili e capaci.
    Ma in questo modo viene meno il luogo in cui mi si fa incontro il totalmente Altro, in cui il sacro ci offre se stesso in dono; ciò in cui mi imbatto è solo l'abilità di un pugno di persone. E allora ci si accorge che non è quello che si sta cercando. È troppo poco, e insieme di qualcosa di diverso. La cosa più importante oggi è riacquistare il rispetto della liturgia e la consapevolezza della sua non manipolabilità. Reimparare a riconoscerla nel suo essere una creatura vivente che cresce e che ci è stata donata, per il cui tramite noi prendiamo parte alla liturgia celeste.
    Rinunciare a cercare in essa al propria autorealizzazione, per vedervi invece un dono. Questa, credo, è la prima cosa: sconfiggere la tentazione di un fare dispotico, che concepisce la liturgia come oggetto di proprietà dell'uomo, e risvegliare il senso interiore del sacro. Il secondo passo consisterà nel valutare dove sono stati apportati tagli troppo drastici, per ripristinare in modo chiaro e organico le connessioni con la storia passata. Io stesso ho parlato in questo senso di "riforma della riforma". Ma, a mio avviso, tutto ciò deve essere preceduto da un processo educativo che argini la tendenza a mortificare la liturgia con invenzioni personali.
    Per una retta presa di coscienza in materia liturgica è importante che venga meno l'atteggiamento di sufficienza per la forma liturgica in vigore fino al 1970. Chi oggi sostiene la continuazione di questa liturgia o partecipa direttamente a celebrazioni di questa natura, viene messo all'indice; ogni tolleranza viene meno a questo riguardo. Nella storia non è mai accaduto niente di questo genere; così è l'intero passato della Chiesa a essere disprezzato. Come si può confidare nel suo presente se le cose stanno così? Non capisco nemmeno, a essere franco, perché tanta soggezione, da parte di molti confratelli vescovi, nei confronti di questa intolleranza, che pare essere un tributo obbligato allo spirito dei tempi, e che pare contrastare, senza un motivo comprensibile, il processo di necessaria riconciliazione all'interno della Chiesa.
    Oggi il latino nella Messa ci pare quasi un peccato. Ma così ci si preclude anche la possibilità di comunicare tra parlanti di lingue diverse, che è così preziosa in territori misti. Ad Avignone, ad esempio, il parroco del Duomo mi ha raccontato che una domenica si sono improvvisamente presentati tre diversi gruppi, ognuno dei quali parlava una lingua diversa, e tutti e tre desiderosi di celebrare la Messa. Propose quindi di recitare il Canone tutti insieme in latino, così avrebbero potuto concelebrare tutti quanti. Ma tutti hanno respinto bruscamente questa proposta: no, ognuno doveva trovarci qualcosa di proprio. O pensiamo anche a località turistiche: dove sarebbe bello potersi riconoscere tutti in qualcosa di comune.
    Dovremmo quindi tenere presente anche questo. Se nemmeno nelle grandi liturgie romane si può cantare il "Kyrie" o il "Sanctus", se nessuno sa più nemmeno cosa significhi il "Gloria", allora si è verificato un depauperamento culturale e il venire meno di elementi comuni. Da questo punto di vista direi che il servizio della parola dovrebbe essere tenuto in ogni caso nella lingua madre, ma ci dovrebbe anche essere una parte recitata in latino che garantisca la possibilità di ritrovarci in qualcosa che ci unisce."
    Joseph Ratzinger

    da Dio e il mondo. Essere cristiani nel nuovo millennio, Cinisello Balsamo (Mi), Edizioni San Paolo, 2001, pp. 379-381
    Ultima modifica di justum; 26-09-2007 alle 21:34

  2. #2
    Utente Senior L'avatar di est modus
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    Carissimo Justum, la tua citazione è assolutamente splendida; non da leggere senza impegno, ma da MEDITARE.

  3. #3
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    Ogni giorno si scopre sempre qualcosa di più del grande dono che lo Spirito Santo ci ha fatto in Benedetto XVI...

  4. #4
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    In stretta connessione coi concetti espressi dal Papa, e cogliendo l'intelligente rimando fatto da un nuovo utente in altro 3D, aggiungo ora alcuni punti (da me stralciati) della Istruzione "Redemptoris Sacramentum".
    Si tratta di un documento redatto dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, d'intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede e per disposizione del Papa S.S. Giovanni Paolo II di v.m., che l'approvò il 19 marzo 2004 solennità di San Giuseppe, disponendone "la pubblicazione e l'immediata osservanza da parte di tutti coloro a cui spetta".
    Per il link all'intero documento rinvio all'ultimo (o a uno degli ultimi) post presente nella discussione sulle chiese in "stile neocatecumenale". L'intero documento è piuttosto lungo (mi ha colpito l'esortazione finale).

    Buona lettura. (al solito, qualche grassetto è mio)

    4.]«Non c’é dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell’altare».[10] Tuttavia, «non mancano delle ombre».[11] Non si possono, pertanto, passare sotto silenzio gli abusi, anche della massima gravità, contro la natura della Liturgia e dei sacramenti, nonché contro la tradizione e l’autorità della Chiesa, che non di rado ai nostri giorni in diversi ambiti ecclesiali compromettono le celebrazioni liturgiche. In alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.
    [5.] L’osservanza delle norme emanate dall’autorità della Chiesa esige conformità di pensiero e parola, degli atti esterni e della disposizione d’animo. Una osservanza puramente esteriore delle norme, come è evidente, contrasterebbe con l’essenza della sacra Liturgia, nella quale Cristo Signore vuole radunare la sua Chiesa perché sia con lui «un solo corpo e un solo spirito».[12] L’atto esterno deve essere, pertanto, illuminato dalla fede e dalla carità che ci uniscono a Cristo e gli uni agli altri e generano l’amore per i poveri e gli afflitti. Le parole e i riti della Liturgia sono, inoltre, espressione fedele maturata nei secoli dei sentimenti di Cristo e ci insegnano a sentire come lui:[13] conformando a quelle parole la nostra mente, eleviamo al Signore i nostri cuori. Quanto detto nella presente Istruzione intende condurre a tale conformità dei sentimenti nostri con quelli di Cristo, espressi nelle parole e nei riti della Liturgia.
    [6.] Tali abusi, infatti, «contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina cattolica su questo mirabile Sacramento».[14] In questo modo si impedisce pure «ai fedeli di rivivere in un certo senso l’esperienza dei due discepoli di Emmaus: “E i loro occhi si aprirono e lo riconobbero”».[15] Davanti alla potenza e alla divinità[16] di Dio e allo splendore della sua bontà, particolarmente visibile nel sacramento dell’Eucaristia, si addice, infatti, che tutti i fedeli nutrano e manifestino quel senso dell’adorabile maestà di Dio, che hanno ricevuto attraverso la passione salvifica del Figlio Unigenito.[17]
    [7.] Gli abusi non di rado si radicano in un falso concetto di libertà. Dio, però, ci concede in Cristo non quella illusoria libertà in base alla quale facciamo tutto ciò che vogliamo, ma la libertà, per mezzo della quale possiamo fare ciò che è degno e giusto.[18] Ciò vale invero non soltanto per quei precetti derivati direttamente da Dio, ma anche, considerando convenientemente l’indole di ciascuna norma, per le leggi promulgate dalla Chiesa. Da ciò la necessità che tutti si conformino agli ordinamenti stabiliti dalla legittima autorità ecclesiastica.
    [8.] Si deve, inoltre, notare con grande amarezza la presenza di «iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono qua e là a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede». Il dono dell’Eucaristia, tuttavia, «è troppo grande per sopportare ambiguità e diminuzioni». È, pertanto, opportuno correggere e definire con maggiore accuratezza alcuni elementi, di modo che anche in questo ambito «l’Eucaristia continui a risplendere in tutto il fulgore del suo mistero».[19]
    [9.] Gli abusi trovano, infine, molto spesso fondamento nell’ignoranza, giacché per lo più si rigetta ciò di cui non si coglie il senso più profondo, né si conosce l’antichità. Infatti, «dell’afflato e dello spirito» della stessa sacra Scrittura «sono permeate» appieno «le preghiere, le orazioni e gli inni e da essa derivano il loro significato le azioni e i segni sacri».[20] Quanto ai segni visibili, «di cui la sacra Liturgia si serve per significare le realtà divine invisibili, essi sono stati scelti da Cristo o dalla Chiesa».[21] Infine, le strutture e le forme delle sacre celebrazioni, secondo la tradizione di ciascun rito sia d’Oriente sia d’Occidente, sono in sintonia con la Chiesa universale anche per quanto riguarda usi universalmente accolti dalla ininterrotta tradizione apostolica,[22] che è compito proprio della Chiesa trasmettere fedelmente e con cura alle future generazioni. Tutto ciò viene sapientemente custodito e salvaguardato dalle norme liturgiche.
    [10.] La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo e che costituisce parte immutabile della Liturgia.[23] Se fosse, infatti, spezzato il legame che i sacramenti hanno con Cristo stesso, che li ha istituiti, e con gli eventi su cui la Chiesa è fondata,[24] ciò non sarebbe di nessun giovamento per i fedeli, ma nuocerebbe a loro gravemente. La sacra Liturgia, infatti, è intimamente collegata con i principi della dottrina[25] e l’uso di testi e riti non approvati comporta, di conseguenza, che si affievolisca o si perda il nesso necessario tra la lex orandi e la lex credendi.[26]
    [11.] Troppo grande è il Mistero dell’Eucaristia «perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale».[27] Chi al contrario, anche se Sacerdote, agisce così, assecondando proprie inclinazioni, lede la sostanziale unità del rito romano, che va tenacemente salvaguardata,[28] e compie azioni in nessun modo consone con la fame e sete del Dio vivente provate oggi dal popolo, né svolge autentica attività pastorale o corretto rinnovamento liturgico, ma priva piuttosto i fedeli del loro patrimonio e della loro eredità. Atti arbitrari, infatti, non giovano a un effettivo rinnovamento,[29] ma ledono il giusto diritto dei fedeli all’azione liturgica che è espressione della vita della Chiesa secondo la sua tradizione e la sua disciplina. Inoltre, introducono elementi di deformazione e discordia nella stessa celebrazione eucaristica che, in modo eminente e per sua natura, mira a significare e realizzare mirabilmente la comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio.[30] Da essi derivano insicurezza dottrinale, perplessità e scandalo del popolo di Dio e, quasi inevitabilmente, reazioni aspre: tutti elementi che nel nostro tempo, in cui la vita cristiana risulta spesso particolarmente difficile in ragione del clima di «secolarizzazione», confondono e rattristano notevolmente molti fedeli.[31]


    ... mi accorgo che, incollato il testo, tutte le note costituiscono link al documento nel sito del Vaticano. Ottimo! così ci potete arrivare subito anche da qui.
    Ultima modifica di justum; 29-09-2007 alle 23:47

  5. #5
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    Il dono dell’Eucaristia, tuttavia, «è troppo grande per sopportare ambiguità e diminuzioni».

    Troppo grande è il Mistero dell’Eucaristia «perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale"

    Grazie Justum... stavo proprio leggendolo dal sito del Vaticano, quando ho notato la tua parentesi...

    Sono parole che, prima di tutti, toccano me stesso.. penso alle volte che volontariamente o involontariamente ho dato meno peso a Gesù di quel che meritava per il cosiddetto "politicamente corretto"...

    Si deve dare a Dio quel che è di Dio...

    Io sono di rito ambrosiano: anni fa, la Messa mi sembrava una scocciatura e mi svegliavo solo alla predica (per poi tornare nel torpore), al segno della pace e forse al Sanctus... non ascoltavo... non amavo... e pensavo di avere la soluzione giusta: se lo facessi io... Ora dopo tante testate contro il muro e con la Misericordiosa mano di Gesù, quando mi immergo nella preghiera durante la Messa mi accorgo che il sacerdote anticipa o posticipa di pochi secondi le mie emozioni, le mie preghiere, le mie necessità spirituali... si sente che lì ci sono 2000 anni di amicizia con Cristo... per amare però bisogna ascoltare...

    ascoltare... verbo importante... e per ascoltare si deve fare prima silenzio...

    Marco

  6. #6
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    Conoscete la Redemptionis Sacramentum?

    Conoscete questa istruzione fondamentale su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia?

    http://www.vatican.va/roman_curia/co...mentum_it.html

    Se non la conoscete, vi esorto a leggerla e a esprimere qualche risonanza. E' scritta in un linguaggio scorrevole e senza complicanze.

  7. #7
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    Piccola nota polemica: se fosse conosciuta da più persone si eviterebbero molti abusi liturgici......

  8. #8
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Isidro de Sevilla
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    Citazione Originariamente Scritto da scpol Visualizza Messaggio
    Piccola nota polemica: se fosse conosciuta da più persone si eviterebbero molti abusi liturgici......
    Beh, per questo ho iniziato il 3d. Prima di parlare, scannarsi, etc. bisognerebbe informarsi, istruirsi, conoscere.

    Sono ovviamente anche inclusi i preti...

  9. #9
    Veterano di CR L'avatar di Diaconia
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    Premi

    si...l'ho letta più volte e la conosco...
    che dire? ha ragione Qoelet quando dice: "Chi aumenta il sapere aumenta il dolore"...ma non mi lamento...
    opero nel pratico perchè molti abusi si tolgano...e devo dire che con pazienza e impegno molte cose si riescono ad eliminare...
    ma comunque con il rettore non posso lamentarmi...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da scpol Visualizza Messaggio
    Piccola nota polemica: se fosse conosciuta da più persone si eviterebbero molti abusi liturgici......
    Se ho capito gli abusi di cui parli sopporta ancora per poco , infatti tra poco il modo ortodosso di ricevere L'Eucaristia sarà uguale per tutti.

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