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Discussione: Liturgia e danza

  1. #141
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Citazione Originariamente Scritto da Narmo Visualizza Messaggio
    Scusate il parziale OT, ma a me risulta che il divieto di genuflettersi non sia dovuto a presunta "blasfemia" della genuflessione, bensì al fatto che tale gesto, tipicamente penitenziale, sia poco adatto ai giorni in cui si celebra la Risurrezione. Difatti il canone di Nicea cui si fa riferimento proibisce di inginocchiarsi nel tempo tra Pasqua e Pentecoste, e di domenica, ma non vieta la genuflessione in toto. Questa è peraltro la pratica tuttora seguita nelle tradizioni orientali: gli Ortodossi si inginocchiano e prosternano molto spesso, ma mai nel tempo pasquale e di domenica. Dunque non mi pare si possa dire, almeno in questo caso, che la Chiesa abbia promosso una pratica che in primo tempo reputava "sacrilega" o "blasfema", e non accosterei questo punto al problema della danza liturgica o paraliturgica.


    Infatti, allo stesso modo, il Magistero della Chiesa non dice in nessun modo che la danza religiosa sarebbe "sacrilega" o "blasfema", bensì, è solo un discorso di opportunità.

    Nelle comunità dove questa usanza è ben accolta e utile per elevare gli animi a Dio, è cosa buona e giusta, invece nelle comunità dove non è bene accolta, suscitando divisioni o tensioni, ostacolando agli animi di elevarsi a Dio, non è opportuno e conveniente.


    Catechismo Chiesa Cattolica

    La religiosità popolare

    1674
    Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la catechesi deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosità popolare.
    Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la « via crucis », le danze religiose, il Rosario, le medaglie, ecc.

  2. #142
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio
    Infatti, allo stesso modo, il Magistero della Chiesa non dice in nessun modo che la danza religiosa sarebbe "sacrilega" o "blasfema", bensì, è solo un discorso di opportunità.

    Nelle comunità dove questa usanza è ben accolta e utile per elevare gli animi a Dio, è cosa buona e giusta, invece nelle comunità dove non è bene accolta, suscitando divisioni o tensioni, ostacolando agli animi di elevarsi a Dio, non è opportuno e conveniente.
    É cosa buona e giusta nelle comunità dove questa usanza è ben accolta e utile, e per le quali chi ne ha l'autorità competente ha stabilito che si possa fare.

    Diversamente, invece, resta una disobbedienza alle norme prescritte. Il Magistero della Chiesa non dice che la danza religiosa è sacrilega, ma le norme liturgiche attualmente in vigore dicono che nella Celebrazione Eucaristica e nei rituali dei Sacramenti secondo i riti latini la danza non è permessa.
    Sono norme liturgiche e non dichiarazioni magisteriali, e quindi come tali non sono definitive e possono essere modificate in qualsiasi momento ovviamente, ma allo stato attuale la situazione è questa, perciò introdurre danze nella celebrazione della Messa o dei Sacramenti, a meno di particolari indulti appositamente concessi, resta un abuso.

    Il Catechismo, come dici giustamente anche tu, ne fa un discorso generale, perché non è compito del Catechismo definire le rubriche del Messale: come discorso generale l'uso della danza come forma di preghiera liturgica non è da condannare, perché possono esistere situazioni, contesti, tradizioni e culture dove ciò ha un valore. Questo è certamente l'indirizzo generale, e non ci piove.
    Nel pratico, poi, la Congregazione per il Culto Divino nel dettare le norme delle celebrazioni, evidentemente, è giunta alla conclusione che per i riti latini non ci sono sufficienti ragioni di contesto, tradizione e cultura tali da giustificare l'inserimento della danza come pratica liturgica ordinaria, e perciò non l'ha prevista nella struttura dei riti liturgici che è andata a definire.

    Sono due piani diversi, ma non è che siccome il Magistero non lo vieta allora si può fare solo perché le rubriche del Messale non hanno valore magisteriale. Il fatto che non abbiano valore magisteriale significa semplicemente che non sono intoccabili... ma finché sono in vigore, bisogna seguirle

  3. Il seguente utente ringrazia Carbonate per questo messaggio:

    Pellegrina (21-12-2017)

  4. #143
    Veterano di CR L'avatar di Taita
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    Sono due piani diversi, ma non è che siccome il Magistero non lo vieta allora si può fare solo perché le rubriche del Messale non hanno valore magisteriale. Il fatto che non abbiano valore magisteriale significa semplicemente che non sono intoccabili... ma finché sono in vigore, bisogna seguirle
    Così mi pare che si possa scadere nel dilemma che non ci possa mai essere nulla che possa nascere fuori dalle rubriche. E come potrebbe mai essere "rubricizzata" qualcosa che non esiste?

    E' solo un mio delirio ...

  5. #144
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Taita Visualizza Messaggio
    Così mi pare che si possa scadere nel dilemma che non ci possa mai essere nulla che possa nascere fuori dalle rubriche. E come potrebbe mai essere "rubricizzata" qualcosa che non esiste?

    E' solo un mio delirio ...
    E perché mai? Quando lo si è ritenuto necessario, "fuori dalle rubriche" è nato persino un intero Ordo Missae, no?

    Il punto è che le "novità" competono a chi ne ha l'autorità, alle conferenze episcopali e, a livello superiore, alla congregazione per il culto divino, e non si introducono "motu proprio" secondo lo schiribizzo di ciascuno.

    La liturgia non è intoccabile, ma non è nemmeno nelle disponibilità di ciascuno modificarla a proprio piacere. É la liturgia della Chiesa, non del parroco Tizio o del vescovo Caio, e perciò è la Chiesa che dice cosa si fa e cosa non si fa. E il parroco Tizio e il Vescovo Caio, semplicemente, obbediscono a ciò che la Chiesa dice.

  6. #145
    Veterano di CR L'avatar di Taita
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    E perché mai? Quando lo si è ritenuto necessario, "fuori dalle rubriche" è nato persino un intero Ordo Missae, no?

    Il punto è che le "novità" competono a chi ne ha l'autorità, alle conferenze episcopali e, a livello superiore, alla congregazione per il culto divino, e non si introducono "motu proprio" secondo lo schiribizzo di ciascuno.

    La liturgia non è intoccabile, ma non è nemmeno nelle disponibilità di ciascuno modificarla a proprio piacere. É la liturgia della Chiesa, non del parroco Tizio o del vescovo Caio, e perciò è la Chiesa che dice cosa si fa e cosa non si fa. E il parroco Tizio e il Vescovo Caio, semplicemente, obbediscono a ciò che la Chiesa dice.
    No, questo mi è chiaro. Ma la mia domanda era più "capziosa": da dove prenderebbero le novità le conferenze episcopali o la congregazione per il culto divino?

    Comunque era un intervento "provocatorio" e semi-serio. Tranqui.

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