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Discussione: La pietà popolare

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Johnny2006
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    La pietà popolare

    Cari forumisti, è da tanto tempo che non scrivevo nel forum e vi volevo proporre un argomento: la pietà o religiosità popolare. Forse molti di voi non sanno che cosa sia, ma nella nostra diocesi essa è fortemente diffusa, tanto che ne è stato parlato al Convegno d'inizio anno pastorale.
    Penso sappiate che la religiosità popolare è considerata dalla Chiesa come quella forma di devozione verso Dio che si esprime tramite alcune forme come lo è il Rosario, i pellegrinaggi, la Via Crucis e le processioni. Quello che si è discusso, in questo convegno, e che ora riporto a voi, è che bisogna dare un'aggiustata a questa religiosità popolare, che, innanzitutto non va estirpata ma va accolta ed evangelizzata. In effetti, molte feste religiose sembrano feste pagane dove si va per divertimento o altro e si spendono molti soldi per fuochi d'artificio...

    Io sono del parere che queste forme di religiosità popolare vanno aggiustate (il fenomeno della pietà popolare è soprattutto un fenomeno diffuso nel Sud Italia: un esempio ne è la festa di Sant'Agata di Catania) e voi?

    Giovanni

  2. #2
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    Consiglio la lettura di

    CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO
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    PRINCIPI E ORIENTAMENTI
    Città del Vaticano 2002

  3. #3
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    Si in effetti è un cavallo di battaglia della nuova pastorale quello di ridimensionare la devozione popolare...
    -per spendere meno soldi nei festeggiamenti, chè potrebbero essere devoluti in beneficienza...
    -perchè fa prurito parlare troppo di santi e reliquie e processioni...

    Secondo me bisognerebbe seguire il consiglio che dà san Tommaso nel Lauda Sion e metterlo in pratica innanzitutto nella processione del Corpus Domini: QUANTUM POTES TANTUM AUDE!!!

  4. #4
    Iscritto L'avatar di portodimare
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    "La pietà popolare feconda la fede a partire dal cuore"

    Le parole sono dell'allora card. Ratzinger in occasione della pubblicazione del cosiddetto "terzo segreto" di Fatima

    A proposito del direttorio di cui sopra: esso non ridimensiona affatto la pietà popolare, ma gli eccessi e gli abusi, proprio per ricondurre le pratiche di devozione popolare alla loro purezza originaria

    Quanti detrattori ho sentito citare il famoso direttorio, forse, senza averlo letto per intero o, peggio, mentendo sapendo di mentire.

    Per quella che è la mia esperienza, nella mia città le confraternite, custodi delle più sentite e radicate tradizioni cristiane della mia città, sono un insostituibile veicolo di evangelizzazione e formazione.

    Alla Confraternita alla quale mi onoro di appartenere si avvicinano soprattutto ragazzi sotto i 20 anni, certamente attratti dal fascino di una processione, di un rito, di gesti plurisecolari, ma che poi sono ciamati a vivere con coerenza e impegno la propria vita cristiana per tutto il corso dell'anno.

    Nella foto: un momento della Processione dei Misteri di Taranto, con i famosi "perdoni" scalzi e incappucciati
    Sub Christi vexillo gloriamur militare

  5. #5
    Iscritto L'avatar di portodimare
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    Proprio questo è il fine del Direttorio su Liturgia e pietà popolare:

    con la consueta prudenza il magistero della Chiesa interviene non per spazzar via, come con troppa fretta è avvenuto nell'immediato post-Vaticano II, in una sorta di "inverno" della pietà popolare.
    Il Magistero interviene per raddrizzare, purificare e, naturalmente per valorizzare tutti quegli aspetti delle tradizioni ccristiane del popolo, che ancor oggi possono essere validi strumenti pastorali.

    Non dimentichiamo che appartiene al novero delle tradizioni popolari una delle pie pratiche - la preghiera popolare per eccellenza -più care alla devozione di innumerevoli santi e pontefici, la Corona del Santo Rosario
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  6. #6
    Iscritto L'avatar di portodimare
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    Una concreta "messa in opera" del Direttorio è stata la costituzione da parte della CEI nel 2000 della
    Confederazione delle Confraternite
    delle Diocesi d'Italia
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  7. #7
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Aloisius Gonzaga
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    nella mia parrocchia esisteva una forma abbastanza particolare di "pietà popolare"...ovvero il culto dei Santi Morti.
    C'è una chiesetta (che una volta era in campagna) dove erano seppelliti i cosiddetti "morti della fossetta" ovvero le ossa degli appestati defunti nella famosa pesta manzoniana del 1630. La gente da allora ha cominciato, numerosa, ad accorrere per la fama di questi morti di fare le grazie.
    Noi sappiamo che questa devozione ha un pò dell'eretico (i morti non possono far grazie come fossero Santi) e ifnatti i vari ordinari del luogo hanno sempre cercato di arginare la situazione... ma il culto dei morti nella mia parrocchia resta sempre vivo e testimoniato da un'infinità di ex-voto!
    laudetur Aloysius

  8. #8
    Iscritto L'avatar di Jacopo da Varagine
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    dove sto' meglio!!
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    Io sono Ligure...e come tale ho la fortuna di poter assistere( e partecipare attivamente :teeth_smile: ) alle processioni delle cosidette "casacce".
    E' tradizione infatti, in liguria, il portare durante le processioni i cosidetti "Cristi" e cioè giganteschi crocefissi lignei ornati da intagli dorati e fiori in lamina d'argento.La stragrande maggioranza di questi poi supera il peso di un quintale.Questa forma di pietà popolare per esempio trova la sua origine nelle forme di mortificazione ed espiazione pubblica in uso intorno al 300 a causa della grande peste ( tralaltro portata in Italia e Europa propio dai Genovesi).Alle croci spoglie e nere che portavano i penitenti in ricordo del patimento di Cristo sulla Via del Calvario e in simulazione del peso opprimente dei propi peccati si sostituirono queste Immagini di un Gesù trasformante uno strumento di tortura in Albero della vita e Mezzo di redenzione per l'umanità.
    Come radici storico-culturali questo di pietà popolare non scherza...vero?

  9. #9
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    domenica il parroco ha detto chiaramente che la pietà popolare va ripresa in mano,vanno riprese tutte quelle forme di culto anche esteriore della nostra fede ,in un mondo che si vede sempre più mancare segni tangibili non devono mancare le esteriorizzazzioni della nostra fede...infatti ha ristituito la processione marana...la pietà popolare è a mio parere fondamentale...non saremmo pienamente cattolici senza quese pratiche di pietà. Certo esse vanno tenute "sotto controllo" affinchè non sconfinino nella superstizione su ciò non v'è dubbio

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Jacopo da Varagine Visualizza Messaggio
    E' tradizione infatti, in liguria, il portare durante le processioni i cosidetti "Cristi" e cioè giganteschi crocefissi lignei ornati da intagli dorati e fiori in lamina d'argento.La stragrande maggioranza di questi poi supera il peso di un quintale.

    caro Jacopo, ho visto più volte i famosi Crocifissi liguri, in occasione dei Cammini di Fraternità che annualmente si svolgono in giro per l'Italia.

    Mi piace lo spirito autenticamente penitenziale che anima i portatori; mi ricorda da vicino lo spirito dei nostri portatori delle pesanti statue durante le processioni della Settimana Santa a Taranto (ai quali portatori mi onoro di appartenere)

    nella foto: un Crocifisso ligure in processione per le vie di Lanciano (3 giugno 2006: Cammino di Fraternità delle Confraternite italiane)



    sempre a Lanciano: il momento del difficile cambio fra due portatori

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