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Discussione: Santa Messa di Natale (vigilia, notte, aurora, giorno) - Kalenda

  1. #1
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    Santa Messa di Natale (vigilia, notte, aurora, giorno) - Kalenda

    Salve a tutti. E' la prima volta che scrivo: io sono Giovanni e sono nella comunità parrocchiale della Madonna delle Grazie.
    Volevo sapere il vostro parere riguardo ad un evento che abbiamo fatto a Natale nella nostra parrocchia e che mi ha visto personalmente coinvolto, in quanto questa idea l'ho portata avanti io.
    Durante la Veglia di Natale ho avuto l'idea, per dare più atmosfera natalizia alla celebrazione oltre che per far rivivere la nascita di Gesù, che durante la celebrazione un ragazzo e una ragazza si sarebbero vestiti da San Giuseppe e Maria e, al termine della celebrazione, abbiamo fatto baciare il bambinello alla gente che era venuta.
    Una cosa simile l'abbiamo fatta per l'epifania, ma con un particolare: durante l'offertorio tre persone, raffiguranti i magi, hanno portato i classici doni all'altare, dove li avremmo raccolti ki faceva San Giuseppe e Maria. Questi personaggi non erano presi a caso, ma erano di tre gruppi differenti della nostra parrocchia, stando a simboleggiare che come i magi erano di tre regioni differenti, allo stesso modo venivano portati i doni all'offertorio.

    Quello che vi volevo chiedere è se, secondo voi, ho fatto male a considerarla liturgia anche questa (poiché lo vissuta come un azione del popolo) oppure ho sbagliato a fare una cosa del genere?
    Fatemi sapere cosa ne pensate.

    Giovanni
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  2. #2
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    Penso che iniziatve del genere ce ne siano un po' dappertutto.
    Ad esempio a Milano in S. Ambrogio fino a qualche anno fa all'Epifania, durante la lettura del Vangelo, tre giovani adeguatamente acconciati avanzavano pian piano lungo la navata centrale verso la statuina del bambinello davanti all'altare per deporre i tre doni nel momento in cui veniva letto " e prostratisi Lo adorarono".
    Dico adeguatamente acconciati perchè per anni hanno indossato camice e dalmatica senza stola(tunicella) verde , rossa e viola; fin qui la cosa aveva ancora del sobrio. Poi qualche creativo ha cominciato ad aggiungere turbanti, tessuti luccicanti ecc. , facendo scadere il tutto a livello di una baracconata. Da qualche anno la cosa è stata soppressa con soddisazione mia e penso di molti altri.

    Mi ricordo di aver letto anche in una lettera di don Milani che, nella parrocchia dove era arrivato saverdote novello, aveva trovato una iniziativa del genere durante una delle funzioni della settimana Santa. Iniziativa da lui prontamente eliminata.

    Questo per dire che la Liturgia è un'altra cosa.

    Vi è poi il pericolo che iniziative del genere distolgano l'attenzione dalle cose che veramente contano (nel caso da me riportato l'attenzione alla lettura del Vangelo).
    ;)
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  3. #3
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    Più che d'accordo con Marcus. Lodevole la buona volontà di sforzarsi per aumentare la partecipazione ma questo deve essere ricercato nel rito!
    Cominiciamo a scegliere lettori che sappiano ben PROCLAMARE i testi sacri, canti che siano in linea con il mistero che si celebra e possano essere -almeno in parte- eseguiti anche dall'assemblea, fiori che addobino degnamente i luoghi della celebrazione e un buon impianto acustico e magari anche di condizionamento/riscaldamento oltre che panche comode.

    La persona deve essere coinvolta così nella sua spazialità e fisicità per meglio attendere ai Sacri Misteri che non hanno certo bisogno di altro.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  4. #4
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    C'era una costume qua, di rappresentare delle scene i giorni del Natale, che si continua a fare a qualche paese. Posto le photo della parrochia di san Iacomo a Gines, dove si fa cosí ancora, colla Madonna del Rosario, che é la patrona di questo paese. Se sono troppo, ditemmi e faccio il taglio.





    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  5. #5
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    Volevo precisare, cmq, ke l'unica differenza vera e propria tra la celebrazione normale e quella ke è stata fatta è stata solamente il fatto che questi due giovani hanno servito la messa vestiti da San Giuseppe e Maria, invece di essere vestiti normalmente, avevano cioè la funzione di ministranti, non erano là per fare coreografia mentre il gesto dei re magi era un segno che si voleva porre, e la liturgia, si sà, è piena di segni....

    Quello che, fraternamente, vi voglio dire è ke il tutto è stato fatto nello spirito della liturgia e non è stata fatta nessuna aggiunta: i due giovani, Maria e San Giuseppe, sono due ragazzi che fanno abitualmente servizio all'altare, e i doni che erano stati portati durante il momento dell'offertorio, i quali sono stati ricevuti subito dal celebrante, non erano posti sull'altare dai ragazzi poichè il sacerdote era lì accanto.
    Un'altra cosa: l'adorazione del bambino non è stata fatta durante la messa, come volevo farla io, ma il sacerdote, spiegandomelo, lo ha fatto mettere alla conclusione della celebrazione, insieme con il canto finale.
    Dico questo xkè molti, ke nn hanno visto quello ke abbiamo fatto, hanno parlato così mentre chi ha partecipato a quelle celebrazioni, mi hanno detto che sono riusciti a essere più partecipi con quello che si stava celebrando.
    Resta, cmq, il fatto che queste sono cose eccezionali e la partecipazione del popolo, cmq, vada ricercata cercando di formare chi non conosce la liturgia, ma non dimentichiamoci che il Popolo, la gente comune, è dotata di quella cosa che la Chiesa chiama Sensus Fidei, la quale è stata molto importante per la formulazione del dogma dell'Assunzione di Maria.

    Chiudo dicendo che il nostro sacerdote è molto severo, in fatto di liturgia, e se le cose non fossero state fatte seguendo le regole della liturgia, sono cose che, nella nostra parrocchia, non avremmo mai realizzato.

    Scusatemi, ma ritenevo di dover fare questa precisazione, perché ho avuto l'impressione ke non era stato ben chiaro quello che ho avuto intenzione di fare.

    Giovanni

    --------------------------------------------

    Cara Diesirae, ti ringrazio per la risposta e non me la sono presa a male, ma attenzione: spesso è proprio l'ordinarietà che rovina la liturgia...Anche io non conoscevo la liturgia, prima di farne un corso nell'Istituto di Scienze Religiose, ma, avendone capito la spiritualità, ho capito ke, invece, la Liturgia, come la vuole il Concilio Vaticano II è molto lontana...Fra l'altro, è proprio nella Sacrosanctum Concilium che si dice di adattare la liturgia alla cultura dei popoli... (vedi SC 37 e ss.)

    Un saluto fraterno
    Giovanni
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  6. #6
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    Volevo precisare, cmq, ke l'unica differenza vera e propria tra la celebrazione normale e quella ke è stata fatta è stata solamente il fatto che questi due giovani hanno servito la messa vestiti da San Giuseppe e Maria, invece di essere vestiti normalmente, avevano cioè la funzione di ministranti, non erano là per fare coreografia mentre il gesto dei re magi era un segno che si voleva porre, e la liturgia, si sà, è piena di segni....
    Peggio ancora... perchè non hai aggiunto solo la loro presenza bensì gli hai attribuito un ministero nell'azione sacra! A questo punto, suggerirei che per la festa della mamma siano due mamme a servire la messa e che il pane da consacrare (azzimo ovviamente) sia fatto in casa!

    ...e i doni che erano stati portati durante il momento dell'offertorio, i quali sono stati ricevuti subito dal celebrante, non erano posti sull'altare dai ragazzi poichè il sacerdote era lì accanto.
    Fino a prova contraria, i doni sull'altare vengono posti da coloro che assistono alla celebrazione (diaconi, accoliti e/o ministranti) ma il sacerdote che presiede (e solo lui) li riceve dalle mani di coloro che li portano all'altare.

    Chiudo dicendo che il nostro sacerdote è molto severo, in fatto di liturgia, e se le cose non fossero state fatte seguendo le regole della liturgia, sono cose che, nella nostra parrocchia, non avremmo mai realizzato.
    E qui avrei qualche dubbio... trovane uno che non dica di essere fedele alla liturgia! Un'interpretazione estensiva delle norme potrebbe consentire quasi tutto!

    Da parte mia, ho avuto a che fare con esperienze del genere per iniziativa del mio ex parroco con i seguenti risultati:
    - ragazzi e ragazze vestiti nei modi più assurdi con pezze di raso da recita scolastica che partecipavano alla processione introitale (un anno addirittura il pastore aveva anche la capretta che, ovviamente, è stata la regina della serata!);
    - bambini vestiti da angioletti abbastanza infastiditi della cosa.

    Con questo non voglio dire che determinate forme di devozione popolare non debbano essere conservate e promosse ma tutto questo deve essere messo chiaramente fuori ed in subordine alla liturgia, un po' come - per intendersi - per la Via Crucis (che è un pio esercizio) il venerdì santo: dopo l'azione liturgica della Passione del Signore!!!
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  7. #7
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    Ti ringrazio per quello che mi hai detto Marcus, però resto sempre del mio parere, e cioè che non ho fatto cose contrarie alla liturgia, perchè, ripeto, il mio parroco certe cose non me le avrebbe mai fatte fare e poi ho avuto modo di conoscere la liturgia antica e so, infatti, che per quasi 500 anni la gente non andava più a messa perchè non la riconosceva più come una cosa sua... Ne parlo perchè mia mamma ha vissuto il cambiamento dalla messa latina alla messa attuale.
    A chi, infatti, piaceva il sacerdote voltato di spalle ke diceva la messa per conto suo e la messa il latino? Perchè, nelle Chiese antiche, la gente preferiva andare nella nicchia di quel santo o santa e disertava la messa? La gente povera, infatti, non conosceva la lingua latina. Ora sento dire che bisognerebbe tornare alla messa in latino, anche perchè si dice che ormai il latino è conosciuto (ma io non lo ho mai studiato, veramente), ma io sono convinto che se si ritorna alla messa prima del Concilio, alla celebrazione dell'eucaristia non verrebbe più nessuno (già molte persone vengono solo per abitudine perchè capiscono la celebrazione nella loro lingua: se si toglie quello, che è stata la prima innovazione del Concilio Vaticano II, la gente non viene più a messa).
    Quello che si deve fare, in realtà, è curare l'aspetto liturgico nelle proprie parrocchie, il che non significa che non debba essere una cosa seria e rigorosa, ma la partecipazione alla liturgia è gioia e la gente non dovrebbe stare a guardare l'orario, come, purtroppo, avviene in molte parti d'Italia.


    Fraternamente
    Giovanni
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  8. #8
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    Non per questo, caro Jonny, bisogna ingegnarsi per inventarsi qualcosa che li attiri e poi li trattenga: se fosse valso sempre questo principio adesso le chiese sarebbero deserte!

    Un'altra cosa: Marcus ha giustamente sottolineato l'opportunità di consocere la liturgia antica. Questo non vuol dire certo applicarla, nè tantomeno, mi sembra abbia fatto rifermento alla questione della lingua volgare.
    Il problema - e la dimostrazione che forse non la conosci tanto bene la liturgia antica - sta nel fatto che ogni volta che la si menzioni la gente pensa subito al latino e al sacerdote "di spalle" senza interrogarsi sull'importanza della sacralità del rito, dei ministeri svolti e del Sacrificio che si celebra sull'altare.

    La dimostrazione è il fatto di concentrare morbosamente l'attenzione su:
    - partecipazione piena e attiva (ma che vuol dire?!!!!);
    - arte del presiedere (che non riguarda solo l'omelia e quindi i sacerdoti diventano un po' dei promotori finanziari a caccia di clienti: "vado a messa da don X perchè mi piace come la celebra!");
    - banchetto eucaristico e guai a parlare di sacrificio (la gente si impressiona, non comprende, e poi ai bambini come glielo spieghi?!);
    ecc.

    Non prenderla come una cosa personale, del resto anch'io, quando ero proprio adolescente e mi affacciavo alla liturgia ero attratto da queste teorie. Col tempo ho imparato a relativizzarle e ad applicarle al rito non certo a rinnegarle per la nostalgia del passato (che del resto non ho anagraficamente mai conosciuto).
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  9. #9
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    Mi scuso, innanzitutto, xkè nn era una mia intenzione provocare una questione di questo livello: ti chiedo scusa, Marcus, perchè non era mia intenzione rimproverare la messa tridentina (ti parlo di una esperienza che ha vissuto mia mamma: io, personalmente, ho partecipato solo alla liturgia romana attuale) e non metto in discussione il fatto che ti piacesse come veniva celebrato prima, però è come dire che i vangeli apocrifi sono più veri dei vangeli canonici, che riteniamo ispirati.
    Quello che voglio dire, cmq, è ke nn bisogna tornare indietro (con tanto di cappello alla liturgia del Concilio di Trento, ma è innegabile che la gente non andasse a messa proprio perchè la gente non capiva queste cose) e, per rispondere anche al "Servo di Dio" (nn mi ricordo bene il nick), solitamente ogni domenica ci dovrebbe essere una famiglia che faccia servizio all'altare e non è tenuta ad indossare gli abiti liturgici...

    Spero, cmq, ke la discussione non vada a generare, adesso, anche perchè nella Chiesa ci sono problemi molto più seri e urgenti di questo...

    Fraternamente
    Giovanni
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:47

  10. #10
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    Originally posted by Johnny2006@May 25 2006, 02:31 PM
    ...e, per rispondere anche al "Servo di Dio" (nn mi ricordo bene il nick), solitamente ogni domenica ci dovrebbe essere una famiglia che faccia servizio all'altare e non è tenuta ad indossare gli abiti liturgici...
    Credo che tu sia parecchio fuori pista... far partecipare e coinvolgere non vuol dire ridurre la Messa ad un'assemblea! A questo punto siamo molto vicini alle assemblee protestanti domenicali.

    Spero, cmq, ke la discussione non vada a generare, adesso, anche perchè nella Chiesa ci sono problemi molto più seri e urgenti di questo...
    Si chiama appunto discussione perchè è fatta per discutere per degenerare dovrebbe diventare volgare e offensiva o perdere di vista l'argomento principale e, ti assicuro, che in questo forum non accade quasi mai!

    Comunque sei ritornato sul latino e sul prete di spalle... probabilmente non siamo riusciti - Marcus ed io - a spiegarci sufficientemente sull'importanza del conoscere la liturgia antica che non vuol dire assurgerla modello celebrativo assoluto ma coglierne l'essenza più profonda e soprattutto il riconoscerle un valore anche artistico e antropologico anche per la tradizione che tramanda nei secoli.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 11:48

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