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Discussione: Venerabile Servo di Dio PIO XII, Papa (02/03/1876 - 09/10/1958)

  1. #1
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    Venerabile Servo di Dio PIO XII, Papa (02/03/1876 - 09/10/1958)

    17/06/2008 14.59.17
    Presentate in conferenza stampa in Vaticano due iniziative dedicate al 50.mo anniversario della morte di Pio XII, tra cui una mostra fotografica che sarà inaugurata in ottobre


    La Chiesa universale si appresta a commemorare il cinquantesimo anniversario della morte del Servo di Dio Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, scomparso il 9 ottobre del 1958. Due importanti iniziative - progettate dal Pontificio Comitato di Scienze storiche - segneranno questa ricorrenza: un Convegno, organizzato dalle Pontificie Università Laterananse e Gregoriana, dal 6 all’8 novembre prossimo ed una Mostra fotografica e documentaria, che verrà allestita in Vaticano nel Braccio di Carlo Magno, dal 21 ottobre 2008 al 6 gennaio 2009. Stamane, nella Sala stampa della Santa Sede, la presentazione delle manifestazioni celebrative. Il servizio di Roberta Gisotti:

    Un magistero quello di Pio XII che si è distinto - ha sottolineato mons. Walter Brandmüller, presidente del Pontificio Comitato delle Scienze storiche - “sia per l’ampiezza e l’attualità tematica, che per la profondità del pensiero teologico”. Da qui, l’importanza di un Convegno dedicato al suo Magistero:


    “Visto che la storiografia descrive ed interpreta i Papi ed i Pontificati troppo spesso in chiave piuttosto politica è nostra intenzione mettere in evidenza la vera dimensione del ministero petrino, che per sua natura non può essere altro che quella del Sommo Pastore, cioè l’annuncio della verità del Vangelo di Cristo e la guida spirituale della Chiesa”.

    L’insegnamento di Pio XII “profondo e lungimirante” - ha aggiunto il Rettore della Pontificia Università Lateranense, mons. Rino Fisichella - si riscontra “nelle 43 Encicliche del suo Pontificato e nei numerosissimi discorsi con i quali affrontò i temi più controversi all’epoca”.

    “E’ un fatto incontrovertibile: nella vita di Pio XII vengono a confluire diverse situazioni storiche di carattere rilevante. Si pensi alle due guerre mondiali, al genocidio degli ebrei, all’occupazione comunista di diverse nazioni cristiane, alla “Guerra fredda”, alle nuove conquiste delle scienze, alle innovazioni di alcune scuole teologiche e l’elenco sarebbe lungo. Molti aspetti sono già stati studiati e la letteratura è sotto gli occhi di tutti. Ciò che resta, che ci è parso che restasse per molti versi ancora sconosciuto è l’influsso che Pio XII ha svolto sul Concilio Vaticano II”.

    Per questo - ha spiegato padre Gianfranco Ghirlanda, rettore della Pontificia Università Gregoriana - i lavori del Congresso saranno impostati in modo “dialogico” tra i testi di Pio XII e i testi del Vaticano II.


    Per quanto riguarda la Mostra “Pio XII: l’uomo e il suo pontificato” - ha anticipato il dott. Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i Beni e le Attività artistiche della Chiesa - questa seguirà l’iter biografico di Papa Pacelli attraverso immagini - molte inedite - documenti, oggetti personali, doni e vesti, che ricostruiranno la giovinezza, la formazione nei Pontifici Atenei romani, l’apprendistato alla Segreteria di Stato per la carriera diplomatica, la missione a Monaco e poi Berlino in Germania, quindi il ritorno in Vaticano e l’elezione al soglio pontificio, fino alla morte. Da qui l’auspicio finale di mons. Walter Brandmüller:


    “E’ nostra speranza che questa solenne commemorazione di un così grande Papa possa offrire lo spunto per ulteriori ricerche approfondite, scevre da pregiudizi sul suo operato passato e soprattutto sulla documentazione conservata sugli Archivi Vaticani”.


    fonte: Radio Vaticana
    Ex te supréma orígine,
    Trias benígna, prófluit
    creáta quicquid sústinet,
    quicquid decóre pérficit.
    (Liturgia Horarum, Hymnus ad I et II Vesperas in sollemnitate Sanctissimae Trinitatis)

  2. #2
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    Testi della Conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il 50° anniversario della morte di Pio XII (Sala Stampa della Santa Sede, 17/06/08)
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  3. #3
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    Un congresso e una mostra per i cinquant'anni dalla morte di Papa Pacelli

    Protagonista della storia
    da studiare in maniera integrale





    di Gianluca Biccini
    L'eredità del magistero di Pio xii vive nei documenti del Concilio Vaticano ii, mostrando ancora oggi un'attualità sorprendente che illumina la figura di questo grande pontefice, al di là dei ripetuti e continui tentativi di letture pregiudiziali, a volte addirittura denigratorie. Forti di questa convinzione il Pontificio Comitato di Scienze Storiche e i due grandi atenei romani che hanno avuto tra i loro allievi proprio il giovane Eugenio Pacelli, la Lateranense e la Gregoriana, hanno organizzato un convegno nel cinquantesimo anniversario della morte del servo di Dio. L'iniziativa, alla quale si affianca una mostra fotografica e documentaria nel Braccio di Carlo Magno, è stata presentata martedì 17 giugno, nella Sala Stampa della Santa Sede. Il convegno si svolgerà dal 6 all'8 novembre nelle sedi delle due Università interessate; l'esposizione in Vaticano, dal 21 ottobre al 6 gennaio 2009. Aprirà i lavori il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato e li chiuderà Benedetto XVI con l'udienza e il discorso ai convegnisti.
    All'incontro con i giornalisti sono intervenuti il presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, monsignor Brandmüller; il rettore della Lateranense, Rino Fisichella, che proprio nelle stesse ore è stato promosso arcivescovo presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il rettore della Gregoriana, padre Gianfranco Ghirlanda; il direttore del nostro giornale, Giovanni Maria Vian, membro della commissione preparatoria e del comitato scientifico; e il realizzatore della mostra Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i beni e le attività artistiche della Chiesa. Monsignor Brandmüller prima, con parole pronunciate a margine dell'intervento preparato - che pubblichiamo integralmente - e il professor Vian poi hanno sottolineato l'intento di celebrazione in senso alto delle due iniziative presentate, auspicando una più adeguata investigazione delle fonti archivistiche, al fine di realizzare pubblicazioni maggiormente approfondite sulla figura di uno dei protagonisti della storia della Chiesa nell'epoca contemporanea. Una ricostruzione che per Vian dev'essere "intera", integrale, rispetto a quelle attuali, considerate "inevitabilmente troppo appiattite sugli anni tedeschi e della guerra". Si tratta di milioni di documenti, per lo studio dei quali occorreranno anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo - Brandmüller ha citato in proposito i quindici archivi israeliani ancora inutilizzati - ma necessariamente destinati a dover essere approfonditi, per non rischiare di rimanere legati a una visione troppo parziale e politicizzata di Pio xii. Un impegno di ricerca gravoso ma indispensabile, perché come ha sottolineato il direttore del nostro giornale, non è possibile comprendere appieno i Pontificati successivi se non si parte dal contributo di Pacelli alla creazione dell'"immagine del Papa".
    Padre Ghirlanda ha illustrato da parte sua i presupposti e gli obiettivi del congresso: "un'approfondita riflessione sull'insegnamento magisteriale del Pontefice, che ha abbracciato tanti campi di ordine religioso, sociale e pastorale". Il rettore della struttura accademica della Compagnia di Gesù ha anche ricordato come durante il suo pontificato, Papa Pacelli abbia mantenuto un rapporto strettissimo con molti dei professori della Gregoriana, i padri: Sebastian Tromp per l'ecclesiologia, Franz Hurt per la morale, Gustav Gundlach per le scienze sociali, Engelbert Kirschbaum, Antonio Ferrua, Pierre Blet, Burkhard Schneider e Robert Leiber per la storia, Wilhelm Hentrich per la mariologia. Quindi ha ribadito che l'idea sottostante al congresso è quella dell'influsso del magistero di Pio xii sul Vaticano II . "La Commissione mista - ha detto - formata dai decani e da alcuni professori delle facoltà di teologia delle due università, propose due modelli di articolazione del congresso: seguire la cronologia dei documenti più importanti di Pio xii, sia encicliche che messaggi, oppure seguire due tematiche, una della Chiesa ad intra e l'altra della Chiesa ad extra". Un'ulteriore riflessione ha infine portato a un terzo modello che include elementi dei primi due: concentrarsi sui più importanti documenti del Vaticano II e mettere in evidenza con una riflessione critica l'importanza dell'influsso su di essi del Magistero di Pio xii. Di conseguenza la metodologia del congresso commemorativo sarà lo studio delle connessioni tra i tanti insegnamenti di Pio xii e le tematiche del Vaticano II , al fine di evidenziare la continuità del magistero conciliare con quello di Papa Pacelli e i successivi sviluppi. "La novità nella Chiesa - ha concluso - è sempre nella continuità". Successivamente Morello ha parlato dei contenuti della mostra "Pio xii: l'uomo, il pontificato", che presenterà, in maniera cronologica, i passi salienti della vita di Eugenio Pacelli attraverso immagini d'epoca, fornite dal Servizio fotografico de "L'Osservatore Romano", documenti e cimeli personali, concessi dalla famiglia Pacelli e dalla Famiglia Spirituale Opera. Dal momento della nascita, avvenuta l'11 marzo 1876, nel palazzo di via degli Orsini 34, nel quartiere romano di Parione, saranno ripercorse le tappe della sua attività giovanile e scolastica, fino all'ordinazione sacerdotale del 2 aprile 1899, per poi proseguire con il giovane sacerdote, entrato presto al servizio della Santa Sede, fino alla sua ordinazione episcopale, conferitagli da Benedetto xv, nella Cappella Sistina, il 13 maggio 1917. Poi la sua attività di Nunzio, prima in Baviera, dal 1917 al 1924, e poi dal 1925 al 1929 a Berlino, in un periodo cruciale per la storia tedesca. La chiamata nel Collegio cardinalizio da parte di Pio xi, il 16 dicembre 1929, e la successiva nomina a segretario di Stato, fanno del giovane porporato il principale collaboratore di Papa Ratti, come testimoniato dagli interventi di Pacelli nella preparazione dei documenti più importanti, tra cui l'enciclica Mit brennender Sorge. Sono di questo periodo anche i viaggi del cardinale Pacelli, che fu il primo segretario di Stato, dopo diversi secoli, a recarsi come Legato Pontificio in vari Paesi del mondo: nel 1934 in Argentina, in occasione del ii Congresso eucaristico internazionale, con soste a Rio de Janeiro e a Montevideo; nel 1936 negli Stati Uniti, dove fu ricevuto anche dal presidente Roosevelt; e per due volte in Francia, nel 1935 a Lourdes, e nel 1937 a Lisieux per la consacrazione della nuova cattedrale; infine nel 1938 a Budapest per il Congresso eucaristico internazionale.
    Infine l'esposizione si soffermerà sul pontificato di Pio xii, con particolare riferimento agli anni del conflitto mondiale e dell'azione umanitaria svolta dalla Santa Sede a favore di singole persone e di intere popolazioni. La mostra presenta anche un aspetto artistico: il primo nucleo della Raccolta di Arte contemporanea presso i Musei Vaticani, ampliata poi durante il pontificato di Paolo vi, risale infatti all'iniziativa di Pacelli. Saranno perciò esposti opere d'arte, i "doni" offerti a Pio xii durante il pontificato, paramenti e oggetti utilizzati dal Pontefice.
    Presentando la conferenza padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha puntualizzato che le due iniziative non hanno a che vedere con l'iter della causa di beatificazione, quindi ha annunciato che sempre a Roma, dal 15 al 17 settembre, vi sarà un convegno del mondo ebraico sulla figura di Pacelli e un altro incontro sullo stesso tema si terrà in autunno a Gerusalemme. </I>

    (©L'Osservatore Romano - 18 giugno 2008)

  4. #4
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    Troverò il tempo di andare. Grazie della notizia: un grandissimo Uomo ed un Pontefice che si è veramente accollato i mali del mondo nel periodo in cui è vissuto. ChiediamoGli di pregare per noi.

  5. #5
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    Video realizzato da h2onews.

    http://www.h2onews.org/_page_videovi...ws=798&lang=it

    (purtroppo non riesco a inserirlo direttamente nel messaggio)

  6. #6
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    Speriamo di vedere al più presto agli onori degli altari il Servo di Dio Pio XII

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da PONTIFEX MAXIMUS Visualizza Messaggio
    Speriamo di vedere al più presto agli onori degli altari il Servo di Dio Pio XII
    Pio XII e Giovanni Paolo II, Padre Lombardi: “La loro beatificazione ancora nel regno del futuro”
    CITTA’ DEL VATICANO - ''Le beatificazioni di Pio XII e Giovanni Paolo II sono ancora nel regno del futuro, cioe' non si puo' in concreto prevedere quando saranno celebrate''. E' quanto ha precisato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, in una conferenza stampa tenuta per presentare le iniziative promosse dalla Santa Sede per il cinquantesimo anno dalla morte di Papa Pacelli, il prossimo 6 novembre. Padre Lombardi ha spiegato che le iniziative vaticane, un convegno e una mostra fotografica su Pio XII, saranno centrate sui rapporti tra il Pontificato e il Concilio Vaticano II e non avranno niente a che vedere con il percorso della eventuale beatificazione. ''Sull'eroicita' delle virtu' di Pacelli sono tutti d'accordo. Il resto e' futuribile'', ha detto il portavoce vaticano.''Nel convegno di novembre si vuole studiare la sua personalita'. Si tratta di una pista indipendente'', ha aggiunto. Il convegno si svolgera' dal 6 all'8 novembre, in occasione del 50/esimo anniversario della morte di Pio XII (9 ottobre 1958). Vi collaboreranno le Pontificie universita' Lateranense e Gregoriana, i cui rettori, Monsignior Rino Fisichella e padre Gianfranco Ghirlanda, hanno partecipato, insieme anche al direttore dell'Osservatore Romano Gian Maria Vian, alla conferenza stampa di padre Lombardi. Parallelamente si svolgera' una mostra fotografica, ''Pio XII, l'uomo e l Pontificato'', nel Braccio di Carlo Magno, dal 21 ottobre 2008 al 6 gennaio 2009, curata da Giovanni Morello, presidente della Fondazione per i Beni e le attivita' artistiche della Chiesa. Sempre a Roma, ha annunciato padre Lombardi, dal 15 al 17 settembre, verra' organizzato un convegno del mondo ebraico sulla figura storica di Pacelli ed un altro incontro avverra' in autunno a Gerusalemme. Su Pio XII e sul suo presunto silenzio di fronte alla ''Shoah'', il Vaticano ha pubblicato la gran parte del materiale a sua disposizione, ma sono altri, a partire da ben ''15 archivi israeliani'' a non averlo fatto: e' quanto ha denunciato Monsignor Walter Brandmuller, presidente del Pontificio Comitato delle Scienze Storiche, intervenuto alla presentazione del prossimo convegno della Santa Sede sulla figura di Papa Pacelli, in programma dal 6 all'8 novembre 2008, in occasione del 50/esimo anniversario della morte. ''Non capisco certe lamentele - ha detto il presule - il grosso della documentazione vaticana e' accessibile e le cose piu' importanti sono state pubblicate da parte nostra''. ''Piuttosto - ha osservato - sono altri a non aver reso noto il loro materiale. Ci sono 15 archivi israeliani - ha detto - che hanno documenti ancora non visibili e lo stesso Jews World Congress finora non ha aperto il proprio archivio.

    da Petrus

  8. #8
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Delegazione ebraica da Benedetto XVI: “Pio XII ha salvato nel mondo più ebrei di chiunque altro nella storia”. Intervista con Gary Krupp

    “Pio XII ha salvato nel mondo più ebrei di chiunque altro nella storia”: è quanto ha affermato ai nostri microfoni Gary Krupp, esponente della comunità ebraica statunitense e presidente della Fondazione Pave the Way, in Vaticano mercoledì scorso per incontrare il Papa al termine dell’udienza generale insieme ad altri ebrei sopravvissuti all’Olocausto. Gary Krupp ha presentato a Benedetto XVI il Simposio che si svolgerà a Roma nel prossimo settembre in occasione dei 50 anni dalla morte di Pio XII: un evento organizzato per ribadire le verità su Papa Pacelli oscurate da una campagna mediatica lanciata negli anni ’60 e che in alcuni ha ingenerato un'impressione negativa su quel pontificato. Ma ascoltiamo lo stesso Gary Krupp, al microfono di Susan Hodges:

    R. – Our Foundation has been going...

    La nostra Fondazione è andata in giro per il mondo, intervistando testimoni oculari, persone che hanno incontrato Pio XII personalmente. Sono testimonianze meravigliose e sono tutte a disposizione nella nostra pagina web http://www.blogger.com/www.ptwf.org. Sulla pagina di “Pave the Way Foundation” si possono vedere tutte le nostre interviste, alcune delle quali dimostrano quanto questa impressione fosse sbagliata. Allora ho chiesto ai membri dello Yad Vashem, che si suppone siano esperti in questo ambito, se ne avessero mai sentito parlare: non hanno mai sentito niente di tutto questo, non hanno mai sentito parlare di un piano di Hitler per rapire Pio XII, eliminare la Curia Romana e “conquistare” il Vaticano. Il generale Karl Wolff aveva ricevuto ordine esplicito di formulare questo piano ... Noi abbiamo un giornalista ebreo che ha scritto un libro su questo argomento, e sarà con noi al Simposio di Roma per spiegarcelo…

    D. – Quindi, lei è ottimista riguardo al fatto che questo simposio fugherà ogni ombra sui rapporti tra Pio XII e gli ebrei ...

    R. – Far more than optimistic...

    Molto più che ottimista, ne sono sicurissimo. Questo nostro è un gruppo di ebrei intellettualmente brillanti. Bisogna essere imparziali: soltanto così si può giudicare. Vedrete esattamente quello che abbiamo fatto e la genesi degli eventi che si sono succeduti, da quando Pio XII era ragazzo: nella sua infanzia è cresciuto con un ebreo, Guido Mendes, che era il suo più caro amico. Il Papa con lui mangiava kosher. E poi, il suo intervento, quando era nunzio in Germania, per salvare gli ebrei che erano stati arrestati in virtù delle leggi antisemite. Era intervenuto per sostenerli: un antisemita non lo avrebbe fatto. E poi, altri avvenimenti, quando diventò Papa: tutto questo sarà raccontato, ci sarà una grandiosa mole di informazioni, perché si può arrivare ad una sola conclusione, ed è la verità su quel pontificato: che quest’uomo, Pio XII, ha salvato nel mondo più ebrei di chiunque altro nella storia!

    D. – Ma il problema è che lui faceva tutto dietro le quinte ...

    R. – All behind the scenes ...

    Tutto dietro le quinte e tutto in silenzio. Non solo perché lui sapeva che avrebbe sollevato sospetti o perché sapeva che Hitler aveva dato ordine che fosse rapito! Non aveva paura di questo, ma di quello che è successo – per esempio – quando si espresse con l’arcivescovo di Utrecht a favore degli ebrei olandesi.

    La reazione dei nazisti fu molto chiara, perché dissero: “Questo intervento della Chiesa romana non salverà nemmeno una vita ebrea. Infatti, noi intensificheremo gli arresti. Inoltre, finora non avevamo ancora considerato l’arresto degli ebrei convertiti alla Chiesa cattolica romana: ora saranno i primi ad essere arrestati”. Quella fu l’epoca in cui fu arrestata Edith Stein, e il postulatore della Causa di beatificazione di Pio XII, il padre gesuita Peter Gumpel, che sarà con noi al Simposio, era in Olanda all’epoca di questi fatti ed è stato testimone di tutto questo!

    Radio Vaticana
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  9. #9
    Gran CierRino L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Mi auguro vivamente che questa importante ricorrenza serva a far concludere velocemente la causa di beatificazione, visto il tempo trascorso dalla morte e la (finalmente) riscoperta dei suoi meriti è necessario che salga alla gloria degli altari il più presto possibile.
    Preghiamo per questo.

  10. Il seguente utente ringrazia ITER PARA TUTUM per questo messaggio:

    Mystica Viola (02-03-2016)

  11. #10
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Dalle tenebre della guerra agli albori del Vaticano II

    di Rino Fisichella
    Arcivescovo presidente della Pontificia Accademia per la Vita
    Rettore della Pontificia Università Lateranense

    Chi entra all'Università del Laterano si incontra con una serie di lapidi commemorative che riportano alla mente pezzi di storia. Dopo quella dedicata a Pio xi, considerato il Parens alter per avere voluto la nuova sede nell'area di San Giovanni in Laterano, un'altra iscrizione dice così: Perennis esto memoriae et recordationis in hac studiorum universitate ad S. Apollinaris tunc sedem habente Pium xii Pontificem Maximum Facultatem theologicam et iuridicam alumnum celebrasse doctorales laureas summa cum laude adeptum deinde iuris disciplinas docuisse.

    L'espressione intende ricordare un fatto storico. Eugenio Pacelli venne accolto nell'autunno del 1894 al collegio Capranica e fu iscritto a filosofia presso l'Università Gregoriana. L'anno successivo conseguì il baccellierato, ma l'impegno nello studio e il vitto del Capranica non erano di aiuto alla gracile salute di Eugenio. Iniziò così a frequentare i corsi di teologia all'Apollinare, antica sede del Laterano, rimanendo legato come chierico esterno al Collegio. Nell'autunno del 1899 si iscrisse di nuovo all'Apollinare per la laurea in utroque iure - che conseguirà nel 1902 - scrivendo la tesi dottorale su un tema che gli permetterà di avere dimestichezza nel suo lavoro successivo I concordati tra la Santa Sede e i Governi nazionali. Lo stesso anno, monsignor Gasparri intuendo le grandi qualità del giovane Pacelli lo volle docente di diritto canonico; dopo poco tempo, comunque, lasciò l'insegnamento per dedicarsi pienamente al lavoro diplomatico nella Segreteria di Stato.
    Questi brevi cenni fanno comprendere perché l'Università Gregoriana e Lateranense abbiano aderito subito alla richiesta di organizzare un Convegno per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Pio xii. La figura del Servo di Dio, comunque, si impone con la sua peculiare statura anzitutto spirituale, poi intellettuale e da ultimo diplomatica sulla quale tutti convengono. Certamente una personalità come questa, per il ruolo che svolse, nel complesso e drammatico periodo che segna soprattutto il suo quasi ventennale pontificato (1939-1958), rende difficile non solo l'esatta interpretazione storica dei suoi atti, ma impone si consideri una valutazione globale che prenda in considerazione tutti gli aspetti, da quello storico a quello ecclesiale, dal dottrinale allo spirituale. È un fatto incontrovertibile: nella vita di Pio xii vengono a confluire diverse situazioni storiche di carattere rilevante. Si pensi alle due guerre mondiali, al genocidio degli ebrei, all'occupazione comunista di diverse nazioni cristiane, alla "guerra fredda", alle nuove conquiste delle scienze, alle innovazioni di alcune scuole teologiche. L'elenco sarebbe lungo. Molti aspetti sono già stati studiati e la letteratura è sotto gli occhi di tutti. Ciò che resta per molti versi ancora sconosciuto è l'influsso che Pio xii ha svolto sul Concilio Vaticano II . Il suo insegnamento profondo e lungimirante è verificabile nella sequenza delle quarantatré encicliche che segnarono il suo pontificato e i numerosissimi discorsi con i quali affrontò i temi più controversi all'epoca. In questo magistero sono facilmente riscontrabili alcuni tratti peculiari che si possono sintetizzare in tre punti: anzitutto, la promozione della dottrina.
    Memorabile rimane la definizione del dogma dell'Assunzione (Munificentissimus Deus, 1 novembre 1950), con la quale il Papa affermava, dopo lunghi studi e consultazioni, la gloria della Madre di Dio accanto a Cristo suo Figlio.
    La Mystici Corporis (29 giugno 1943), dalla prospettiva teologica dell'epoca, si presenta come un documento innovativo, soprattutto se confrontato con l'ecclesiologia del tempo che viveva ancora nelle secche della manualistica.
    Non si può dimenticare, infine, l'enciclica per la promozione degli studi biblici e per il recupero e lo slancio della sacra Scrittura Divino Afflante Spiritu (30 settembre 1943).
    In secondo luogo, la difesa della dottrina e la rilevanza degli errori. La Mediator Dei (20 novembre 1947), presentando il valore della liturgia e il mistero eucaristico con il valore sacrificale della santa Messa, puntualizza nello stesso tempo il significato del sacerdozio dei fedeli che non può intaccare quello ministeriale.
    L'Humani generis (22 agosto 1950), da parte sua, affrontava tra l'altro il grave problema del relativismo teologico che, alla luce di numerosi fatti postconciliari, appare ancora più lungimirante di quanto non apparisse al momento. Si deve aggiungere, da ultimo, che Pio xii non mancò mai di far sentire in maniera chiara ed esplicita la sua voce in diverse circostanze, quando le esigenze lo richiedevano e quando vi era una esatta informazione sui fatti e si vedeva la loro conseguenza.
    Sulla base di queste considerazioni si è sviluppato il programma che vede la felice collaborazione tra le due prestigiose università con l'intento di ripercorrere diversi temi fondamentali dell'insegnamento del Vaticano II per verificare in essi l'influsso e l'eredità lasciata da Papa Pacelli. Siamo certi che la competenza dei relatori e lo studio diretto delle fonti permetteranno di giungere a risultati che mostreranno, ancora una volta, come il progresso della dottrina nella Chiesa non avviene con discontinuità, ma sempre nel solco di una rinnovata continuità che permette di verificare il lento, paziente e fondamentale impegno di trasmissione della fede di sempre.

    L'Osservatore Romano - 18 giugno 2008
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