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Discussione: Venerabile Servo di Dio PIO XII, Papa (02/03/1876 - 09/10/1958)

  1. #21
    Iscritto L'avatar di ticanino86
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    Simposio su Pio XII: Ora sono gli ebrei a salvare Pio XII

    Da domani a Roma un convegno sul ruolo svolto da Papa Pacelli nella difesa dall’Olocausto di migliaia di vite. A organizzarlo sono gli stessi figli di David ....

    «Sono cresciuto pensando che Pio XII fosse stato un collaboratore dei nazisti, un Papa antisemita. Sono rimasto scioccato nell’apprendere, dai documenti e dalla viva voce dei sopravvissuti, che la realtà è completamente e radicalmente diversa...». Gary L. Krupp è un ebreo americano, presidente di «Pave the Way», una fondazione indipendente che lavora per eliminare l’uso distorto della religione per fini privati e si adopera per identificare gli ostacoli al dialogo tra le religioni. «Uno dei temi più controversi e spinosi, nel rapporto tra ebrei e cattolici, è proprio la figura di Papa Pacelli: per questo - racconta Krupp al Giornale</B> - abbiamo finanziato un progetto raccogliendo documenti e filmando il racconto dalla viva voce dei protagonisti ancora in vita».
    «Pave the Way» ha organizzato a Roma, da domani a mercoledì, un importante convegno dedicato a Pio XII e alla grande opera di salvataggio dei perseguitati che la Chiesa cattolica su suo impulso mise in atto negli anni del furore nazista. Vi partecipano molti studiosi provenienti dagli Stati Uniti ed è la prima volta, negli ultimi decenni, che un’organizzazione ebraica fa sentire con così tanta forza la propria voce in controtendenza rispetto alla «leggenda nera» sul «Papa di Hitler».
    «Pave the Way», nel corso del convegno romano - che precede altri appuntamenti dedicati alla figura di Pio XII voluti dalla Santa Sede in occasione del cinquantesimo della morte e che si concluderà con un’udienza concessa da Benedetto XVI agli organizzatori - presenterà un volume di documenti che da soli bastano a sfatare quelle che sono considerate certezze acquisite sul «Papa dei silenzi». Eccone qualche esempio. Si è sempre presentato il concordato tra la Germania governata da Hitler e la Santa Sede come un’alleanza tra Vaticano e nazisti, dimenticando che i concordati erano e sono trattati difensivi e che avvengono tra Stati. «Si dimentica pure - osserva Krupp - che nell’agosto 1933, vale a dire un mese prima che il concordato tra Vaticano e Germania fosse ratificato, la stessa Germania e gli ebrei di Palestina siglarono l’accordo di Haavara, che fu appoggiato e sostenuto dal Congresso mondiale ebraico del 1935».
    Oggi il concordato tra lo Stato tedesco e la Santa Sede, siglato nel 1933, è ricordato al museo dello Yad Vashem con una foto e una didascalia che lo presenta come un patto scellerato, la prova della collusione tra il Vaticano (anche se allora il Papa non era Pacelli, ma il suo predecessore Pio XI) e i nazisti. Se così fosse, bisognerebbe concludere che un patto altrettanto scellerato venne concluso prima tra gli ebrei sionisti e il governo del cancelliere Adolf Hitler. In realtà l’accordo di Haavara era stato siglato per favorire l’emigrazione degli ebrei tedeschi in Palestina, così come il concordato fu siglato per cercare (invano) di difendere la libertà della Chiesa in Germania.
    «È assolutamente da smentire - continua Krupp - qualsiasi contiguità di Pio XII con il nazismo. Abbiamo messo insieme 44 citazioni di discorsi, lettere e documenti dai quali emerge in tutta chiarezza e pubblicamente quale fosse il suo pensiero, come a esempio la lettera spedita dall’allora cardinale Segretario di Stato Pacelli al cardinale tedesco Joseph Schulte, nella quale egli definiva i nazisti “falsi profeti con l’orgoglio di Lucifero”».
    Per quanto riguarda l’opera di salvataggio degli ebrei perseguitati durante la guerra, «Pave the Way» ha messo insieme un dossier che testimonia, spiega Krupp, «come Pio XII sia stato l’uomo che ha salvato più ebrei nella storia». Dal diario di Adolf Eichmann, recentemente pubblicato, si apprende a esempio che il progetto iniziale di deportare ottomila ebrei italiani nei campi di sterminio fu interrotto dopo il primo giorno di razzia nel ghetto di Roma e lo stesso gerarca nazista mette nero su bianco che il Vaticano «ha protestato vigorosamente per l’arresto degli ebrei, chiedendo l’interruzione» della deportazione.
    Krupp contesta l’immagine del «Papa del silenzio», impaurito di fronte a Hitler perché ossessionato dal comunismo o perché intenzionato a salvare soltanto i cattolici. «Il Papa - ricorda - fece tutto dietro le quinte, in silenzio. Non solo perché sapeva che era l’unico modo per ottenere risultati, non solo perché sapeva che Hitler aveva dato ordine di rapirlo, ma anche perché aveva avuto la prova che i proclami e gli appelli non servivano a nulla. Anzi, potevano essere controproducenti, come nel caso della dichiarazione dei vescovi olandesi che nel luglio 1942 avevano protestato contro la deportazione degli ebrei, ottenendo non che questa si fermasse, ma che continuasse in modo ancora più duro, con la cattura anche degli ebrei che si erano convertiti al cattolicesimo».
    Quello di «Pave the Way» è dunque un contributo importante, che mostra come all’interno del mondo ebraico non vi sia solo la voce di chi ha fatto di Pio XII il capro espiatorio della Shoah. Un contributo a una discussione più serena, della quale si sente il bisogno anche in campo cattolico, dove molti specialisti continuano a bollare come «apologetico» qualsiasi tentativo di aprire un dibattito serio su Papa Pacelli e sul suo ruolo, ignorando vecchi e nuovi documenti che smentiscono la leggenda nera. Una leggenda creatasi già prima della rappresentazione del dramma di Rolf Hochhuth Il Vicario</B> (1963), alimentata dai servizi segreti dei Paesi dell’Est.
    «Come ebreo - ribadisce Gary L. Krupp - posso dire che nell’opera concreta di salvataggio degli ebrei perseguitati, Pio XII fece concretamente molto più di tutti i leader politici e religiosi del suo tempo messi insieme. Dobbiamo riconoscerlo, perché se è vero che chi salva una vita salva il mondo intero, a Papa Pacelli, che di vite ne ha salvate tante aprendo le porte dei conventi romani, va attribuito il titolo di Giusto tra le nazioni».

    ( Fonte : Il Gionale)

  2. #22
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    Pio XII salvò anche Nenni....

  3. #23
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    Articolo tratto da www.repubblica.it


    Civiltà Cattolica mette in discussione l'atteggiamento di Pacelli
    Ratzinger lo difende: "Non risparmiò sforzi per aiutare gli ebrei"
    Leggi razziali, la critica dei gesuiti
    Il Papa: "Pio XII aveva ragione"


    Papa Ratzinger
    ROMA - Nel pieno dello scontro politico su fascismo e antifascismo, fa rumore l'uscita di Civiltà Cattolica che non nasconde il proprio "imbarazzo" per l'atteggiamento della Santa Sede al momento del varo delle leggi razziali da parte di Benito Mussolini.

    Allora, scrive la rivista dei gesuiti, le cui bozze sono riviste dalla segreteria di stato, il Vaticano "scelse di agire con mezzi discreti e puntando sull'efficacia della propria diplomazia domestica", finalizzando la propria azione "a mettere in salvo prima di tutto gli ebrei italiani convertiti al cattolicesimo". Un affondo nei confronto di Pio XII, uno dei pontefici più discussi del secolo scorso.

    Parole che provocano la risposta indiretta di Benedetto XVI che ricorda come Pio XII "non abbia risparmiato sforzi per intervenire a favore degli ebrei". I gesuiti, però, danno un'altra lettura dell'atteggiamento della Santa Sede che, dopo "le parole di condanna forti e chiare pronunciate con voce commossa dal Papa", chiese al governo fascista, di utilizzare come criterio discriminatorio "non il dato biologico-razziale, ma quello religioso, cioè l'appartenenza a una determinata fede religiosa, in questo caso quella giudaica".

    Una scelta che, oggi, continua Civiltà Cattolica, "appare imbarazzante". Anche perché, "secondo la mentalità cattolica del tempo sembrava che compito della Chiesa fosse quello di proteggere innanzitutto i propri fedeli, senza però in questo venir meno al senso di giustizia e carità dovuti a tutti gli essere umani".

    Benedetto XVI, invece, ricorda "i non pochi interventi" compiuti da Papa Pacelli a favore degli ebrei. Parlando a un convegno nel corso del quale sono stati presentati documenti inediti su Pio XII, il Pontefice cita "il suo impegno a favore degli ebrei", sottolineando che dovette agire nel silenzio proprio per poterne aiutare il maggior numero, e chiede che venga ristabilità la verita sull'operato del Pontefice durante gli anni del fascismo.



    MIO COMMENTO: Aspetto di vedere se quanto scritto corrisponde al vero, in particolare su La Civiltà Cattolica.
    Perchè sennò si porrebbero due problemi: uno di mera ignoranza storica, atteso che le leggi razziali furono emanate da Mussolini regnante PIO XI e non sotto Pacelli. L'altro di fedeltà alla Chiesa, perchè criticare un Papa dimostrando ignoranza storica vuol dire avere sotto sotto una spinta ideologica.
    E pensare a quanto amava i Gesuiti Papa Pacelli!!!

  4. #24
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    Io non ho la necessaria competenza storica per giudicare l'operato di Pio XII. Propongo solo una mia piccola riflessione: già essere Papa è un servizio alla Chiesa e al mondo da far tremare i polsi, tanto più in un momento storico terribile e del tutto particolare com'è stato quello durante la II Guerra Mondiale.

  5. #25
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    Il Falso precipita e la Verità trionfa, basta aspettare. La vittoria della Verità è evidente: il trionfo lo portano le testimonianze di quelli che il Falso indicava come le vittime... e quindi cosa aggiungere?

  6. #26
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    Spero che queste testimonianze contribuiscano a fare un ulteriore passo verso la verità. E la verità è proprio quella che sta emergendo, con difficoltà a causa dei soliti personaggi ideologizzati, ma sta emergendo!
    E La civiltà cattolica è sempre meno credibile...
    Ultima modifica di Pax et bonum; 18-09-2008 alle 15:06

  7. #27
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    Spero che queste testimonianze possano portare alla beatificazione di Pio XII. Anche io sono cresciuto credendo che fosse connivente con i nazisti, ma mi sono dovuto ricredere.

  8. #28
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    Il Signore,riporta tutto alla luce,anche quando c'è chi tenta di oscurarla.La cosa "peggiore" per i nemici della Chiesa e che proprio chi veniva ritenuto ,da loro ,vittima ,gridi ora cio che il papa ha fatto in loro favore.Grazie Gesu!!!!

  9. #29
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    Discorso del Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al simposio organizzato dalla "Pave the way Fundation" (Castel Gandolfo, 18/09/08)
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  10. #30
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    Ratzinger: «Pio XII salvò gli ebrei»

    di Andrea Tornielli
    Tratto da Il Giornale del 19 settembre 2008

    Pio XII è intervenuto «ovunque fosse possibile» in favore degli ebrei e spesso lo ha fatto «in modo segreto e silenzioso» per «evitare il peggio» e salvarne «il più gran numero possibile».

    Lo ha detto ieri mattina Papa Ratzinger, ricevendo a Castelgandolfo i partecipanti al simposio dedicato alla figura di Pio XII, promosso da «Pave the Way», la fondazione presieduta dall’ebreo americano Gary Krupp, che nei giorni scorsi ha presentato numerose testimonianze inedite e documenti che attestano la grande opera di carità in favore dei perseguitati messa in atto da Pacelli. È la prima volta che l’attuale Pontefice interviene sulla controversia dei «silenzi» e lo fa con parole molto chiare, spiegando i motivi dell’atteggiamento del suo predecessore, scomparso mezzo secolo fa.

    Benedetto XVI ha apprezzato il convegno di «Pave the Way», affermando che nel corso dei lavori si sono analizzati «senza preconcetti gli eventi della storia», con l’unica preoccupazione «di ricercare la verità», mettendo in luce ciò che Pio XII ha fatto «a favore degli ebrei che in quegli anni venivano colpiti ovunque in Europa, in ossequio al disegno criminoso di chi voleva eliminarli dalla faccia della terra». Ha ricordato che «tanto si è scritto e detto» su Pio XII, e che «non sempre sono stati posti nella giusta luce i veri aspetti della sua multiforme azione pastorale». «Quando ci si accosta senza pregiudizi ideologici alla nobile figura di questo Papa – ha aggiunto Ratzinger – oltre ad essere colpiti dal suo alto profilo umano e spirituale, si rimane conquistati dall’esemplarità della sua vita e dalla straordinaria ricchezza del suo insegnamento. Si apprezza la saggezza umana e la tensione pastorale che lo hanno guidato nel suo lungo ministero e in modo particolare nell’organizzazione degli aiuti al popolo ebraico».

    «Grazie a un vasto materiale documentario da voi raccolto – ha detto ancora il Papa – arricchito da molteplici e autorevoli testimonianze, il vostro simposio offre alla pubblica opinione la possibilità di conoscere meglio e più compiutamente ciò che Pio XII ha promosso e compiuto a favore degli ebrei perseguitati dai regimi nazista e fascista». Pacelli «non risparmiò sforzi, ovunque fosse possibile, per intervenire direttamente oppure attraverso istruzioni impartite a singoli o ad istituzioni della Chiesa cattolica in loro favore. Nei lavori del vostro convegno – ha aggiunto Benedetto XVI – sono stati anche evidenziati i non pochi interventi da lui compiuti in modo segreto e silenzioso proprio perché, tenendo conto delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, solo in tale maniera era possibile evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei». Parole che richiamano la difesa pronunciata da Paolo VI, strettissimo collaboratore di Papa Pacelli negli anni della guerra, all’indomani delle prime accuse lanciate contro Pio XII.

    «Questa sua coraggiosa e paterna dedizione – ha detto ancora Ratzinger – è stata del resto riconosciuta ed apprezzata durante e dopo il tremendo conflitto mondiale da comunità e personalità ebraiche che non mancarono di manifestare la loro gratitudine per quanto il Papa aveva fatto per loro». Benedetto XVI a questo proposito ha citato l’incontro che Pio XII ebbe, il 29 novembre del 1945, con 80 delegati dei campi di concentramento tedeschi, i quali in Vaticano «vollero ringraziarlo personalmente» per la generosità dimostrata verso di loro. Papa Ratzinger ha infine auspicato che l’anno del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII «offra l’opportunità di promuovere studi più approfonditi sui vari aspetti della sua persona e della sua attività, per giungere insieme a conoscere la verità storica, superando così ogni restante pregiudizio».

    Il convegno «Pave the Way» di Roma è la prima di una serie di iniziative per commemorare Pacelli. Oltre alla messa celebrata da Benedetto XVI il 9 ottobre in San Pietro, sarà allestita dal Pontificio comitato di Scienze storiche una mostra in Vaticano, mentre un convegno sul magistero del Pastor Angelicus sarà organizzato dalla Pontificia università Lateranense. Fra le testimonianze più significative raccolte e presentate durante il simposio di «Pave the Way» c’è quella di monsignor Giovanni Ferrofino, oggi novantaseienne, già segretario del nunzio apostolico Maurilio Silvani ad Haiti. Ferrofino ha raccontato dei due messaggi criptati che annualmente riceveva da Pio XII tra il 1939 e il 1945: in essi il Papa chiedeva al presidente della Repubblica Dominicana di concedere, ogni volta, 800 visti per gli ebrei che scappavano dall’Europa attraverso il Portogallo. «Questo significa – ha spiegato Gary Krupp – che migliaia di ebrei furono salvati».

    Questo è il testo completo del discorso di Papa Benedetto XVI, dal sito del Vaticano.

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