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Discussione: Venerabile Servo di Dio PIO XII, Papa (02/03/1876 - 09/10/1958)

  1. #481
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    Nuovi studi su Pio XII: salvò due terzi degli ebrei romani

    A cento anni dall’ordinazione episcopale di Eugenio Pacelli nuovi studi e testimonianze fanno luce sul ruolo svolto da Papa Pio XII nella protezione degli ebrei romani durante l’occupazione nazista. Se ne è parlato, ieri, durante il convegno “Pio XII: la leggenda nera sta per finire”, organizzato a Roma dal Comitato Papa Pacelli. Il servizio di Michele Raviart:

    Si stima che quasi due terzi dei diecimila ebrei presenti a Roma durante l’occupazione nazista siano stati aiutati direttamente o indirettamente da Papa Pio XII e della Chiesa. Oltre quattromila furono ospitati in 235 conventi della capitale italiana e 160 in Vaticano e nelle sede extraterritoriali, mentre in mille e seicento furono protetti dalla Delasem, l’organizzazione di assistenza agli emigrati ebrei segretamente finanziata anche dalla Chiesa. Nel pomeriggio del 16 ottobre 1943, giorno del tragico rastrellamento al Portico d’Ottavia in cui furono deportate mille e settecento persone, 245 ebrei furono liberati dopo un decisivo intervento di Papa Pacelli. Non solo, già prima del 16 ottobre in settecento furono aiutati dal Papa a lasciare le loro case, mentre prima della liberazione numerose furono le pressioni per liberare i prigionieri rivolte sia all’ambasciata tedesca che direttamente al capo della Gestapo a Roma, Kappler. Lo spiega l’autore degli studi, il diacono Domenico Oversteyns:

    "Pio XII ha aiutato gli ebrei prima del 16 ottobre in 48 monasteri chiedendo la liberazione e successivamente aprendo altri monasteri per aiutare. Ha fatto 198 interventi per liberare o aiutare gli ebrei arrestati e deportati. In 60 furono poi liberati".

    Questi dati in continuo aggiornamento, smontano progressivamente la “leggenda nera” su Papa Pacelli. Già prima della sua morte, nel 1958, dalla propaganda sovietica nacque l’idea di un Papa "silenzioso", se non connivente nei confronti di Hitler, nonostante le condanne contro il nazismo e gli appelli alla pace. Il commento del cardinale Dominique Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica:

    "È stato il Papa che ha guidato la Chiesa in un periodo molto complicato e che ha dato un contributo molto eminente alla pace internazionale. Ha traghettato la Chiesa verso la modernità. La vera figura di Papa Pacelli è molto diversa da quella che la leggenda nera ha voluto propagare".

    Per Papa Eugenio Pacelli è in corso una Causa di Beatificazione, aperta da Paolo VI durante il Concilio Vaticano, mentre Benedetto XVI ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtu. Ascoltiamo il postulatore della causa, il padre gesuita Anton Witwer:

    "È dichiarata la virtù eroica, quindi lui è venerabile. Ciò che manca per una Beatificazione è l’unico miracolo. E per questo dobbiamo pregare Pio XII. È veramente una figura impressionante non solamente come Papa ma come persona che ha vissuto in modo profondo l’amore per il prossimo e l’amore per Dio".


    fonte: Radio Vaticana
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  3. #482
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    Furono 9600 gli ebrei protetti in Vaticano, lo rivela l’archivista di Stato

    Nel 1943/44 migliaia di ebrei trovarono protezione grazie all’impegno sistematico del Vaticano. Se finora i numeri esatti non era noti a tutti, è stato il responsabile dell’Archivio Storico della segreteria di Stato Vaticano, Johan Ickx, a rivelarli con precisione.

    Quasi 5.000 ebrei vennero ospitati e nascosti nei monasteri cattolici, 3000 trovarono rifugio nella residenza pontificia di Castel Gandolfo, 1460 nelle case cattoliche, 60 in edifici italiani in terreno extraterritoriale e 40 direttamente in Vaticano. Queste cifre sono emerse dai documenti degli archivi vaticani, ha spiegato il prof. Ickx durante una recente conferenza dal titolo “Politica dei rifugiati dal 1933 fino ad oggi: sfide e responsabilità“.

    Un’operazione silenziosa quella del Vaticano, ne ha parlato anche Papa Francesco: «Al povero Pio XII è stato buttato addosso di tutto. Ma bisogna ricordare che prima era visto come il grande difensore degli ebrei. Ne nascose molti nei conventi di Roma e di altre città italiane, e anche nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Lì, nella stanza del Papa, sul suo stesso letto, nacquero 42 bambini, figli di ebrei e di altri perseguitati rifugiatisi lì».

    Il saggista francese Matthieu Baumier, rispondendo alle accuse dell’anticlericale Michel Onfray, ha giustamente spiegato: «Tra il 1934 e il 1937 il 35% dei preti cattolici tedeschi subì interrogatori nelle sedi della Gestapo. In Baviera si registrò la chiusura di 150 scuole cattoliche tra il gennaio e l’aprile del 1937. Le persecuzioni e gli omicidi spiegano bene la prudenza del cardinale Pacelli, il quale, una volta eletto papa, imparerà a non mettere in pericolo i cattolici con dichiarazioni troppo forti o impulsive. Pio XII era stato testimone diretto delle persecuzioni, e proprio per questo conosceva l’importanza della discrezione quando si trattava di salvare esseri umani che si trovavano a vivere in un regime totalitario» (M. Baumier, Antitrattato di ateologia, Lindau 2006, p. 203-208).

    La dimostrazione la si ebbe con la pubblicazione dell’enciclica di Pio XI Mit brennender Sorge, il 21 marzo 1937. Una denuncia pubblica del nazismo, scritta appositamente in tedesco. La Gestapo impedì la diffusione del testo, la Gioventù Hitleriana «saccheggiò molte sedi vescovili tedesche, i preti vennero aggrediti, il vescovo di Rottenburg fu cacciato dalla sua diocesi. Hitler proibì ai vescovi di diffondere l’enciclica e fu letta come un atto politico antinazista». Il card. Pacelli fu il principale estensore della Mit brennender Sorge e si accorse della controproducente iniziativa, per cattolici ed ebrei, il denunciare pubblicamente il nazismo.

    Sono tanti gli storici e religiosi ebrei a riconoscere tutto questo. Pinchas Lapide, ex console d’Israele a Milano, ha scritto: «La Chiesa cattolica, sotto il pontificato di Pio XII, ha salvato 700.000 ebrei da morte sicura. Secondo alcuni addirittura 860.000» (P. Lapide, Roma e gli ebrei, Mondadori 1967). L’ex rabbino conservatore di New York, David Dalin, oggi professore di Storia e Scienza Politica nella Ave Maria University in Florida, ha a sua volta affermato: «Tutti i sopravvissuti dell’Olocausto testimoniano che Pio XII è stato autenticamente e profondamente un Giusto» (D. Dalin, La leggenda nera del Papa di Hitler, Piemme 2007). L’ebreo Gary Krupp, fondatore della “Pave the Way Fondation”, ha dichiarato: «Sono cresciuto odiando Pio XII, poi ho scoperto che era un eroe».

    La redazione


    fonte: http://www.uccronline.it/2017/02/28/...ista-di-stato/
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    Mystica Viola (04-03-2017), P.Willigisius carm (04-03-2017), westmalle (03-04-2017)

  5. #483
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    13 Maggio 1917

    Oggi ricorre anche il centesimo anniversario della Consacrazione Episcopale del Venerabile Pio XII.




    Fonte: www.papapioxii.it
    Et ego dico vobis: Petite, et dabitur vobis; Quaerite, et invenietis; Pulsate et aperietur vobis.

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    Mystica Viola (14-05-2017), P.Willigisius carm (10-03-2018), Piusromanus (06-06-2017)

  7. #484
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    Francesco contro la leggenda nera su Pio XII: salvò molti ebrei

    Papa Francesco è intervenuto nuovamente contro la “leggenda nera” dei presunti silenzi di Pio XII
    . Lo ha fatto ieri nell’omelia pronunciata a Casa Santa Marta. Ma già altre volte ha parlato in difesa di Papa Pacelli. Il servizio di Sergio Centofanti:

    Alla fine della Seconda Guerra Mondiale era unanime la gratitudine delle comunità ebraiche per gli interventi di Pio XII in loro favore durante il nazismo. Cambiò tutto con l’uscita, nel 1963, dell’opera teatrale del drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth, intitolata Il Vicario, promossa dalla propaganda sovietica per denigrare la figura del Pontefice, scomparso nel 1958, e la Chiesa cattolica in un delicato momento storico. La leggenda nera del silenzio di Papa Pacelli è nata in quell’anno.

    Secondo le ultime ricostruzioni si stima che quasi due terzi dei diecimila ebrei presenti a Roma durante l’occupazione nazista della città siano stati aiutati direttamente o indirettamente da Papa Pio XII. In oltre 4mila vennero nascosti nei conventi della capitale, 160 in Vaticano e nelle sedi extraterritoriali. Nel pomeriggio del 16 ottobre 1943, giorno del tragico rastrellamento al Portico d’Ottavia in cui furono deportate mille e settecento persone, 245 ebrei furono liberati dopo un decisivo intervento di Papa Pacelli. Durante l’omelia di ieri a Santa Marta, Francesco ha ricordato che quella fu un’opera di misericordia che coinvolse tutta la Chiesa e che questo significò rischiare di persona. Riascoltiamo le sue parole:

    “Ma tante volte si rischia. Pensiamo qui, a Roma. In piena guerra: quanti hanno rischiato, incominciando da Pio XII, per nascondere gli ebrei, perché non fossero uccisi, perché non fossero deportati! Rischiavano la pelle! Ma era un opera di misericordia salvare la vita di quella gente! Rischiare”.

    Nel giugno del 2014, in un’intervista al giornale spagnolo “La Vanguardia, Francesco si era detto molto rammaricato per la campagna denigratoria contro Pio XII. Queste la sua riflessione:

    Al povero Pio XII è stato buttato addosso di tutto. Ma bisogna ricordare che prima era visto come il grande difensore degli ebrei. Ne nascose molti nei conventi di Roma e di altre città italiane, e anche nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Lì, nella stanza del Papa, sul suo stesso letto, nacquero 42 bambini, figli di ebrei e di altri perseguitati rifugiatisi lì. Non voglio dire che Pio XII non abbia commesso errori – anche io ne commetto molti – ma il suo ruolo va letto nel contesto dell’epoca. Era meglio, per esempio, che non parlasse perché non uccidessero più ebrei o che lo facesse? Voglio anche dire che a volte mi viene un po’ di orticaria esistenziale quando vedo che tutti se la prendono con la Chiesa e con Pio XII e si dimenticano delle grandi potenze. Lo sa che conoscevano perfettamente la rete ferroviaria dei nazisti per portare gli ebrei ai campi di concentramento? Avevano le foto. Ma non bombardarono quei binari. Perché? Sarebbe bene che parlassimo un po’ di tutto”.

    Per Papa Eugenio Pacelli è in corso la Causa di Beatificazione, aperta da Paolo VI, mentre Benedetto XVI nel 2009 ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtù, proclamandolo quindi Venerabile Servo di Dio.


    fonte: Radio Vaticana
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    Fidei Depositum (06-06-2017), Mystica Viola (06-06-2017), P.Willigisius carm (10-03-2018), Piusromanus (06-06-2017), Servus Servorum (08-06-2017)

  9. #485
    Fedelissimo di CR L'avatar di Heribert Clemens
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    Allorchè, in qualità di Cardinale Legato, Eugenio Pacelli andò – per mandato di Pio XI – al Congresso Eucaristico di Buenos Aires, accadde che il Cardinale, stanco degli onori ed ovazioni tributatigli, uscì di casa attraverso una porta secondaria vestito da semplice prete e, non conoscendo la città, finì in un quartiere molto povero.

    Venne riconosciuto e fu subito attorniato da molta gente, con la quale prese a conversare molto familiarmente.

    Prima che la Polizia potesse rendersi conto dell’accaduto e potesse intervenire, il Legato era già amico di quella povera gente e la invitava ad andare ad adorare Gesù Eucaristia.


    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  10. #486
    Fedelissimo di CR L'avatar di Heribert Clemens
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    Una Messa per Pio XII nelle Grotte Vaticane








    In occasione dell’Anniversario della nascita al Cielo del Ven. Pio XII, il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII è lieto di invitare la S. V. alla Santa Messa in Sua memoria che sarà celebrata sabato 7 ottobre 2017 alle ore 11.00 presso l’altare alla Tomba di San Pietro, nelle Grotte sottostanti la Basilica Vaticana.

    Presiederà il Sacro Rito S. Em.za Rev.ma il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

    Potremo accedere in Vaticano attraverso la Porta del Petriano (Piazza del S. Uffizio), dove saremo accolti da un addetto che ci accompagnerà in Basilica: il ritrovo è pertanto fissato per le ore 10.00/10.15.

    Si prega di voler comunicare la gradita partecipazione al seguente indirizzo:


    nel link:


    fonte
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  11. Il seguente utente ringrazia Heribert Clemens per questo messaggio:

    Mystica Viola (28-09-2017)

  12. #487
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    Viganò: accordo tra SpC e Normale di Pisa su audiovisivi Pio XII



    Giada Aquilino - Città del Vaticano


    Ricuperare e valorizzare il patrimonio audiovisivo su Pio XII. Questo l’obiettivo della collaborazione scientifica avviata tra la Segreteria per la Comunicazione (SpC) e la Scuola Normale Superiore di Pisa e annunciata nel corso la tavola rotonda dal titolo ‘La Santa Sede nell’età della comunicazione di massa’. L’evento si è svolto nel pomeriggio alla Filmoteca Vaticana, in occasione del 60° anniversario della Lettera Enciclica Miranda Prorsus di Papa Eugenio Pacelli, promulgata l’8 settembre 1957 e dedicata alle “meravigliose invenzioni” tecniche dei mezzi di comunicazione di massa.

    Ad illustrare l’iniziativa mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione, che ha sottolineato come i sessant’anni del documento pontificio ci portino a riflettere su come Pio XII intervenga “non più su un singolo medium, ma su un insieme di media all’epoca conosciuti, che sono poi quelli che la Santa Sede ha adottato, cioè il cinema - in parte - la radio e la televisione”. Il prefetto della Segreteria per la Comunicazione ha quindi ricordato la “visione d’insieme che era il modo con cui la Chiesa interagiva con la società contemporanea”.

    Oggi, con i frutti concreti della riforma dei media vaticani, si comprende - ha aggiunto - che “non c’è qualcosa che è stato sbagliato precedentemente, ma proprio perché interviene una cultura nuova, una cultura digitale, una convergenza digitale, siamo in un’occasione in cui questa grande storia, molto importante, di grandi figure e professionisti, deve in qualche modo ripensarsi”. Così come allora “ci fu un grande investimento sulla tecnologia ultima per annunciare il Vangelo e il messaggio del Santo Padre” così oggi, ha proseguito mons. Viganò, è necessario acquisire una “modalità di produzione, multimediale in questo caso, perché il messaggio del Pontefice, della Chiesa e del Vangelo possa raggiungere ogni uomo e ogni donna”.

    In un tempo in cui l’approccio di molti studiosi va verso la multimedialità piuttosto che verso un profilo identitario proprio di ogni mezzo, torna l’attualità dell’Enciclica Miranda Prorsus di Pio XII, particolarmente attento alla promozione di valori autentici per contribuire alla crescita delle persone e allo sviluppo della dignità umana. Anche oggi - ha osservato mons. Viganò - è importante la “responsabilità del comunicatore”, soprattutto in epoca di fake news: “la fake news non è una notizia evidentemente falsa ma verosimile al vero”. Il che crea potenti strategie che necessitano “un richiamo forte alla responsabilità che, prim’ancora che professionale, è umana”.

    Dopo gli interventi di Vincenzo Barone, direttore della Scuola Normale Superiore, Daniele Menozzi e Gianluca della Maggiore, della medesima istituzione, e Federico Ruozzi, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a richiamare al magistero di Pio XII è stato anche Giovanni Vian, docente di Storia del cristianesimo all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha messo in luce come in Papa Pacelli ci fosse certamente la preoccupazione per “orientamenti ideologici dei media”, ma soprattutto la “profonda convinzione” che proprio i media fossero “strumenti di apostolato a livello mondiale”: mezzi che, “unici in quel momento”, gli consentirono “da un lato un annuncio evangelico su scala planetaria, dall’altro anche la possibilità di favorire un’integrazione tra i popoli in un contesto difficilissimo come quello della Guerra Fredda e quindi un servizio in prospettiva alla pace”.

    In tale contesto si colloca il ruolo della Radio Vaticana che, come ha spiegato Raffaella Perin, docente di Storia del cristianesimo all’Università Cattolica-sede di Brescia, proprio a metà del secolo scorso si è presentata come un mezzo che, “oltre a trasmettere un messaggio religioso”, oggi può essere letto anche come una “’contropropaganda’ rispetto alle ideologie totalitarie” di quel periodo.


    fonte: Radio Vaticana
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    Mystica Viola (15-12-2017), P.Willigisius carm (10-03-2018)

  14. #488
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    Pio XII, il Pastor Angelicus eletto il giorno del compleanno
    Celebrazione eucaristica in memoria di Pio XII, in occasione dell'anniversario della sua elezione

    Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

    Il 2 marzo 1876 nasceva a Roma Eugenio Pacelli, figlio di Filippo e Virginia Graziosi, che il 2 marzo 1939 saliva al soglio di Pietro con il nome di Pio XII.
    Oggi nella chiesa di sant'Anna in Vaticano, monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, celebra una Messa in memoria del Pontefice chiamato Pastor Angelicus, scomparso il 9 ottobre 1958


    fonte: Vatican News
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    Mystica Viola (10-03-2018), P.Willigisius carm (10-03-2018), westmalle (12-03-2018)

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