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Discussione: Servo di Dio Pio VII (1800-1823). 200 anni dopo la deportazione napoleonica.

  1. #21
    Divinae gratiae
    visitatore
    Veramente belle foto!

  2. #22
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Duecento anni fa Pio VII, prigioniero di Napoleone, venne trionfalmente accolto a Cuneo durante il viaggio che lo portava a Savona

    Non sta bene gettare gli ufficiali francesi nel burrone


    Nell'ambito delle celebrazioni per il bicentenario del passaggio di Pio VII a Cuneo, nell'agosto del 1809, il decano del Collegio Cardinalizio tiene venerdì 28 una conferenza presso il Teatro "Alla Confraternita" di Limone Piemonte. Ne pubblichiamo uno stralcio.

    di Angelo Sodano

    Dopo dieci giorni di detenzione del Papa a Grenoble, giunse un improvviso ordine di Napoleone, che, preoccupato delle crescenti critiche del mondo cattolico e delle potenze europee per l'arresto del Pontefice, dispose che il grande suo prigioniero fosse trasferito a Savona.
    Iniziò così la penosa avventura che oggi ci interessa, con tappe forzate a Valence, Avignone, Aix e Nizza, per le strade meno frequentate, per evitare i contati del Papa con i fedeli. Da Nizza l'ordine fu poi di passare dal Col di Tenda e passando per Vievola, Limone, Vernante, Roccavione, Borgo San Dalmazzo, puntare su Cuneo, Mondovì, Carcare, Colle di Cadibona e Savona. Si concludeva così un viaggio doloroso e umiliante, iniziato a Roma nella famosa notte del 6 luglio del 1809 e terminato a Savona il 17 agosto successivo.
    Di là, dopo tre anni, il Papa sarà trasferito in gran segreto in Francia, e precisamente a Fontainebleau, presso Parigi, per restarvi quasi due anni sotto custodia di Napoleone. Solo la sua ritirata dalla Russia e la sua sconfitta a Lipsia da parte della coalizione europea, il 18 ottobre 1813, obbligherà Napoleone a trattare con il Papa, prima per un nuovo Concordato, e poi per rimandarlo libero a Savona, il 23 febbraio del 1814. Termineranno solo allora i lunghi cinque anni di prigionia di Pio VII.
    Nel commentare quel doloroso viaggio di Pio VII da Grenoble a Savona, non posso esimermi nel dirvi la grande soddisfazione con cui ho appreso le notizie della grande devozione con la quale fu qui accolto il successore di Pietro.
    Il vostro vescovo, monsignor Giuseppe Cavallotto, mi ha fatto conoscere alcune notizie apparse sulla stampa dell'epoca circa quel viaggio. La loro lettura mi ha rivelato la fede profonda della gente di questa valle e la concreta devozione dei fedeli verso il vicario di Cristo. Rendere oggi onore a Pio VII è, quindi, anche un'occasione per rendere onore alla comunità cristiana di questa terra e alla sua storia.
    Le autorità francesi erano allora preoccupate dalle grandi dimostrazioni d'affetto verso il Papa, se si fosse andati da Nizza a Savona passando per la riviera. Esse si dovettero ben presto pentire d'aver deciso di prendere la strada più solitaria del Col di Tenda. I gendarmi francesi pensavano che forse fra queste montagne non fosse giunta la notizia del viaggio del Papa a Savona. In ogni caso se vi fossero stati degli applausi, almeno essi non sarebbero giunti alle orecchie di Napoleone! I gendarmi francesi dovettero ben presto ricredersi.
    Ciò che successe qui quel 12 agosto del 1809 vi è ben noto. Di buon'ora il Papa era passato per il Col di Tenda, rannicchiato in fondo alla carrozza per il freddo del mattino (egli aveva solo con se gli abiti leggeri con cui vestiva a Roma). Ben presto il Papa incontrò i buoni limonesi che erano venuti con una portantina e con i muli per trasportare il suo bagaglio. I limonesi accompagnarono subito il Papa a scaldarsi presso il fuoco di una buona donna del posto, e accompagnarono poi il vicario di Cristo a Limone. Il Papa non se la sentiva di andare a cavallo, e allora lo trasportarono con una apposita portantina. Il signor Tosello, detto "Bridon", a un certo punto fece un cenno al Papa di voler gettare giù da un burrone il comandante francese, il capitano Boissard, ma il Papa sottovoce lo sgridò ed egli dovette così esclamare commosso: "Questo Papa è davvero un santo" (cfr. Ram Repertorio di Antiche Memorie, Cuneo, tomo ii, p. 481).
    A Limone il Papa giunse verso mezzogiorno di quel 12 agosto, accolto fin dalla prima cascina del paese dalla gente del posto con il baldacchino che s'usava per la processione del Corpus Domini. Suonavano a festa le campane e giungeva correndo il parroco e il clero in cotta e stola. Il comandante francese impedì però al Papa di entrare nella vostra chiesa, già tutta addobbata a festa, come nelle grandi solennità. Il Papa fu poi condotto per un poco di riposo e refezione all'albergo del signor Gioanni Battista Viale detto "Buffon". Lì il clero e i fedeli poterono finalmente baciare la mano al Papa e ricevere la sua benedizione. Tutto avvenne in gran fretta perché alle tre dopo mezzodì il Papa fu già obbligato a partire per Cuneo e Mondovì. Le forze fisiche del Papa andavano però *****ndo e così dovettero andare a Mondovì da Limone dodici portantini molto affezionati, che di là lo portarono fino a Savona. I loro nomi sono citati con orgoglio nella storia della vostra terra, dai Blangero, Bottero e Dalmasso fino ai Fiandino, Tosello e ai Viale. Il Papa li ricorderà sovente come esempi di fedeltà del popolo cristiano al successore di Pietro.
    Parimenti fu di gran conforto al Papa prigioniero l'affetto dimostratogli in tutto il suo percorso dalla gente di Cuneo. Il Papa non fu però autorizzato a recarsi in Duomo. Allora alcuni canonici ottennero dal comandante francese di recarsi a salutare il Papa nella casa del marchese Lovera, dove era stato alloggiato. Il Papa, che aveva potuto celebrare la messa nella cappelletta del marchese, donerà poi a quei canonici il calice che sempre portava con se. Quel calice è ancor oggi un caro ricordo del Papa per tutta la diocesi.
    Pio VII poté salutare, sempre chiuso in casa, numerosi fedeli. Dovette poi partire per Rocca dei Baldi, per essere verso sera a Mondovì, che allora era il centro della diocesi. Pio VII però, appena ritornato libero a Roma, come segno di grande stima e affetto verso queste popolazioni, eresse subito la diocesi di Cuneo, smembrandola da quella di Mondovì. Di questa cara Chiesa particolare il Papa conserverà sempre grato ricordo.
    Dopo tutte le peripezie di un lungo viaggio, il Papa prigioniero di Napoleone poteva infine giungere a Savona, il luogo definitivo della sua detenzione. Lì rimarrà tre anni, da lui offerti al Signore per tutta la Santa Chiesa, di cui si sentiva sempre pastore.


    (©L'Osservatore Romano - 29 agosto 2009)
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  3. #23
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    Mi associo in spirito a tutte le celebrazioni in onore di Pio VII nel bicentenario della sua prigionia, in tutti i luoghi in cui se ne conserva il ricordo.

    Purtroppo a Chiavari, dove ho la mia principale residenza, non c'è stata nessuna celebrazione, peccato davvero.

    Pio VII fu a Chiavari il 12 luglio 1809 - cioè il giorno successivo a quello in cui sostò nel mio paese natale, dove lo abbiamo ricordato degnamente come ho già scritto sopra - e fra l'altro visitò il Santuario di N.S. dell'Orto, oggi Cattedrale, decretando anche le celebrazioni proprie in onore della Patrona. Lo ricorda una lapide apposta nel 1893 in cima alla navata sinistra (all'epoca di Pio VII l'edificio sacro era molto più piccolo e modesto rispetto all'attuale maestosa Basilica).

    Se avrò vita e salute ancora per qualche anno, sarò lieto di organizzare un'altra celebrazione con il baldacchino donato da Pio VII il 24 maggio 2014, secondo centenario del suo trionfale ritorno a Roma.

  4. #24
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    Questo pontefice che molto patì a causa della superbia di un uomo, merita di essere in Paradiso accanto ai santi.
    Viva il Papa!

  5. Il seguente utente ringrazia VirCatholicus per questo messaggio:

    I love Venice (13-11-2017)

  6. #25
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    Una curiosità.
    Il cardinal Chiaramonti fu eletto papa nel conclave che si tenne a Venezia tra il 1° dicembre 1799 e il 14 marzo 1800. Fu il primo conclave a non tenersi a Roma dal 1417 (conclave a Costanza che elesse Martino V e pose fine allo scisma d'Occidente); da allora si erano susseguiti 44 elezioni papali, tutte tenute a Roma. Dopo il conclave del 1799-1800, nessun altra elezione papale è stata tenuta al di fuori di Roma.
    Con i suoi 105 giorni di durata fu un conclave piuttosto lungo, anche per l'epoca; i cardinali partecipanti furono appena 35, il numero più basso dal 1534 (elezione di Paolo III).
    Infine, si tenne sull'isola di san Giorgio Maggiore a Venezia (sestriere di san Marco, pur essendo molto vicina alla Giudecca).
    Eccola:
    Ultima modifica di Fidei Depositum; 14-09-2009 alle 09:42 Motivo: Inserita parte finale

  7. #26
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    Va detto che quel Conclave, dopo la morte di Pio VI, si tenne fuori di Roma non per un capriccio, ma perchè Roma era occupata dai rivoluzionari che, se pure avrebbero forse consentito il Conclave, di certo non avrebbero dato le necessarie garanzie di libertà e di non interferenza nell'operato dei Cardinali.

  8. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    Va detto che quel Conclave, dopo la morte di Pio VI, si tenne fuori di Roma non per un capriccio, ma perchè Roma era occupata dai rivoluzionari che, se pure avrebbero forse consentito il Conclave, di certo non avrebbero dato le necessarie garanzie di libertà e di non interferenza nell'operato dei Cardinali.
    Sì, certo. Anche il precedente conclave tenuto fuori Roma, quello del 1417, venne tenuto a Costanza per le circostanze eccezionali (lo scisma d'Occidente) in cui versava la cristianità dell'epoca, che aveva dovuto ricorrere ad un concilio per cercare di sanare quella triste divisione.

  9. #28
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    E intanto è passato un altro anno e siamo al 101° anniversario del suo passaggio in prigionia. Lo ricorderemo fra due domeniche quando in occasione delle nostre solennità patronali verrà il Vescovo per amministrare la S. Cresima e ancora una volta useremo il baldacchino donato da Pio VII.

  10. #29
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    Pio VII in una stampa d'epoca


  11. #30
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    Mi riallaccio a questa discussione per segnalare un fatto sgradevole ma ahimè temo inevitabile, un pezzetto di storia che rimarrà solo nel ricordo.
    La località "Fontana del Papa" sulla Via Aurelia in comune di Beverino (SP) si chiama così perchè nel luglio 1809 vi si dissetò ad una sorgente il Papa Pio VII durante il suo viaggio in prigionia.
    Sino a pochi anni or sono da questa sorgente sgorgava abbondante ed ottima acqua potabile, tanto che c'era l'uso di andarla a prendere anche da diversi chilometri di distanza.
    Poi però a causa dell'instabilità geologica del versante la sorgente si è disseccata; già qualche anno or sono si è verificato un movimento franoso di grossa entità, con le piogge dell'ultimo periodo è venuta giù un'altra grossa fetta di collina.
    La strada è interrotta, con gravissimo disagio degli abitanti perchè l'arteria che ai tempi di Pio VII era la principale via di comunicazione fra Roma e Genova è in questo tratto tutt'ora molto trafficata.
    Sono stato a rivedere il luogo, è purtroppo irriconoscibile e non credo ci sia la possibilità di rivedere la "Fontana del Papa" nel suo assetto tradizionale.
    Speriamo almeno che, una volta sistemati gli smottamenti, la memoria storica sopravviva in qualche lapide o monumento da erigersi sul posto.

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