Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: I Santi di Sicilia

  1. #281
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    Complimenti per il lavoro certosino!
    Initium sapientiae timor Domini.

  2. #282
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    Stamane il Santo Padre ha firmato il decreto sul miracolo attribuito all'intercessione della Venerabile Maria di Gesù Santocanale, che verrà, quindi, proclamata beata.


    Carolina Concetta Angela nasce a Palermo il 2 ottobre 1852, festa dei SS. Angeli custodi e viene battezzata il giorno 3, vigilia della festa di san Francesco. Appartiene al nobile casato dei Baroni della Celsa Reale e viene educata come si conviene a nobili; fa la prima Comunione ad otto anni, preparata dalla mamma e segue gli studi superiori in casa.
    A sedici anni è una bella fanciulla e come ogni giovane della sua età ama curare il suo aspetto, apparire bella; sente il fascino del mondo e come ogni ragazza…sogna il suo “principe azzurro”… Sedici anni…un sogno…un ragazzo da amare…così come si ha il desiderio di amare a sedici anni. Ma Dio ha posto su di lei il suo sguardo di predilezione; ha stabilito di farla sua, interamente “sua” e, con arte divina, inizia il lavoro di cesello della sua anima: l’ascolto della Parola, una buona ispirazione, il richiamo della nonna, una predica ascoltata per caso, una frase udita, una lettura meditata… Carolina comincia ad apprezzare la bellezza della “verginità”, sperimenta l’intima unione con Dio nella preghiera e scrive un biglietto che pone nella scrivania e spesso rilegge: “Carolina, bada, sai, la tua felicità sta rinchiusa nella tua verginità…non ti lasciare lusingare. Combatti fiduciosa nel Cuore di Gesù e non temere di essere vinta. Coraggio! Fortezza e via, in nome di Maria!”. A 19 anni è chiamata al capezzale del nonno, morente a Cinisi (PA), dove incontra don Mauro Venuti, il sacerdote scelto da Dio a divenire il suo “direttore spirituale”; non esita ad aprirgli l’animo e scopre che Dio la chiama ad uno stato di maggiore perfezione. La sua risposta è pronta, decisa. Riceve frequentemente Gesù Eucaristia, da cui trae forza nella lotta per il raggiungimento del suo ideale, accetta di divenire “presidente” delle Figlie di Maria nella Parrocchia di S.Antonio Abate a Palermo, a 21 anni. Il suo bisogno di immergersi nella contemplazione, la spinge a pensare al monastero di S.Caterina in Palermo; ma in lei c’è vivo anche un altro desiderio, altrettanto forte: lenire le piaghe fisiche e morali, a Cinisi, di tutte quelle persone la cui profonda miseria materiale e spirituale la sconvolgono. Numerosissimi i poveri, altrettanti i disabili, molti gli malati e spesso abbandonati, orfane sole… Che fare? Qual è la volontà di Dio?… la lotta è grande, la preghiera intensa…e la luce viene! Nel settimo centenario della nascita di san Francesco d’Assisi, Papa Leone XIII con lettera pastorale incoraggia i parroci a far sorgere nelle parrocchie il T.O.F. (Terz’Ordine Francescano), oggi OFS (ordine francescano secolare). Carolina può fondere i suoi due ideali: di contemplazione, seguendo la mistica di Francesco d’Assisi e di azione, aiutando i poveri. Il Signore, prima di renderla degna di tale missione, la purifica, la mette in croce: sedici lunghi mesi di dolori atroci, di sofferenze inaudite…neppure la forza di fare il segno di croce. Ha solo una grande lucidità di mente; riconosce il suo nulla…l’uomo da se non può realizzare alcun progetto: tutto viene da Dio!
    Carolina guarisce nel 1887 grazie all’aiuto di un medico, amico di famiglia e l’intercessione di san Giuseppe; il 13 giugno veste l’abito religiosa come Terziaria francescana seguita a breve distanza da tre giovani della parrocchia.
    Non si chiamerà più Carolina, ma Suor Maria di Gesù… Come Francesco si fa povera tra i poveri e con la bisaccia sulle spalle gira di porta in porta, sfidando l’ira del suo papà che se ne sente profondamente umiliato, e dà ai poveri quanto ha raccolto preparando ogni giorno una minestra calda con l’aiuto delle sue suore. A quelli che preferivano morire di fame piuttosto che chiedere l’elemosina lei, con tenerezza materna, manda fino a casa il cibo cucinato. Il suo cuore è così grande che nessuno, a Cinisi, rimane senza il suo generoso ed affettuoso interessamento specie se vecchio, ammalato, sofferente, solo.
    La sua vita spirituale è fondata su Gesù Eucaristia; da Lui attinge la forza, ma anche la sua maternità spirituale che la caratterizzano per il suo modo tenero di accostarsi alla gente, ai malati, ai moribondi di cui lei stessa si prende cura. La sua attenzione è rivolta ai malati, ai bambini, alle famiglie, ai bisogni della parrocchia. Noi, suore cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, come Congregazione fondata da Madre Maria di Gesù, ci sforziamo di incarnare il carisma ereditato svolgendo la missione nei seguenti ambiti. • Educazione dell’infanzia nelle scuole materne ed elementari e nelle colonie, secondo le possibilità della struttura; • Educazione degli adolescenti e dei giovani nella scuola media inferio re e superiore, nelle scuole professionali e di artigianato, insegnamento della religione nelle scuole statali; • Accoglienza diurna di minori in difficoltà, accoglienza delle giova ni nelle comunità alloggio e nelle case famiglia; • Animazione dei gruppi giovanili; • Collaborazione nella pastorale parrocchiale; • Assistenza agli infermi negliospedali e nelle cliniche; • Assistenza alle donne anziane nelle case di riposo; • Assistenza ai disabili fisici e psichici; • Visite e, ove possibile, assistenza domiciliare agli ammalati; • Apertura alle nuove povertà presenti sul territorio. “Se il chicco di grano, gettato a terra non muore, rimane solo!”…proprio così…Madre Maria di Gesù, poco alla volta, muore a se stessa, infine muore alla vita terrena il 27 gennaio 1923. unanime il grido del popolo alla triste notizia: “è morta una santa”! Il 24 gennaio 1923 la Congregazione viene eretta a istituto di diritto diocesano per cui la nostra famiglia religiosa entra a far parte degli Istituti religiosi ottenendo così una prima approvazione ecclesiastica; nel 1947, infine, la Congregazione viene eretta a istituto di diritto pontificio e nel 1968 ottiene il Decreto di Lode.
    Il patrimonio spirituale, ereditato dalla nostra Fondatrice, consiste proprio nella sequela di Cristo e nel servizio ai fratelli secondo lo stile francescano dell’umiltà, della minorità, della semplicità e della povertà.

    Fonte: www.cappuccinesantocanale.it
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  3. #283
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    Il 14 Giugno 2016 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Luigi Lo Verde, figlio di palermitani:


    Il Servo di Dio nacque il 20 dicembre 1910 a Tebourba presso Tunisi da genitori palermitani lì residenti; ultimo di dodici figli, fu battezzato il 1° gennaio del 1911 con il nome di Filippo.
    Dopo pochi mesi la famiglia fu costretta a lasciare la Tunisia e rientrare a Palermo, dove Filippo poté trascorrere l’infanzia e la fanciullezza in un ambiente familiare profondamente religioso.
    Pur essendo come tutti i bambini vivace, amante dei giochi, scherzoso e monello, da ragazzo Filippo avvertì subito il dono divino della vocazione religiosa e quando i genitori pensarono di avviarlo al seminario diocesano, egli dichiarò apertamente “Voglio farmi sacerdote religioso; nel mondo io non ci voglio stare. Mi faccio religioso per farmi santo”.
    A 12 anni fu accolto dai Frati Minori Conventuali; consolidando la sua formazione cristiana e aumentando la vita interiore e vocazionale nei seminari francescani di Mussomeli (Caltanissetta) e Montevago (Agrigento).
    A 16 anni era già in grado di sperimentare “sovrumane dolcezze” e “tremende battaglie”, maturando sempre più il desiderio di dedicare tutta la sua vita a Gesù.
    Padre Pellegrino Catalano che fu suo direttore e guida spirituale, dichiarò che il giovane Lo Verde, che assunse il nome di religione di Luigi, “fu sempre modello della virtù religiosa e spiccavano in lui l’obbedienza illimitata, la semplicità quasi infantile, l’amore alla santa Eucaristia, alla Croce, alla Vergine Madre; quanti l’avvicinavano e lo vedevano, anche secolari, ne restavano ammirati”.
    Ma a già a 16 anni, nella primavera del 1926 si rivelarono i primi avvisi di una forte anemia, che gli procurava cefalee e gli rendeva difficile l’applicazione allo studio; la malattia ebbe fasi alterne fino a condurlo prematuramente alla morte.
    La momentanea miglioria gli consentì di entrare nel noviziato il 7 dicembre 1926 con il nome di fratel Luigi e l’8 dicembre 1927, un anno dopo, emise la professione religiosa.
    Riprese gli studi per il sacerdozio e in una sua lettera del 4 luglio 1928 si lamentava di essere un ‘deserto di aridità spirituale’, che metteva a dura prova il suo fervore e la sua costanza; superò il periodo critico aggrappandosi all’Eucaristia, come gli suggeriva il padre spirituale.
    Nel novembre 1928 lasciò Mussomeli e si trasferì al Collegio francescano di Noce in Palermo, per portare a termine gli studi filosofici. Purtroppo fu colto nuovamente dall’anemia con i dolorosi sintomi delle cefalee e l’inappetenza; si riprese un poco nell’estate del 1929, trascorrendo le vacanze a Mussomeli e in famiglia, dove l’aria buona e l’affetto familiare lo ritemprarono nel corpo e nello spirito.
    Nell’ottobre 1929 riprese gli studi e iniziò il corso di teologia presso il Seminario arcivescovile di Palermo, pur riuscendo a completarlo a malapena, non poté però presentarsi agli esami a causa del riacutizzarsi della malattia.
    Nei due anni successivi si sottopose a vari tentativi terapeutici ma senza esito favorevole; in tanta incertezza e sofferenza ebbe due momenti di grande gioia: la tonsura clericale il 28 febbraio 1931 e i primi due Ordini Minori il 30 maggio 1931.
    In autunno, il 15 ottobre mentre si trovava a casa per una breve visita ai genitori, si sentì svenire e fu costretto a mettersi a letto, da dove non si alzò più.
    Ormai cosciente dell’inutilità delle cure, frate Luigi Lo Verde si affidò a Dio con piena adesione alla Sua volontà e con una grande serenità. La lunga e fastidiosa malattia, divenne gioiosa offerta e configurazione a Cristo sofferente, intessuta di ardenti invocazioni.
    Dopo aver ricevuto il Santo Viatico e l’unzione degli infermi, esclamò “Com’è dolce il passaggio per il Cielo”. Morì santamente nella sua casa di Palermo il 12 febbraio 1932 a soli 21 anni; le sue spoglie riposano dal 16 maggio 1992, nella chiesa parrocchiale del S. Cuore di Gesù alla Noce in Palermo.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  4. #284
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    Stamane il Santo Padre ha firmato il decreto sul miracolo attribuito all'intercessione della Venerabile Maria di Gesù Santocanale, che verrà, quindi, proclamata beata.


    La Venerabile Maria di Gesù Santocanale è stata proclamata beata il 12 giugno 2016 nella Chiesa Cattedrale di Monreale.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  5. #285
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    Ieri, 1 dicembre 2016, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante l'eroicità delle virtù del Servo di Dio Nunzio Russo.

    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    Servo di Dio Nunzio Russo, confessore

    22 Novembre



    Nunzio Russo, nasce a Palermo il 30 ottobre 1841 da Giuseppe e da Anna Morello. Lo stesso giorno viene rigenerato alla vita della grazia nella Chiesa di Sant’Ippolito. Sono padrini del piccolo Nunzio Anna Sottile e lo scultore Nunzio morello, fratello della madre.
    Dapprima frequenta la scuola lancastriana del Crocifisso di Lucca e poi il Collegio Massimo dei Padri Gesuiti ove si distingue per profitto e disciplina. In seguito frequenta la scuola di Teologia dogmatica del p. Carmelo Narbone e l’Oratorio di San Filippo Neri all’Olivella. In questo Oratorio, vera scuola di formazione, Nunzio matura la vocazione al presbiterato, il 21 settembre 1861, all’età di venti anni, riceve infatti la tonsura e gli ordini minori; l’anno dopo, il 17 dicembre 1862, viene ordinato suddiacono.
    Prosegue gli studi in Seminario per accedere al presbiterato e qui ha tra i suoi professori il can. Domenico Turano, che diventerà suo primo direttore spirituale e don Melchiorre Galeotti, prefetto degli studi. Dal Turano Nunzio Russo erediterà i punti cardini della propria riflessione sul ministero presbiterale: “le anime sole sarebbero l’eredità conservatami dal Padre di tutte le misericordie” e la consapevolezza che “non può essere grande apostolo se non chi soffre grandi cose” (ANR, Lettera di N R 22.4.1863, ai sacerdoti). Il 17 dicembre 1864, il Servo di Dio viene ordinato diacono e il 15 aprile del 1865, sei mesi prima dell’età canonica, viene ordinato presbitero.
    Il 23 gennaio 1865, già prima dell’ordinazione, per le notevoli qualità intellettuali e per la sua solida preparazione culturale, gli viene affidata la cattedra di Retorica al Seminario Arcivescovile.
    Fin dai primi anni del suo ministero don Nunzio Russo si caratterizza per un forte zelo pastorale – missionario insieme a una profonda ascesi personale, per la scelta del nascondimento e dell’umiltà nell’esercizio del ministero presbiterale.
    La vita ecclesiale attraversa un periodo particolarmente travagliato a causa delle mutate condizioni storiche: fine della monarchia borbonica, abolizione della Legazia Apostolica Sicula e del Tribunale di Monarchia, promulgazione delle “leggi eversive”, propagazione della massoneria e delle sette protestanti, Nunzio Russo, insieme ad altri preti “zelanti” (espressione coniata da F.M. Stabile biografo di N.R.) tra i più noti: Giacomo Cusmano, Isidoro Carini, Gaetano D’Alessandro, futuro Vescovo di Cefalù, in obbedienza al vescovo locale e al Romano Pontefice, si prendono cura della sorte religiosa del popolo e ostili allo Stato italiano laico, anticlericale e liberale, fonda tre “Congregazioni di spirito per i poveri e per gli operai”, scopo delle fondazioni è formare cristianamente gli uomini del popolo, specialmente quelli che dimoravano nell’entroterra, con missioni popolari ed esercizi spirituali, data la scarsità di presenza di preti.
    Dopo la rivolta popolare antipiemontese del 1866 e la sua feroce repressione, nel settembre dello stesso anno a Palermo scoppia il Colera. Nunzio Russo si prodiga per aiutare i colerosi e lui stesso ne viene contagiato, ma ne esce miracolosamente guarito. Alla malattia segue la miseria a Palermo e per venire in aiuto alla povertà e sofferenza della gente la Provvidenza, per opera del Beato Giacomo Cusmano, suscita la fondazione del “Boccone del Povero” della quale Nunzio Russo diventa segretario con il compito di strutturarne l’organizzazione.
    L’animo del Russo è però combattuto: da un lato lo affascina la compagnia di Gesù che vorrebbe seguire, dall’altro vede i bisogni della sua Sicilia, nello stesso tempo il Cusmano lo vorrebbe con se nella realizzazione della sua opera appena nascente: “il Boccone del povero”. Sarà il can. Giuseppe Guarino futuro Arcivescovo di Siracusa e di Messina e Cardinale di Santa Romana Chiesa a dirigere spiritualmente il Russo e a consigliarlo di nutrirsi della spiritualità del santo vescovo i Ginevra, Francesco di Sales, giudicata dal Guarino più adatta ad un prete diocesano, rispetto a quella Ignaziana che tanto lo affascinava; si deve forse proprio ai consigli del Guarino se Nunzio Russo riesce ad operare il discernimento in ordine al restare prete diocesano e non entrare nella compagnia di Gesù. Il servo di Dio sceglie la Sicilia come luogo del suo ministero di evangelizzazione e la sceglie proprio perché da lui ritenuta molto povera in ordine all’aspetto religioso.
    Nel 1869, tolta l’esenzione della leva militare ai chierici Nunzio Russo indignato scrive una lettera aperta al Re Vittorio Emanuele II, tale lettera apparsa sull’Ape Iblea e ripresa dall’Osservatore Romano. In tempi di turbolenza politica, la lettera suscita clamore e nell’agosto dello stesso anno costa al Servo di Dio e a suo fratello p. Teodoro, agostiniano, tredici giorni di domicilio coatto a Monreale.
    Terminata questa brutta avventura Nunzio Russo si lancia nelle missioni popolari prima a Cruillas, campagne del palermitano e culla della futura Congregazione delle Figlie di San Francesco di Sales, e a Sciara dove incontra e cura un gruppo di ragazze che avvertono la chiamata alla vita verginale, tema tanto caro a don Nunzio Russo.
    Nel 1871 il can. Turano viene nominato Vescovo di Agrigento e vuole con sé Giacomo Cusmano e Nunzio Russo che diviene suo segretario. Ha inizio il periodo agrigentino che dura due anni: dal 24 marzo 1872 al 4 ottobre 1874. Ben presto il Servo di Dio si fa apprezzare per l’intrepido zelo pastorale, per gli esercizi e gli scritti riguardanti la santificazione del clero, per le missioni popolari, per il metodo catechistico suggerito al clero per istruire cristianamente il popolo e difenderlo da ogni forma di indottrinamento illuminista e positivista della borghesia. Tutto questo il Russo lo realizza attraverso l’istituzione di associazioni tra i quali spiccano il “Terz’ordine francescano”, di cui egli stesso fa parte, e le “Figlie di Maria”.
    Ad Agrigento il Russo, conosce Alfonsina Cozzo e Arcangelina Zuppardo e matura il progetto di fondare un’istituzione di vergini dedite all’educazione e alla formazione dei giovani e dei fanciulli, già vagheggiato a Cruillas quando incontra Giuseppa Giammona e a Sciara quando, durante la predicazione di una missione popolare, parlando del grande dono della verginità, innamora alcune giovani della bella virtù. Ad Agrigento il disegno di Dio si fa più chiaro e, rassicurato dal suo amico e direttore spirituale Mons. Domenico Turano, il suo progetto appare come autonomo rispetto all’opera del Cusmano.
    Il 27 maggio del 1877, festa della SS.ma Trinità, a Palermo hanno inizio gli incontri con le sorelle della “dottrina Cristiana”, congregazione istituita dal Servo di Dio per l’apostolato dell’infanzia, delle vere e proprie catechiste per i fanciulli, convinto com’è del prezioso contributo che le donne, vere missionarie di strada, possono dare nel campo della evangelizzazione. La Congregazione delle “Sorelle della dottrina cristiana” si propaga in tanti paesi del palermitano con lo scopo di prendersi cura dei fanciulli, dei poveri e degli ammalati, e Alfonsina Cozzo ne diviene la segretaria.
    Il 25 Giugno 1865 il Cardinale Celesia nomina Nunzio Russo Segretario dell’Associazione “San Francesco di Sales”, nata a Parigi per la preservazione della fede e qualche anno dopo gli affida la direzione dell’Associazione ormai in grave decadenza.
    L’Associazione in poco tempo, non solo risorge ma si espande oltre i confini della diocesi di Palermo, ciò grazie all’apertura di scuole di catechesi, alla diffusione della stampa cattolica, all’apertura di nuove chiese, alla predicazione di missioni popolari che coinvolgono più di cento preti diocesani radunati nella Congregazione “De Conservanda Fide”, sotto il titolo di San Francesco di Sales. Per questo don Russo, nell’ottobre del 1880 fonda le “Letture Domenicali” una pubblicazione settimanale religiosa, venduta a prezzo modico, stampata in casa grazie alla realizzazione di una piccola tipografia che diverrà il centro di iniziativa cattolica per tutta la città di Palermo e della Sicilia e che nel 1884 otterrà il titolo di “Tipografia Pontificia”.
    La Congregazione “De Conservanda Fide” è composta da preti esterni che continuano a restare nelle loro case e da preti interni che fanno vita comune a Palermo, sotto la regola di Sant’Agostino e legati da quattro voti: i tre classici e un quarto voto di obbedienza incondizionata al Papa. I Preti interni che conducono vita comune sono: Nunzio Russo, Matteo Gentiluomo, Carmelo Arena, Salvatore Montes.
    Accanto alla suddetta Congregazione il Servo di Dio si adopera per la Congregazione delle “Sorelle della Dottrina Cristiana”. Fatta giungere a Palermo, da Sciacca, Alfonsina Cozzo, nel 1883, in una borgata del palermitano, nasce la prima scuola cristiana per la formazione della donna: “L’Istituto di San Francesco di Sales” all’Acquasanta; nasce così la prima casa delle “Figlie di San Francesco di Sales”.
    Ben presto sorgono nuove case e altre ragazze entrano a far parte delle Figlie che verranno canonicamente erette dal Cardinale Celesia il 25 Luglio1886. Superiora Generale sarà Alfonsina Cozzo alla quale, dopo la morte, succederà Francesca Perna. Scopo della Congregazione è aiutare i Padri di San Francesco di Sales nell’esercizio del ministero apostolico attraverso la catechesi e il servizio alle Chiese povere.
    La fine degli anno 80 segna un periodo molto triste per don Russo e le Congregazioni nascenti sia per la malferma salute del Servo di Dio che per la confusione sorta tra l’Associazione di San Francesco di Sales, della quale don Russo era Direttore, e le due Congregazione dei Padri e delle Figlie di San Francesco di Sales delle quali don Russo era il Fondatore. A causa di alcuni detrattori dell’operato di don Russo si incrinarono i rapporti di fiducia del Cardinale Celesia nei confronti del Servo di Dio e delle Congregazioni di San Francesco di Sales e, sebbene don Russo avesse dimostrato dinanzi ai curiali e al Cardinale la sua innocenza e la sua integrità di operato, con decreto del 25 gennaio del 1891, dallo stesso Presule veniva soppressa la Congregazione delle “Figlie di San Francesco di Sales”. Un mese dopo, il 28 febbraio, veniva soppressa anche la Congregazione dei Padri “De Conservanda Fide”. Sono i giorni della passione vissuti da don Russo con autentico spirito di fede e di obbedienza alla Chiesa, cui seguiranno i giorni della resurrezione.
    Le sorelle della Congregazione femminile rinasceranno qualche mese dopo nella diocesi di Cefalù chiamate dal Vescovo Gaetano D’Alessandro. Come nome si pensa dapprima a “Figlie della Parrocchia” in seguito però prevale quello di “Figlie della Croce”. Il riconoscimento canonico porta la data del 13 Luglio 1893.
    Nel 1895 il Servo di Dio accoglie in comunità Gaspare Catalanotto divenuto prete nel 1902. Sarà Lui, insieme alle Figlie, a portare avanti l’opera iniziata da don Russo e a mantenere negli anni a venire la memoria del servo di Dio. Dopo la morte del Cardinale Celesia, riconosciuta l’innocenza di don Russo, gli si affidano incarichi molto delicati in seno alla Curia Arcivescovile, nel 1904 viene nominato deputato ecclesiastico delle Suore del Principe di Palagonia. La salute di don Russo è molto provata, il 15 agosto del 1906 si ammala e il 22 novembre dello stesso anno, all’età di 65 anni muore.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  6. #286
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    Oggi, 4 marzo 2017, il Santo Padre Francesco ha autorizzato a promulgare il decreto sull'eroicità delle virtù della Serva di Dio Vincenzina Cusmano, sorella del beato Giacomo.

    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    Serva di Dio Vincenzina Cusmano, vergine

    2 Febbraio



    Nacque a Palermo il 6 Gennaio 1826, da una famiglia dell'agiata borghesia terriera, primogenita di cinque figli, il quarto dei quali fu il Beato Giacomo Cusmano, fondatore del Boccone del Povero (1834-1888).
    Perduta la madre a 11 anni a causa del colera del 1837, dovette fare da mamma alla sorella Giuseppina e ai fratelli Pietro, Giacomo e Giuseppe, che educò ad una vita cristiana, alla pratica dei sacramenti, alla preghiera e alla carità verso i tanti poveri che bussavano alla casa dei Cusmano.
    La carità era una caratteristica della famiglia Cusmano-Patti, che educava i ragazzi a mettere da parte qualche boccone del loro cibo, per donarlo ai poveri.
    Vincenzina studiò in casa, come le ragazze di buona famiglia, lettere, musica, cultura generale e lavori donneschi.
    Amante della preghiera, in una stanza di casa sua si era formata uan cappellina, dove si ritirava spesso per pregare.
    Scelse come direttore spiriturale mons. Domenico Turano, che aveva formato in casa sua un cenacolo di spiritualità cristiana, composto da donne sensibili alla vita dello spirito, la Congregazione degli Angeli.
    Desiderava consacrarsi a Dio nel monastero delle Carmelitane di Palermo, ma i doveri di famiglia le impedirono di seguire la sua vocazione e ciò le causò tanta sofferenza.
    Seguì con amore l'evolversi della vocazione sacerdotale del fratello Giacomo, il quale, dopo aver conseguito la laurea in medicina intraprese la via del sacerdozio.
    Vincenzina gli fu accanto, appagando così il suo ardore eucaristico e assecondando l'ansia apostolica del fratello, il quale, nel 1867 fondo l'<<Associazione del Boccone del Povero>>, orientata al servizio dei poveri, coinvolgendo tutta la Chiesa palermitana e tutte le persone d'ogni ceto sociale.
    Il 23 Maggio 1880, Giacomo Cusmano fondò l'Istituto delle Suore Serve dei Poveri, con loscopo preciso di esercitare il ministero della carità verso coloro che sono di nessuno, servendoli dalla culla alla tomba nella fede che nel povero sta nascosto Gesù, e Vincenzina fu la prima tra queste suore.
    Fu sempre la prima nel sacrificio, dormendo anche per terra o sulla paglia per cedere il letto ai poveri, soffrendo il freddo e la fame per lasciare vestiti e cibo per le orfanelle o i vecchietti.
    Visse così lo spogliamento di sè e delle sue cose - cibo-letto-vestito - per rivestirne il povero di Gesù Cristo.
    Il suo culto per i poveri ed i sofferenti era connesso con il suo amore per Gesù Eucaristia. Il tabernacolo era la sua calamita, la comunione il momento più atteso, l'adorazione eucaristica la più grande gioia.
    Amore smisurato per Gesù nell'eucaristia, umiltà profonda, ubbidienza assoluta, povertà eccezionale ed eroica, amore materno verso le suore, le orfane, i poveri furono le virtù religiose che segnarono la sua vita, in un crescendo sempre più fervente e totalizzante.
    Morì a Palermo il 2 Febbraio 1894.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  7. #287
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    Il 9 ottobre 2017 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto sull'eroicità delle virtù del Servo di Dio Francesco Paolo Gravina.

    Francesco Paolo Gravina nacque a Palermo il 5 Febbraio 1800.
    Uomo piissimo, di nobile animo, oltre che di casato, amòimmensamente Dio e il prossimo dedicandosi, da Sindaco della Città di Palermo e da Presidente dell'Albergo delle Povere, all'opera sociale del reclutamento dei poveri nel suo palazzo di Malaspina e della loro elevazione materiale e morale.
    Nel 1830, tradito dalla moglie, il Principe non fece nessuna pratica di separazione, né volle contrarre matrimonio dopo la rottura coniugale, ma, compreso di carità evangelica, si dedicò tutto al bene dei Poveri e degli infelici ai quali donò tutte le sue ricchezze.
    In seguito comprese che per l'assistenza dei medesimi erano necessarie le Suore e nel 1835 fondò le Suore di Carità.
    Nel dicembre del 1844 si spogliò di un giardino di circa sette salme per darlo in donazione alle Suore fondate da Lui.
    Alla sua carità aggiungeva l'esempio di una vita interiore coltivata e praticata con molti atti di pietà. Morì il 15 aprile 1854.


    Dalla pagina http://www.francescopaologravina.it/
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  8. #288
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    L'8 novembre 2017 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto sull'eroicità delle virtù della Serva di Dio Teresa Fardella De Blasi.



    Teresa Fardella De Blasi nasce a New York il 24 Maggio 1867 da una nobile famiglia trapanese: i conti Fardella, marchesi di Torre Arsa. Nel 1869 avviene il rientro a Trapani. Quando Teresa ha 11 anni, le muore la mamma e viene educata in un collegio diretto dalla zia fino all’etá di 16 anni. Ella desidera consacrare la sua vita a Dio, il padre peró ha giá deciso per lei il matrimonio con l’Ufficiale Raffaele De Blasi. Teresa accetta remissiva e fiduciosa in Dio il volere del padre. Gli impegni lavorativi del marito porteranno Teresa da una cittá all’altra; nonostante ció e non tralasciando mai i suoi doveri familiari, ella ha giá definito il suo stile di vita: assistenza ai poveri e uno sviscerato amore per l’Eucarestia. Pur essendo di nobile e agiata famiglia, vive lei stessa come una povera, confidando con una devozione particolare nell’aiuto della Divina Provvidenza. I progetti caritativi che ha in mente per i suoi poveri, vengono sostenuti da importanti padri spirituali nonché da una profonda amicizia con la Beata Teresa Grillo Michel, anch’essa fondatrice. Nel 1895, in uno dei tanti trasfarimenti del marito, approda a Mantova dove inizia con la semplice “minestra dei poveri” per sfociare nel 1897, coaudiuvata dall’allora Vescovo Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X, nella fondazione della “Povera Casa di S.Giuseppe” e nella comunitá religiosa delle “Povere Figlie di Maria Santissima Incoronata, Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Gesú”. Nelle varie fasi di sposa, madre, fondatrice, vedova, Teresa puó poco prima di morire, coronare il suo sogno consacrandosi come Suora a Dio. Si spegne in Trapani il 26 Agosto 1957. Dopo 10 anni dalla sua morte la salma viene traslata dalla tomba di famiglia alla Chiesa dell’Addolorata di Trapani.

    Fonte: Santi e Beati
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  9. #289
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    Il 18 dicembre 2017 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto sull'eroicità delle virtù della Serva di Dio Anna del Salvatore (al sec. Marianna Orsi), delle Suore Figlie di Sant'Anna.
    Nata ad Albareto (Parma) il 22 febbraio 1842, entrò, all'età di 16 anni nel nascente istituto delle Figlie di Sant'Anna, professando il 26 luglio 1873. Svolse diverse mansioni di responsabilità all'intero della Congregazione, distinguendosi per l'umiltà, lo spirito di abnegazione, la profonda preghiera. Si dedicò, con materna cura, soprattutto all'assistenza dei poveri e degli infermi.
    Divenuta prima provinciale della Congregazione in Sicilia, morì a Palermo il 7 giugno 1885.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  10. #290
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    Il prossimo beato potrebbe essere il politico sacerdote don Luigi Sturzo, anche se la causa è seguita dalla diocesi di Roma:



    Don Luigi Sturzo verso la beatificazione, chiusa la fase diocesana

    La sessione pubblica nel Vicariato di Roma presieduta da monsignor Slawomir Oder: «Speriamo di chiamarlo presto Santo»

    Si è chiusa venerdì 24 novembre, alle 12, nell’Aula della Conciliazione del Vicariato di Roma, la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo (1871-1959), fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano. La sessione pubblica è stata presieduta, su delega del vicario Angelo De Donatis, da monsignor Slawomir Oder, vicario giudiziale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma.
    «Si tratta di un lavoro iniziato nel 1997, formalizzato con la presentazione del Supplex Libellus nel 1999 e con la costituzione del Tribunale nel 2002, articolato attraverso l’escussione di più di 150 testimoni - ha ricordato Oder -. Un lavoro notevole, come parimenti notevole è la figura di Don Luigi Sturzo, il quale certamente eccelse in molti campi del sapere e dell’agire umano, in particolare della politica, ma che di se stesso usava ripetere: “Io sono Sacerdote, non un politico”. E proprio perché sacerdote egli sentì la vocazione ad esercitare il proprio ministero in un campo diverso da quelli usuali, ma non meno importante, quello della politica, perché egli intendeva ricondurre tale umana attività alla sua finalità naturale di carità e di servizio».
    Nato a Caltagirone, in provincia di Catania, nel 1871, don Sturzo fu ordinato sacerdote nel 1894. «Pagò con un esilio di ventidue anni in Inghilterra prima e negli Stati Uniti poi, il non essersi piegato al regime fascista e, rientrato in Italia nel 1946, muore a Roma nel 1959, dopo che il presidente della Repubblica Luigi Einaudi lo aveva nominato Senatore a vita nel 1952, una nomina che Don Sturzo aveva accettato solo dopo che gli era stata concessa la dispensa esplicita da parte di Pio XII», ha ricordato il monsignor polacco.
    Che si è detto «felice di chiudere la fase diocesana di questa causa. La nostra città di Roma è stata nei secoli benedetta da grazie innumerevoli, a cominciare dalla testimonianza dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ed è divenuta il faro a cui milioni di persone nel mondo guardano per essere illuminati nel cammino cristiano, che ancora oggi viene reso illustre dall’impegno coerente di tanti cristiani e di esemplari sacerdoti, come lo fu Don Sturzo. Un sacerdote, un uomo libero e forte, e speriamo presto di poter dire, col consenso dell’autorità della Chiesa, un Santo!».

    fonte



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