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Discussione: I Beati di Papa Francesco

  1. #11
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    Domani, a Sondrio, verrà beatificato don Nicolò Rusca, sacerdote e martire: qui l'articolo de L'Osservatore Romano sul nuovo Beato.
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  2. #12
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    Don Novarese, lo spirito che cura il corpo
    L'11 maggio la beatificazione nella basilica di San Paolo Fuori le Mura presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone




    Redazione
    Roma


    Monsignor Luigi Novarese (1914-1984) è il sacerdote che sarà proclamato beato dalla Chiesa l’11 maggio 2013, alle ore 10.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Presiederà la celebrazione con oltre 5mila partecipanti il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano.

    Nato a Casale Monferrato, Luigi Novarese, fondatore dei Silenziosi Operai della Croce e del Centro Volontari della Sofferenza, fu definito da papa Giovanni Paolo II «l’apostolo degli ammalati». Infatti, nonostante il lavoro nella Segreteria di Stato della Santa Sede - dal 1942 al 1970 - e poi in Conferenza episcopale italiana - dal 1970 al 1977 -, si impegnò con tutto se stesso nella lotta contro l’emarginazione dei disabili, che tolse dai ghetti in cui erano confinati e integrò nella società. Insegnò loro un mestiere con l’obiettivo, nei limiti delle possibilità di ognuno, di renderli autonomi anche dal punto di vista economico. Dialogò senza complessi con la medicina dimostrando l’efficacia terapeutica della motivazione spirituale nella cura del malato.

    Agli inizi degli anni Cinquanta - quindi in largo anticipo sui tempi - progettò e fece costruire un edificio di otto piani privo di barriere architettoniche, idoneo a ospitare corsi di esercizi spirituali organizzati apposta per infermi e portatori di handicap.

    La Casa Cuore Immacolato di Maria sorge a Re, in provincia di Verbania, è una residenza che non ha eguali al mondo ed è frequentata ogni anno da migliaia di ospiti.

    Fondò inoltre case di cura, centri di assistenza, corsi professionali per disabili e infermi, insegnando loro a pensare e a vivere in modo nuovo la malattia.

    Ma don Luigi si rivelò un innovatore anche in altri campi. Fu tra i primi a capire l’importanza dei mass media nella formazione degli ammalati. Nell’autunno 1949 convinse Papa Pio XII ad aprirgli le porte della Radio Vaticana e organizzò Il quarto d’ora della serenità, il primo programma che ebbe i sofferenti come protagonisti. Non solo. Fondò riviste (L’Ancora e L’Ancora nell’unità di salute) alle quali chiamò a collaborare medici ed esperti, per affrontare i temi della malattia e i problemi legati alla condizione dei disabili.

    Nel 1957 monsignor Novarese riuscì a stupire le gerarchie ecclesiastiche organizzando il più grande raduno di infermi mai realizzato prima di allora all’interno della Santa Sede. Il 7 ottobre portò settemila malati in udienza da papa Pio XII nel Cortile del Belvedere. Settemila fedeli in barella e in carrozzella provenienti da tutta l’Italia e dal Canton Ticino, in un’adunata mai vista che commosse profondamente papa Pacelli.

    “La missione sacerdotale a cui Dio lo ha chiamato”, ha scritto il cardinale Tarcisio Bertone nella prefazione alla nuova biografia “Luigi Novarese. Lo spirito che cura il corpo” (Edizioni Cvs, Roma 2011) del giornalista Mauro Anselmo, “è stata quella di affrontare la domanda angosciosa del mondo sul perché della malattia e della sofferenza (domanda che da sempre rischia di separare l’uomo da Dio), facendo leva sui valori dello spirito della persona sofferente”.


    fonte: Vatican Insider
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  3. #13
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    PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

    Nel pomeriggio di ieri, giovedì 2 maggio 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

    - il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia, Regina delle due Sicilie; nata il 14 novembre 1812 a Cagliari (Italia) e morta il 31 gennaio 1836 a Napoli (Italia);

    - il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Bolognesi, Laica; nata il 21 ottobre 1924 a Bosaro (Italia) e morta il 30 giugno 1980 a Rovigo (Italia);

    - le virtù eroiche del Servo di Dio Gioacchino Rosselló i Ferrà, Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; nato il 28 giugno 1833 a Palma de Mallorca (Spagna) ed ivi morto il 20 dicembre 1909;

    - le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Teresa di San Giuseppe (al secolo: Giovanna Kierocińska), Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Bambino Gesù; nata il 14 giugno 1885 a Wieluń (Polonia) e morta il 12 luglio 1946 a Sosnowiec (Polonia).

    [00609-01.01] [Testo originale: Italiano]
    [B0268-XX.01]

    Sala Stampa Santa Sede

    http://attualita.vatican.va/sala-sta...ews/30921.html

  4. #14
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    Proclamata Beata "Nhá Chica", schiava brasiliana del 1800



    Beatificata sabato a Baependi, in Brasile, Francisca de Paula De Jesus, detta "Nhá Chica", ovvero “Zia Francesca”, schiava vissuta nel 1800. A presiedere il rito, in rappresentanza del Santo Padre, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il servizio di Sergio Centofanti:

    Tutta la vita della Beata “Zia Chica” è un cammino verso la libertà: cresce senza cognome, non ne ha diritto, perché figlia naturale di una schiava. Il padre era forse il padrone della fattoria in cui la madre lavorava. Totalmente analfabeta, impara dalla mamma una sola cosa: il Rosario. Resta orfana ancora adolescente. La mamma le lascia come eredità non soldi o averi, che non ha, ma un’esortazione: quella di amare Gesù e Maria e di avere carità verso tutti. A questo invito resta fedele tutta la vita, e – una volta affrancata dalla schiavitù - nonostante le tante proposte di matrimonio, sceglie di non sposarsi, anche se resta laica: organizza ogni giorno incontri di preghiera nella sua povera casa, che diventa ben presto un luogo di pellegrinaggio per poveri e ricchi che giungono da ogni parte del Brasile in cerca di conforto spirituale. Lei, nelle mani ha sempre la sua catena: la coroncina del Rosario. Più si lega a Dio, più si scopre davvero libera. Poi, all’improvviso, “Zia Chica” diventa ricca per la morte del fratello, che le lascia un’immensa fortuna. Ma molto presto ridiventa povera perché distribuisce tutto ai più bisognosi. L’unica cosa che tiene per sé è una somma di denaro per far costruire una Cappellina dedicata all’Immacolata Concezione. Muore ultraottantenne, nel 1895: viene sepolta nella Cappella da lei intitolata a Maria. Qui, ancora oggi, in tanti vengono per ritrovare la vera libertà di spirito grazie all’esempio e all’intercessione della schiava Francisca.

    Sulla Beatificazione di “Nhá Chica”, Roberto Piermarini ha intervistato il cardinale Angelo Amato:

    R. - Anzitutto diciamo che è un grande dono che Papa Francesco fa alla chiesa brasiliana. Il Santo Padre, primo papa latinoamericano, conosce bene la bontà del popolo brasiliano, il suo spirito religioso, l'amore a Gesù e al suo Vangelo di vita e di gioia, la devozione alla Beata Vergine Maria, l'attaccamento filiale alla Chiesa, l'amore al Papa, ai vescovi ai sacerdoti, la venerazione per gli anziani, la disponibilità all'accoglienza della vita come inestimabile dono di Dio, la carità verso i poveri, il suo senso di uguaglianza e di fraternità, il rispetto per la natura. Questa ricchezza di valori umani e spirituali rende il Brasile una terra benedetta da Dio e una dimora degna di ogni persona umana. La Beata Nhá Chica ha vissuto in pieno questi valori, lasciandoli in eredità a tutti i brasiliani, ma anche a tutta la Chiesa.

    D. - Ci può delineare un breve ritratto di questa Beata laica brasiliana?

    R. - Ce lo consegna Papa Francesco, che, nella sua lettera di beatificazione dice che Nhá Chica era una donna di preghiera assidua e una testimone fedele della misericordia di Cristo verso i bisognosi nel corpo e nello spirito. Unanimemente i testimoni affermano che Nhá Chica pregava molto e che aveva sempre il Rosario in mano. Adoratrice instancabile del SS. Sacramento e contemplatrice della Passione di Gesù, aveva una profonda devozione alla Madonna, che chiamava Minha Sinhà (mia Signora). La Salve Regina era la sua preghiera preferita.

    D. – Qual era la principale caratteristica della nuova Beata?

    R. - La nostra Beata era umile. Non attribuiva niente alla sua persona, ma tutto a Dio e alla Madonna. Le richieste dei fedeli le deponeva davanti alla Beata Vergine. Quando una persona veniva a ringraziarla per una grazia ricevuta, ella diceva: «Io prego la Madonna, che mi ascolta e mi risponde». È sempre stata consistente e persistente la fama di santità della nostra Beata, che era chiamata la Santina di Baependi (a Santinha de Paependi). La sua beatificazione è una lezione di vita cristiana autentica.


    fonte: Radio Vaticana
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  5. #15
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    Beatificato a Roma mons. Luigi Novarese, apostolo dei malati

    “Un testimone del Vangelo che adorava Dio negli ammalati e nei sofferenti, perché scorgeva in essi l’ostensorio vivente della Passione di Cristo”. Così il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone questa mattina nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, presiedendo la Messa per la beatificazione di mons. Luigi Novarese, fondatore della Pia Unione dei Silenziosi Operai della Croce. Il servizio è di Paolo Ondarza:

    “Apostolo dei malati”. Giovanni Paolo II definì così il nuovo beato mons. Luigi Novarese. Nato nel 1914 a Casale Monferrato, spese tutta la sua vita nella lotta contro l’emarginazione dei sofferenti in una visione non rassegnata o pietista, ma che assegnava loro un protagonismo attivo nell’apostolato tra gli ammalati stessi. Così lo ha ricordato il cardinale Tarcisio Bertone:

    "Don Luigi li esortava incessantemente ad essere non solo oggetto di solidarietà e di carità, ma soggetti attivi nell’opera di evangelizzazione, contrassegnata dal dinamismo spirituale della consolazione, in unione con Cristo, il divino Consolatore".

    In questa chiave vanno lette le opere realizzate da Novarese come la Lega Sacerdotale Mariana, il Centro Volontari della Sofferenza, i Silenziosi Operai della Croce, i Fratelli degli Ammalati. Un impegno alimentato dall’incessante preghiera per e con i malati che accompagnava a Lourdes e nei Santuari mariani, dalla partecipazione ai sacramenti e nato dall’esperienza che egli stesso aveva fatto del dolore per una malattia che in adolescenza lo aveva ridotto in fin di vita e dalla quale guarì miracolosamente per intercessione della Vergine Ausiliatrice, di don Bosco e del beato Filippo Rinaldi.

    Desiderio di mons. Luigi era allontanare i malati e i disabili dai ghetti entro i quali la società li confina e integrarli in essa: per questo insegnava loro un mestiere per renderli autonomi nei limiti del possibile e dialogò instancabilmente con la medicina, dimostrando l’efficacia terapeutica della motivazione spirituale nella cura del malato. La sofferenza – ha evidenziato il cardinale Bertone – intesa non come un problema, ma come una risorsa:

    "L’attività di Mons. Novarese ha esercitato un influsso non piccolo anche nel tessuto civile della Nazione, contribuendo efficacemente a promuovere in esso un’attenzione alle potenzialità del mondo della sofferenza, tesoro prezioso per la società".

    Devoto al Magistero di Pietro, il nuovo Beato prestò servizio nella Conferenza Episcopale Italiana e per trent’anni nella segreteria di Stato Vaticana:

    “Questo uomo, questo sacerdote ha svolto un lavoro intenso in un ufficio, in un organismo che negli ultimi tempi è stato anche oggetto di riflessioni - a volte - non benevole: la Segreteria di Stato di Sua Santità. E fra l’altro, proprio durante la Seconda Guerra Mondiale, svolse compiti delicati per far fronte alle necessità delle famiglie i cui uomini erano lontani, sul fronte della guerra. Non sono solo i seguaci della sua famiglia religiosa a far festa e a rallegrarsi, ma anche tutti coloro - ed io penso di rappresentarli - che lavorano in Vaticano. Sono orgogliosi di avere un loro compagno di lavoro proclamato Beato. Quindi anche chi lavora in Vaticano può raggiungere le vette della Santità! Questa è la prova più lampante!”.

    Memorabile il più grande raduno di infermi mai realizzato all’interno della Santa Sede che mons. Novarese organizzò nel 1957 portando 7mila malati nel Cortile del Belvedere in udienza da Pio XII, così come l’ascoltatissimo “Quarto d’ora della serenità” ideato per la Radio Vaticana, primo programma che aveva i sofferenti come protagonisti. Accompagnato nella sua incessante attività fin dal 1943 da sorella Elvyra Myriam Psorulla, mons. Novarese elaborò idee divenute portanti nell’attuale impegno associativo nella Chiesa Universale e presenti in documenti del magistero universale come la Salvifici Doloris e la Christifideles Laici. Morto a Rocca Priora nel 1984, Benedetto XVI lo ha dichiarato Venerabile nel 2010, quindi, appurata la veridicità di un miracolo ottenuto da una malata appartenente ai Silenziosi Operai della Croce, ha firmato un Decreto che ha portato all’odierna Beatificazione.

    L’esuberanza della carità di mons. Novarese sia un modello in questo anno della Fede, è stata l’esortazione del cardinale Bertone:

    "Egli incoraggia tutti ad affrontare con ardore e fiducia le sfide della nuova evangelizzazione nel vasto campo della sofferenza e del dolore".


    fonte: Radio Vaticana
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  6. #16
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    Ci sarà un processo di beatificazione per il medico Carlo Urbani, lo scopritore della SARS e stroncato dalla stessa malattia nel 2003 ?

  7. #17
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    Attualmente non mi sembra che sia in corso.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da westmalle Visualizza Messaggio
    Attualmente non mi sembra che sia in corso.
    Oggi ho visto un bel articolo sull' settimanale "A sua immagine" sul medico Carlo Urbani, che secondo me merita la santità...

    Spero che per Urbani inizi il processo di beatificazione.

  9. #19
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    Domani a Palermo avrà luogo la Beatificazione di Don Pino Puglisi. Articoli e commenti nella discussione dedicata a questo coraggioso sacerdote e martire.
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  10. #20
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    PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI , 04.06.2013

    Lunedì, 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:

    - il martirio dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abele Angelo Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell'Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

    - il martirio dei Servi di Dio Giovanni di Gesù (al secolo: Giovanni Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Paolo Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

    - il martirio dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano Giuseppe e 63 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

    - il martirio delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

    - le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni De Oliveira Matos Ferreira, Vescovo titolare di Aureliopolis e Ausiliare di Guarda, Fondatore dell'Associazione "Liga dos Servos de Jesus"; nato a Valverde (Portogallo) il 1° marzo 1879 e morto a Guarda (Portogallo) il 29 agosto 1962;

    - le virtù eroiche del Servo di Dio Nicola Mazza, Sacerdote diocesano, Fondatore di Istituti per l'educazione; nato a Verona (Italia) il 10 marzo 1790 e ivi morto il 2 agosto 1865;

    - le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Celeste (al secolo: Giulia Crostarosa), Monaca, Fondatrice dell'Ordine delle Suore del Ss.mo Redentore; nata a Napoli (Italia) il 31 ottobre 1696 e morta a Foggia (Italia) il 14 settembre 1755;

    - le virtù eroiche della Serva di Dio Teresa di San Giuseppe (al secolo: Teresa Toda y Juncosa), Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Teresiane di San Giuseppe; nata a Riudecanyes (Spagna) il 19 agosto 1826 e morta a Barcellona (Spagna) il 30 luglio 1898.

    [00797-01.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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