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Discussione: I sette arcangeli: storia di un culto contestato

  1. #1
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    I sette arcangeli: storia di un culto contestato

    Inauguro questo thread per chi si appassiona ai Sette Spiriti Assistenti citati in Tobia e nell'Apocalisse.

    E' stato scritto un libro molto documentato sull'argomento, che mi ha persuaso esservi nella Chiesa un oscuramento di questo culto.

    Dall'altra mi dico, in effetti, che la Chiesa o bene o male riconosce questo culto, basta che non si pronuncino i nomi propri dei quattro arcangeli successivi a quelli citati nella Bibbia, cioè Michele, Gabriele e Raffaele. Restano esclusi Uriele, Geaudiele, Sealthiele e Barachiele.

    Il libro è questo e lo consiglio vivamente:

    http://www.ibs.it/code/9788871986814...li-storia.html

    Chi voglia discuterne, lo prego di farlo qui, per riportare alla luce questo culto anche in Italia.

    http://www.sugarcoedizioni.it/prossi...bre%202014.pdf
    Ultima modifica di Stefano79; 03-01-2015 alle 17:34
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  2. #2
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    Ecco quanto statuì il Sinodo Romano del 745 presieduto da Papa San Zaccaria circa le invocazioni ad altri arcangeli diversi dai tre biblici (condannando, così, l'arcivescovo Aldeberto di Magdeburgo):

    "Quia octo nomina angelorum, quae in sua oratione Aldebertus invocavit, non angelorum, praeterquam Michaelis,sed magis demones in sua oratione sibi ad praestandum auxilium invocavit. Nos autem, ut a vestro sancto apostolatu docemur et divina tradit auctoritas, non plus quam trium angelorum nomina cognoscimus, id est Michaelis, Gabriel, Raphael".
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  3. #3
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Ecco quanto statuì il Sinodo Romano del 745 presieduto da Papa San Zaccaria circa le invocazioni ad altri arcangeli diversi dai tre biblici (condannando, così, l'arcivescovo Aldeberto di Magdeburgo):

    "Quia octo nomina angelorum, quae in sua oratione Aldebertus invocavit, non angelorum, praeterquam Michaelis,sed magis demones in sua oratione sibi ad praestandum auxilium invocavit. Nos autem, ut a vestro sancto apostolatu docemur et divina tradit auctoritas, non plus quam trium angelorum nomina cognoscimus, id est Michaelis, Gabriel, Raphael".
    Sì, in effetti è vero, tuttavia i documenti e le fonti del culto sono talmente tanti (tra cui decine di cause canoniche per la estensione del culto), che non appare convincente il motivo per cui la Chiesa proibì parzialmente il culto.
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  4. #4
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    Sì, in effetti è vero, tuttavia i documenti e le fonti del culto sono talmente tanti (tra cui decine di cause canoniche per la estensione del culto), che non appare convincente il motivo per cui la Chiesa proibì parzialmente il culto.
    E' vero che è un caso complesso. Comunque la motivazione principale che spinse Papa Zaccaria a vietarne l'invocazione è che il Vescovo aveva elaborato una sua personale preghiera all'arcangelo Uriel e si riteneva che, mediante questa, praticasse la magia.
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  5. #5
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    E' vero che è un caso complesso. Comunque la motivazione principale che spinse Papa Zaccaria a vietarne l'invocazione è che il Vescovo aveva elaborato una sua personale preghiera all'arcangelo Uriel e si riteneva che, mediante questa, praticasse la magia.
    Per questo ritengo, dopo avere letto il libro, che una motivazione del genere, a fronte delle immense fonti e rivelazioni e apparizioni (oltre alla liturgia) e ai Padri della Chiesa, non sia sufficiente per vietare di nominare gli arcangeli e forse anche il culto stesso, che infatti è dimenticato. Il punto centrale da cui parte la ricerca è la Basilica dei Santi Angeli e dei Martiri. Tutte le fonti inducono a rivisitare l'angelologia dell'Areopagita, in quanto viene disegnata in modo diverso. A Palermo la festa dei sette angeli si celebrava la seconda domenica dopo Pasqua e questo era noto al Papa.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  6. #6
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    Lo leggerò appena possibile,allora.
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  7. #7
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Lo leggerò appena possibile,allora.
    Sì, te lo consiglio, c'è qualcosa che non torna in questa vicenda. Comunque, Don Stanzione, l'autore, precisa che o bene o male il culto dei sette arcangeli (a parte che sono stati confusi con i sette doni dello Spirito) sarebbe ammesso, salvo la questione dei nomi, ma secondo me non è proprio diffuso.
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  8. #8
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    Sì, te lo consiglio, c'è qualcosa che non torna in questa vicenda. Comunque, Don Stanzione, l'autore, precisa che o bene o male il culto dei sette arcangeli (a parte che sono stati confusi con i sette doni dello Spirito) sarebbe ammesso, salvo la questione dei nomi, ma secondo me non è proprio diffuso.
    Nel link che hai riportato si citano alcuni mistici..a parte la Valtorta alla quale -in mancanza di riconoscimento - non do peso viene citata anche Santa Faustina..dov'è di preciso che la santa polacca ne parlerebbe?

    Comunque ciò che rimane incontrovertibile è che la Bibbia riporta solo tre nomi di arcangeli. In forza di quale autorità dovremmo chiamare gli altri quattro con quei nomi? Voglio dire, quale autorità c'è a cui il cattolico può affidarsi in quanto facente parte del Depositum Fidei per poter dire, "Sì, quelli sono i nomi degli altri quattro"..?
    Ultima modifica di Deoiuvante; 03-01-2015 alle 19:33
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  9. #9
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Sì, la tua obiezione secondo me richiama il vero motivo della presa di posizione della Chiesa, al di là del contingente episodio ricordato su Papa Zaccaria.
    Per quanto riguarda, però, i nomi, circa Faustina il libro riporta il Diario, 2 agosto 1934, 15 agosto 1935 e 18 marzo 1936. Nel primo episodio la santa viene portata davanti al Trono di Dio. Nel secondo si cita un angelo, che risponde (come in tutte le fonti del libro) di essere uno dei sette astanti davanti il Trono. Nel terzo episodio cita nuovamente i sette spiriti. Mentre in Faustina non "si fanno nomi", in quasi tutte le altre apparizioni si fanno sempre i sette nomi, sempre gli stessi: Michele, Gabriele, Raffaele, Sealtiele, Geudiele e Barachiele, ciascuno con un significato preciso.
    Sul discorso dell'autorità sui nomi, sta soprattutto il culto da tempo immemorabile, quindi la liturgia, che li celebra persino da secoli, con tanto di nomi. I nomi scompaiono solo a seguito di quell'episodio che hai ricordato, addirittura sono cancellati dal dipinto antico della chiesa che ho citato.
    In realtà, tu potresti obiettare che le apparizioni non sono una fonte, tuttavia la liturgia sì, il culto e la prassi nei millenni pure. Inoltre, abbiamo decine e decine di episodi miracolosi e di fatti anche riconosciuti. Nel capitolo I del libro c'è la storia del culto, solo dopo le decine di apparizioni e miracoli. Ma nel primo si ricorda, invece, il culto nella Chiesa. A parte il dato scritturale, che conferma i sette Spiriti, nella storia della Chiesa era pacifico che avessero qui nomi. Altra fonte autorevole sono i Padri della Chiesa che praticamente in modo concorde li citano. Il problema è che cancellando i nomi, si è cancellato il culto stesso, perchè c'era una identificazione molto stretta tra nomi e culto, in quel momento. Comunque, a titolo di mero esempio, Sant'Isidoro di Siviglia, nel settimo libro delle Etimologie, parla espressamente di Uriele. Così Sant'Ambrogio, Sant'Alberto Magno e San Bonaventura...
    Altra fonte sono gli oggetti di culto, tra cui le icone greco-ortodosse, che riportano i nomi (se ne parla a proposito di un'icona tra il XII e XIII secolo a Sebastopoli). Per Uriele, addirittura nel 1513 (riporta il libro) il Papa Leone X riprostina il culto di Uriele nella messa e nell'officio di San Gabriele del 24 marzo di ogni anno. Questa è tradizione.
    Vicino alla cattedrale di Palermo c'è la Chiesa dove erano raffigurati anche i nomi. Insomma, tradizione, liturgia, culto inveterato e apparizioni confermano questo culto, e anche i nomi stessi.
    Poi ci sono le tantissime postulazioni per riaprire il culto ed estenderlo a tutta la Chiesa, sempre insabbiate. La Congregazione dei Riti, nel 1698, in sostanza sembra escluda estendere il culto per ragioni di prudenza, che però hanno poco senso, secondo me.
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  10. #10
    CierRino di platino L'avatar di maurum
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    La Chiesa e la giusta prudenza del Magistero riconosce i tre santi arcangeli: Michele, Gabriele, Raffaele. Per evitare, ce n'è più che a sufficienza, culti non dovuti, è bene , oltre che a saggia prudenza, attenersi strettamente all'insegnamento della Chiesa che riconosce, di fatto, solo i tre nomi che troviamo nelle Scritture.


    Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani Isaia 49,16

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