Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Venerabile Servo di Dio don Ottorino Zanon - PSSG

  1. #31
    CierRino L'avatar di pongo
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    Crescendo nella gratitudine si cresce nell'amore



    Bisogna che siamo attenti, che abbiamo un animo capace di vedere la bontà di Dio e la sua generosità.
    Bisogna saper vedere la mano di Dio, bisogna saper gioire quando si scopre la bontà di Dio che agisce attraverso gli avvenimenti e le circostanze, o qualche volta anche direttamente.
    Bisogna saper vedere e ringraziare.
    Penso che questo sia il fondamento della nostra santità, perché crescendo nella gratitudine si cresce nell'amore.
    Ringraziate il Signore per gli amici che avete.
    Tante volte vi ho detto che forse non ci accorgiamo di trovarci in una stanza riscaldata perché ci si abitua al caldo.
    Basta uscire dalla stanza per capire il beneficio del riscaldamento che abbiamo in casa.
    Noi non abbiamo ricevuto soltanto il dono della grazia iniziale nel Battesimo, ma è un cumulo di grazie che riceviamo continuamente durante il giorno attraverso il buon esempio di chi ci sta vicino.
    Abituatevi a leggere il libro della natura, ad ammirare la bellezza dei fiori, dei monti, dei mari, e a ringraziarne Dio, ma ricordatevi che la bellezza più grande Dio ve l'ha messa davanti attraverso i vostri compagni, i fratelli che avete vicino: quell'atto di generosità fatto da uno di loro, quel modo di pregare, quella carità che egli usa con voi...
    Non guardate solo alla parte negativa, ma guardate alla sostanza.
    Se vi regalano un sacco di noci, non dovete dire: “Oh, quanta buccia hanno!”; ringraziate il Signore delle noci.
    Se vi portano una zucca, ringraziate il Signore per la polpa che essa nasconde sotto la buccia.


    (M291, 4-5.7 del 23 gennaio 1970)
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  2. #32
    CierRino L'avatar di pongo
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    Oggi nel mondo c'è crisi di santi



    Il cristiano deve essere capace di amare, cioè deve essere capace di sacrificarsi, di dare, di dare...
    Credo che mai mi avete sentito dire male di mio papà e di mia mamma.
    Perché? Perché io amavo mio papà e mia mamma.
    Ma sono convinto che volendo esaminare bene, troverei difetti in mio papà e anche in mia mamma.
    Ricordatevi che l'amore dà la capacità di passare sopra a tutto.
    Infatti l'amore perdona, l'amore sopporta, l'amore comprende, l’amore sa vedere solo i benefici ricevuti e sa passar sopra anche a eventuali dispiaceri e affronti che ha ricevuto.
    Se un cristiano non ha questo amore, non può annunciare il Vangelo.
    Un cristiano deve avere un cuore grande simile al cuore di Dio che è infinito, che ha sempre parole di perdono, ha sempre parole di comprensione per il peccatore, che dalla croce si rivolge ai crocifissori e poi guarda in alto dicendo: “Padre, perdonali”, che stende le braccia a un Giuda che va con un bacio per tradirlo.
    Se non abbiamo questo cuore, non possiamo sconvolgere il mondo.
    Se qualcuno mi domandasse: “Di che cosa ha bisogno il mondo sottosviluppato?”, voi potreste dire: “Ha bisogno di trattori, ha bisogno di soldi, ha bisogno di aiuti materiali”, ma io risponderei: “Ha bisogno di santi”.
    Il mondo oggi ha bisogno di santi.
    Perché? Chi è il santo? È uno che è in contatto con Dio e manifesta agli uomini l'amore di Dio.
    È in contatto con Dio, vive solo per il Signore, ma cammina in mezzo agli uomini, manifestando tra gli uomini l'amore, la potenza, i doni di Dio, facendo vedere agli uomini la strada che conduce a Dio.
    Questa è la missione che è riservata a noi.


    (M319, 2-3 del 27 agosto 1970)
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  3. #33
    Fedelissimo di CR L'avatar di Heribert Clemens
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    Un Cristiano senza la sapienza di Dio è un illuso


    Figlioli, chi vi dirà quale aspetto della vostra personalità deve essere sviluppato e quale deve essere assolutamente accantonato, in quanto frutto dell’io invece che di Dio? È facilissimo, infatti, che in noi, subentri l’io, subentri l’ambizione, subentri il piacere, subentri il gusto, subentri il mondo; cioè che sia il mondo che ci guida nella scelta delle nostre azioni, nella scelta dei nostri pensieri, nella scelta dei nostri giudizi.

    L’uomo che non agisce con la sapienza di Dio è talmente ubriaco che crede di avere sempre ragione.

    Perché?

    Perché, secondo la sua logica ha ragione ma, non ha selezionato, non ha tolto via quello che guastava il cuore.In pratica, se non ci lasciamo guidare dalla sapienza di Dio, abbiamo l’impressione nettissima di essere a posto.

    Non ci accorgiamo però che insieme con le cose buone, portiamo una scoria e questa scoria solo la sapienza di Dio ce la farà notare, altrimenti noi ce la porteremo appresso fino alla fine della vita senza accorgercene mai.

    Colui che agisce senza la sapienza di Dio si abitua a vivere con la propria puzza: cammina sulla terra portando con sé la sua puzza.

    Se un cristiano non ha la sapienza del Signore è un illuso, e arriverà al sepolcro senza sapere di essere passato attraverso la vita, puzzando di mondo, puzzando di io, puzzando di qualcosa che non è il Signore.


    (M7, 5-8 del 29 aprile 1965)
    Ultima modifica di Heribert Clemens; 02-06-2016 alle 08:13
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  4. #34
    CierRino L'avatar di pongo
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    Che bella sorpresa vedere un utente che riprende questo thread! Ne approfitto per segnalare che pochi giorni fa è stata rilasciata per Android la v. 1.3 dell'app In ascolto di Don Ottorino, che risolve il problema di zoom con Lollipop.
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  5. Il seguente utente ringrazia pongo per questo messaggio:

    Heribert Clemens (02-06-2016)

  6. #35
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    “Siamo veramente coscienti della vita di Dio in noi?”

    Figlioli, vi invito ad un esame di coscienza.

    Siamo veramente coscienti della presenza di Dio in noi? Crediamo che è Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che abita in noi? Crediamo che Dio genera il Figlio dentro di noi? Sentiamo il Figlio che ama il Padre, il Padre che ama il Figlio e lo Spirito Santo che procede da ambedue, e che è tutto qui, dentro di noi? Siamo coscienti della nostra grandezza, della grazia che abbiamo del nostro inserimento in Cristo? Dobbiamo viverle queste realtà, ma viverle intimamente.

    Allora io non mi meraviglierei affatto se qualcuno andasse in estasi pensando a queste verità.
    Noi che siamo chiamati ad essere i portatori di questo spirito, rendiamoci conto, figlioli, del soprannaturale nel quale viviamo.

    Voi direte che don Ottorino dice sempre le stesse cose.

    È vero, ma quando si tratta di accendere il fuoco, si prova, si soffia, si butta carta, si butta benzina fino a che il fuoco non arde.

    Ed io non posso buttare un secchio d’acqua, ma devo continuare a gettare qualche fiammifero.

    (M18, 13-14 del 14 maggio 1965)
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  7. #36
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    Il punto è questo: Avere Gesù sempre con noi

    Parliamo oggi di quell’unione con Dio per cui si senta il bisogno di andare sempre con Lui.

    Se, per esempio, stiamo conversando tra noi, non possiamo dimenticare che Lui è presente.
    Allora logicamente cambia di colore tutto il nostro modo di agire.

    Supponiamo che adesso ci sia da parlare di uno di voi: mentre parlo di lui, io dovrei pensare che sua mamma è lì presente.
    Se c’è sua mamma presente, certe cose non le dico, soppeso meglio le parole, misuro quello che dico perché, insomma, c’è la mamma.

    Ora, se noi abbiamo fede e pensiamo che è presente, non sua mamma, ma Gesù che lo ama più di sua mamma, è facile capire che io rispetto Gesù presente e parlo di lui soltanto in bene, ovvero parlo mettendo in evidenza qualche difetto ma soltanto per correggerlo, per aiutarlo.

    Questo punto di arrivo è indispensabile per noi, è assolutamente indispensabile.
    E tu arriverai a vivere alla presenza di Dio, alla presenza di Gesù soltanto se arriverai ad essere innamorato di Gesù.

    Il punto è questo: io devo essere innamorato di Gesù per cui io voglio sempre Gesù con me.

    (M39, 8 del 25 novembre 1965)
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  8. #37
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    Essere uomini di Dio e non dei funzionari


    Figlioli, c’è un qualche cosa che è indefinibile, ma di cui la gente se ne accorge, ed è la presenza dello Spirito Santo in noi.

    Figlioli miei, figlioli miei, ve l’ho detto tante volte: non è il numero, ma è la qualità che manca! Qui non si tratta di tante disquisizioni, si tratta di calli alle ginocchia, cari figlioli, si tratta di calli alle ginocchia.

    Si tratta di gente che se la intende con Dio, che parla con il Signore, che tratta delle cose del Signore, che discute con il Signore alla mattina appena si sveglia, che parla con il Signore quando si veste, che parla con il Signore in tutti i momenti della giornata, e vive solo per il Signore.

    La gente s’accorge se siamo uomini di Dio o funzionari.

    È diverso, sapete, essere funzionari e essere uomini di Dio!


    (M125, 8 del 26 dicembre 1966) Anniversario della nascita di don Ottorino (1915)
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

  9. #38
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    Il regalo di Dio a sua mamma


    Il Signore volle fare un regalo alla Madonna.

    Ma non l’ha riempita di doti umane, non l’ha fatta diventare una delle sette sapienti del mondo.
    Maria, sotto l’aspetto umano era come tutte le altre persone; forse, nel modo di parlare, non si distingueva dalle altre donne del paese; non aveva niente di straordinario, non era una bambina prodigio...

    No, no, non si distingueva per nulla dalle altre.

    “Alla Madre sua non diede gloria umana, trionfi, splendore di doti umane, ma la fece ‘piena di Grazia’”.

    Per Dio dunque l’unico valore che conta è la Grazia.

    Essa è infatti l’unica grandezza vera.

    La Grazia è vera grandezza, perché è grandezza divina.

    Dio l’apprezza, Dio stesso costituisce tale grandezza: anzi radicalmente è Lui stesso la Grazia.
    Essa è dunque un valore affatto trascendente a confronto di qualsiasi altro dono creato.

    “Davanti a Dio l’uomo tanto vale quanta è la Grazia che possiede.

    L’uomo della vita più misera, più umile, più infelice vale più di un re, più di un Papa, se possiede più Grazia di essi”.

    Non ci sono dubbi a questo proposito.

    La Grazia è un dono di Dio, ma anche un bene personale che ognuno acquista per conto proprio, con l’aiuto di Dio.

    (M16, 7-9 del 11 maggio 1965)
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  10. #39
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    Allietarsi anche quando le cose non vanno a modo nostro


    Figlioli, quando vi capita qualche piccolo insuccesso, una difficoltà, siete capaci di accettare anche l’insuccesso dalle mani del Signore, mettendoci però tutta la vostra buona volontà perché le cose abbiano da andare meglio? Io devo mettercela tutta perché le cose vadano bene, però sono capace di accettare anche la sconfitta? Nel gioco ce la metterò tutta per vincere la partita, ma sono disposto ad accettare la sconfitta con gioia, con serenità, come voluta da Dio, non soltanto permessa, ma proprio voluta da Dio per il trionfo degli altri? Bisogna che ci abituiamo a questo.

    A prima vista sembra una cosa difficile vedere tutto alla luce di Dio.

    Poi vi accorgerete che non è una cosa difficile, vi accorgerete che è una cosa necessaria e più tardi vi domanderete: “Come facevo quando mi comportavo diversamente?” Vi accorgerete che è molto più facile vedere le cose alla luce di Dio che non vederle soltanto con un occhio umano, perché le cose viste alla luce di Dio portano gioia nell’intimo dell’anima.

    Perciò ogni cosa che tu vedi ti innalza, ti fa pensare al Paradiso; ogni cosa che tu vedi ti solleva.
    Trovi cioè il motivo per allietarti dappertutto, e allora sentirai la gioia di essere di Dio, di vivere per Iddio.

    Per arrivare a questo bisogna salire piano piano, bisogna, ad un dato momento, triturare il proprio io, triturare noi stessi e saper dire: “Sono di Dio! Non sono delle creature, sono del Signore e perciò voglio vedere tutte le cose nella luce del Signore “.

    (M35, 4 del 11 novembre 1965)
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  11. #40
    Fedelissimo di CR L'avatar di Heribert Clemens
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    Come rendere solida la fede

    Ci sono due sistemi per alimentare la fede: il primo è l’intervento diretto del Signore per certe persone che sono state nell’impossibilità di studiare, come tante nostre mamme: Lui stesso provvede a dare loro il minimo necessario; e allora queste persone cominciano ad avere un contatto personale e cosciente con Dio.

    È così che tante persone semplici, senza avere studiato teologia, senza avere studiato tanti libri, arrivano a conversare familiarmente con il Signore: sono persone che il Signore istruisce Lui personalmente.

    Non bisogna, però, pretendere di essere di quelle, perché il Signore ti manda il pane miracolosamente solo quando tu non hai i campi e la possibilità di lavorare la terra.

    Ma se ti ha dato l’intelligenza e ti ha messo in un posto dove tu puoi istruirti, dove puoi alimentare la fede, tu hai il dovere di alimentare la tua fede attraverso lo studio, la lettura del santo Vangelo e dei libri santi, la meditazione dei trattati.

    Allora piano piano la tua fede comincia a diventare pianta e insieme con le sante abitudini che hai appreso da bambino, si forma la vera fede, virile, forte, ardente dell’uomo di Dio.

    (M38, 5 del 18 novembre 1965)
    Ora pro nobis, sancta Dei génitrix. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

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