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Discussione: Padre Cornelio Fabro CSS

  1. #11
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    Quando un bel thread sul Garrigou-Lagrange?
    Padre Réginald Garrigou-Lagrange OP




    Se trovassi un minimo di informazioni e fonti, aprirei un thread sul poco conosciuto ma fondamentale Padre S.Ramirez OP..
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  2. #12
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    Padre Réginald Garrigou-Lagrange OP




    Se trovassi un minimo di informazioni e fonti, aprirei un thread sul poco conosciuto ma fondamentale Padre S.Ramirez OP..
    Confiteor Deo Omnipotenti....

  3. #13
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    Padre Réginald Garrigou-Lagrange OP




    Se trovassi un minimo di informazioni e fonti, aprirei un thread sul poco conosciuto ma fondamentale Padre S.Ramirez OP..
    Se cerco tra i thread io non lo vedo questo di Garrigou Lagrange ma solo se uso il link...mah!

  4. #14
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    Una bella foto del Padre Fabro con San Giovanni Paolo II:



    da: http://www.corneliofabro.org/documento.asp?ID=15
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  5. #15
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    Interessante intervista al Padre C. Fabro sull'ateismo:

    Molto bella. Soprattutto decisamente all'avanguardia, specialmente per i tempi.
    Securus iudicat orbis terrarum

  6. #16
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    C'è la possibilità di ascoltare le omelie del Padre C. Fabro a questo link:

    http://www.corneliofabro.org/omelie.asp?cmd=search

    ​Approfittiamone!
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  7. #17
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    Sintesi del pensiero del P. Fabro ad opera del P. C. Ferraro:

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  8. #18
    Marco0
    visitatore
    Un ritratto di Padre Cornelio Fabro di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

    Edith Stein - Dalla filosofia al martirio

    Sulla triste fine di quest'insigne figura di pensatrice, già assi*stente di Husserl, non vi è dubbio; ma gli ultimi particolari di questa ennesima crudeltà dell'idolatria della «razza» contro la naturale uguaglianza degli uomini e la loro divina fratellanza in Cristo, non ci sono ancor noti. Ora il Carmelo di Colonia di «Maria della Pace», che l'accolse postulante nel 1933 e dov'essa emise la professione religiosa nel 1935, ha raccolto con affettuosa solleci*tudine le memorie e le testimonianze di quanti l'avvicinarono nelle varie tappe della vita, nella rigida disciplina di una famiglia israe*litica, negli studi inferiori, all'università, nei primi anni della con*versione, nella vita religiosa, nelle soste del suo ultimo viaggio verso il martirio. Questa corona smagliante di fiori bianchi e pur*purei è stata intrecciata dall'attuale priora Renata dello Spirito Santo (Edith Stein, Lebensbild einer Philosophin und Karmeliten, Bei Glock und Lutz in Nuernberg, 1948) che fu sottomaestra della nostra suor Teresa Benedetta della Croce, e poté coglier meglio di chiunque i tratti interiori di un'anima bruciata dalla sete della verità e che s'era offerta in sacrificio per stornar l'ira di Dio dal suo popolo.L'itinerario terreno di Edith Stein rappresenta lo sviluppo compiuto di un'aspirazione unica, profonda, radicale, da cui fu posseduta l'anima sua ancor fanciulla, e che per un segreto impulso elaborava le circostanze esteriori in stimoli di un sempre più intimo avvicinamento alla verità. La Stein non praticò mai nella sua gio*vinezza a Breslavia, la città natale, la religione dei padri; anche se per filiale pietà accompagnava volentieri alla sinagoga la vene*randa madre di cui era l'ultima prediletta figlia. La prima tappa fu dunque l'ateismo, inteso come assenza del problema religioso: la prima impressione forte dell'Assoluto le venne dalla filosofia, a Gottinga, alla scuola del fondatore della fenomenologia Edmund Husserl. È sintomatico il notevole numero di conversioni nell'am*biente universitario che gravitava intorno a Husserl: senza parlare di Max Scheler (sono note le peripezie di questo spirito profondo e inquieto), qui si nominano Adolf Reinach convertitosi assieme alla moglie e alla figlia e morto in guerra da eroe nel 1917; Ham*burger che abbracciò la vita religiosa; Dietrich von Hildebrand che s'iscrisse al Terz' Ordine di S. Francesco; A. Koyré con la moglie ricevette il battesimo più tardi come anche Erika Gothe. La «richiesta» di Dio anche nella Stein scaturì come conclusione della ricerca integrale della verità che sentiva annunziare dal mae*stro, il quale – nonostante la penetrazione d'investigatore delle essenze – non riusciva però ad esaurirle. Dobbiamo al severo metodo di Husserl la graduale consapevolezza che prese in quest'ani*ma verginale il problema di Dio senza improvvisi colpi di scena, ma anche senza infedeltà quasi attirata da progressive irradiazioni di uno stesso filo di luce che s'ingrandiva a ogni tappa. E con la consapevolezza, la fedeltà a questa rivelazione interiore: una fe*deltà che portò la Stein alla accettazione incondizionata della Croce, ch'essa presentiva fin dai suoi primi passi nella fede. All'an*nunzio che Edith dà alla desolata madre: «Mamma, io sono cat*tolica», quella nobile figura di donna che aveva portato da sola il peso dell'educazione dei suoi sette figli, scoppia in pianto per la prima volta, e madre e figlia in un muto incomunicabile dolore mescolano insieme le loro lagrime.Come tutti gli spiriti profondi, Edith fu presa dall'intimo lin*guaggio della liturgia cattolica: fino al suo ingresso al Carmelo si portava tutti gli anni a Beuron per seguire la liturgia della Set*timana Santa, e l'arciabate di Beuron, don Raffaele Walzer, fu il suo primo padre spirituale. Spirito fortemente speculativo, subì l'attrazione di S. Tommaso d'Aquino che studiò a fondo suggendone, con sicuro intuito, i valori perenni e inserendoli con ardito proposito entro le esigenze del pensiero husserliano. Della sua attività scien*tifica sono documento insigne le conferenze da lei tenute in diversi convegni culturali, come a Salisburgo dove impressionò profonda*mente l'arcivescovo mons. Waitz, e a Juvisy presso Parigi nel 1937, in un convegno dedicato allo studio della fenomenologia, dove a un certo momento, con una competenza e modestia ch'entusiasmò tutti, prese in mano le redini della discussione. La sua predilezione per il Dottore Angelico era rivolta soprattutto al problema della conoscenza al quale dedicò un acuto articolo nel volume giubilare che i discepoli offrirono a Husserl per il suo settantesimo compleanno (1929); la sua traduzione tedesca del De veritate stupì i competenti per la penetrazione dei sensi più reconditi di un testo sì arduo e per il felice accostamento dei termini tomistici alla scuola fenomenologica.Divenuta religiosa, i suoi superiori, consci dell'eccezionale dono fatto al Carmelo dalla Provvidenza, le imposero di continuare le sue ricerche di studio: frutto di questo secondo periodo della sua at*tività scientifica sono alcuni saggi di metafisica pura e un'originale analisi della dottrina mistica di S. Giovanni della Croce. La sua attività scolastica fu varia ed ebbe pieno riconoscimento pubblico nel 1932 con la nomina a docente presso l'Istituto Superiore di Pe*dagogia scientifica di Muenster, da cui la strapparono appena un anno dopo (tenne l'ultima lezione il 25 febbraio 1933) le drastiche misure antisemitiche del governo nazista.Edith era ormai avanti nella sua donazione a Dio. Le studen*tesse pensionanti che stavano con lei al Marianum di Muenster la rivedono nei loro ricordi come un'apparizione di soavità e di fortezza: forte nel soffrire ogni genere di privazioni fin delle comodità anche le più indispensabili; gentile e pronta ad aiutare tutti anche nei piccoli innocenti piaceri, come quando soccorse le studentesse a corto di quattrini portando loro della frutta che desideravano per una passeggiata, o quando donò la sua coperta da letto a un povero che non aveva di che coprirsi. Di animo delicato e forte a un tempo, si accorgeva subito della tribolazione altrui e sapeva trovare la via giusta per la carità del conforto. Non stupisce quindi leggere nelle testimonianze delle convittrici la commossa convinzione che «Frau*lein Dr. Stein» era veramente una santa, un'anima tutta di Dio: esse, come già la superiora delle domenicane di Colonia che l'ebbe fra le insegnanti, testimoniano che l'insigne docente studiava e prega*va nella sua cameretta fino a notte alta ed era la prima, prima anche delle suore, a comparire in cappella la mattina, rimanendo anche per tre Messe consecutive immobile e raccolta sull'inginocchiatoio.Le consorelle di religione la ricordano per la semplicità e umiltà: tanto fu il suo annientamento entrando nel chiostro, che quasi nessuna s'accorse della sua formazione superiore e delle eccezionali qualità del suo ingegno. Benché assai occupata ancora negli studi e nella scuola interna del convento, era pronta agli uffici più umili, compresi quelli di cucina dove però i suoi risultati erano piuttosto mediocri… La battaglia che aveva dichiarato al suo io non ebbe soste e sbocciò nei fiori più splendenti di carità e umiltà: lo sgomento doloroso che ghiacciò prima la comunità di Colonia e poi quella di Echt in Olanda che l'accolse profuga, quando la videro strappata al loro nido, testimoniano l'attrattiva che quest'ultima esercitava con la sua dedizione totale. Conscia, fin dal primo avvento di Hitler al potere, della terribile tempesta che s'addensava sul suo popolo, si offrì vittima per la sua salvezza e per la conversione a Cristo, ed ebbe la gioia di avere vicino a sé – prima nella vita religiosa (come terziaria carmelitana) e poi nel supplizio – la so*rella maggiore Rosa. Una sua risposta, in merito alla vocazione carmelitana, ci svela la sua passione per la Croce: «Non è l'attività umana che ci possa aiutare, ma la Passione di Cristo: non desidero che di poterla abbracciare».La vita carmelitana le infondeva una pace di spirito, una pie*nezza di vita, una gioia del cuore inesprimibile che s'irradiava su quanti poterono in rare occasioni avvicinarla: colpiva, nell'aspetto chiaro e giovanile, una dignità di semplicità, una caritatevole af*fabilità, una fraterna comprensione che dava quel gaudio e quel pungolo insieme da cui siam colpiti ogni volta che in questa grama esistenza ci tocca qualche autentico raggio del Bene infinito. Ne era stato fra i primi testimoni l'arciabate di Beuron che scrive: «Raramente ho incontrato un'anima che riunisse in un solo spirito tante e così eccelse qualità. Era la semplicità e la naturalezza in persona. Aveva conservato tutta la sua natura femminile, il sentimento tenero – anzi materno – di non voler mai importunare nessuno. Dotata di uno spirito mistico, nel vero senso della parola, il suo contegno non aveva nulla di ricercato e di sostenuto: era semplice coi semplici, dotta coi dotti senza nessun'aria di supe*riorità, ma che cerca con coloro che cercano, e vorrei quasi aggiun*gere: «una peccatrice coi peccatori». I pochi frammenti dei suoi scritti spirituali e della sua corrispondenza, salvati per caso dalla distruzione mal suggerita dal timore di rappresaglie, fanno intrav*vedere la ricchezza della vita soprannaturale di questa anima che come Teresa d'Avila chiedeva soltanto di patire o morire.E li ebbe entrambi. Le S.S. nell'estate del 1942 l'andarono a scovare con la sorella Rosa nel convento che le aveva ospitate, mentre si attendeva d'ora in ora il permesso della polizia per recarsi al Carmelo Le Paquier in Isvizzera, per cui s'era direttamente interessato lo stesso Presidente della Confederazione Elvetica, dr. Egger. Cominciò il supplizio: prima nel campo presso Amersfort nell'Olanda del Nord, poi attraverso la Germania, e infine in Polonia e in Auschwitz, dove dovettero subire privazioni e maltrattamenti indicibili da cui le liberò benigna la morte, probabilmente nella camera a gas. In un biglietto alla madre superiora suor Be*nedetta scrive: «Una "Scientia Crucis" la possiamo acquisire soltanto quando riusciamo a seguire la Croce fino in fondo. Di ciò fui persuasa fin dal primo momento e ho detto di cuore: "Ave Crux, spes unica"».Di queste pietre fulgenti del proprio sangue s'illumina la Città, di Dio.(1949)

    http://www.corneliofabro.org/documento.asp?ID=361

  9. #19
    Marco0
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    Padre Réginald Garrigou-Lagrange OP




    Se trovassi un minimo di informazioni e fonti, aprirei un thread sul poco conosciuto ma fondamentale Padre S.Ramirez OP..
    Se vuoi aprire un thread su Padre Ramirez ci sono in rete alcuni suoi testi in spagnolo liberamente scaricabili in pdf.
    Ramírez, Santiago, O.P.
    Introducción a la Suma Teológica.
    ¿Qué es un Tomista.
    ti linko il sito http://www.traditio-op.org/Teologia%20Espiritual.html

  10. #20
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    Grazie. Cercavo però qualcosa in italiano così da rendere accessibile il pensiero del P. Ramirez anche a chi non conosce lo spagnolo. Comunque, meglio di niente..
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