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Discussione: Sul saggio "La santa anoressia" di R. Bell e la vita di alcune sante

  1. #1
    Alexander Severus
    visitatore

    Sul saggio "La santa anoressia" di R. Bell e la vita di alcune sante

    In un corposo saggio di una trentina d'anni fa (Holy Anorexia, The University of Chicago Press, 1985), lo storico Rudolph M. Bell analizza col massimo rispetto la vita, le testimonianze e gli scritti di una centinaio di figure femminili dell'Italia centrale oggi sante, beate, venerabili o serve di Dio, dall'XI al XX secolo (segnatamente nella vicenda di santa Caterina da Siena), ritenendo d'individuare in ciascuna di esse, pur con differenti prospettive, i sintomi della odierna anoressia nervosa per via dei loro digiuni estremi che in alcuni casi concorsero alla/causarono la morte della figura analizzata (nel caso della stessa santa Caterina, descrive come sarebbe sostanzialmente morta di fame per un digiuno portato all'estremo), oltre ad altri fattori comportamentali che sarebbero in sintonia con quelli delle persone oggi affette da tale disturbo alimentare.

    Apro la discussione qui e non in Scaffale perché, ben oltre lo spunto del saggio, mi interessa la questione in sé: le conclusioni di Bell possono essere accettate dal punto di vista agiografico/dottrinale? Sono state dibattute o accolte da studiosi di Chiesa?

  2. #2
    Vecchia guardia di CR L'avatar di clementino
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    In tutta sincerità, trovo irriguardoso verso Santa Caterina l'accostamento con le attuali anoressiche.
    Più t'abbandoni in Dio, più Egli nasce in te.

  3. #3
    Alexander Severus
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da clementino Visualizza Messaggio
    In tutta sincerità, trovo irriguardoso verso Santa Caterina l'accostamento con le attuali anoressiche.
    Non sono mica delle criminali.

  4. #4
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Non sono mica delle criminali.
    No, però oggi va di moda fare "revisionismo" cattolico e dire che le varie estasi, malattie, morti dei santi erano nevrosi, psicosi, anoressie, schizofrenie ecc.
    Ad esempio oggi va di moda in ambienti pseudo intellettuali dire che le estasi di santa Teresa d'Avila erano orgasmi e che l'amore per i giovani di san Giovanni Bosco fosse omosessualità o pedofilia.

    Chissà perché questo non avviene per i vari personaggi protestanti, induisti, buddisti ecc.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  5. Il seguente utente ringrazia Phantom per questo messaggio:

    clementino (03-12-2017)

  6. #5
    Alexander Severus
    visitatore
    Ribadisco che si tratta dello studio (che tra l'altro ha trent'anni, non è la moda di oggi) di uno storico e professore esperto di storia religiosa italiana che tra l'altro ha scritto una biografia di santa Gemma Galgani.
    Non mi sembra infamante per i santi cercare di capire fatti particolari della loro vita che possono avere attinenza con scoperte e/o definizioni moderne di fenomeni fisiologici. I primi a essere sconvolti dai digiuni terribili di santa Caterina erano i suoi contemporanei, soprattutto il suo confessore Raimondo da Capua. Il fatto che abbia digiunato fino a morire ha sollevato da sempre interrogativi che però non hanno inficiato la percezione della sua santità già quando era viva. Non cercare di capire, seriamente, andrebbe contro la tendenza della stessa Chiesa contemporanea. E il libro ha un tono tutt'altro che irrispettoso.
    Ultima modifica di Alexander Severus; 02-12-2017 alle 21:37

  7. #6
    Alexander Severus
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Ad esempio oggi va di moda in ambienti pseudo intellettuali dire che le estasi di santa Teresa d'Avila erano orgasmi e che l'amore per i giovani di san Giovanni Bosco fosse omosessualità o pedofilia.
    Questi specifici casi sono sostenuti da dicerie a parer mio infondate. Santa Teresa, in particolare, è totalmente identificata dalla massa con quella scolpita da Bernini. Per il resto, le parole di santa Teresa nei racconti delle proprie estasi sono "enfatiche" perché era l'epoca delle espressioni accese nei confronti di Dio e della Madonna. Corrispondono quasi a un genere letterario.

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