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Discussione: Duomo di Milano

  1. #1
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    Duomo di Milano

    Vorrei fare una domanda agli ambrosiani d.o.c., che se ne intendono della storia della loro Chiesa: ma che fine ha fatto l'altare maggiore del Duomo?


    Nota del moderatore:
    Apro questa discussione per trasferirvi un "fuori tema" nato in altra discussione dalla domanda che leggete qui sopra.

    Lo scopo della discussione è quindi quello di parlare del Duomo dal punto di vista architetturale e delle sistemazioni dei manufatti (altare, organi, pulpiti, ambone, cattedra, ecc.) necessari alle celebrazioni liturgiche.

    Non è quindi questo il luogo per parlare delle celebrazioni liturgiche in sè.
    Grazie.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-06-2011 alle 21:43 Motivo: Aggiunta nota del moderatore.
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  2. #2
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    Esatto!
    Tutto quel che c'era in Duomo prima dei restauri è ancora lì. Disposto in modo diverso, e forse più vicino all'originale....

    Cerco di fare un po' la storia dell'altare e del presbiterio del Duomo per quel che so ed aiutandomi con i pannelli che hanno messo per l'anniversario di S. Carlo. La foto è un po' scura, ma penso si capisca lo stesso.


    L'altare, che è quello che è attualmente posizionato sotto la cupola all'incrocio dei transetti, proviene da S. Maria Maggiore, la cattedrale che preesisteva al Duomo. Era stato fatto costruire dall'Arcivescovo Alberto Crivelli nel 1185-87 in concomitanza di lavori alla tribuna di quella chiesa.
    La costruzione del Duomo, iniziata dall'abside, ha per forza di cose reso necessario la demolizione, a rate (cominciando dalla sua abside), di S. Maria Maggiore. L'altare fu recuperato e sistemato nell'abside del Duomo che ormai aveva preso forma. Fu sistemato molto in fondo come si può vedere dallo schema in alto a sinistra di questa immagine.
    In quella posizione fu (ri)consacrato dal papa Martino V nella terza domenica di ottobre del 1418.
    Quella sistemazione aveva due inconvenienti:

    • era poco sopraelevata e quindi poco visibile
    • era troppo spostata sul fondo dell'abside. Questo ultimo aspetto dava origine anche ad un inconveniente "pratico". Un tempo il Duomo aveva due porte laterali: una verso sud, esistente tuttora e che guarda verso l'Arcivescovado, e l'altra, simmetrica, verso nord praticamenete di fronte alla Rinascente. Se osservi la figura di prima, essendo l'altare molto arretrato, c'era praticamente un corridoio diretto tra le due porte laterali (dove vedi quella scritta), e ciò permetteva un'agevole scorciatoia che permetteva di evitare di girare intorno al cantiere del Duomo. Era quindi un continuo andirivieni di uomini e animali che bellamente attraversavano la chiesa, con risultato che si può facilmente immaginare.


    Quando S. Carlo diventò Arcivescovo, si rese conto che andava fatto qualche cosa. E lo fece andando giù duro. E lo fece secondo il modo di vedere del suo tempo, senza curarsi di salvaguardare l'esistente. E il suo intervento causò molti, ma molti mal di pancia e reazioni contrarie. Ma a quei tempi di ciò non ci si curava.

    Il suo intervento fu radicale perchè:

    • rialzò il presbiterio creando la sottostante cappella iemale
    • spostò in avanti l'altare di circa una campata
    • annegò (penso sia il verbo giusto, perchè l'altare originario passava praticamente inosservato) metà del vecchio altare inserendolo in una grande macchina architettonica comprendente il tempietto del tabernacolo ed un esteso ed elaborato dossale.
    • realizzò il coro senatorio ad una altezza inferiore in modo da rimarcare anche fisicamente la differenza delle classi sociali del tempo: in basso il popolo, più in alto i maggiorenti e poi ancora più in alto il clero.
    • La creazione del coro senatorio permise l'interruzione del "corridoio" di cui parlavo prima. E come buon peso, S. Carlo fece pure chiudere la porta verso la Rinascente in modo da interrompere lo scandaloso andirivieni di uomini e animali.
    • naturalmente l'altare, socondo la moda del tempo fu reso "coram Deo", mentre prima era aperto e probabilmente le celebrazioni erano fatte "versum popolum".

    Il presbiterio assunse quindi la struttura riprodotta in pianta in alto a destra e in spaccato in basso. Queste sono due foto di quel presbiterio:



    Un commento sulla seconda foto. Non so bene con che angolazione l'abbiano scattata. Ma così com'è dà un'idea sbagliata dell'ampiezza dell'altare e soprattutto del padiglione. Sembra tutto troppo schiacciato. Comunque l'ho messa perchè mostra l'altare da vicino. La prima foto in questo senso dà una visione più realistica.

    Così si andò avanti fino alla metà degli anni '60 del 1900. Io ho fatto in tempo a "godere" di quella sistemazione, tragica sotto molti punti di vista. Ciò che avveniva sull'altare era praticamente invisibile sia perchè esso era comunque molto lontano, sia perchè c'erano due serie di balaustre (tra la navata e il coro senatorio e tra il coro senatorio e l'altare vero e proprio) che ne precludevano buona parte della vista. L'altare maggiore veniva in pratica usato quasi esclusivamente dai canonici e dall'Arcivescovo. Le Messe "normali" erano celebrate all'altare di S. Giovanni Buono: gli spazi tra le colonne venivano chiusi con tendaggi e si creava una specie di chiesa nella chiesa, oppure a quello della Madonna dell'Albero. Nei giorni feriali c'erano anche celebrazioni ai vari altari laterali, ma praticamente senza popolo.

    Quando negli anni '60 il Duomo fu al limite del collasso strutturale, per poter fare i lavori di consolidamente fu giocoforza smontare tutte le strutture esistenti. Le celebrazioni avvenivano su un altare posticcio posto sopra lo scurolo di S. Carlo, su per giù dove c'è quello attuale. Tutto rimase così congelato per circa 20 anni mentre si studiava il modo di porre rimedio ai problemi statici. Quando poi si decise di intervenire sulle colonne, ricostruendole dall'alto, in parallelo si discusse se al termine dei lavori fosse meglio rimettere tutte le cose smontate al loro posto, o usarle in modo diverso in modo da rendere il Duomo più funzionale e più adeguato alle necessità del tempo.

    La soluzione che si adottò fu quella di riutilizzare tutto, ma in modo diverso.
    Quindi:

    • l'altare fu estratto dal dossale fatto costruire da S. Carlo, restituendogli quindi la sua integrità originaria. A margine faccio notare che le due steli romane che si vedono attualmente erano state nascoste all'interno del dossale e se ne era persa la memoria. Il loro ritrovamento fu una piacevole sorpresa e furono sistemate dove sono adesso. L'altare stesso, restaurato, fu una sorpresa perchè è proprio bello. Prima non si aveva idea che fosse così, perchè oltretutto era sempre coperto da paliotti. I quali erano pur belli, ma l'altare così come è lo è molto di più. L'altare fu sistemato sotto il tiburio, in posizione abbastanza centrale.
    • lo spazio del coro senatorio fu fatto diventare lo spazio del coro dei canonici
    • il dossale dell'altare col Tabernacolo fu portato in avanti di circa una colonna e ruotato di 180 gradi in modo che fosse visibile la scala che serve per raggiungere il taberanacolo
    • nello spazio del vecchio coro dei canonici e in quello liberato dall'avanzamento del vecchio altare fu creata la cappella dove si celebrano le Messe feriali, finalmente in un ambiente un po' raccolto.

    Mi pare di aver detto tutto.....
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-06-2011 alle 22:04

  3. #3
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    Ho i miei dubbi che l'altare odierno sia effettivamente quello originario... almeno in parte...
    Prima di tutto la forma odierna non combacia essendo più larga e profonda e poi se guardiamo bene la foto del fronte, quando era ancora inglobato nel dossale, si vede benissimo che le quattro colonne sono diverse (quelle odierne hanno delle scanalature verticali http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI...ges/497154.jpg).
    Riguardo alla lontananza dell'altare dalla parte per il popolo... Non mi sembra che questo ha impedito al popolo milanese del passato di avere una fervente Fede e ai suoi vescovi, S. Carlo Borromeo in primis, di esercitare il loro ministero fruttuosamente.


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  4. #4
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    • l'altare fu estratto dal dossale fatto costruire da S. Carlo, restituendogli quindi la sua integrità originaria. A margine faccio notare che le due steli romane che si vedono attualmente erano state nascoste all'interno del dossale e se ne era persa la memoria. Il loro ritrovamento fu una piacevole sorpresa e furono sistemate dove sono adesso. L'altare stesso, restaurato, fu una sorpresa perchè è proprio bello. Prima non si aveva idea che fosse così, perchè oltretutto era sempre coperto da paliotti. I quali erano pur belli, ma l'altare così come è lo è molto di più. L'altare fu sistemato sotto il tiburio, in posizione abbastanza centrale.
    • lo spazio del coro senatorio fu fatto diventare lo spazio del coro dei canonici
    • il dossale dell'altare col Tabernacolo fu portato in avanti di circa una colonna e ruotato di 180 gradi in modo che fosse visibile la scala che serve per raggiungere il taberanacolo
    • nello spazio del vecchio coro dei canonici e in quello liberato dall'avanzamento del vecchio altare fu creata la cappella dove si celebrano le Messe feriali, finalmente in un ambiente un po' raccolto.
    Grazie infinite ad Ambrosiano per averci riassunto la storia del Presbiterio del Duomo di Milano, e io mi permetto di dire da parte mia, per quello che può valere il mio giudizio (che non sono di Milano anche se sono stato in Duomo a Milano tante volte, anche a Messa) che l'"adeguamento liturgico" del 1986 fu esemplare, perché valorizzò tutte le cose esistenti senza buttare via niente, compreso l'ex-coro dei canonici diventato cappella feriale e quindi pubblico e rivitalizzato (l'arredamento liturgico della cappella feriale stessa però sarebbe un discorso a parte); e gli elementi nuovi (ambone e cattedra) sono assolutamente discreti e si armonizzano con l'ambiente circostante.

    Però a questo punto la foto di Ciloster82 qui sopra fa venire voglia di approfondire quali lavori di restauro furono effettivamente eseguiti sull'altare medievale.

    Un'altra cosa: obiettivamente forse, in generale, i gradini rettangolari sono meglio di quelli circolari; ma forse nella posizione in cui l'altare fu spostato quelli circolari erano più adatti.

  5. #5
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    Esatto!
    Tutto quel che c'era in Duomo prima dei restauri è ancora lì. Disposto in modo diverso, e forse più vicino all'originale....

    Cerco di fare un po' la storia dell'altare e del presbiterio del Duomo per quel che so ed aiutandomi con i pannelli che hanno messo per l'anniversario di S. Carlo. La foto è un po' scura, ma penso si capisca lo stesso.


    L'altare, che è quello che è attualmente posizionato sotto la cupola all'incrocio dei transetti, proviene da S. Maria Maggiore, la cattedrale che preesisteva al Duomo. Era stato fatto costruire dall'Arcivescovo Alberto Crivelli nel 1185-87 in concomitanza di lavori alla tribuna di quella chiesa.
    La costruzione del Duomo, iniziata dall'abside, ha per forza di cose reso necessario la demolizione, a rate (cominciando dalla sua abside), di S. Maria Maggiore. L'altare fu recuperato e sistemato nell'abside del Duomo che ormai aveva preso forma. Fu sistemato molto in fondo come si può vedere dallo schema in alto a sinistra di questa immagine.
    In quella posizione fu (ri)consacrato dal papa Martino V nella terza domenica di ottobre del 1418.
    Quella sistemazione aveva due inconvenienti:

    • era poco sopraelevata e quindi poco visibile
    • era troppo spostata sul fondo dell'abside. Questo ultimo aspetto dava origine anche ad un inconveniente "pratico". Un tempo il Duomo aveva due porte laterali: una verso sud, esistente tuttora e che guarda verso l'Arcivescovado, e l'altra, simmetrica, verso nord praticamenete di fronte alla Rinascente. Se osservi la figura di prima, essendo l'altare molto arretrato, c'era praticamente un corridoio diretto tra le due porte laterali (dove vedi quella scritta), e ciò permetteva un'agevole scorciatoia che permetteva di evitare di girare intorno al cantiere del Duomo. Era quindi un continuo andirivieni di uomini e animali che bellamente attraversavano la chiesa, con risultato che si può facilmente immaginare.


    Quando S. Carlo diventò Arcivescovo, si rese conto che andava fatto qualche cosa. E lo fece andando giù duro. E lo fece secondo il modo di vedere del suo tempo, senza curarsi di salvaguardare l'esistente. E il suo intervento causò molti, ma molti mal di pancia e reazioni contrarie. Ma a quei tempi di ciò non ci si curava.

    Il suo intervento fu radicale perchè:

    • rialzò il presbiterio creando la sottostante cappella iemale
    • spostò in avanti l'altare di circa una campata
    • annegò (penso sia il verbo giusto, perchè l'altare originario passava praticamente inosservato) metà del vecchio altare inserendolo in una grande macchina architettonica comprendente il tempietto del tabernacolo ed un esteso ed elaborato dossale.
    • realizzò il coro senatorio ad una altezza inferiore in modo da rimarcare anche fisicamente la differenza delle classi sociali del tempo: in basso il popolo, più in alto i maggiorenti e poi ancora più in alto il clero.
    • La creazione del coro senatorio permise l'interruzione del "corridoio" di cui parlavo prima. E come buon peso, S. Carlo fece pure chiudere la porta verso la Rinascente in modo da interrompere lo scandaloso andirivieni di uomini e animali.
    • naturalmente l'altare, socondo la moda del tempo fu reso "coram Deo", mentre prima era aperto e probabilmente le celebrazioni erano fatte "versum popolum".

    Il presbiterio assunse quindi la struttura che si vede in pianta in alto a destra e in spaccato in basso.

    Così si andò avanti fino alla metà degli anni '60 del 1900. Io ho fatto in tempo a "godere" di quella sistemazione, tragica sotto molti punti di vista. Ciò che avveniva sull'altare era praticamente invisibile sia perchè esso era comunque molto lontano, sia perchè c'erano due serie di balaustre (tra la navata e il coro senatorio e tra il coro senatorio e l'altare vero e proprio) che ne precludevano buona parte della vista. L'altare maggiore veniva in pratica usato quasi esclusivamente dai canonici e dall'Arcivescovo. Le Messe "normali" erano celebrate all'altare di S. Giovanni Buono: gli spazi tra le colonne venivano chiusi con tendaggi e si creava una specie di chiesa nella chiesa, oppure a quello della Madonna dell'Albero. Nei giorni feriali c'erano anche celebrazioni ai vari altari laterali, ma praticamente senza popolo.

    Quando negli anni '60 il Duomo fu al limite del collasso strutturale, per poter fare i lavori di consolidamente fu giocoforza smontare tutte le strutture esistenti. Le celebrazioni avvenivano su un altare posticcio posto sopra lo scurolo di S. Carlo, su per giù dove c'è quello attuale. Tutto rimase così congelato per circa 20 anni mentre si studiava il modo di porre rimedio ai problemi statici. Quando poi si decise di intervenire sulle colonne, ricostruendole dall'alto, in parallelo si discusse se al termine dei lavori fosse meglio rimettere tutte le cose smontate al loro posto, o usarle in modo diverso in modo da rendere il Duomo più funzionale e più adeguato alle necessità del tempo.

    La soluzione che si adottò fu quella di riutilizzare tutto, ma in modo diverso.
    Quindi:

    • l'altare fu estratto dal dossale fatto costruire da S. Carlo, restituendogli quindi la sua integrità originaria. A margine faccio notare che le due steli romane che si vedono attualmente erano state nascoste all'interno del dossale e se ne era persa la memoria. Il loro ritrovamento fu una piacevole sorpresa e furono sistemate dove sono adesso. L'altare stesso, restaurato, fu una sorpresa perchè è proprio bello. Prima non si aveva idea che fosse così, perchè oltretutto era sempre coperto da paliotti. I quali erano pur belli, ma l'altare così come è lo è molto di più. L'altare fu sistemato sotto il tiburio, in posizione abbastanza centrale.
    • lo spazio del coro senatorio fu fatto diventare lo spazio del coro dei canonici
    • il dossale dell'altare col Tabernacolo fu portato in avanti di circa una colonna e ruotato di 180 gradi in modo che fosse visibile la scala che serve per raggiungere il taberanacolo
    • nello spazio del vecchio coro dei canonici e in quello liberato dall'avanzamento del vecchio altare fu creata la cappella dove si celebrano le Messe feriali, finalmente in un ambiente un po' raccolto.

    Mi pare di aver detto tutto.....
    Tu dici che prima della risistemazione di san Carlo probabilmente si celebrava Coram Populo.. E' una tua ipotesi? Perchè personalmente, visto che se non erro il Duomo è orientato a oriente, forse anche prima si celebrava verso oriente (e di conseguenza "coram Deo").

    Detto questo che vantaggio si ha nel vedere gli scalini che portano al Tabernacolo (che, tra l'altro, è ancora usato?; nella "Cappella feriale" c'e n'è un altro proprio dietro; non usano quello?; li usano "alternativamente?).

    Detto questo perchè non usare anche oggi, magari non sempre ma almeno ogni tanto, dei paliotti per l'altare?

    A mio avviso nella "risistemazione recente" manca una balaustra. Sia per poter fare la Comunione in ginocchio, sia anche per una funzione pratica che ora viene svolta da una specie di "paletti per museo con corda". Si potrebbe fare o una bella balaustra in legno, oppure una in pietra (con magari 3 cancelletti; uno davanti e due ai lati).
    Puntiamo al Paradiso!

  6. #6
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    Che l'altare sia quello originario non c'è alcun dubbio. La larghezza che sembra diversa tra le due foto è per mancanza di riferimenti visivi. La profondità sembra diversa perchè, come dicevo, l'altare era per metà inglobato nel dossale. Riguardo alle colonnine sono sicuro al 99% che siano lisce. Vedi ad esempio questo mio video:
    http://www.youtube.com/watch?v=2UkICKtQmOg
    Non so per qual motivo quella foto dia l'impressione che siano scanalate. Probabilmente è un gioco di luci.

    Comunque domani mi armo di macchina fotografica e documento meglio che posso la realtà.

    L'altare era stato, come dicevo, smontato e restaurato. Quindi potrebbe essere che la ricostruzione abbia, oltre al riquadro centrale con l'inserimento delle steli romane, leggermente modificato qualche cosa. Vedarèmm.

    Riguardo poi al fatto che la lontananza non abbia influito sulla fede dei milanesi, non ho mai pensato diversamente.
    E ci mancherebbe!
    Penso comunque che anche la vicinanza non influisca sulla fede dei milanesi.
    E ci ri-mancherebbe!

    Aggiungo che ai tempi, anche se fosse stato più vicino, non sarebbe praticamente stato lo stesso visibile perchè il buio regnava fitto. Noi oggi abbiamo una concezione della spazialità delle chiese totalmente diversa da quel che era in realtà nel tempo in cui furono costruite. E ciò perchè sono illuminate a giorno. Ma io ricordo ancora mia madre che mi diceva che a lei non piaceva entrare in Duomo perchè aveva un senso di oppressione per il buio e l'altezza di cui non vedeva la fine (e infatti il soffitto nella navata centrale era praticamente invisibile). E notare che ai suoi tempi c'era già la luce elettrica anche se disposta molto male con lampadine attaccate alle colonne all'altezza di circa 2 metri e mezzo, tre al massimo. La prima illuminazione seria fu fatta dopo i restauri delle volte negli anni '60.

    Questo comunque non c'entra col fatto che, dovendosi ricostuire il tutto, si sia scelta una soluzione più adeguata sotto ogni profilo.

    PS. Ho trovato anche questo video di arounder.
    http://milan.arounder.com/it/chiese/...-laterale.html
    Ci si può muovere usando le frecce e fare lo zoom dell'altare. Le colonnine sul fronte sono chiaramente lisce. Quella sul fianco sembra scanalata. Ma, come dicevo ho qualche dubbio che sia effettivamente così. Domani vedo.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 13-06-2011 alle 21:27

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Miletto Visualizza Messaggio
    Tu dici che prima della risistemazione di san Carlo probabilmente si celebrava Coram Populo.. E' una tua ipotesi? Perchè personalmente, visto che se non erro il Duomo è orientato a oriente, forse anche prima si celebrava verso oriente (e di conseguenza "coram Deo").

    Detto questo che vantaggio si ha nel vedere gli scalini che portano al Tabernacolo (che, tra l'altro, è ancora usato?; nella "Cappella feriale" c'e n'è un altro proprio dietro; non usano quello?; li usano "alternativamente?).

    Detto questo perchè non usare anche oggi, magari non sempre ma almeno ogni tanto, dei paliotti per l'altare?

    A mio avviso nella "risistemazione recente" manca una balaustra. Sia per poter fare la Comunione in ginocchio, sia anche per una funzione pratica che ora viene svolta da una specie di "paletti per museo con corda". Si potrebbe fare o una bella balaustra in legno, oppure una in pietra (con magari 3 cancelletti; uno davanti e due ai lati).
    L'altare del Duomo evidentemente era stato costruito per permettere la celebrazione versus populum; considerando l'altare (storico anche quello, anzi pure di più) della Basilica di Sant'Ambrogio, mi viene da pensare che a Milano ci fosse una tradizione versus populum? O forse si celebrava versus populum nella soppressa chiesa da cui l'altare proveniva?

    Forse i paliotti non si usano per mettere in mostra lo stesso altare, per valorizzarlo al massimo. A tal proposito: l'altare nuovo della mia Cattedrale (San Pietro, Bologna) fu costruito negli anni '90 con dimensioni tali da potervi mettere i paliotti che si usavano sull'altare antico (peraltro conservato) ma di fatto non sono mai stati usati proprio perché l'altare è oggettivamente bello. (Ecco un'altro "adeguamento liturgico" che ritengo esemplare, tra l'altro.)

    I cordoni intorno all'altare in effetti non sono il massimo dell'eleganza.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Miletto Visualizza Messaggio
    A Sant'Ambrogio, se non sbaglio, l'altare è sempre stato (o lo è da tantissimo) "versus populum" anche se per un periodo di tempo è stato usato "coram Deo".
    Infatti. Ci sono dei luoghi dove la celebrazione rivolti verso il popolo sembra essere tradizionale; per esempio, per dirne uno che conosco abbastanza, a Ravenna. A Ravenna, l'altare di S. Apollinare in Classe, settecentesco, fu costruito versus populum; quello della Basilica Ursiana, sempre settecentesco, fu costruito in modo da celebrare sia versus populum che versus absidem; a S. Apollinare nuovo hai, come in tante chiese, un altare versus populum davanti a uno versus absidem, ma col "paradosso" che quello davanti è in realtà il più antico; l'altare di S. Vitale, versus populum e antichissimo anche quello, fu in epoca post-tridentina smontato e rimpiazzato con uno "ad orientem" (adeguamento liturgico anche allora..), ma in tempi non sospetti (cioè molto prima del Concilio Vaticano II) fu rimontato nella sua posizione originale che è quella che ha tuttora.

    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Ma io ricordo ancora mia madre che mi diceva che a lei non piaceva entrare in Duomo perchè aveva un senso di oppressione per il buio e l'altezza di cui non vedeva la fine.
    Sarà perché non sono abituato non essendo un "locale", ma in parte queste sensazioni le provo anch'io ancora adesso ogni volta che ci vado... anche perché è un luogo che incute sempre un certo non dico timore, ma sicuramente una certa sensazione difficile da descrivere.

  9. #9
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    Tu dici che prima della risistemazione di san Carlo probabilmente si celebrava Coram Populo.. E' una tua ipotesi? Perchè personalmente, visto che se non erro il Duomo è orientato a oriente, forse anche prima si celebrava verso oriente (e di conseguenza "coram Deo").
    Ho detto probabilmente, vista la conformazione dell'altare, viste alcune modalità liturgiche della celebrazione in rito ambrosiano antico e visto che ho letto diverse volte che l'altare verso il popolo un tempo veniva chiamato "altare ambrosiano". Altro non so e non mi interessa molto. Aggiungo che S. Carlo nel suo dettagliato trattato sulla costruzione delle chiese, prevede la possibilità di celebrazione verso il popolo: cosa quindi permessa ai suoi tempi, anche se non comune.

    Detto questo che vantaggio si ha nel vedere gli scalini che portano al Tabernacolo (che, tra l'altro, è ancora usato?; nella "Cappella feriale" c'e n'è un altro proprio dietro; non usano quello?; li usano "alternativamente?).
    Il tabernacolo nel tempietto è sempre usato. Vi si conserva l'ostensorio.
    Il vantaggio che si è ottenuto ruotando di 180 gradi il dossale è stato doppio: quello di chiudere degnamente il presbiterio nuovo, e quello di poter realizzare sul retro la cappella feriale. Se si fossero lasciate le cose come prima, l'accesso alla scala avrebbe intralciato con il nuovo altare dovendosi lasciare uno spazio adeguato. E si è anche potuto realizzare il tabernacolo della cappella feriale che praticamente, visti i diversi livelli del pavimento, fa tutt'uno con quello antico. Aggiungo che anche un tempo il tabernacolo centrale era praticamente usato come oggi. Il tabernacolo "normale" era quello dell'altare della Madonna dell'Albero. E poi i canonici hanno una certa età, e non è molto pratico per loro salire quella scaletta.

    Detto questo perchè non usare anche oggi, magari non sempre ma almeno ogni tanto, dei paliotti per l'altare?

    A mio avviso nella "risistemazione recente" manca una balaustra. Sia per poter fare la Comunione in ginocchio, sia anche per una funzione pratica che ora viene svolta da una specie di "paletti per museo con corda". Si potrebbe fare o una bella balaustra in legno, oppure una in pietra (con magari 3 cancelletti; uno davanti e due ai lati).
    Queste cose non chiederle a me. Io ti posso dire il mio parere, che è questo:
    Riguardo ai paliotti mi sembra che sia un delitto coprire un altare così bello.
    I paliotti vengono ancora usati in speciali occasioni quando occorre costruire altari posticci. Due verranno sicuramente usati domenica 26/6 per l'altare in piazza Duomo. Quello di S. Carlo è usato attualmente come parato per l'altare di S. Giovanni Buono che espone la sua urna.
    Riguardo alle colonnine e il cordone, concordo che potrebbero trovare una soluzione migliore. Ma non penso che una balaustra sia la soluzione migliore. A meno di trovare il modo di realizzare una balaustra rimovibile in caso di celebrazioni con numero elevato di celebranti.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Riguardo alle colonnine e il cordone, concordo che potrebbero trovare una soluzione migliore. Ma non penso che una balaustra sia la soluzione migliore. A meno di trovare il modo di realizzare una balaustra rimovibile in caso di celebrazioni con numero elevato di celebranti.
    Una balaustra in legno! Fatta in pezzi tipo inginocchiatoi lunghi..

    Cosi si potrebbe anche fare la Comunione in ginocchio.

    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Questa proprio non ho capito da dove esca fuori, ma sorvoliamo.

    Però, già che ci sono suggerirei di leggere l'interessante libro:
    Cesare Alzati
    Ambrosianum mysterium
    Ed. NED
    18 euro

    Lo trovi alle Paoline dietro il Duomo e alla libreria dell'Arcivescovado dove, se chiedi, ti fanno anche lo sconto.
    Scusa, il Rito Ambrosiano non era sostanzialmente il Rito Romano antico? Non lo diceva il beato Schuster?

    Magari mi sbaglio..
    Ultima modifica di Miletto; 13-06-2011 alle 22:20
    Puntiamo al Paradiso!

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