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Discussione: Considerazioni su una musica liturgica per i nostri tempi

  1. #1
    CierRino
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    Cappella Musicale o Assemblea?

    Interessante caso, quello trattato da Padre Alessandro, nel suo blog "Cantuale Antonianum":

    Da un articolo della Difesa del Popolo, settimanale della Diocesi di Padova, un'intervista al Maestro della Cappella Musicale del Santo, un lettore ha sollevato alcune perplessità sull'animazione liturgica e sulla cosa ha risposto Don Cesare Contarini, responsabile del Settimanale. La diatriba è: musica definita "da concerto", è animazione liturgica?? "L'attiva partecipazione" è fondamentale??

    Vediamo che dice Padre Alessandro:

    Che possiamo dire? Rispettare la sensibilità del lettore/lettrice e del direttore che risponde (ognuno ha i suoi gusti), ma al contempo cercare di educare e chiarire la vera finalità dei Cori delle cattedrali e delle Basiliche maggiori, cosa che, ahimè, non il direttore della rivista diocesana non mette in luce. Anzi rimarca che il Concilio Vaticano II avrebbe stabilito che si deve cantare sempre come giustamente si canta ogni domenica in tutte le parrocchie di Padova... Ma siamo proprio sicuri che il Concilio, e i documenti post-conciliari sostengano che le Cappelle musicali siano da eliminare dalla liturgia perchè l'antica polifonia è fuori moda (o roba da concerti)? Pare proprio di no. Per questo consigliamo ai giornalisti (oltre che ai reverendi sacerdoti) di rileggere qualche numero di documenti importanti qui sotto...
    Riporto alcuni frammenti, più i commenti del Padre:

    La tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio d'inestimabile valore [altro che solo ai concerti! Vogliamo sottrarre al popolo di Dio un patrimonio d'intestimabile valore e relegarlo solo alle orecchie delle elites?]

    La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme della vera arte, purché dotate delle qualità necessarie [forse è l'assuefazione a quelle forme che non hanno le qualità necessarie che fa pensare ad alcuni che la grande polifonia del passato sia contraria allo "spirito del Concilio"]. Perciò il sacro Concilio, conservando [oh Vaticano II conservatore!!!]

    Si conservi [ancora il Concilio conservatore, che non fa piazza pulita del vecchiume musicale!] e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra. Si promuovano con impegno le « scholae cantorum » in specie presso le chiese cattedrali [La cappella musicale della Basilica è una di queste]. I vescovi e gli altri pastori d'anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata con il canto tutta l'assemblea dei fedeli possa partecipare attivamente, a norma degli articoli 28 e 30 [si legga attentamente: tutta l'assemblea deve partecipare attivamente, ma secondo le norme stabilite, non secondo il proprio arbitrio, o il "mi piace che sia così"].

    si limiti a compiere tutto e soltanto ciò che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza [Il Concilio, parlando del canto, richiama questa norma-base: non tutti devono fare e cantare tutto. Ognuno si attenga alla sua parte. Perchè ogni ministro - e il coro ha un ufficio ministeriale, vedi num. 29 - possa svolgere con competenza la sua parte, è evidente che deve compiere tutto e solo ciò che gli compete. Il coro canta non per supplenza, ma per suo compito ministeriale, come gli accoliti servono e i lettori leggono (e nessuno si lamenta perchè solo uno legge la lettura, ma si deve brontolare se legge male, cioè senza competenza, perchè non aiuta a pregare)].

    116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale [Questo è il punto: una cappella musicale del livello di una basilica pontificia ha ovviamente le "condizioni", per questo è da criticare, semmai, che anche al Santo il Gregoriano si senta ben poco! Bisognerebbe chiederne di più: è il canto proprio della liturgia romana, accidenti! Altro che repertorio ottocentesco e romantico...]. Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30 [Mentre per il Gregoriano c'è strada spianata, per gli altri generi musicali esiste invece una certa attenzione. La polifonia classica non si esclude affatto, dice la Costituzione, e anche questa è benvenuta. Poi bisogna fare attenzione allo "spirito dell'azione liturgica" per armonizzare ad esso il repertorio: è ovvio che una messa pontificale del Patrono della Città, celebrata dal Vescovo nella Basilica internazionale di quel Santo, ha uno spirito che non coincide proprio con la situazione liturgica della messa dei fanciulli della parrocchia del quartiere...].


    Si promuova con impegno il canto religioso popolare in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme stabilite dalle rubriche, possano risuonare le voci dei fedeli [ed eccoci, dulcis in fundo, al canto popolare tanto richiesto dal dibattito sulle colonne della Difesa del Popolo. Non è escluso neanche quello, ma, secondo la formulazione del num. 118, sarebbe meglio impiegarlo nei pii esercizi, e in forma concessiva anche nelle stesse azioni liturgiche, soprattutto - si può aggiungere dopo aver letto il resto - quando non c'è un coro che faccia la propria parte e i fedeli devono supplirvi da soli].
    e ancora....

    Musicam Sacram 20: "Le cappelle musicali già esistenti presso basiliche, cattedrali, monasteri e altre chiese maggiori, e che nel corso dei secoli si sono acquistate grandi meriti, custodendo e sviluppando un patrimonio musicale di inestimabile valore, si conservino, con propri regolamenti, riveduti e approvati dall’Ordinario, per una celebrazione delle azioni sacre in una forma più sontuosa.
    Tuttavia i maestri di quelle «scholae» e i rettori delle chiese si curino che i fedeli possano sempre associarsi al canto, almeno nell’esecuzione delle parti più facili che loro spettano".


    Di più non abbiamo da dire. La lettera al direttore si chiedeva: "Noi fedeli abbiamo partecipato al ritornello del salmo, l’Alleluia, il Padre nostro... È questa l’animazione liturgica presentata dall’intervista come finalità primaria della cappella musicale?". La risposta è ovviamente un semplice SI'!

  2. #2
    Veterano di CR L'avatar di hildegarda
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    Ottimo intervento, condivisibile in tutte le sue parti. Io vivo la realtà di una parrocchia dove, dopo anni di onorata attività del coro, un parroco ha ben pensato di eliminarlo perchè doveva cantare l'assemblea...il risultato è stato che ora, dopo l'avvicendamento di un altro parroco dotato di maggiore logica, la gente ricorda pochissimi canti e li canta male. Alla messa dei bambini c'è un'animatrice che si sbraccia dall'ambone con risultati pressocchè nulli. Abbiamo ricominciato a metter su un coro e a riutilizzare l'organo che ovviamente era stato pensionato e da allora il popolo ha riscoperto canti che erano stati messi nel dimenticatoio, sta riavvicinandosi con successo e piacere al gregoriano ecc. ecc. Il coro, oltre a proporre polifonia permette, guidando l'assemblea, di insegnare canti nuovi e di recuperare in modo corretto vecchi canti storpiati dall'uso. Senza guida l'assemblea va ovviamente allo sbando per cui il coro svolge la duplice funzione di esecutore di brani complessi, volti a creare nei fedeli la giusta disposizione al sacro e al mistero, e di insegnamento.

  3. #3
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    Molti cori dovrebbero avere l’umiltà di lasciar da parte l’aura altezzosa di “coro delle solennità” e cantare, ovviamente nel modo giusto, ogni domenica.

  4. Il seguente utente ringrazia Fiat Lux per questo messaggio:

    Soli Deo gloria (27-07-2017)

  5. #4
    CierRino L'avatar di princeps ecclesiae
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiat Lux Visualizza Messaggio
    Molti cori dovrebbero avere l’umiltà di lasciar da parte l’aura altezzosa di “coro delle solennità” e cantare, ovviamente nel modo giusto, ogni domenica.
    Oserei dire che tutti dovrebbero comportarsi così (almeno in ambito parrocchiale).

  6. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da princeps ecclesiae Visualizza Messaggio
    Oserei dire che tutti dovrebbero comportarsi così (almeno in ambito parrocchiale).
    C’è chi non lo fa, o per vana superbia, o perché dall’alto c’è menefreghismo assoluto, o entrambe le cose..

  7. #6
    CierRino
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    Bhe, vi immaginate muovere una Cappella Musicale tutte le domeniche??! Ricordiamoci che c'è anche un costo....

  8. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Padovano Visualizza Messaggio
    Bhe, vi immaginate muovere una Cappella Musicale tutte le domeniche??! Ricordiamoci che c'è anche un costo....
    Ma, non capisco, che senso ha il “coro delle solennità”? Fa letteralmente schifo vedere parrocchie in cui la messa domenicale è sciatta e disadorna, con assemblee mute che nel santo giorno della solennità non cantano nemmeno col coro – che in questi casi fa anche abbstanza schifo, generalmente. Il coro deve esserci ogni domenica, poi alle solennità si può fare qualcosa in piú.

  9. Il seguente utente ringrazia Fiat Lux per questo messaggio:

    Soli Deo gloria (27-07-2017)

  10. #8
    CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiat Lux Visualizza Messaggio
    Ma, non capisco, che senso ha il “coro delle solennità”? Fa letteralmente schifo vedere parrocchie in cui la messa domenicale è sciatta e disadorna, con assemblee mute che nel santo giorno della solennità non cantano nemmeno col coro – che in questi casi fa anche abbstanza schifo, generalmente. Il coro deve esserci ogni domenica, poi alle solennità si può fare qualcosa in piú.
    Bhe, nel "caso" da me citato, parliamo di una Cappella Musicale, che come ricorda il maestro
    «Attualmente il coro è composto da una settantina di elementi .... Dal punto di vista economico dobbiamo essere grati alla veneranda Arca e ai padri della basilica, che garantiscono sostegno finanziario a tutte le attività che la cappella intraprende».



  11. #9
    Iscritto L'avatar di davidthegray
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Padovano Visualizza Messaggio
    Di più non abbiamo da dire. La lettera al direttore si chiedeva: "Noi fedeli abbiamo partecipato al ritornello del salmo, l’Alleluia, il Padre nostro... È questa l’animazione liturgica presentata dall’intervista come finalità primaria della cappella musicale?". La risposta è ovviamente un semplice SI'!
    Non sono d'accordo. Io credo che ci debba essere un certo equilibrio. Credo che la celebrazione debba essere principalmente cantata, e che poco spazio debba avere la parola recitata.
    C'è spazio per il canto del celebrante, per il canto del solista (per esempio nella salmodia, il versetto dell'alleluia, ...), dell'assemblea e del coro.
    Quest'ultimo può cantare il gregoriano, i corali armonizzati e la polifonia (antica e moderna). In una Messa c'è spazio per tutto!

    Il modello di riferimento perfetto, secondo me, sono le celebrazioni tedesche (cattoliche!). L'assembla ha in mano un libro con gli inni stampati (con la musica a 4 voci!). Le assemblee più preparate cantano la parte dell'armonia nell'estensione dlla propria voce, le altre cantano semplicemente l'inno.

    Ho sentito in Alto Adige cantare un "Te lodiamo Trinità" dove il coro faceva degli interventi a 4 voci sulla melodia cantata dall'assemblea. E' fantascienza riservata solo a popolazioni elette che vivono in aree dove ancora a scuola la musica viene presa sul serio?

    Abdicare dall'avere un coro preparato è segno dell'inciviltà dei tempi in cui viviamo. E' un'esasperazione di reazione all'esasperazione dell'avere i cori che cantano solo alle solennità e fanno davvero una specie di concerto in cui all'assemblea non è lasciato nessuno spazio.

    Il punto più critico comunque resta lo squallore dei canti che si fanno cantare alle assemblee (che spesso reagiscono partecipando come i pesci). Roba come "Giovane donna", il Santo del Bonfitto e una buona metà del repertorio che si sente comunemente nelle nostre parrocchie dovrebbe essere data al rogo senza nessun rimpianto. Ma reagire proponendo messe dove si fa solo polifonia rinascimentale o gregoriano è ugualmente sbagliato. IMHO, ovviamente.

  12. #10
    CierRino L'avatar di princeps ecclesiae
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Padovano Visualizza Messaggio
    Bhe, nel "caso" da me citato, parliamo di una Cappella Musicale, che come ricorda il maestro

    «Attualmente il coro è composto da una settantina di elementi .... Dal punto di vista economico dobbiamo essere grati alla veneranda Arca e ai padri della basilica, che garantiscono sostegno finanziario a tutte le attività che la cappella intraprende».

    Cosa se ne fa una Parrocchia media (a queste ho limitato il discorso) di un coro che canta meno di una decina di Messe l'anno?

    Ci sono settanta elementi disponibili? Dieci o quindici a ciascuna Messa domenicale e tutti insieme nelle solennità. Che poi -- da quanto ho capito dai suoi messaggi -- è quello che fa Fiat Lux.

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