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Discussione: Notizie dai Musei vaticani

  1. #11
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    Ritrovato disegno di Michelangelo

    Risale al 1563: particolare di S.Pietro


    Un disegno inedito di Michelangelo risalente al 1563, un anno prima della morte dell'artista, è stato ritrovato nell'archivio della Fabbrica di San Pietro e sarà presentato al pubblico lunedì. Il bozzetto, secondo quanto anticipa l'Osservatore Romano, riporta un dettaglio dell'allora costruenda Basilica vaticana, una pianta parziale di uno dei pilastri del tamburo della cupola di San Pietro.
    Il disegno, che sarà presentato al pubblico lunedì 9 dicembre, era probabilmente una comunicazione di Michelangelo ai cavatori di pietra.

    Sull'attribuzione a Michelangelo gli esperti non nutrono dubbi: la sicurezza del tratto, la mano esperta e abituata a prendere le decisioni di fronte alla pietra grezza. Un'ulteriore conferma giunge dal tipo di rappresentazione in pianta, con la caratteristica doppia linea che mette in evidenza diversi livelli dell'oggetto come se la pietra fosse trasparente. Assieme al disegno, vi sono alcune cifre: 6, 9 e .

    Il disegno è tracciato su un ritaglio di carta con gesso color sanguigno. Probabilmente realizzato in cantiere ai piedi della Basilica in una delle molte officine di tagliapietra a cielo aperto, il disegno fu eseguito nella primavera del 1563, dopo che alcune partite di travertino da Fiano erano state giudicate inadatte ad essere scolpite. Il foglio si salvò - spiega il giornale vaticano - dalle distruzioni volute dall'architetto quasi novantenne e fu riutilizzato dopo la sua morte.

    fonte: TGCOM.it 7.12.2007

  2. #12
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    Il 24 luglio

    Una notte al museo
    (in Vaticano)


    di Antonio Paolucci

    L'apertura in notturna dei grandi musei - a Firenze come a Parigi, a Roma come a Londra - ha attraversato come proposta sperimentale gli ultimi anni Novanta e i primi di questo decennio. I risultati, in termini di risposta del pubblico, sono stati in genere positivi ma sbaglierebbe chi pensasse che l'obiettivo era quello della visibilità pubblicitaria del museo e dell'incremento in termini di visitatori e quindi di biglietteria.
    Il Louvre e gli Uffizi non hanno certo bisogno di pubblicità e l'esperienza di parecchie estati ha dimostrato che le aperture notturne costano, di solito, in termini di straordinari al personale di custodia, di illuminazione e così via più di quanto rendano. L'apertura notturna dei musei, là dove è stata sperimentata, era ed è motivata da altre ragioni. Che sono queste: restituire il museo ai cittadini prima di tutto, contribuire a rendere normalmente e piacevolmente vivibili le notti nei centri storici delle grandi città.
    Oggi il cittadino di Firenze o di Parigi o di Roma ha l'impressione che gli Uffizi, il Louvre o i Vaticani non siano più suoi, che i turisti li abbiano occupati ed espropriati. In un certo senso è così e gli effetti sono di disaffezione e di respingimento. Il cittadino stupisce ed è anche in qualche misura orgoglioso dei numeri sbalorditivi che riguardano il celebre museo della sua città: un milione e mezzo di visitatori l'anno agli Uffizi, quattro e mezzo ai Vaticani, otto o poco meno al Louvre. È anche consapevole che quei numeri vogliono dire notorietà, industria turistica, reddito e occupazione e quindi sarà grato in cuor suo alla storia e alla fortuna che gli hanno permesso di vivere in una città dove ci sono gli Uffizi o il Louvre o i Vaticani.
    Però il cittadino sa anche che quei musei percorsi e consumati da gente lontana e diversa, appartengono ad altri. Appartengono al mondo, forse, non più a lui. E infatti non è mai accaduto e non accadrà mai che un romano o un parigino, motivato da ragioni di pura curiosità e di puro piacere, faccia la coda al Louvre o ai Vaticani, in mezzo alle comitive giapponesi e americane, per vedere, o rivedere, Monna Lisa o gli affreschi di Michelangelo.
    Partendo da queste considerazioni è stato avviato in passato in alcune città d'Italia e d'Europa l'esperimento dei grandi musei aperti di notte. Si offriva ai cittadini la possibilità di riappropriarsi del proprio museo, vivendolo e godendolo in una atmosfera inusuale e in una luce speciale. Era anche un modo per persuadere la gente a lasciare per una sera la televisione, ad abitare per qualche ora il centro storico, lasciandosi guidare dalla curiosità e dallo stupore.
    Quest'anno anche i Musei Vaticani si concedono alle aperture notturne. Inizieremo la sera del 24 luglio prossimo, dalle 19 alle 23 con il proposito di ripetere l'iniziativa se avrà dimostrato di funzionare. Non mi aspetto le comitive dei viaggi organizzati. L'industria turistica, a Roma come dappertutto, ha tempi e ritmi inderogabili che non prevedono varianti di orario e di percorso se non con un preavviso di almeno un anno. Non ci saranno quindi, nei Musei Vaticani, la notte del 24 luglio, i coreani e i giapponesi in all inclusive tour. Ci saranno - questo almeno è il mio augurio - i romani: famiglie, coppie, gruppi di amici, singole persone che vorranno concedersi il lusso di una esperienza speciale. E cosa ci può essere di più speciale che attraversare i Musei Vaticani di notte, nella grande estate di Roma?
    Un consiglio mi permetto di dare ai visitatori del 24 luglio. Vedrete sculture e arredi, capolavori pubblicati su tutti i manuali di storia dell'arte, Raffaello nelle Stanze, le statue romane del Pio Clementino. La Sistina di Michelangelo vi darà l'emozione che tutti di fronte al Giudizio abbiamo provato, da Papa Paolo IV Farnese che lo inaugurò la vigilia di Ognissanti del 1541, alla ragazza australiana che arriva a Roma per la prima volta.
    Tuttavia una sosta particolare io vi consiglio di farla nel cosiddetto Cortile Ottagono. È l'invenzione museografica più bella del mondo, voluta, alla fine del Settecento, da Papa Clemente XIV Ganganelli. Il Cortile Ottagono è il cuore dei Musei Vaticani, sta sotto il cielo di Roma, è percorribile a mo' di portico da ogni lato, ospita all'interno in una serie di nicchie i capolavori assoluti della statuaria universale: l'Apollo detto del Belvedere, il Laocoonte, il Perseo e i Pugilatori di Antonio Canova.
    All'interno del Cortile Ottagono sarete a contatto con la Bellezza e con la Storia, avvertirete sopra di voi il respiro di Roma e, anche se non siete archeologi o storici dell'arte, capirete, per non dimenticarlo mai più, che il museo è stupore ed è consolazione. Ci rende più felici e più vivi.


    (©L'Osservatore Romano - 16 luglio 2009)
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  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da fabiomax83 Visualizza Messaggio
    Il museo (anzi...l'insieme di musei) più ricco e bello al mondo. Ogni volta che ci vado è un'emozione.
    Non ho ancora avuto modo di visitarli, ma comunque leggendo libri, vedendo siti e anche testimonianze di alcuni miei amici sono sicuro che è un museo stupendo!
    Solo che l'unica cosa dolente... è che alcuni (per non dire molti) quadri, statue ecc... provengono da altre zone d'Italia, trafugate e portate a Roma: la maggior parte finì ai Musei Vaticani, altri ad altre istituzioni romane (per esempio la nota Deposizione di Raffaello oggi alla Galleria Borghese in realtà proviene dalla chiesa di san Francesco al Prato a Perugia).
    Ai Musei Vaticani vi sono alcune opere di Pietro Perugino sotratte a chiese di Perugia e dell'intera Umbria; inoltre mi sono accorto che molte, moltissime opere provengono dalle Marche, dove ci fu un depredamento di opere d'arte immane (spesso opere finite al Louvre, a National Gallery, ai Musei Vaticani, a tanti altri musei sono delle Marche). Nonostante tutto, rimane comunque uno dei principali musei al mondo!!

  4. #14
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    24/07/2009 14.07.44
    Stasera, apertura straordinaria dei Musei Vaticani dalle 19 alle 23, con l'ultimo ingresso alle 21.30



    Godere di una speciale serata tra la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello, ammirando alcune tra le più straordinarie opere dell’arte mai prodotte dall’uomo. E’ quanto promettono i Musei Vaticani con l’annunciata apertura straordinaria di questa sera. I visitatori che si prenoteranno potranno entrare nei Musei tra le 19 e le ore 23, con l’ultimo ingresso alle ore 21.30. Il percorso tipo includerà, oltre alla Sistina e alle Stanze raffaellesche, il Cortile Ottagono, le Gallerie Superiori dei Musei Vaticani e quelle della Biblioteca Apostolica. In questo servizio, Alessandro De Carolis ripercorre brevemente i 500 anni di storia dei Musei Vaticani:

    (musica)


    Un provvidenziale colpo di zappa. Quell’eccezionale, ricchissima e variegata raccolta di opere che va sotto il nome di Musei Vaticani deve la sua nascita al colpo sul terreno dato da un contadino che il 14 gennaio 1506 stava lavorando in una vigna romana sul Colle Oppio. Il pezzo di marmo tornito che dopo qualche altro colpo fuoriuscì dalla terra smossa lasciò verosimilmente a bocca aperta l’uomo e più ancora i due emissari che Papa Giulio II mandò a verificare non appena appresa la notizia. Michelangelo Buonarroti e l’architetto e scultore Giuliano da Sangallo videro emergere dalla terra il celebre gruppo marmoreo del Laocoonte, che un mese dopo fu esposto in Vaticano. Quella scultura fece scoccare in Giulio II la scintilla di un’idea poi divenuta un progetto perseguito, con gradi diversi di attenzione e passione, dai successori fino ad oggi: creare in Vaticano degli spazi dove raccogliere capolavori dell’arte da esporre ai visitatori. Da quel primo “Cortile delle Statue”, oggi Cortile Ottagono - che ospita fra l’altro il celeberrimo Apollo del Belvedere - lo scrigno si è arricchito di tesori inestimabili: la Cappella Sistina e le Stanze e la Loggia di Raffaello sono solo le vette rinascimentali di una collezione che ha sia risalito all’indietro la storia dell’arte classica e medievale - come dimostrano il bellissimo Evangelario di Lorsch, squisita miniatura di fattura carolingia, o il “Polittico Stefaneschi” di Giotto - sia percorso i secoli successivi, acquisendo, ordinando ed esponendo innumerevoli esempi di eccellenza artistica.


    Il Museo Pio-Clementino del XVIII secolo - dal nome dei Papi Clemente XIV e Pio VI - è il primo esempio di questa precisa volontà culturale. Come lo sono i fregi, i sarcofagi e le sculture esposte nel Museo Chiaramonti voluto da Pio VII, o il Museo Etrusco, ricco di reperti provenienti dagli scavi dell'Etruria, o il Museo Egizio che riporta il visitatore indietro di millenni tra papiri e mummie, entrambi sorti per desiderio di Gregorio XVI. Tra i meno conosciuti eppure ricco di grande fascino è il Museo Missionario Etnologico, fondato da Pio XI, che stipa oggetti e opere d’arte dei cinque continenti, donati ai Papi o portati da missionari, e che racconta storie e usi di civiltà, alcune addirittura scomparse, dall’Africa, alla Cina, all’Oceania. Sempre a Pio XI si deve la creazione della Pinacoteca Vaticana, che riunisce tele di Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Leonardo da Vinci, assieme a ceramiche e arazzi. Ma anche l’arte cristiana antica o quella esposta nel Museo Profano Lateranense - con statue, bassorilievi, mosaici di età romana - sono altri “pezzi” di questo infinito complesso di stanze, cappelle, gallerie, palazzi, ulteriormente completato da ambienti nei quali gli occhi dei visitatori possono posarsi su antichissime carte geografiche o su monete che hanno fatto la storia della numismatica, per arrivare ai cimeli militari, alle carrozze e alle auto pontificie. Una realtà da decine di migliaia di visitatori al giorno, quasi cinque milioni all’anno che - osservò nel 2006 Benedetto XVI, anno del 500° anniversario dei musei - “hanno modo di ‘immergersi’ in un concentrato di ‘teologia per immagini’”, di sostare in un “santuario di arte e di fede”. Tutto grazie a un fortuito, benedetto, colpo di zappa.

    fonte: Radio Vaticana
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  5. #15
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    L'apertura straordinaria notturna dei Musei Vaticani

    È tutto nuovo alla luce del tramonto

    di Marta Lago

    Più di duemilaseicento persone in quaranta minuti. La risposta del pubblico già permetteva di anticipare, pochi istanti dopo l'apertura notturna dei Musei Vaticani, il successo di un'iniziativa che, con ogni probabilità, si ripeterà. Alle 19 in punto hanno inaugurato questa serata eccezionale il segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, arcivescovo Carlo Maria Viganò, e il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, accompagnati da una guida d'eccezione, Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, le cui porte per la prima volta, nei loro 503 anni di storia, sono state aperte di sera a visitatori e pellegrini. Nel gruppo si trovava anche monsignor Giorgio Corbellini, nominato di recente presidente della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici e Artistici della Santa Sede e presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, e monsignor Paolo Nicolini, responsabile dell'Accoglienza dei Musei. Padre Nicola Mapelli, uno dei curatori dei Musei Vaticani, ha assistito gli invitati e il pubblico.
    I visitatori che hanno comprato il biglietto on line direttamente dai Musei sono stati circa quattromila. Più di tremila prenotazioni sono state fatte dall'Opera Romana Pellegrinaggi, che si è unita all'iniziativa perché - come ha spiegato il suo amministratore delegato, padre Cesare Atuire - si vuole aiutare i pellegrini "ad avvicinarsi a questo monumento di bellezza che è anche un cammino catechetico". Il caldo non ha impedito che aumentasse, di minuto in minuto, all'esterno la fila dei visitatori che non avevano prenotato. Si è deciso di permettere a tutti di entrare. Le famiglie sono state le protagoniste di questa serata straordinaria. Per l'occasione è stato organizzato un percorso speciale: il Cortile Ottagono, le Gallerie Superiori dei Musei Vaticani, le Stanze di Raffaello, la Cappella Sistina e le Gallerie della Biblioteca Apostolica.
    "Lanciamo i week-end dei musei la sera", ha detto Cutrufo. L'idea è di aprire di sera a Roma il Colosseo, i Fori, i Musei Capitolini e l'Ara Pacis. L'arcivescovo Viganò ha superato per primo il tornello d'accesso. "È certamente un evento più che straordinario - ha spiegato - nel senso che vede l'inizio di una collaborazione del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano con il Comune di Roma per una iniziativa culturale così importante. Penso che potrà avere degli sviluppi notevoli, vista la vocazione turistica specialmente della città di Roma". Nello stesso momento, Michael, di dodici anni, non nascondeva la sua emozione: è stato il primo bambino a compiere la visita notturna ai musei. E con lui tutta la sua famiglia, proveniente dall'Oregon.
    La luce del tramonto ha creato un'atmosfera estremamente suggestiva. Nel Cortile Ottagono il duo musicale composto da Tullio Visioli e Fabio Refrigeri ha interpretato danze rinascimentali. Si è creata un'armonia fra il brusio dei visitatori e lo scorrere dell'acqua della fontana. In quel momento si sono rivissute le sensazioni che questi luoghi dovevano suscitare durante le frequenti visite della corte pontificia.
    Secondo Arnold Nesselrath, delegato per i Reparti scientifici dei Musei Vaticani, la scelta dell'ora del tramonto è stata fondamentale: la serenità della fine della giornata aiuta ad apprezzare di più l'arte, "perché va contemplata e bisogna avere tempo per farlo". Inoltre la luce che penetra e avvolge ogni cosa "aiuta moltissimo perché certe cose durante i secoli avevano degli effetti notturni" e "la luce invita anche all'ispirazione, alla creatività, e le opere vanno viste durante i vari periodi del giorno: la luce serale è bellissima".
    L'importanza della luce si percepisce anche visitando il cosiddetto Braccio Nuovo dei Musei Vaticani. Di fatto, negli anni Venti dell'Ottocento Pio vii "ha chiesto di realizzare al suo architetto di fiducia, il tedesco Stern, il primo museo moderno del mondo, organizzato con criteri scientifici, illuminato dall'alto; è lui che ha inventato i lucernari". Il direttore Paolucci ha illustrato con passione alle persone che erano attorno a lui questa sezione dei musei: "Entrare nel Braccio Nuovo, nella luce del crepuscolo che adesso pian piano si spegne, è un'occasione speciale per capire i capolavori dell'arte antica, ma soprattutto consente ai romani di riappropriarsi del proprio museo". È questo l'obiettivo principale dell'apertura straordinaria notturna: "I musei riflettono l'identità della Chiesa universale, dunque, sono indirizzati a tutto il mondo, ma soprattutto - ha spiegato Paolucci - al popolo romano, perché tutto qui parla di Roma e questa iniziativa vuole restituire ai romani la loro storia, la loro identità".
    Nel frattempo, la luce del tramonto entrava dalle finestre spalancate, mettendo in risalto immagini, profili e rivelando nuove prospettive e colori. La luce del crepuscolo innondava le carte geografiche della Sicilia, della Lucania, dell'Umbria e dell'Etruria. L'arte ha attirato lo sguardo di giovani, adolescenti e bambini lungo tutto il percorso. Avvolti nella penombra, c'erano gli arazzi. I visitatori si sono poi concentrati nella Cappella Sistina, che appariva ancora più spettacolare: all'inizio della serata penetrava solo la luce naturale, che si concentrava e metteva in risalto la parte superiore della grandiosa composizione del Giudizio universale, attorno a Cristo.
    Interesse artistico, culturale e religioso, e una mescolanza di quiete e festa: è stato questo il dono speciale ai visitatori - un pubblico diverso rispetto a quello usuale - che hanno compiuto il percorso dei Musei Vaticani sentendosi a casa propria, con il ritmo sereno della sera, con il suono dell'eccitazione del momento, anche con il silenzio dell'ammirazione, ascoltando persino il rumore dei propri passi. I non italiani hanno lasciato il posto, con il passare delle ore, soprattutto ai romani. I Musei Vaticani hanno accolto anche numerosi invitati e giornalisti. L'interesse mediatico è stato altissimo. Paolucci ha sottolineato: "La risposta è stata entusiastica, e, sulla base di questa sperimentazione positiva noi pensiamo di ripeterla a settembre e a ottobre e poi mettere l'apertura estiva a regime per l'anno prossimo". Nel suo pensiero, sempre il popolo romano. "Come in altre città, i romani si sentono privati del loro museo e questo sarebbe contro natura", ha aggiunto. Così i Musei Vaticani hanno seguito l'esperienza del Louvre o del Prado. "Far sentire questa appartenenza ai cittadini è importante" ha osservato.
    Quattro ore sono volate. Con stupore i turisti si sono affacciati senza fretta per contemplare il tramonto, ritagliato dal profilo dei giardini vaticani. Il canto di migliaia di cicale ha inondato le gallerie. La sera è stata illuminata dalle candele all'esterno, annuncio anche della fine di una serata indimenticabile che, come anticipa questo successo, sarà la prima di molte che si ripeteranno nei Musei Vaticani.


    Ho incontrato Michelangelo


    Ho incontrato Michelangelo nella Cappella Sistina. E mi ha spiegato che il Gesù del Giudizio universale "ci sta salutando" in modo tutto particolare. Come le altre migliaia di persone che hanno colto, venerdì 24 in tarda serata, l'occasione offerta dalla direzione dei Musei Vaticani di compiere una visita notturna, anch'io mi aggiravo sotto le volte stupende della Sistina. La soffusa atmosfera creata dall'insolito scenario vespertino della Cappella - non erano state accese le luci e le prime ombre della sera sembravano aggiungere qualcosa di misterioso ai dipinti di Michelangelo - d'improvviso è stata come rotta, ma non disturbata, dalla voce argentina di un bambino di cinque o sei anni che cercava Gesù tra i dipinti. Parlava con la mamma. Si vedeva proprio che era felice di contemplare, pieno di stupore, quelle meraviglie. Ha suscitato la mia curiosità e mi sono avvicinata a lui. Alto poco più di un metro, capelli scuri, ricci, sguardo vivace, commentava ogni dipinto, sottolineando i particolari che catturavano la sua attenzione. Mi è parso naturale chiedergli il nome. "Mi chiamo Michelangelo - ha risposto - e sono felice di trovarmi per la prima volta nel museo di Michelangelo". Gli ho domandato allora cosa lo avesse colpito di più e lui non ha avuto esitazione: "Quel Gesù lì" ha risposto indicando il Giudizio universale. "Mi piace - ha spiegato - la posizione della sua mano. Vedi? Ci sta salutando. È bello, ma qui è bello tutto". E mi ha confidato: "Sai la mia maestra dice che anche io sono molto bravo a disegnare e che potrei diventare un artista". Come questo Michelangelo? Ci ha pensato un po' su, poi ha risposto deciso: "Sì. Penso proprio di sì!". (tania mann)


    (©L'Osservatore Romano - 26 luglio 2009)
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  6. #16
    fratel
    visitatore
    peccato non essere a Roma in questi giorni....Mai andato ancora ai Musei Vaticani!! Prima o poi li girerò da cima a fondo!

  7. #17
    Saggio del Forum L'avatar di Vazda Vjeran
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    Vi ho lavorato per qualche tempo, tanti anni fa.
    Bellissimi. Anche se dall'interno la prospettiva è... diversa.

  8. #18
    Fedelissimo di CR L'avatar di abruzzesenato
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    Citazione Originariamente Scritto da Vazda Vjeran Visualizza Messaggio
    Vi ho lavorato per qualche tempo, tanti anni fa.
    Bellissimi. Anche se dall'interno la prospettiva è... diversa.
    Perchè dentro è tutta una realtà diversa?

  9. #19
    Partecipante a CR L'avatar di giuliana
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    bellissimi da vedere,ma io li ho visitati varie volte,quando abitavo a Roma,ma anche quando andiamo a Roma,una visita la facciamo sempre,rimango incantata visitando la Cappella Sistina,ma per vedere tutto non basta una settimana.comunque stupendi

  10. #20
    dea delle nubi
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    Li ho visitati 3 o 4 volte in età diverse (bambina, adolescente e giovane adulta) e ogni volta sono rimasta a bocca aperta per la meraviglia di quei luoghi. L'ultima visita è stata, di corsa praticamente per rivedere il giudizio universale, nel 2000 quando ero giù come volontaria per la giornata mondiale dei giovani. Un paio d'anni fa sono andata a Roma con mio marito che non c'era mai stato (lui odia le vacanze culturali è più per quelle da totale relax). Volevamo andare ai Musei, ma la fila all'alba era già chilometrica. Ci siamo ripromessi di andarci quanto prima, poi è arrivato l'erede... a sto punto andremo quando lui è un po' più grande
    In quella occasione però me li voglio gustare tutti dall'inizio alla fine con la più assoluta tranquillità!

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