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Discussione: Notizie dai Musei vaticani

  1. #61
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    Avviso di Conferenza Stampa, 18.11.2017


    Si avvisano i giornalisti accreditati che martedì 21 novembre 2017, alle ore 11, presso la Sala Stampa della Santa Sede, in Via della Conciliazione 54, avrà luogo una Conferenza Stampa per annunciare le due mostre che, a partire dalla primavera del 2018, avranno luogo in contemporanea presso i Musei Vaticani e la Città Proibita a Pechino (Cina).

    Una seconda Conferenza Stampa di presentazione si svolgerà presso la Diaoyutai State Guesthouse a Pechino il 27 novembre 2017.

    Interverranno alla Conferenza stampa:

    - Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani;

    - Mons. Paolo Nicolini, Delegato Amministrativo dei Musei Vaticani;

    - P. Nicola Mapelli, Curatore del Museo Anima Mundi dei Musei Vaticani;

    - Jiancheng Zhu, Segretario Generale del China Culture Investment Found;

    - Maestro Zhang Yan.

    [01737-IT.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  2. #62

  3. #63
    Vecchia guardia di CR L'avatar di aldo12
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    Vengono aggiunte nuove opere d'arte nelle collezioni dei musei Vaticani, magari scambiandole con quelle di altri musei o comprandole ?

  4. #64
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    Udienza ai “Patrons of the Arts” dei Musei Vaticani, 28.09.2018


    Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i “Patrons of the Arts” dei Musei Vaticani in occasione del 35° anniversario dell’Associazione.

    Pubblichiamo di seguito le parole di saluto che il Papa ha rivolto ai presenti all’Udienza:

    Saluto del Santo Padre

    Cari amici,

    sono lieto di accogliervi in occasione del vostro incontro a Roma, che coincide col 35° anniversario dell’Associazione.

    Lungo tutti questi anni la vostra generosità ha contribuito in modo notevole al restauro di numerosi tesori d’arte custoditi nei Musei Vaticani. Avete così proseguito una tradizione che attraversa i secoli, imitando le gesta di quanti sono entrati nella storia della Chiesa attraverso la porta dell’arte, ad esempio sovvenzionando gli affreschi e i sarcofagi nelle catacombe, le grandi Cattedrali romaniche e gotiche, le opere di Michelangelo, Raffaello, Bernini e Canova.

    L’arte, nella storia, è stata seconda solo alla vita nel testimoniare il Signore. Infatti è stata, ed è, una via maestra che permette di accedere alla fede più di tante parole e idee, perché con la fede condivide il medesimo sentiero, quello della bellezza. È una bellezza, quella dell’arte, che fa bene alla vita e crea comunione: perché unisce Dio, l’uomo e il creato in un’unica sinfonia; perché congiunge il passato, il presente e l’avvenire; perché attira nello stesso luogo e coinvolge nel medesimo sguardo genti diverse e popoli distanti.

    Celebrare il vostro anniversario significa allora fare memoria grata di tutto questo, ma significa anche rinnovare la consapevolezza di una importante missione, quella di custodire una bellezza tanto benefica per l’uomo. Contemplare la grande arte, espressione della fede, ci aiuta in particolare a ritrovare ciò che conta nella vita. L’arte cristiana, infatti, conduce dentro sé stessi ed eleva sopra sé stessi: ci riporta all’Amore che ci ha creati, alla Misericordia che ci salva, alla Speranza che ci attende.

    Così, nel nostro mondo inquieto, oggi purtroppo tanto lacerato e abbruttito da egoismi e logiche di potere, l’arte rappresenta, forse ancora più che in passato, un bisogno universale, in quanto è sorgente di armonia e di pace, ed esprime la dimensione della gratuità. Perciò vi ringrazio di cuore per il bene che fate, e do a voi e ai vostri famigliari la mia Benedizione, i migliori auguri di pace, chiedendovi di non dimenticarvi di me nelle vostre preghiere.

    Il Signore benedica tutti voi!

    [01500-IT.02] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  5. Il seguente utente ringrazia Vox Populi per questo messaggio:

    BarneyRM (29-09-2018)

  6. #65
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    Musei Vaticani: omaggio a san Paolo VI, il Papa degli artisti
    La Collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani, creata nel 1973 da Papa Montini, celebra la canonizzazione del suo fondatore con una mostra fotografica di alcuni dei momenti più significativi del dialogo che Paolo VI riattivò tra Chiesa e mondo dell’arte. Sarà aperta fino al 31 gennaio 2019

    Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

    Per rendere omaggio a Papa Montini in occasione della sua canonizzazione, i Musei Vaticani promuovono un simbolico evento espositivo negli ambienti che accolgono la raccolta d’arte, oggi chiamata Collezione d'arte contemporanea, che fu ideata proprio da Paolo VI, e da lui fortemente voluta e sostenuta negli anni del suo pontificato. “L’ artista è Profeta e Poeta” è il titolo di questo intimo ma doveroso tributo fotografico da parte dei Musei del Papa, ed è una citazione del discorso che il Pontefice bresciano tenne il 23 giugno del 1973 in occasione dell’inaugurazione della nuova Collezione.

    Paolo VI agli artisti: rifacciamo la pace?
    Parole che erano già state precedute, dieci anni prima, dall’omelia per la "Messa degli Artisti", il 7 maggio 1964 nella Cappella Sistina, in cui Paolo VI aveva espresso chiaramente l’intento di annullare la distanza che si era creata tra Chiesa e artisti e di ricomporre così un legame da troppo tempo interrotto. Per fare seguito a quell’auspicio, il segretario personale di Paolo VI, monsignor Pasquale Macchi, coordina un’operazione che in nove anni, grazie alle donazioni di artisti, collezionisti, enti privati e pubblici, senza gravare sul bilancio della Santa Sede permette di raccogliere un buon numero di opere di pittura, scultura e grafica. Unite al piccolo nucleo di opere del Novecento, entrate nella Pinacoteca Vaticana già alla fine degli anni Cinquanta, per volere di Pio XII, creano un patrimonio di mille opere, che costituisce l’iniziale “Collezione d’arte religiosa moderna”.

    Da Matisse a Chagall, fino a van Gogh
    Oggi, con il nome Collezione d'arte contemporanea, conta più di 8000 opere. Tra i molti nomi importanti, spiccano quelli di van Gogh, Bacon, Botero, Chagall, Carrà, Dalì, de Chirico, Manzù, Capogrossi, Fontana, Burri e Matisse. A quest’ultimo è dedicata un’intera sala, inaugurata nel 2011, che ospita il preziosissimo nucleo di opere, cartoni preparatori (scala 1:1) delle vetrate e delle decorazioni in ceramica della Cappella del Rosario di Vence, in Provenza, entrate nelle collezioni vaticane nel 1980, grazie alla straordinaria donazione del figlio dell’artista, Pierre Matisse.

    Pannelli fotografici nelle sale dell'Appartamento Borgia
    Fino al 31 gennaio 2019, lungo il percorso della Collezione, che si snoda nelle sale dell’Appartamento Borgia fino all’ingresso della Cappella Sistina, il visitatore dei Musei Vaticani trova quindi ad attenderlo una piccola ma significativa selezione di foto d’epoca che testimoniano alcune tappe fondamentali della storia della Collezione, e tributano un doveroso riconoscimento alla modernità e lungimiranza del suo fondatore. A Micol Forti, direttore della collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani e curatrice della mostra, ricordiamo le parole di grande fiducia di Papa Paolo VI verso l’artista moderno, pronunciate il giorno dell’inaugurazione della Collezione, e che danno il titolo all’omaggio fotografico. L’artista, disse in quell’occasione san Giovan Battista Montini “è Profeta e Poeta, a suo modo, dell’uomo d’oggi, della sua mentalità, della società moderna”.

    Paolo VI ha avuto un’enorme fiducia nell’arte e negli artisti, riconoscendo ad entrambi quasi un carattere di missione. Nel processo creativo riconosceva la possibilità di far vedere qualcosa che non era realmente visibile, (di poter affermare qualcosa che non è pienamente dicibile). In cui razionalità, conoscenza, fede, fiducia e mistero convivono. Questa visione, questa fiducia, Paolo VI l’ha voluta affidare agli artisti contemporanei, non solo a quelli del passato. Ed è proprio per questo che ha creato la collezione d’arte religiosa moderna all’interno dei Musei Vaticani, come luogo che potesse testimoniare, e continuare a farlo nel presente, il dolore e il mistero, la gioia e l’incanto che sono nel processo della creazione, nel suo dialogo con la trascendenza.

    Proprio perché i Musei, diceva Papa Montini, non possono essere solo magnifici cimiteri…

    R. - Ovvero non sono dei luoghi immobili in cui si contempla il passato, ma sono dei luoghi vivi. Il nostro modo oggi di leggere la Cappella Sistina di Michelangelo, di avvicinarci alla deposizione di Caravaggio, è frutto del nostro essere cittadini e abitanti del nostro tempo. E’ il presente che guida il modo di conoscere il passato. Dunque il museo è il luogo principe in cui non solo si custodisce la memoria, ma custodendola si costruisce anche il futuro.

    Nel 1973, inaugurando questa collezione, san Paolo VI si augurava una primavera dell’arte religiosa post-conciliare. Questa primavera c’è stata?

    R. - Il Concilio Vaticano II ha lasciato delle importanti riflessioni sull’arte sacra e sull’arte sacra contemporanea. L’auspicio di san Paolo VI era quello che la nascita di questa collezione e la sua azione nell’arco del suo pontificato potessero non solo riaprire il dialogo ma anche creare una nuova fertile stagione. Le problematiche sono ancora molte e non possiamo dare una risposta pienamente affermativa. Ovvero questa rinascita è ancora in corso. Quello che possiamo sicuramente dire è che l’attività all’interno delle nuove Chiese, dei nuovi edifici di culto di tutte le diocesi attive in Italia, è estremamente fertile, dunque si produce tanto. E che l’arte all’interno di esse ha bisogno di coraggio, di conoscenza, di sapienza e di contatto con la comunità ecclesiale, dove quella Chiesa agisce e prolifica.

    Ma nell’arte di oggi il mistero, il trascendente e il religioso in senso lato hanno ancora cittadinanza? Ispirano ancora gli artisti?


    R. - Gli artisti, soprattutto i grandi artisti, e a loro facevano riferimento Paolo VI e i padri conciliari, sono sempre uomini interessati al mistero e alla religione, intesi forse come sfida più alta di quella missione di creatori dell’invisibile e dell’indicibile che Paolo VI gli riconosceva. Riuscire a coinvolgerli e a chiamarli in un progetto anche ecclesiale, oltre che estetico, sarà la vera sfida del domani.


    fonte: Vatican News
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  7. #66
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    Avviso di Conferenza Stampa, 15.11.2018

    [B0844]

    Si avvisano i giornalisti accreditati che lunedì 19 novembre 2018, alle ore 11, presso la Sala Stampa della Santa Sede, in Via della Conciliazione 54, avrà luogo una Conferenza Stampa per presentare la mostra "Pilgrimage of Russian art. From Dionysius to Malevich - Masterpieces from the Tretyakov Gallery and other Russian museums", che sarà allestita presso il Braccio Nuovo di Carlo Magno, in Vaticano, e rimarrà aperta al pubblico dal 20 novembre 2018 fino al 16 febbraio 2019.

    Interverranno alla Conferenza stampa:

    - Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani;

    - Zelfira Tregulova, Direttrice della Tretyakov Gallery;

    - Arcady Ippolitov, Curatore della mostra;

    - Tatyana Udenkova, Curatrice della mostra.

    [01821-IT.01]

    [B0844-XX.01]

    Sala stampa Santa Sede

  8. #67
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    Papa Francesco visita la mostra sui capolavori dell’arte russa in Vaticano
    Il Pontefice per circa 40 minuti al Braccio di Carlo Magno, accompagnato da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e Zelfira Tregulova, direttrice della Tretyakov Gallery

    È durata circa 40 minuti la visita privata di Papa Francesco al Braccio Nuovo di Carlo Magno dove è stata inaugurata nei giorni scorsi la mostra che porta in Vaticano i capolavori dell’arte russa: “Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevich” è il titolo della esposizione, allestita fino al 16 febbraio 2019.

    Giunto alle 10 il Pontefice, accompagnato da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e Zelfira Tregulova, direttrice della Tretyakov Gallery, ha potuto ammirare i 54 capolavori di diversi musei russi usciti per la prima volta dalle mura che li custodiscono da decenni per essere esposti gratuitamente nello spazio del colonnato berniniano di piazza San Pietro.

    Uno scambio di opere d’arte che è, in realtà, «un ponte» tra la Santa Sede e Russia, come sottolineava Barbara Jatta durante la presentazione dell’iniziativa in Sala Stampa vaticana. La mostra non segue un principio cronologico definito ma percorre trasversalmente l’arte figurativa russa dal XV al XIX secolo, dalle icone bizantine ad una iconografia moderna che, inserita nella cultura occidentale, mantiene legami profondi con le origini dell’iconografia russa tradizionale: le icone del XV e XVI secolo, le opere dell’effervescente Ottocento russo e anche un assaggio dell’avanguardia novecentesca.

    Tra le opere esposte si segnalano: l’icona “Giudizio universale” del XVI secolo; il “Quadrato nero” di Kazimir Malevich; “L’apparizione di Cristo al popolo” di Alexander Ivanov; la “Trinità” di Paisius, il “Dolore inconsolabile” e il “Cristo nel deserto” di Ivan Kramskoy e molte altre ancora.

    https://www.lastampa.it/2018/11/27/v...fJ/pagina.html

  9. #68
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    Sono stato a Roma nei giorni scorsi. E consiglio assolutamente di visitare la splendida esposizione in Vaticano.

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