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Discussione: Un pensiero sul Vangelo del giorno...

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Fratello Fiorentino
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    Un pensiero sul Vangelo del giorno...

    L'inizio di un nuovo anno si presenta per molte persone come il momento dei buoni propositi per l'avvenire: sogni, fantasie, progetti da realizzare e buone abitudini, piccole o grandi che siano, da acquisire per migliorarsi. Oggi che è Capodanno, più che mai è il momento buono per pensare all'opportunità di dedicare per tutto il 2008 qualche minuto della giornata all'ascolto della Parola di Dio, seguendo quelle brevi letture che la Chiesa quotidianamente ci propone a leggere e a meditare e che è possibile trovare nel portale del forum http://www.cattoliciromani.com/index.php a metà pagina sulla sinistra, o tra le discussioni in evidenza della sezione Liturgia.

    Questa discussione servirà poi a riportare e a condividere, come suggerisce il titolo, il nostro pensiero, per chi si sentirà di esprimerlo, su quanto il Vangelo del giorno in particolare avrà comunicato alla nostra sensibilità personale. Non necessariamente si dovrà trattare di interventi dai contorni esegetici, sebbene anche quelli siano sempre graditi, ma anche semplicemente di un'impressione, di una riflessione, o volendo di un'emozione che la lettura può aver suscitato, in modo che tutti possiamo trarne spunto e rifletterci a nostra volta.

  2. Il seguente utente ringrazia Fratello Fiorentino per questo messaggio:

    Ninive (20-05-2017)

  3. #2
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    02/01/2008

    Dal Vangelo secondo Giovanni

    Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: Chi sei tu?.
    Egli confessò e non negò, e confessò: Io non sono il Cristo. Allora gli chiesero: Che cosa dunque? Sei Elia?. Rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta?. Rispose: No. Gli dissero dunque; Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?. Rispose: Io sono "voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore", come disse il profeta Isaia.
    Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?. Giovanni rispose loro: Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Questo avvenne in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.



    Molto bello il Vangelo odierno... mi ha fatto pensare a una cosa interessante, cioè su chi oggigiorno dice che Gesù era un "saggio" ma non era Di, cose del genere.
    Ebbene, il Battista, un vero profeta, disse che era semplicemente un precursore, uno che stava annunciando il Cristo... come è ovvio che un servo di Dio non debba mentire.
    Cristo invece afferma esplicitamente di essere il Messia, il Cristo, e di essere "alla destra di Dio", pertanto non è possibile dire "stava esagerando", ma era pienamente consapevole di quando diceva.... Cristo non può essere un "saggio"... sì è un uomo saggio, ma o si ammette la sua Divinità o si è costretti a dargLi dell'impostore... essendo impossibile la seconda ipotesi... è impossibile negarne la Divinità.

  4. #3
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    Concordo con quello che dici, quintusfabius.. A me invece ha fatto riflettere quel modo di fare ispido e scarno di quelli che interrogano il Battista. Vogliono una risposta su due piedi, qualcosa che vada subito al dunque e quando quello che sentono non soddisfa le loro prime aspettative, incalzano fino quasi a spazientirsi: "Chi sei dunque?" Mi fa pensare a certi atei materialisti con cui mi è capitato di parlare certe volte e che sembravano intessati più a quello che la fede in genere può dare loro nell'immediato, piuttosto che ad ascoltare la voce che viene da dentro, che grida dal deserto, dall'introspezione solitaria prolungata, l'unica in grado di predisporre veramente all'incontro con Cristo.
    "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto."

  5. #4
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    Dal Vangelo di oggi secondo Giovanni :
    ... Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
    C'è una potenza in queste parole di Gesù ! Mi vengono in mente le parole di Giovanni Paolo II
    "Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo!"
    Con Gesù, nostro pane diventiamo impavidi.
    Le prove della vita ,la sofferenza, la morte non possono piegarci, perchè Gesù è sempre con noi.

  6. #5
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    Mc 10,17-27
    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”.
    Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
    Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!”. I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: “Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”.
    Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: “E chi mai si può salvare?”. Ma Gesù, guardandoli, disse: “Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio”.
    Quante volte, rattristati, ce ne andiamo afflitti, poichè abbiamo molti beni. Magari non materiali, o non sempre, ma spesso sono quelli non toccabili con mano che ci fanno abbassare il capo ed allontanarci. Credo che Gesù nel dire "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!" voglia dire a noi, uomini del duemila (più che mai), che le nostre ricchezze sono anche soldi, case, auto, ... ma sono anche nostre incombenti ricchezze l'orgoglio, l'arroganza, il ostrarsi, il voler essere, ... spesso la nostra valigia pesa poco sulla bilancia, ma è tanto piena di cattivi pensieri, di voler essere, arrivare ad ogni costo, ... Il Signore invece ci ricorda che i cammelli che passano la cruna dell'ago (entrano nel regno di Dio) sono coloro che rimettono tutti i loro averi, o meglio... il loro unico avere: la loro stessa vita, nelle mani del Padre. Coloro che nella totale umiltà si pongono come strumento silenzioso e sconosciuto (silenzioso e sconosciuto ai fratelli, ma ben noto al Padre) nelle Sue mani e nel Suo volere.
    Il vangelo di oggi si conclude e ci ricorda che "tutto è possibile presso Dio", e questo per noi cristiani non deve essere alibi per continue e pressanti richieste al Padre, magari accompagnate da delusione (o peggio) se tutto non avviene secondo la nostra preghiera, ma deve essere una cristiana lettura, una sana risposta ai tanti piccoli (soprattutto) e grandi accaduti della nostra giornata che non trovano altra spiegazione se non nel "tutto è possibile presso Dio"




    ps: trovo e leggo oggi per la prima volta questo theater, lo trovo molto interessante e profondo per la condivisione tra noi di qualche pensiero che viene da Lui, invito tutti a parteciparvi, e ringraziando chi ha creato questa discussione.

  7. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Vangelo Secondo Marco(Mc 10,28-31)
    In quel tempo, Pietro disse a Gesù: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”.
    Gesù gli rispose: “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.
    Chi si mostra, chi rincorre il successo, la passerella, il farsi vedere, sarà ultimo. Ma chi ora si fa ultimo, umile, povero e servitore, già riceve cento volte il Suo amore e nel futuro avrà la vita eterna.


    ps: dai… mettetevici anche voi, la condivisione prevede il pensiero di tutti!!!

  8. #7
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    ...E molti dei primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi.
    Questa frase di Gesù mi fa pensare che noi siamo fra "gli ultimi", quelli che non l'anno visto,toccato, sentito parlare, eppure Lo amiamo, crediamo in Lui, ci fidiamo di Lui.
    San Pietro,nella 1 lettura ci dice "... ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta..."

  9. #8
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    Vangelo secondo Matteo (Mc 10,32b-45)
    In quel tempo, Gesù, prendendo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà”.
    E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potere bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.
    All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
    Come sono uguali a noi Giacomo e Giovanni! Quante volte anche noi lo diciamo: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”, quante preghiere affinché faccia quello che vogliamo, affinché avvenga la grazia. Senza che neanche ci sfiori la domanda del cosa vuole lui per me? E quanti: “Lo possiamo” ci arroghiamo, anche solo nel risponderci personalmente, intimamente. Ma Lui già lo sapeva, e tempo due battute ci risponde: State ben attenti fratelli, di non chiedere al Padre Mio di servirvi, ma di essere voi a farvi in tutto ultimi. E quanti santi (più o meno con il titolo di Santo) ce lo hanno ricordato e mostrato con la loro vita. Solo mettere Lui al centro della nostra vita è un buon investimento, assicurato per di più! Tutto sfiorisce e inaridisce (1ª lettura), ma solo la parola del Signore rimane in eterno!!!

  10. #9
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    Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)
    In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”.
    Allora Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. E chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “Che vuoi che io ti faccia?”. E il cieco a lui:“Rabbunì, che io riabbia la vista!”. E Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
    La nostra fede ci può salvare!!! E come il cieco solo salvati dalla fede possiamo seguirLo in opere.

  11. #10
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    Sacratissimo Cuore di Gesù

    Vangelo
    Mt 11, 25-30
    Io sono mite e umile di cuore.
    Dal vangelo secondo Matteo
    In quel tempo Gesù disse: « Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
    Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
    Non credo sia mai stata pronunciata una dichiarazione d'amore più grande e commovente di questa. Incondizionata ed eterna, essa è rivolta in particolare a quella parte di umanità che soffre: i "semplici", i "piccoli", gli oppressi e gli affaticati. Cristo non si dichiara con amore ai grandi, ai colti, ai potenti ma a quelli che le società di tutti i tempi considerano "umanità" di seconda scelta.
    C'è la dichiarazione d'amore al Padre, l'intima unità con Esso e la redenzione del mondo che ha voluto affidare al suo Dilettissimo Figlio.
    Il Suo giogo ed il Suo carico, che stentiamo sempre a voler prendere sulle nostre spalle, sono fatti di amore e di misericordia per noi.
    Questo, per me, è il passo più commovente e più alto del Vangelo, sono le parole che mi ripeto nei miei momenti difficili.

    Signore, nel giorno solenne del Tuo Cuore Sacratissimo, mostraci la Tua misericordia e convertici tutti all'amore del Padre .

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