Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Un pensiero sul Vangelo del giorno...

  1. #11
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    Trovo magnifica questa frase: “Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. Solo chi si fa mite ed umile di cuore come Lui è può vivere questa bellezza: avere un dolce giogo e un peso leggero. Ce lo ripete il Deuteronomio (Prima lettura), non siamo salvati perché siamo un grande popolo, bravi, belli, colti e famosi, ma solo ed unicamente perché Lui ci ama!!!

  2. #12
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    "O Sangue e Acqua che scaturisti dal cuore di Gesù,come sorgente di Misericordia, io confido in Te"
    Questa preghiera rivelata da Gesù a suor Faustina e che ha invitato a ripetere, nel momento della Consacrazione del Pane e del Vino, mi sale dal cuore ,leggendo il Vangelo di oggi.
    Gesù, mite e umile di cuore, che si rivela particolarmente a chi ha il cuore puro, ci accompagna e ci sostiene nel cammino faticoso della vita.
    Lui ,che è Dio, ha offerto la Sua vita per noi.
    Noi,pur non capendo tante cose, guardiamo a Lui, ci affidiamo al Suo Amore, proprio come i bambini piccoli che si affidano totalmente alla loro mamma.

  3. #13
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    Sabato 31 Maggio 2008 - Visitazione della Beata Vergine Maria
    Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)
    In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
    Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
    Allora Maria disse:
    “L’anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
    perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
    e Santo è il suo nome:
    di generazione in generazione la sua misericordia
    si stende su quelli che lo temono.
    Ha spiegato la potenza del suo braccio,
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato a mani vuote i ricchi.
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva promesso ai nostri padri,
    ad Abramo e alla sua discendenza,
    per sempre”.
    Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua..

    Che dire… mi piace tantissimo il magnificat, potrei andare avanti per pagine e pagine, ma mi limito solo a sottolineare la definizione di ‘umiltà’ che Maria dà con la sua stessa vita. Ogni qual volta viene citata nelle Scritture, avrebbe la possibilità di apparire, di ‘pubblicizzarsi’, di farsi vedere, ma ogni volta spende queste possibilità per portare tutta l’attenzione sull’Onnipotente. Anche in questo brano del Vangelo rinnova il suo voto di umiltà, ringrazia il padre per aver guardato a questa Sua umile serva, nome che sin dall’inizio vede suo: l’angelo all’annuncio, trova una ragazza ancora adolescente che con timida prontezza subito risponde: “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me di me quello che hai detto.”. E ancora, anche nel magnificat, non perde occasione per portare alto il nome del Padre declamando il Suo amore per noi.
    Ultima modifica di chio; 31-05-2008 alle 12:07

  4. #14
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    “ Magnificat anima mea Dominum,
    et exsultavit spiritus meus in Deo salvatore meo,
    quia respexit humilitatem ancillae suae.
    Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes,
    quia fecit mihi magna, qui potens est,
    et sanctum nomen eius,
    et misericordia eius in progenies et progenies
    timentibus eum.
    Fecit potentiam in brachio suo,
    dispersit superbos mente cordis sui;
    deposuit potentes de sede
    et exaltavit humiles;
    esurientes implevit bonis
    et divites dimisit inanes.
    Suscepit Israel puerum suum,
    recordatus misericordiae,
    sicut locutus est ad patres nostros,
    Abraham et semini eius in saecula ”.

  5. #15
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    La festa odierna della visitazione di Maria ad Elisabetta ci ricorda una virtù che sta alla base della nosta fede: la CARITA'.
    "Deus caritas est"= "Dio è amore" scrive san Giovanni, e il papa ce lo ha ricoradato con la sua prima enciclica.
    Gesù è venuto sulla terra per amore, e sino alla fine ha amoto i suoi disepoli che Dio gli aveva affidato; per loro, per noi e per tutti ha dato la sua vita.
    Lo Spirito Santo ravviva con il suo fuoco questo amore in ognuno di noi oppure lo nascere.
    Maria per amore ha accettato di essere la Madre di Dio,
    per amore si è messa in viaggio verso la casa di sua cugina Elisabetta,
    per amore ha dato alla luce Cristo,
    per amore lo ha seguito fin sotto la croce da dove Lui stesso ce l'ha data come madre,
    e con grande amore oggi questa Donna siede Regina del cielo.
    Dal Cuore Immacolato della Vergine Maria impariamo il vero amore che può cambiare il nostro modo di pensare e di agire.
    Uniti dalla forza della Carità e sotto il manto della Madonna portiamo la testimonianza di un vero e sincero cristianesimo.

  6. #16
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    "In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda"...

    Come a Cana ,Maria, è attenta e pronta a dare il proprio aiuto senza che Le sia richiesto.
    "In fretta"... Lei percepisce immediatamente nel Suo cuore come debba sbrigarsi ad andare in aiuto di Elisabetta, che è già anziana e che sta portando avanti una gravidanza e deve prepararsi al parto.
    La Madonna è partecipe dei nostri dolori, delle nostre preoccupazioni, Lei così esperta del dolore.
    Il Suo Magnificat diventa anche il nostro Magnificat se ci affidiamo a Lei che è nostra Madre ed è sempre così sollecita verso tutti i Suoi figli.

  7. #17
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    Martedì 3 Giugno 2008 - San Carlo Lwanga e compagni
    Vangelo secondo Marco (Mc 12,13-17)
    In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?”. Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: “Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda”. Ed essi glielo portarono.
    Allora disse loro: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”. Gli risposero: “Di Cesare”. Gesù disse loro: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. E rimasero ammirati di lui.
    Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Sappiate discernere e dividere la figura umana da quella divina, e così vivete in Dio dove oravi trovate, nel mondo.

  8. #18
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    Mercoledì 4 Giugno 2008 - Mercoledì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
    Vangelo secondo Marco (Mc 12,18-27)
    In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: “Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie”.
    Rispose loro Gesù: “Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore”.
    Ci dice Gesù che non abbiamo proprio la minima idea di quello che sarà di noi dopo la resurrezione a vita eterna. Noi continuiamo a ragionare, nei grandi discorsi esistenziali, come nelle piccole questioni quotidiane, con l’ottica terrena, neanche minimamente ci avviciniamo a quello che sarà.

  9. #19
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    Giovedì 5 Giugno 2008 - San Bonifacio
    Vangelo secondo Marco (Mc 12,28-34)
    In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”. Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”.
    Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
    Non siamo lontani dal regno di Dio se scegliamo per la nostra vita la Sua regola (comandamento): ama il Signore con tutto te stesso ed il prossimo tuo come te stesso. A parole potremmo anche dire: nulla di più facile!!! Ma la quotidianità di ogni giorno ci insegna quanto sia faticoso (ma bello) cercare di vivere questo.

  10. #20
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    Venerdì 6 Giugno 2008 – Venerdì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
    Vangelo secondo Marco (Mc 12,35-37)
    In quel tempo, Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: “Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide? Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: ‘‘Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi’’.
    Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?”. E la numerosa folla lo ascoltava volentieri.
    Come possiamo chiamarLo noi Dio se a volte con le nostre azioni non lo conosciamo e seguiamo? Interessante l’esame personale che può scaturire e nascere da questa lettura del Vangelo.

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