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Discussione: E non ci indurre in tentazione

  1. #1
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    E non ci indurre in tentazione

    Luca 1:4
    [4] e perdonaci i nostri peccati,
    perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
    e non ci indurre in tentazione".


    Giacomo 1:13
    [13] Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male.


    Allora, come mai queste discordanze? Errori di traduzione o cosa.

  2. #2
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    MI sembrava di avere letto cio`, e so che ci osno anche contestazioni, a proposito di cio`. Allora la vecchia versione del 1974 contiene errori?

  3. #3
    Iscritto L'avatar di Batgiovi
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    Citazione Originariamente Scritto da liturgista Visualizza Messaggio
    nella nuova versione è "e non abbandonarci alla tentazione" Mt 6,13 Lc 11, 4
    Si infatti, credo abbiano dovuto cambiarla proprio per questo motivo, molta gente faceva confusione, anche se io uso sempre la versione originale

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Nessuno Visualizza Messaggio
    MI sembrava di avere letto cio`, e so che ci osno anche contestazioni, a proposito di cio`. Allora la vecchia versione del 1974 contiene errori?
    TRadotto dal francese risulta:< che noi non soccombiamo alla tentazione ,ma liberaci dal Maligno>

    <Non ci indurre> vuol dire non ci lasciar andare avanti, non ci lasciar entrare.

  5. #5
    Iscritto L'avatar di Fiammella
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    Io ho sempre detto queste parole pensando di star domandando al Signore di non permettere che il demonio mi tenti perchè debole come sono non sono in grado di reggere.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da SILVIA MARTELLI Visualizza Messaggio
    Io ho sempre detto queste parole pensando di star domandando al Signore di non permettere che il demonio mi tenti perchè debole come sono non sono in grado di reggere.
    Anche io.
    Sembrava scontato.

  7. #7
    Veterano di CR L'avatar di DINO
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    IL Padre nostro è una preghiera incalzante ,senza inutili chiacchiere.Dopo aver chiesto perdono,l'orante,che si riconosce peccatore perdonato,non si sente sicuro di se stesso e lancia a Dio il grido:"Non indurci in tentazione".E' la stessa esortazione di Gesù ai suoi discepoli:''Vegliate e pregate per non entrare in tentazione!''(Mc14,38).

    Dice sant'Agostino''Non indurci in tentazione:perdonaci i peccati commessi e dacci la grazia di non commetterne altri,poichè l'uomo commette peccato quando cede alla tentazione.Chi supplica il padre,continua sant'Agostino-di non essere indotto in tentazione,non prega di essere preservato,poichè''la vita delluomo sulla terra è una tentazione continua''(Gb 7,1)da parte degli uomini,della propria concupiscenza(Gc1,14s)e,sopratutto ,di satana(Lc22,31),al quale Dio può permettere di farlo persino con i giusti(Gb1,11s;2,5s).

    Ci dice san Cipriano :Quando chiediamo di non cadere intentazione ricordiamo la nostra debolezza,perchè nessuno si insuperbisca scioccamente ;nessuno,sia vanaglorioso,dal momento che il Signore disse:''Vegliate e pregate per non cadere in tentazione.Lo spirito è pronto ,ma la carne è debole''(Mt 26,41)

    Tertulliano,spiega che in questa supplica chiediamo che ''il tentatore non ci induca in tentazione'',nelle prove che Dio ci manda per provare la nostra fede ,per cui aggiungiamo''ma liberaci dal maligno''

    E san Paolo dice di non confidare in noi stessi,nella nostra forza:''Quindi,chi crede di stare in piedi,guardi di non cadere.Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana.Infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze,ma con la tentazione che vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla''
    Ultima modifica di DINO; 03-12-2008 alle 13:24

  8. #8
    Veterano di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da DINO Visualizza Messaggio
    IL Padre nostro è una preghiera incalzante ,senza inutili chiacchiere.Dopo aver chiesto perdono,l'orante,che si riconosce peccatore perdonato,non si sente sicuro di se stesso e lancia a Dio il grido:"Non indurci intetazione".E' la stessa esortazione di Gesù ai suoi discepoli:''Vegliate e pregate per non entrare in tentazione!''(Mc14,38)
    Tutto vero ,tutto bello.!
    Domenica scorsa ,il Celebrante nell'omelia, ci ha detto che la preghiera che ci ha insegnato Gesù comincia con <Padre nostro > e finisce con <Maligno>. ; dentro questi due termni ci siamo noi, con tutte le nostre storie, angoscie, suppliche , speranze e anche assieme a Gesù che prega il Padre con noi.

  9. #9
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da SILVIA MARTELLI Visualizza Messaggio
    Io ho sempre detto queste parole pensando di star domandando al Signore di non permettere che il demonio mi tenti perchè debole come sono non sono in grado di reggere.
    Si anche io concordo con la tua parafrasi. E' come un invocare la protezione del Signore contro ogni insidia e tentazione.

  10. #10
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    Effettivamente il problema è soprattutto nella traduzione italiana del

    "et ne nos indùcas in tentatiònem".

    In latino induco-is-induxi-inductum-inducere è principalmente "condurre dentro", ma è possibile rilevare che il verbo latino ha anche significati un po' diversi:

    troviamo traducibile, senza "in" :

    -non farci avanzare verso la tentazione

    -non metterci innanzi alla tentazione

    -non cancellare la tentazione (va bene che siamo tentati, ma facci resistere)

    ma soprattutto, quando il verbo regge il suffisso latino "in", troviamo traducibile:

    -non farci comparire davanti alla tentazione (tipicamente giudiziario)

    -non metterci in conto (non farci pagare) la tentazione (tipicamente contabile)

    -non rassegnarci alla tentazione

    anche se esiste il "famigerato":

    -indurci in... che è poi stato maldestramente scelto tra le varie possibilità, chissà da chi e perchè, suscitando, proprio in italiano, una comprensibile ambiguità.

    Per esempio in spagnolo "no nos dejes caer en tentación", non lasciarci cadere nella tentazione, o il francese "et ne nous soumets pas à la tentation", non sottometterci alla tentazione, suonano molto differentemente dall'ambiguo "indurci in" usato in italiano (e anche in inglese...).

    Gli ortodossi italiani pregano così: "non esporci alla tentazione"
    che è comunque di una sfumatura molto meno ambigua del nostro "indurci in".

    Ce n'è abbastanza per indignarsi della scelta fatta!

    Posto che si tratta di una traduzione infelice e che in latino ci sono significati addirittura combattivi/virtuosi (non rassegnarci alla tentazione), e molto misericordiosi in un contesto in cui si parla di remissione dei peccati (non contabilizzarcela, non farci comparire davanti al tribunale della tentazione), il Padre nostro è la preghiera di chi si fida di Dio e Gli si affida e non certo di chi Lo sospetta....

    Peccato davvero che qualche pessimo traduttore abbia fatto confusione e che ci siano voluti più di 30 anni per metterci una pezza "formale" (perchè in sostanza non cambia nulla: l'uomo senza Dio non si salva ed è Dio a salvarci, SE ci fidiamo di Lui nel farci liberare dal Maligno che, invidioso, vorrebbe portarci a rivolgerci dalla parte sbagliata).

    Dio "permette" che noi si sia "messi alla prova" non per punirci, ma perchè cerca di dimostrare al male che tutte le sue astuzie e menzogne sono destinate a perdere, malgrado le promesse fallaci che talora ci incantano. L'amore è più forte e l'amore lascia liberi.
    L'amore è forte come la morte e la sconfigge.

    Quando nell'Ave Maria preghiamo "nell'ora della nostra morte" non pensiamo solo alla morte del corpo: pensiamo ai peccati più brutti, che feriscono mortalmente l'anima. E' in quel momento lì che la Madre intercede per noi. Perchè possiamo chiedere il perdono.
    Viceversa non solo la tentazione, che non è ancora peccato, ma la perseveranza diabolica nel peccato ci renderanno schiavi.

    Liberaci o Padre misericordioso e giusto dal Male!

    Amen
    Ultima modifica di ambrosianodoc; 03-12-2008 alle 23:22

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