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Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: 1 Corinzi 13 - 8

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Efesino
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    1 Corinzi 13 - 8

    8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.


    Siccome questo passo biblico viene utilizzato spesso da Protestanti e Testimoni di Geova per contestare la veridicità di alcune apparizioni mariane o rivelazioni private, vorrei chiedervi un parere alla luce del Magistero.
    Grazie.
    Beato l'uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Pollo
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    Ritengo che il v. 8 vada necessariamente letto nel contesto, almeno quello dei vv. successivi: “La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.”

    S. Paolo non mi pare stia parlando del tempo presente, ma della parousia dove si vivrà nell’amore inestinguibile dato dall’incontro personale con Dio. In quel “giorno” non avremo più necessità di conoscere (o di ricevere profezie) perché alla conoscenza terrena subentrerà la visione di Dio. Non vorrei sbagliarmi, ma la prospettiva escatologica mi pare chiara, non è affatto un tentativo di abolire o delegittimare l’attuale conoscenza o gli attuali carismi (vedi cap. 14). Al contrario dell’amore, che non verrà mai meno, la conoscenza e le profezie (plurale, cioè i vari carismi conoscitivi) appartengono al mondo presente.

  3. 4 utenti ringraziano per questo messaggio:

    DenkaSaeba25 (06-01-2018), Efesino (06-01-2018), Lightcreek (13-01-2018), P.Willigisius carm (06-01-2018)

  4. #3
    Moderatore Ecumenico L'avatar di DenkaSaeba25
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    E' evidente che, contestualizzando il versetto all'interno del capitolo, Paolo stia compiendo un parallelo tra le realtà contemporanee e le Realtà Ultime (il Giudizio). Se notiamo i tempi verbali, anche della traduzione CEI, i versetti 8, 10 e 12 sono gli unici che sono coniugati al tempo futuro.

    Quindi la minore utilità dei carismi elencati da Paolo è riferita solamente al fatto che nell'Aldilà non saranno più necessari, mentre sarà necessaria la Carità per entrare nel Regno dei Cieli.
    Le infermità del cuore, come quelle del corpo, vengono a cavallo o in carrozza, ma se ne vanno a piedi e al piccolo trotto

    S. Francesco di Sales, Filotea


  5. Il seguente utente ringrazia DenkaSaeba25 per questo messaggio:

    Efesino (06-01-2018)

  6. #4
    Iscritto L'avatar di Efesino
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    Vi ringrazio molto, adesso ho una visione più chiara di quel tratto della Scrittura.
    Beato l'uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.

  7. #5
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Aggiungo solo una cosa. Questo è uno degli esempi che mostrano l'inconsistenza della ecclesiologia protestante, che esclude Magistero e Tradizione.

    Anche un versetto del genere può essere forzatamente interpretato in un certo modo, però, nello sterminato oceano di comunità protestanti, c'è chi interpreta questo versetto intendendolo riferito al tempo presente, e chi interpreta riferito al tempo futuro, come insegna la Chiesa Cattolica.

    Stiamo parlando solo di un versetto.....figuriamoci le diverse interpretazioni protestanti su tutto il resto della Bibbia.

    Questo è il motivo per il quale il mondo protestante è un continuo pullulare di innumerevoli denominazioni diverse tra loro sulla dottrina ma pure sulla ecclesiologia.

  8. #6
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Ad esempio ho conosciuto concretamente denominazioni protestanti che interpretano la fine dei carismi con il termine del periodo apostolico.

    Quindi, secondo loro, san Paolo si riferisce ad un futuro a lui molto vicino, cioè il termine di quel periodo apostolico.

    Se ci riflettiamo bene, questa interpretazione sarebbe comunque accettabile se decidiamo di abolire Magistero e Tradizione.

    Quello che bisogna sottolineare è che qualsiasi interpretazione biblica, di queste innumerevoli e incalcolabili denominazioni protestanti, per quanto siano interpretazioni forzate, diventano comunque accettabili nel momento in cui elimini Magistero e Tradizione.

    Questo perchè da ogni versetto della Bibbia, preso singolarmente, senza Magistero e Tradizione, è possibile forzare una interpretazione che sostenga tutto e il contrario di tutto.

  9. #7
    Iscritto L'avatar di Efesino
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    Hai ragione evergreen, infatti ho postato la domanda in questo forum proprio perchè qui ci si attiene all'interpretazione della Scrittura alla luce del Magistero e della Tradizione, al contrario del mondo protestante dove la "sola scriptura" ha portato all'anarchia teologica, per non parlare delle differenze enormi fra le varie comunità riformate, dai luterani "ufficiali" che si adeguano al pliticamente corretto (filo-gender, laicismo in politica ecc..) ai millenaristi tipo le ADI o gli Avventisti.
    Beato l'uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.

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