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Discussione: Albero della conoscenza del bene e del male. Prova di Dio.

  1. #1
    Hijo del Hombre
    visitatore

    Albero della conoscenza del bene e del male. Prova di Dio.

    Dopo la creazione dell'uomo, Dio lo pone a custodia dell'Eden, fornendogli tutto ciò di cui ha bisogno. Dio pianta anche due alberi particolari, uno della vita e uno della conoscenza di bene e male; in questo c'è una libertà granitica, che Dio dice all'uomo: puoi mangiare di tutti gli alberi che io ti do, ma non dell'albero della conoscenza del bene e del male. Non gli sta vietando di mangiare dell'albero della vita, per vivere in eterno con Lui (effetto che spiegherà in seguito al peccato, sigillando quell'albero), ma gli sta mettendo la prova della scelta e della fedeltà.
    L'albero della conoscenza del bene e del male è infatti una scelta che Dio propone all'uomo: se non lo mangi vivrai, se lo mangi certamente dovrai morire. Nella Scrittura è specificato che Dio pianta quei due alberi, ma solo di uno vieta la fruizione. E' un divieto per il bene, e non per il male. Rispettare il divieto glorifica Dio per la nostra libertà, perché abbiamo scelto saggiamente, cioè abbiamo rifiutato di scegliere, da noi stessi, di conoscere cos'è bene e cos'è male.
    Se Dio non avesse usato questo espediente dell'albero vietato, mettendo in luce tutte le condizioni che il suo utilizzo avrebbe portato, l'uomo non sarebbe stato veramente pieno né libero di scegliere: o per sé o per Dio.

  2. #2
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Dopo la creazione dell'uomo, Dio lo pone a custodia dell'Eden, fornendogli tutto ciò di cui ha bisogno. Dio pianta anche due alberi particolari, uno della vita e uno della conoscenza di bene e male; in questo c'è una libertà granitica, che Dio dice all'uomo: puoi mangiare di tutti gli alberi che io ti do, ma non dell'albero della conoscenza del bene e del male. Non gli sta vietando di mangiare dell'albero della vita, per vivere in eterno con Lui (effetto che spiegherà in seguito al peccato, sigillando quell'albero), ma gli sta mettendo la prova della scelta e della fedeltà.
    L'albero della conoscenza del bene e del male è infatti una scelta che Dio propone all'uomo: se non lo mangi vivrai, se lo mangi certamente dovrai morire. Nella Scrittura è specificato che Dio pianta quei due alberi, ma solo di uno vieta la fruizione. E' un divieto per il bene, e non per il male. Rispettare il divieto glorifica Dio per la nostra libertà, perché abbiamo scelto saggiamente, cioè abbiamo rifiutato di scegliere, da noi stessi, di conoscere cos'è bene e cos'è male.
    Se Dio non avesse usato questo espediente dell'albero vietato, mettendo in luce tutte le condizioni che il suo utilizzo avrebbe portato, l'uomo non sarebbe stato veramente pieno né libero di scegliere: o per sé o per Dio.
    Quindi Dio porrebbe al di sopra di ogni cosa l'obbedienza? Non so... non mi torna qualcosa...
    La domanda che mi pongo è: Dio ha creato prima l'Albero della Conoscenza (e quello della Vita) dell'Uomo oppure l'ha creato successivamente? Da come ci è dato di sapere (correggimi Prof se sbaglio) la Creazione dell'Uomo è l'ultimo atto Creativo di Dio. Ergo, tutto il resto è stato Creato prima. A questo punto il mio dubbio è che entrambi gli Alberi non fossero evidentemente dei comuni alberi fruttiferi (come sembrerebbe visto che ammonisce dal mangiare i frutti di quello della Conoscenza)e se no, allora, che cosa?

    P.S. il fatto che Dio abbia piantato - da come dici - subito dopo la Creazione dell'Uomo i due Alberi ha importanza temporale? O piuttosto, dato il carattere a-temporale (suppongo, visto le Sue Qualità - Onnipresenza, Onnipotenza, Onniscenza), il Pensiero in Lui ha anticipato la Creazione? Chiedo scusa, ma ho l'impressione che il tutto sia un problema filosofico piuttosto che teologico
    Ultima modifica di Ariele; 11-02-2015 alle 18:38 Motivo: aggiunta
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  3. #3
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Genesi 2

    [4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, [5] nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo

    [6] e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -;

    [7] allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.

    [8] Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.

    [9] Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male

    [...]

    [15] Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

    [16] Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,

    [17] ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".
    Citazione Originariamente Scritto da Ariele Visualizza Messaggio
    Quindi Dio porrebbe al di sopra di ogni cosa l'obbedienza? Non so... non mi torna qualcosa...
    La libertà dell'uomo, di cui si parla potentemente in questo capitolo, è giocata sull'immensità di Dio e dei doni, prima di tutto quello dell'essere stati creati, e poi di essere stati circondati di amore e di cure. L'albero della conoscenza del bene e del male è citato dopo quello della vita, e sempre dopo viene citato il divieto di cibarsi di quello.
    Dio, come si legge, ha dato nutrimento, lavoro (e più tardi, nei versetti, la donna e quindi la famiglia), ma solo una cosa ha chiesto di non fare, cioè di andare all'albero che aveva posto (conoscenza del bene e del male). Se Dio non avesse posto quell'albero, l'uomo non avrebbe potuto effettuare una scelta libera, cioè se rispondere con slancio al creatore o metterglisi contro.

    Diversa è la tentazione del serpente. Prima c'è la prova di Dio, dove Dio spinge l'uomo a utilizzare tutta la sua potenzialità di essere ad immagine e somiglianza di Dio, e perciò lo avverte che vi sono scelte mortali per l'uomo. L'albero della conoscenza del bene e del male non è uno spauracchio, ma un ammonimento del cattivo uso della libertà (libero arbitrio), che diventa vera libertà (libertà realizzata, pienamente posseduta da Dio) solo quando ci si conforma al Signore. Infine viene la tentazione: il serpente si serve proprio di quell'ammonimento di vita di Dio per tentare l'uomo, fa cioè sembrare male una amorosa messa in guardia di Dio dalla falsa libertà, e infatti il serpente premerà proprio su questo tasto, e come abbiamo visto riuscirà, perché l'uomo non si è fidato dell'avvertimento di Dio, ma ha preferito dare ascolto a chi gli prometteva liberazione da... non si sa cosa.
    Ultima modifica di Hijo del Hombre; 11-02-2015 alle 19:00

  4. #4
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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  5. #5
    Gran CierRino L'avatar di Ultimitempi
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    Quindi Dio porrebbe al di sopra di ogni cosa l'obbedienza? Non so... non mi torna qualcosa...
    La domanda che mi pongo è: Dio ha creato prima l'Albero della Conoscenza (e quello della Vita) dell'Uomo oppure l'ha creato successivamente? Da come ci è dato di sapere (correggimi Prof se sbaglio) la Creazione dell'Uomo è l'ultimo atto Creativo di Dio. Ergo, tutto il resto è stato Creato prima. A questo punto il mio dubbio è che entrambi gli Alberi non fossero evidentemente dei comuni alberi fruttiferi (come sembrerebbe visto che ammonisce dal mangiare i frutti di quello della Conoscenza)e se no, allora, che cosa?

    P.S. il fatto che Dio abbia piantato - da come dici - subito dopo la Creazione dell'Uomo i due Alberi ha importanza temporale? O piuttosto, dato il carattere a-temporale (suppongo, visto le Sue Qualità - Onnipresenza, Onnipotenza, Onniscenza), il Pensiero in Lui ha anticipato la Creazione? Chiedo scusa, ma ho l'impressione che il tutto sia un problema filosofico piuttosto che teologico
    No, aldisopra di tutto Dio pone la fede: E' diverso.
    Mulier ecce filius tuus

  6. #6
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Genesi 2





    La libertà dell'uomo, di cui si parla potentemente in questo capitolo, è giocata sull'immensità di Dio e dei doni, prima di tutto quello dell'essere stati creati, e poi di essere stati circondati di amore e di cure. L'albero della conoscenza del bene e del male è citato dopo quello della vita, e sempre dopo viene citato il divieto di cibarsi di quello.
    Dio, come si legge, ha dato nutrimento, lavoro (e più tardi, nei versetti, la donna e quindi la famiglia), ma solo una cosa ha chiesto di non fare, cioè di andare all'albero che aveva posto (conoscenza del bene e del male). Se Dio non avesse posto quell'albero, l'uomo non avrebbe potuto effettuare una scelta libera, cioè se rispondere con slancio al creatore o metterglisi contro.

    Diversa è la tentazione del serpente. Prima c'è la prova di Dio, dove Dio spinge l'uomo a utilizzare tutta la sua potenzialità di essere ad immagine e somiglianza di Dio, e perciò lo avverte che vi sono scelte mortali per l'uomo. L'albero della conoscenza del bene e del male non è uno spauracchio, ma un ammonimento del cattivo uso della libertà (libero arbitrio), che diventa vera libertà (libertà realizzata, pienamente posseduta da Dio) solo quando ci si conforma al Signore. Infine viene la tentazione: il serpente si serve proprio di quell'ammonimento di vita di Dio per tentare l'uomo, fa cioè sembrare male una amorosa messa in guardia di Dio dalla falsa libertà, e infatti il serpente premerà proprio su questo tasto, e come abbiamo visto riuscirà, perché l'uomo non si è fidato dell'avvertimento di Dio, ma ha preferito dare ascolto a chi gli prometteva liberazione da... non si sa cosa.
    Grazie, Prof mi era sempre sfuggito il particolare della Creazione riguardo all'Albero della Vita e quello della Conoscenza. In effetti era giocoforza che il secondo succedesse al primo visto che l'Uomo ha poi scelto il secondo, avendo in ogni caso a disposizione il primo... che era poi quello che gli garantiva l'Amicizia di Dio.

    Invece ho un altro dubbio, derivante - probabilmente - dalla cattiva Catechesi ricevuta negli anni trascorsi.
    Ho sempre saputo che Lucifero (l'Angelo più splendente) si ribellò a Dio in seguito alla Creazione dell'Uomo, Creazione che aveva messo in secondo piano il resto del Creato tant'è che Dio pose l'Uomo al di sopra di ogni altra Creatura. Il serpente, quindi, è manifestazione di Lucifero oppure una delle sue creature? E' possibile che anche Lucifero avesse dato luogo - diciamo (eresia!!) - ad una sua personale creazione, tra cui rientravano anche alcune bestie cosiddette "immonde" tra le quali il serpente? Premetto che queste sono idee totalmente personali, che non ho mai letto nulla di simile da nessuna parte perchè non ho mai avuto interesse per teorie "aternative" e che quindi non sto mettendo sul piatto letture contrarie alla mia Fede Cattolica. Chissà, forse è anche peggio
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  7. #7
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Ariele Visualizza Messaggio
    In effetti era giocoforza che il secondo succedesse al primo visto che l'Uomo ha poi scelto il secondo, avendo in ogni caso a disposizione il primo... che era poi quello che gli garantiva l'Amicizia di Dio.
    L'uomo era fatto per stare in comunione con Dio già da quando era stato creato. Il nutrimento che gli viene posto davanti è immenso, incluso l'albero della vita, che è menzionato assieme all'albero della conoscenza del bene e del male. Uno è albero di vita eterna, lo dice Dio quand'è avvenuto il peccato, l'altro è l'albero della falsa libertà, della pretesa dell'uomo di scegliere da sé. Non a caso Dio non dice mai all'uomo, prima che esso peccasse, che dell'albero della vita non doveva mangiarne, ma era incluso assieme a tutto il resto. Perciò l'uomo, potenzialmente, grazie a Dio poteva vivere in eterno senza che mancasse nulla. Il secondo albero ha una funzione pedagogica, o così doveva essere, cioè per dire all'uomo: puoi scegliere ogni cosa che ti piaccia ("dilige et quod vis fac", s. Agostino) e che ti darà anche vita eterna, te la concedo io, ma scegli per il bene, perché nel momento in cui scegli per te stesso e ti allontani dal mio progetto, cosa di cui ti avverto, sei destinato alla morte.

    Invece ho un altro dubbio, derivante - probabilmente - dalla cattiva Catechesi ricevuta negli anni trascorsi.
    Ho sempre saputo che Lucifero (l'Angelo più splendente) si ribellò a Dio in seguito alla Creazione dell'Uomo, Creazione che aveva messo in secondo piano il resto del Creato tant'è che Dio pose l'Uomo al di sopra di ogni altra Creatura. Il serpente, quindi, è manifestazione di Lucifero oppure una delle sue creature? E' possibile che anche Lucifero avesse dato luogo - diciamo (eresia!!) - ad una sua personale creazione, tra cui rientravano anche alcune bestie cosiddette "immonde" tra le quali il serpente? Premetto che queste sono idee totalmente personali, che non ho mai letto nulla di simile da nessuna parte perchè non ho mai avuto interesse per teorie "aternative" e che quindi non sto mettendo sul piatto letture contrarie alla mia Fede Cattolica. Chissà, forse è anche peggio
    La figura di "Lucifero" (tra l'altro presa da un altro libro dell'AT) non è immediatamente identificabile col serpente di cui parla Genesi. Quest'ultimo viene raffigurato come "la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio". Questo ci dice due cose immediate: è "bestia selvatica" e la più astuta tra le creature di Dio (e non di Lucifero!). La Scrittura si serve del mito del serpente, utilizzato da tutte le popolazioni vicine agli ebrei, per sottolineare come attorno ad esso aleggiasse una figura di forza, intelligenza, ma collegato inscindibilmente all'idolatria; è una figura enormemente negativa già nella presentazione. Inoltre il serpente era visto come uno dei pericoli maggiori nella vita dei deserti.
    Andiamo avanti.
    Il serpente dice: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?", e cioè propone un dubbio che contiene una falsità, poiché Dio non ha mai detto di non mangiare di nessun albero, anzi, ha posto la libertà più estrema e fatto un solo divieto.
    La donna risponde: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". Per eccesso di zelo, la donna aggiunge che non dovevano mangiarlo, ma neanche toccarlo, cosa - quest'ultima - mai detta da Dio. Perché la donna estenda il comando di Dio anche al "toccare", non è chiaro, si può dire però per sommi capi che è un'evidenza che lei, nella sua mente, lo avesse già sfiorato.
    Ora che il serpente è insinuato nel discorso, pronuncia la sentenza: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Negazione delle conseguenze che Dio ha illustrato, menzogna su di Lui, accusato di dire menzogne. In più a Dio viene attribuita la specifica volontà di negare all'uomo il suo "diritto", cioè di essere come Dio e scegliere "per sé".
    L'epilogo è questo

    Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.

    Vede l'albero di cui prima aveva solo sfiorato il pensiero: buono, bello alla vista e desiderabile per diventar saggi. Prende il frutto. Lo mangiano lei e il marito.

    Perciò, mentre la prova della scelta giusta, cioè di fare il bene e non scegliere il male, era stata data all'uomo da Dio per farlo crescere nella comunione con Lui, la tentazione del serpente, che inizia con la prima domanda "E vero che...?", è di tutt'altra natura. Non propone un bene come tale, ma maschera un male gabellandolo come fosse bene.

  8. #8
    Gran CierRino L'avatar di Ultimitempi
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    E' esatto: e se vogliamo, mentendo, fa credere alla Donna che in fondo, se non può mangiare di un albero è come se non potesse mangiarne di nessuno...
    Il suo intento è riuscito ed è attualissimo anche per noi: Convincerci che Dio non ci ami. Che siamo soli. Che dobbiamo cavarcela da soli, perchè Lui ci pone dei limiti.
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  9. #9
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    Quella degli alberi è chiaramente una metafora poetica, come la maggior parte della Genesi.

  10. #10
    Hijo del Hombre
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    Citazione Originariamente Scritto da Bosco Vecchio Visualizza Messaggio
    Quella degli alberi è chiaramente una metafora poetica, come la maggior parte della Genesi.
    E' un'allegoria e non una metafora, vi sono differenze sostanziali.

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