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Discussione: Abacuc 2,13-14

  1. #1
    Iscritto L'avatar di IgnaziodaLoyola
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    Abacuc 2,13-14

    13Non è forse volere del Signore degli eserciti
    che i popoli si affannino per il fuoco
    e le nazioni si affatichino invano?
    14Poiché la terra si riempirà della conoscenza
    della gloria del Signore,
    come le acque ricoprono il mare.


    [Ab 2,13-14]

    avrete qualche nota di commento da poter allegare a questi due versi, che mi hanno particolarmente colpito?


    Grazie
    Pace a voi!

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Pollo
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    Non mi è chiaro che tipo di commento necessiti.
    In ogni caso, provo.
    I versetti del libro di Abacuc che citi fanno parte della seconda sezione del libro dove si raccolgono alcuni oracoli «guai». Tali oracoli «guai» sono di solito riferiti a Babilonia (anche se vi sono voci diverse nell’identificazione dell’oppressore).
    Ab 2,12-14 è il quarto di tali oracoli e se la prende contro coloro che fanno progetti di costruzione iniqui e criminali (cfr. v. 12; anche altri profeti si scagliano contro tali iniquità, vedi Mic 3,10). Tutti questi progetti però si riveleranno vani e non porteranno frutto perché il fuoco li distruggerà (v. 13), in questo modo tutto ciò che era considerato solido, in verità si dimostrerà nulla. Il v. 14 – forse non ben connesso a quanto precede – afferma, forse, che successivamente al riconoscimento della vacuità di tali progetti, allora la terra potrà riempirsi della vera fede in Dio. Qui il testo usa un’espressione formulare che si ritrova, simile, anche in Is 11,9.

  3. Il seguente utente ringrazia Pollo per questo messaggio:

    IgnaziodaLoyola (03-10-2017)

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