Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Qoelet 9:5

  1. #1
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    Qoelet 9:5

    “I viventi sono consci che moriranno; ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla”.


    Come va intesa ed interpretata questa frase?

    Voglio dire:se i morti,a quanto è scritto qui, non sono consci di nulla, allora il Purgatorio (inteso come stato dell'anima, e non necesariamente come un luogo fisico) non esiste?

    E men che meno esiste il Giudizio Particolare? E allora, dopo la morte, è tutto "rimandato"al Giudizio Universale?

    No,perchè, se io mi sforzo di interpretare questa frase, è questo il significato che ne deduco e che ne ricavo, alla fine.

    C'è qualcuno più esperto al riguardo,che mi possa fornire la giusta interpretazione di questa frase del Qoelet?

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Pollo
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    Soprassedendo al fatto che la tua citazione del testo biblico è presa dalla traduzione dei Testimoni di Geova , provo a rispondere.
    Qo 9,5 "Infatti i vivi sanno che devono morire, ma i morti non sanno nulla..."
    Il Qohelet è un libro antico testamentario e, come tale, sottolinea l'assoluta sovranità e trascendenza divina e la miseria dell'uomo che non è altro che polvere. L'assenza di prospettive ultraterrene per l'uomo rientra negli insegnamenti antichi della fede d'Israele e Qohelet ripete spesso tale insegnamento tradizionale. Solo in epoca più recente, infatti, la tradizione ebraica iniziò a concettualizzare una vita eterna non interrotta dalla morte (cfr. Dan 12,1-2 opp. Sap 2,23 e 2Mac 7). Non dimenticare che ancora all'epoca di Gesù vi erano dibattiti in merito a tale argomento (cfr. Mc 12,18-27 e le dispute tra farisei e sadducei).

    OT – ricordo a tutti i forumisti che le interpretazioni letteraliste del testo biblico, quelle cioè che isolano un pezzo di versetto senza tener conto dell'insieme della S. Scrittura e dello sviluppo della viva Tradizione di tutta la Chiesa, non sono cattoliche (cfr. Dei Verbum n. 12).

  3. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Albina (12-10-2017), SolitairWolf (02-10-2017)

  4. #3
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    Caro Pollo, io ti ringrazio per il tuo chiarimento a tal riguardo.

    Faccio mea culpa per aver riportato, di fatto, una traduzione non ufficiale del versetto in questione.

    Eppure avevo fatto appositamente più di una ricerca, prima di postare, (non avevo il testo sacro sotto mano) proprio perchè volevo evitare traduzioni difformi o non ufficiali.Evidentemente non mi è bastata l'attenzione che ho messo nella ricerca.

    Si,è vero che non è corretto estrapolare una semplice frase o alcune parole di essa, ed interpretarla in senso letterale, ma proprio questo versetto particolare era quello che mi metteva dei dubbi e proprio per questo ho chiesto a chi è più esperto di me a tal riguardo, adeguate spiegazioni.

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