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Discussione: Matrimonio misto tra cattolici ed ortodossi

  1. #1
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    Matrimonio misto tra cattolici ed ortodossi

    1. il matrimonio misto tra cattolici e ortodossi
    è uguale (il rito è lo stesso?) facendolo in una delle due chiese o ha significati diversi?

    2. se una cattolica si sposa con rito misto in chiesa ortodossa
    con un ortodosso divorziato , può ancora fare la comunione?

    3. come è possibile che venga autorizzata a sposarsi dall'ordinario cattolico?

    4. l'ortodosso nel caso specifico può rivolgersi al tribunale ecclesiastico cattolico per chiedere una sorta di dichiarazione di nullità del suo precedente matrimonio?
    se la risposta è no... e se diventasse cattolico? potrebbe far esaminare il caso del matrimonio precendente che ritiene nullo?

    scusate la tante domande...

  2. #2
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Citazione Originariamente Scritto da scienzaperluomo Visualizza Messaggio
    1. il matrimonio misto tra cattolici e ortodossi
    è uguale (il rito è lo stesso?) facendolo in una delle due chiese o ha significati diversi?

    2. se una cattolica si sposa con rito misto in chiesa ortodossa
    con un ortodosso divorziato , può ancora fare la comunione?

    3. come è possibile che venga autorizzata a sposarsi dall'ordinario cattolico?

    4. l'ortodosso nel caso specifico può rivolgersi al tribunale ecclesiastico cattolico per chiedere una sorta di dichiarazione di nullità del suo precedente matrimonio?
    se la risposta è no... e se diventasse cattolico? potrebbe far esaminare il caso del matrimonio precendente che ritiene nullo?

    scusate la tante domande...

    prima di rispondere alle domande, dovrei sapere esattamente a quale chiesa ortodossa appartiene il coniuge ortodosso (greca, russa, ecc.).

  3. #3
    Utente Senior L'avatar di bqanto
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    Rifletto4, il punto della questione è che quest'uomo ortodosso ha contratto matrimonio ortodosso. Quindi il quesito è: questo matrimonio ortodosso, è valido o non è valido per la Chiesa cattolica? Perché se è valido, se è valido come sacramento, è anche indissolubile e questo significa che la Chiesa cattolica considera quest'uomo già sposato, quindi non autorizzerà un matrimonio religioso tra quest'uomo e qualunque donna. Se invece il matrimonio ortodosso non è valido per la Chiesa cattolica, questo vuol dire che per la Chiesa quest'uomo è celibe, è libero, si può sposare in chiesa. È lo stesso discorso che abbiamo già affrontato in un'altra discussione riguardo al matrimonio civile, che tu credevi avesse lo stesso valore del sacramento, che fosse indissolubile, che impedisse la celebrazione di un "secondo" matrimonio in chiesa (penso che ti ricorderai quella discussione).

    Il problema che tu ti poni, da un punto di vista universale e concettuale non è sbagliato: qualunque matrimonio dovrebbe essere un matrimonio e la Chiesa dovrebbe considerare indissolubile qualsiasi matrimonio, altrimenti poi, nei fatti, finisce che uno si sposa due volte, per es. una volta in Comune e una volta in chiesa, e questo viola, nella sostanza, l'insegnamento di Gesù. Ma devi considerare che la Chiesa vive e agisce all'interno di un mondo imperfetto: noi non siamo la Gerusalemme celeste, la Chiesa cattolica è soltanto una delle molte realtà sociali che ci sono nel mondo, il diritto canonico non è universale, è valido solo per la Chiesa. Ci sono altri Paesi, altre istituzioni religiose che seguono altre normative. Se il Papa volesse, potrebbe considerare valido qualsiasi matrimonio, ma evidentemente in questi duemila anni la saggezza del Magistero ha indirizzato il diritto canonico nel senso che la Chiesa prenda in considerazione solo il sacramento del matrimonio, e non altre forme di matrimonio.

    DISCLAIMER: È vero che una persona sposata civilmente (non divorziata) non può sposarsi in chiesa, ma questo è stato stabilito solo per evitare casi di bigamia; è purtroppo quello che succede in molte famiglie musulmane che vivono in Occidente: il marito sposa una sola moglie civilmente, le altre con rito musulmano. Ma anche in quei casi il vescovo, in determinate circostanze, può dare ugualmente l'autorizzazione al sacramento, se è sicuro che non è una scappatoia per avere due mariti o due mogli. Va da sé che appena l'impedimento viene superato, col divorzio, non ci sono più ostacoli all'accesso al sacramento. Aggiungo che se una persona sposata in Comune celebra il sacramento del matrimonio, in qualsiasi circostanza (per es. in punto di morte o presentando documenti falsi), il sacramento è comunque valido, proprio perché quella persona non ha mai celebrato in precedenza il sacramento del matrimonio.

    Antonella

  4. #4
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Il matrimonio è prima di tutto un istituto di diritto naturale, indissolubile per sua natura propria, anche per i NON battezzati (fra due persone di sesso diverso).
    La Chiesa riconosce certamente validi i matrimoni fra non battezzati.

    I cattolici possono però celebrare validamente il solo matrimonio religioso in quanto sacramento; se due cattolici si sposano in comune, per esempio, quello non è assoluamente un matrimonio per la Chiesa; anzi è peccato grave pubblico.

    Esiste però la dispensa in alcuni casi quando un cattolico vuole sposarsi con un non battezzato. In tal caso il matrimonio non è sacramentale, ma di solo diritto naturale.

  5. #5
    Utente Senior L'avatar di bqanto
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    La Chiesa riconosce certamente validi i matrimoni fra non battezzati.
    Quindi un induista sposato che si converte, non può celebrare il sacramento del matrimonio con una donna diversa dalla moglie induista?

    Antonella

  6. #6
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Citazione Originariamente Scritto da bqanto Visualizza Messaggio
    Quindi un induista sposato che si converte, non può celebrare il sacramento del matrimonio con una donna diversa dalla moglie induista?
    Antonella
    Certo che può, a determinate condizioni, attraverso il cosiddetto "privilegio paolino".

  7. #7
    Veterano di CR L'avatar di rifletto4
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    Certo che può, a determinate condizioni, attraverso il cosiddetto "privilegio paolino".
    Che cosa è un privilegio paolino

  8. #8
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Citazione Originariamente Scritto da rifletto4 Visualizza Messaggio
    Che cosa è un privilegio paolino

    Privilegio paolino

    Can. 1143 - §1. Il matrimonio celebrato tra due non battezzati, per il privilegio paolino si scioglie in favore della fede della parte che ha ricevuto il battesimo, per lo stesso fatto che questa contrae un nuovo matrimonio, purché si separi la parte non battezzata.
    §2. Si ritiene che la parte non battezzata si separa se non vuol coabitare con la parte battezzata o non vuol coabitare pacificamente senza offesa al Creatore, eccetto che sia stata questa a darle, dopo il battesimo, una giusta causa per separarsi.

    Can. 1144 - §1. Perché la parte battezzata possa contrarre validamente un nuovo matrimonio, si deve sempre interpellare la parte non battezzata: 1) se voglia essa pure ricevere il battesimo; 2) se almeno voglia coabitare con la parte battezzata pacificamente, senza offesa al Creatore.
    §2. Detta interpellazione deve essere fatta dopo il battesimo; tuttavia l'Ordinario del luogo può, per una grave causa, permettere che l'interpellazione sia fatta prima del battesimo; anzi può anche dispensare da essa, sia prima sia dopo il battesimo, purché da un procedimento almeno sommario ed extragiudiziale risulti che non è possibile o che sarebbe inutile farla.

    Can. 1145 - §1. Di regola l'interpellazione va fatta per autorità dell'Ordinario del luogo della parte convertita, e al medesimo Ordinario spetta pure concedere all'altro coniuge, se mai lo richiede, un intervallo di tempo per rispondere, ammonendolo tuttavia che, trascorso inutilmente l'intervallo, il suo silenzio verrà ritenuto come una risposta negativa.
    §2. È valida anche l'interpellazione fatta privatamente dalla stessa parte convertita, che anzi è lecita se non è possibile osservare la forma sopra stabilita.
    §3. In entrambi i casi, l'interpellazione compiuta e il suo esito devono constare legittimamente nel foro esterno.

    Can. 1146 - La parte battezzata ha diritto a contrarre nuove nozze con una parte cattolica: 1) se l'altra parte rispose negativamente all'interpellazione, o se questa fu legittimamente omessa; 2) se la parte non battezzata, già interpellata o no, prima perseverante nella pacifica coabitazione senza offesa al Creatore, in seguito si sia separata senza una giusta causa, ferme restando le disposizioni dei cann. 1144 e 1145.

    Can. 1147 - Tuttavia l'Ordinario del luogo, per una grave causa, può concedere alla parte battezzata che usufruisce del privilegio paolino, di contrarre matrimonio con una parte non cattolica, sia battezzata sia non battezzata, ottemperando anche alle disposizioni dei canoni sui matrimoni misti.

  9. #9
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    Ma il Diritto canonico prevede il caso inverso, cioè il matrimonio tra due battezzati in cui, ad un certo punto, uno dei coniugi rinnega la propria fede?

  10. #10
    Veterano di CR L'avatar di Garsel
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    Ma il Diritto canonico prevede il caso inverso, cioè il matrimonio tra due battezzati in cui, ad un certo punto, uno dei coniugi rinnega la propria fede?
    No, come potrebbe, Andrea?

    Non so perché si chiami paolino, ma mi sembra che, all'atto pratico, questo privilegio vanifichi il concetto di matrimonio naturale indissolubile. Basta che il non-battezzato fornisca una giusta causa di separazione (che può essere qualsiasi cosa, alla fine), e il matrimonio è sciolto.
    Antonella, si chiama paolino perché lo formula esplicitamente san Paolo in una delle sue lettere. Casomai prenditela con lui ;)

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