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Discussione: Messe con intenzioni collettive

  1. #21
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Card.Luciani Visualizza Messaggio
    Non avete però risposto alla domanda..il vescovo diocesano può o non puo derogare a quanto disposto dal decr.della CpC Mos iugiter, 22 febbraio 1991?
    L'istruzione della Congregazione per il Clero è una norma di rango superiore rispetto a quelle emesse dal Vescovo diocesano pertanto, in assenza di un'indicazione che affermi che il Vescovo diocesano vi può - a fronte di valide ragioni - derogare, si deve rispondere di no.

    Citazione Originariamente Scritto da Card.Luciani Visualizza Messaggio
    a volte, ad un errore del sacerdote che ha omesso qualche nome sono seguite contestazioni...
    Questa, purtroppo, oltre ad una cattiva educazione - come se un errore o una distrazione non possa capitare - è anche indice di una pessima preparazione catechistica e di un approccio molto approssimativo (e al limite della superstizione...) alla fede cristiana. Come se la Messa per il defunto "non vale" se non c'è scritto il nome giusto su un qualche foglietto o se il celebrante non lo dice.....

    Ancora peggio quando poi magari scopri che il problema è che c'erano tutti i parenti in chiesa e si sono offesi perché non hanno sentito dire il nome del loro caro...

  2. #22
    Vecchia guardia di CR
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    Non sono capace di dare una risposta certa e mi spiace. Ma credo che vi sia un forumista esperto che possa aiutarti, Io ho solo espresso le miei impressioni e narrato (solo in parte) quello che mi è accaduto.Giusto per completare il discorso, credo, che vi sia una grande confusione ed è per questo che nessuno si voglia prendere la briga di di Sì o No, Alemno è questa la mia impressione e, se vera, me ne dispiae per te, come anche per me.

  3. #23
    Partecipante a CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da P.Willigisius carm Visualizza Messaggio
    Non sono capace di dare una risposta certa e mi spiace. Ma credo che vi sia un forumista esperto che possa aiutarti, Io ho solo espresso le miei impressioni e narrato (solo in parte) quello che mi è accaduto.Giusto per completare il discorso, credo, che vi sia una grande confusione ed è per questo che nessuno si voglia prendere la briga di di Sì o No, Alemno è questa la mia impressione e, se vera, me ne dispiae per te, come anche per me.
    In realtà si trattava di una domanda retorica...il Vescovo non può derogare da quanto disposto nel decreto sopracitato....Ma son certa che sappia bene quanto accade nella diocesi. Il che spesso fa pensar male più di qualcuno, ossia che pur di raccogliere qualcosa in più si chiuda un occhio su questi abusi.....
    Del resto, l'edizione commentata del CJC che consulto mi pare chiarissima, anche non essendo una canonista.... Sarà che ho avuto un bravissimo professore di diritto canonico all'UPS, ma in questa disciplina trovo molto più che un insieme di regole aride.....
    Pace e bene a tutti!!!
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  4. #24
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Dal blog del padre barnabita Giovanni Scalese

    «SOVVIENI ALLE NECESSITÀ DELLA CHIESA»

    Ieri, durante l’udienza generale, dedicata a una catechesi sulla preghiera eucaristica, il Santo Padre ha tra l’altro affermato:

    “Padre, quanto devo pagare perché il mio nome venga detto lì?” – “Niente”. Capito questo? Niente! La Messa non si paga. La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito. La redenzione è gratuita. Se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga. Questo è importante capirlo.

    Naturalmente i media si sono subito buttati a capofitto sulla notizia, soffermandosi su queste tre righe e magari trascurando le altre cinquanta righe della catechesi. Ma questo fa parte del sistema dell’informazione.

    Non per voler criticare il Papa, ma solo per deplorare una certa pastorale, diffusa soprattutto nell’immediato post-concilio, fatta piú di slogan che di ragionamenti, con tutto il rispetto chiedo: è proprio necessario ricordare ai fedeli quel che è ovvio («La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito») e non aiutarli invece a capire il senso di una prassi secolare della Chiesa (l’uso di accompagnare con un’offerta la richiesta di celebrare la Messa secondo le proprie intenzioni)? Lo scopo della catechesi non dovrebbe essere proprio quello di spiegare ai fedeli il senso, non sempre immediato, di certi usi tradizionali della Chiesa?

    Il Codice di diritto canonico dedica un intero capitolo a “L’offerta per la celebrazione della Messa”. Ne riporto qui i primi tre canoni:

    Can. 945 - §1. Secondo l’uso approvato della Chiesa, è lecito ad ogni sacerdote che celebra la Messa, ricevere l’offerta data affinché applichi la Messa secondo una determinata intenzione.
    §2. È vivamente raccomandato ai sacerdoti di celebrare la Messa per le intenzioni dei fedeli, soprattutto dei piú poveri, anche senza ricevere alcuna offerta.

    Can. 946 - I fedeli che danno l’offerta perché la Messa venga celebrata secondo la loro intenzione, contribuiscono al bene della Chiesa, e mediante tale offerta partecipano della sua sollecitudine per il sostentamento dei ministri e delle opere.

    Can. 947 - Dall’offerta delle Messe deve essere assolutamente tenuta lontana anche l’apparenza di contrattazione o di commercio.

    Mi sembra che si tratti di un testo molto chiaro ed equilibrato, che però, per ovvi motivi, non tutti i fedeli conoscono (e di qui l’opportunità di farlo conoscere loro nella catechesi). Da questi tre canoni risulta che: a) si tratta di un uso approvato dalla Chiesa; b) si tratta di un modo per sostenere i sacerdoti e l’attività pastorale della Chiesa; c) bisogna guadarsi da ogni forma di mercimonio e occorre essere pronti a celebrare per le intenzioni dei fedeli anche quando non si riceve alcuna offerta.

    Il punto principale su cui, secondo me, bisognerebbe insistere è il secondo: attraverso l’offerta per la Messa i fedeli «contribuiscono al bene della Chiesa», dando cosí attuazione al quinto precetto della Chiesa («Sovvieni alle necessità della Chiesa»), di cui al Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2042). L’offerta per la Messa serve a molti sacerdoti per far quadrare il bilancio, visto che il loro stipendio non è sufficiente a far fronte a tutte le spese. Per i religiosi, che non possono neppure contare sul sostentamento del clero, l’elemosina per la Messa è spesso l’unico contributo che danno alla comunità che li mantiene. Per molti missionari le intenzioni di Messa sono l’unica entrata, che permette loro di vivere.

    Molti fedeli queste cose non le sanno; molti di loro non sanno neppure che la Messa può essere celebrata secondo le loro intenzioni; e, se lo sanno, non sanno che, quando si chiede di celebrare la Messa secondo le proprie intenzioni, c’è l’uso di fare un’offerta. Per non parlare di quelli che pensano (aiutati in questo dai media, che magari sfruttano certe notizie per insinuarlo) che i preti nuotino nell’oro e che quindi non abbiano bisogno del loro aiuto. In genere capita che a non fare alcuna offerta per la Messa (e per gli altri sacramenti) non siano i piú poveri (che di solito sono i piú generosi), ma le persone a cui non manca nulla e per i quali tutto è dovuto.

    Purtroppo il non aver piú insistito su certi aspetti, per paura di ingenerare il sospetto di avidità, sta portando in molti luoghi alla progressiva scomparsa di questa pratica. In Italia ormai soprattutto i religiosi fanno fatica a trovare intenzioni di Messe da celebrare.

    Paolo VI, nel motu proprio Firma in traditione del 13 giugno 1974, metteva opportunamente in luce il significato teologico e spirituale di tale prassi:

    È nella costante tradizione della Chiesa che i fedeli, spinti dal loro senso religioso ed ecclesiale, vogliano unire, per una piú attiva partecipazione alla Celebrazione Eucaristica, un loro personale concorso, contribuendo cosí alle necessità della Chiesa, e particolarmente al sostentamento dei suoi ministri, nello spirito del detto del Signore: «L’operaio è degno della sua mercede» (Lc 10:7), richiamato dall’Apostolo Paolo nella prima Lettera a Timoteo (5:18) e nella prima ai Corinzi (9:7-14).

    Tale uso, col quale i fedeli si associano piú intimamente a Cristo offerente e ne percepiscono frutti piú abbondanti, è stato non solo approvato, ma anche incoraggiato dalla Chiesa che lo considera come una specie di segno di unione del battezzato con Cristo, nonché del fedele con il sacerdote, il quale proprio in suo favore svolge il suo ministero.

    Queste sono le cose che, a mio parere, dovremmo aiutare i fedeli a capire. Rammentare loro quanto già sanno — che il Sacrificio di Cristo è gratuito — non li aiuta certo a prendere coscienza dei doveri che hanno verso la Chiesa e i suoi ministri.

    fonte
    Ultima modifica di Gerensis; 10-03-2018 alle 17:39

  5. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Pellegrina (10-03-2018), TGC (10-03-2018)

  6. #25
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    Caro Gerensis, non sono contrario ad una offerta,ma a fissare un tariffario si, perchè se è vero che i Sacerdoti percepiscono dei compensi non esattamente alti, non possono imporre una tariffa sulle Messe. Questo è di certo il mio pensiero e non pretendo che altri lo facciano proprio,ma certe "pretese" mi sembrano eccessive e anche dieci euro (A Roma certe, non tutte, le Parrocchie hanno fissato questo "prezzo"), con i tempi che corrono, specie per noi pensionati non sono esattamente pochi...

  7. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da P.Willigisius carm Visualizza Messaggio
    Caro Gerensis, non sono contrario ad una offerta,ma a fissare un tariffario si, perchè se è vero che i Sacerdoti percepiscono dei compensi non esattamente alti, non possono imporre una tariffa sulle Messe. Questo è di certo il mio pensiero e non pretendo che altri lo facciano proprio,ma certe "pretese" mi sembrano eccessive e anche dieci euro (A Roma certe, non tutte, le Parrocchie hanno fissato questo "prezzo"), con i tempi che corrono, specie per noi pensionati non sono esattamente pochi...
    Il tariffario è una pessima abitudine. Ma proprio pessima.

    D'altra parte però se è "catechisticamente" doveroso calcare la mano sul fatto che i Sacramenti non si commerciano e non si pagano - e mancherebbe altro! -, dall'altra parte però bisognerebbe calcare altrettanto la mano sul fatto che uno dei precetti generali della Chiesa è quello di sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le disponibilità di ciascuno..... perché poi le bollette vanno pagate - e se per caso la chiesa è fredda perché i soldi per le bollette della chiesa sono pochi, i "fedeli" si lamentano... - le riparazioni alle cose che si guastano bisogna pagarle, eccetera, eccetera...

    Insomma, come in tante cose, in medio stat virtus

  8. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Pellegrina (11-03-2018), TGC (10-03-2018)

  9. #27
    Partecipante a CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    «SOVVIENI ALLE NECESSITÀ DELLA CHIESA»
    Grazie per il tuo contributo. Ieri anch'io avevo pensato di postare alcuni riferimenti di documenti e video, ma ho avuto problemi tecnici....
    Purtroppo molti fraintendimenti, specie da parte dei fedeli laici, nascono dal fatto che non conoscono la normativa che riguarda l'offerta per le Messe. E come dicevo, se non viene nominato il loro caro..apriti cielo! Stasera, ad esempio, al momento del ricordo dei defunti, il prete ha ammesso "non ho il fogliettocon leintenzioni..." quindi pausa, andata e ritorno dalla sacrestia con il prezioso foglietto!! Mah..personalmente avrei evitato, magari dicendo semplicemente (ma non in quel momento...) di aver dimenticato il foglietto. Credo che i parenti che partecipavano alla celebrazione non si sarebbero stracciate le vesti!!???
    Ultima modifica di pongo; 10-03-2018 alle 19:44 Motivo: inutilissima citazione integrale di un lungo post
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  10. #28
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da Card.Luciani Visualizza Messaggio
    Stasera, ad esempio, al momento del ricordo dei defunti, il prete ha ammesso "non ho il fogliettocon leintenzioni..." quindi pausa, andata e ritorno dalla sacrestia con il prezioso foglietto!! Mah..personalmente avrei evitato, magari dicendo semplicemente (ma non in quel momento...) di aver dimenticato il foglietto. Credo che i parenti che partecipavano alla celebrazione non si sarebbero stracciate le vesti!!???
    E che male avrà fatto? Anzi è stato cortese nei confronti dei parenti.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  11. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Card.Luciani Visualizza Messaggio
    Stasera, ad esempio, al momento del ricordo dei defunti, il prete ha ammesso "non ho il fogliettocon leintenzioni..." quindi pausa, andata e ritorno dalla sacrestia con il prezioso foglietto!!
    Domanda numero uno: non stiamo parlando del ricordo dei defunti durante la Preghiera Eucaristica, con le Specie Consacrate abbandonate lì sull'altare... vero?
    Domanda numero due: un chierichetto, magari avvisato discretamente con un cenno, che poteva andare a recuperare il famigerato foglietto dalla sacrestia non c'era?

  12. #30
    Partecipante a CR L'avatar di Card.Luciani
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    A Carbonate rispondo SI alla prima domanda e....SI anche alla seconda, la ragazzina in questione era però distratta ed il sacerdote non avrà visto altra soluzione...A mio personale parere avrei evitato di recarmi in sacrestia.
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