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Discussione: Sacramento della Confessione e segreto confessionale.

  1. #1

    Sacramento della Confessione e segreto confessionale.

    Una domanda sulla Confessione e sul segreto confessionale.
    Il segreto riguarda non solo il Confessore (ovvio), ma anche il penitente.
    Io sapevo che il penitente non può rivelare i peccati da lui confessati ad un'altra persona facendo il nome del Confessore.
    Se anche il penitente è vincolato al segreto, allora dopo la Confessione non sarebbe possibile per il penitente costituirsi alla giustizia civile ed ammettere la colpa fatta. Sto parlando in caso di furto o omicidio.
    Il penitente non può rivelare a nessuno quello che gli ha consigliato il Confessore di fare per una buona vita cristiana?
    Come è la regola?

    CIAO

  2. #2
    Fedelissimo di CR L'avatar di Sacrista Pontificio
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    Desideravo anch'io sapere se in caso di confessione di omicidio e/o furto il Confessore deve comunque tenere la cosa per se, cercando di far costituire il colpevole oppure può rivelare qualcosa?

  3. #3
    Il Confessore non può dire nulla in nessun caso, non può neanche far capire indirettamente niente sul penitente x. Cercherà però di far costituire il colpevole.

    CIAO

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius Visualizza Messaggio
    Io sapevo che il penitente non può rivelare i peccati da lui confessati ad un'altra persona facendo il nome del Confessore.
    A me rimane la curiosità di sapere questa cosa.
    Anche perché io ne ho sempre parlato, cioè non sempre, ma m'è capitato.
    Sapevo che l'unico tenuto al segreto era il confessore. Il penitente che obbligo ha di far restare segreti i proprii peccati? Soprattutto se nel commetterli lo fa pubblicamente.

  5. #5
    Tratto dall'ottimo libretto: http://www.preghiereagesuemaria.it/l...20confessa.htm

    L'OBBLIGO DEL SEGRETO VALE PER TUTTI

    1°) - Un penitente che non parla la lingua del confessore, può chie dere 1'intervenio di un interprete (purché si tratti di persona fidata e non corra il rischio di riceverne scandalo). In questo caso, anche l'in terprete è tenuto al rispetto assoluto del segreto, con tutti e per tutta la vita, su quanto ha sentito in Confessione.

    2°) - È tenuto al segreto anche chi è venuto a conoscenza, acci dentalmente, di qualche peccato detto da altri in Confessione.

    Questo può capitare se, stando vicino al confessionale si sente il sa cerdote o il penitente parlare a voce un po' alta.

    3°) - Infine, e questo pochi lo sanno, anche il penitente è tenuto al segreto, per cui nessuno può dire ad altra persona: "Il tal prete, in Confessione, mi ha detto questo, questo e questo... ".

    E se va a confessarsi da un altro sacerdote e vuole chiedere dei chiarimenti su quanto si è sentito dire in una precedente Confessione da un altro prete? Basta che dica: "Un sacerdote mi ha detto... ", ma non deve assolutamente farne il nome.


    Quanto sia saggia questa norma della Chiesa l'ho sperimentato per sonalmente.

    Un giorno un amico mi ha detto: "C'è una persona che non verrà mai più a confessarsi da te, perché sostiene che sei troppo duro nel dare la penitenza. Mi ha detto che ti ha confessato dei peccati di or dinaria amministrazione e tu le hai imposto, per penitenza, di dire una decina di Rosari".

    Io non so chi sia quella persona e non mi interessa saperlo; so di non aver mai dato come penitenza "una decina di Rosari". Ricordo che, essendo nel mese di maggio, raccomandavo ad alcuni penitenti di dire "una decina del Rosario".

    Talvolta il pregiudizio, la poca attenzione o lo scarso udito giocano brutti scherzi... la lingua poi... fa il resto!

    L'obbligo del segreto al penitente lo ha giustamente imposto il Papa Paolo VI intorno al 1970, in occasione dell'uscita di un libro che ripor tava i dialoghi "rubati" col registratore da due giornalisti, che hanno finto di confessarsi per sentire cosa avrebbero detto vari sacerdoti da vanti a certe situazioni.

    Una decina d'anni fa anche lo storico e giornalista Giordano Bru no Guerri, volto noto della televisione, ha fatto vigliaccamente la stes sa operazione: ha pubblicato un libro di false confessioni "rubate" in varie città d'Italia col registratore. Basta questo per fare di lui più che un uomo di cultura, un losco e squallido personaggio!

    CIAO

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius Visualizza Messaggio
    3°) - Infine, e questo pochi lo sanno, anche il penitente è tenuto al segreto, per cui nessuno può dire ad altra persona: "Il tal prete, in Confessione, mi ha detto questo, questo e questo... ".
    Aaah!!! Ora ho capìto! Avevo equivocato il senso della domanda iniziale! Avevo capìto che il penitente non potesse dire a terzi i propri peccati. Beh, questo è diverso! Non lo sapevo comunque, e mi pare, in effetti, una cosa più che giusta!

  7. #7
    Iscritto L'avatar di Arjuna
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    Grazie per l'informazione,non sapevo nulla del "silenzio del penitente"

  8. #8

    In effetti 10 Rosari sono più o meno 500 Ave Maria.

    In effetti sono d'accordo con il libretto del Boninsegna, comunque è venuto qualche dubbio leggendo il topic sulla Liturgia dei NC.

    CIAO

  9. #9
    L'obbligo del segreto al penitente lo ha giustamente imposto il Papa Paolo VI intorno al 1970, in occasione dell'uscita di un libro che ripor tava i dialoghi "rubati" col registratore da due giornalisti, che hanno finto di confessarsi per sentire cosa avrebbero detto vari sacerdoti da vanti a certe situazioni.
    Nel sito sta scritto che il Papa nel 1970 ha esteso l'obbligo del segreto la penitente. Cioè il penitente non può fare il nome del confessore raccontando quello che gli ha detto. Poi uno può benissimo dire: Il Sacerdote (senza nome) mi ha detto in Confessione che dobrei fare.... ... visto che ho fatto ....... può parlare della Confessione fatta tacendo il nome del Confessore.
    Può darsi che questa sia una norma ecclesiastica posteriore emanata dal del Papa, usufruendo del suo potere di giurisdizione, per evitare scandali.
    E' ovvio che a questo punto qualsiasi compendio dei teologia morale anteriore al 1970 non riporti la norma.
    Concordo con l'invito a togliersi di dosso gli srupoli senza però rischiare di avere una coscienza grassa.

    CIAO
    Ultima modifica di Eugenius; 27-10-2006 alle 14:22

  10. #10
    IL PENITENTE NON HA NESSUN OBBLIGO MORALE O INVITO DI NON PARLARE DELLA CONFESSIONE FATTA. NON COMINCIATE A DIRE SCIOCCHEZZE E A CONFONDERE LE COSCIENZE DEI FEDELI.
    SE SIETE IGNORANTI IN MATERIA, TACETE!!!! MA NON PROCURATE PECCATO E SCRUPOLI INVENTATI DALLA VOSTRA FANTASIA.
    Chi diavolo sei tu per venire qui a dare ordini ai moderatori?

    Mi sembra che la discussione si stia spostando un po'sul personale... non so se è opportuno, specie se la lite è tra utenti e moderatori...
    Poi per carità, io non sono nessuno qui, e non intendo mettermi contro nessuno.

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