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Discussione: Come confessarsi? Quando e dove confessarsi? Per una buona confessione

  1. #1
    Nuovo iscritto L'avatar di martin
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    Come confessarsi? Quando e dove confessarsi? Per una buona confessione

    Salve a tutti, e piacere di conoscervi, questo è il mio primo messaggio

    Sono qui per un motivo preciso, avevo bisogno di qualche risposta, ora mi spiego meglio ...
    ho circa 30 anni, per alcuni motivi che si sono verificati nella mia vita da molto molto molto ma proprio moooolto tempo non mi confesso e non vado in chiesa, anche se dentro di me ho sempre avuto un "attrazione" veso Dio ...
    Ora, da un pò di mesi, dopo tanto cercare, credo di aver trovato (o meglio, mi è stata indicata) la "giusta via" e piano piano sto cercando di tornare a essere un buon "figlio"
    dopo tanto pregare e pensare, sono arrivato al momento che sento la necessità della confessione, e spero di trovare la "forza" quanto prima di farla ...
    Ora vengo al quesito vero e proprio ...

    chiedo a voi, qual'è la "procedura" per confessarsi?
    da quando entro in chiesa, a quando entro nel confessionale, a quello che dovrò dire al sacerdote? i riti da fare, le parole da pronunciare, a quello che dovrò fare (o dire) dopo che mi assolve (se mi assolve )
    in poche parole ho bisogno di sapere quello che devo fare dal momento che entro in chiesa

    P.S . - so che a molti può sembrare strano che non ricordi come ci si confessa, ma credetemi, è passato davvero taaanto tempo, e io non sono uno che ha una buona memoria

    Vi ringrazio in anticipo, e spero tanto che possiate aiutarmi, credetemi è davvero importante

    Ciao

  2. #2
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    Ben riavvicinato alla Madre Chiesa.


    Come confessarsi?
    Della Confessione non bisogna disquisire troppo. Infatti si tratta di una esperienza da fare. La si vive sempre in modo inadeguato, rispetto a ciò che Dio vuole offrirci.
    Si impara a confessarsi confessandosi. Non c’è altra strada. Raccontiamo qui il rito. Lo seguiamo, passo passo.

    Ci rechiamo in Chiesa
    Il perdono di Dio va cercato. Per noi è la realtà più importante, anzi essenziale. È quell’atto con cui il Padre dichiara che la nostra vita si riapre, con tutte le sue possibilità.
    Cerchiamo il perdono là dove abbiamo avuto la vita, nella chiesa, nella comunità parrocchiale.
    Ci vestiamo a festa, usciamo per questo di casa. È un gesto faticoso che ha una grande carica simbolica. È come dire: "Il perdono non me lo do io, esco da me stesso e allora lo ricevo!".
    Andiamo al luogo dell’appuntamento, quello fissato da Gesù.
    Ci possiamo recare in chiesa più volte prima della Confessione. Ci poniamo di fronte al Crocifisso. Vediamo quanto Dio ci ha amati.
    Sentiamo il nostro peccato: abbiamo rifiutato quell’amore.
    Lodiamo Dio per la sua fedeltà.
    Ci rechiamo al fonte battesimale. Lì siamo nati alla vita vera. Lì è avvenuta la prima fondamentale liberazione dal peccato.
    Andiamo al fonte per dire "grazie". Invochiamo lo Spirito affinché ci faccia tornare a quella stagione della vita in Cristo.
    Poi, quando abbiamo deciso di confessarci, leggiamo, sempre stando in chiesa, un brano della Scrittura. Il rito (cf. Appendice) ci offre un florilegio.

    Apriamo orecchie e cuore all’Evangelo
    Sentiamo la buona notizia come rivolta a noi. Leggiamo più volte il brano, personalizzandolo. Diciamo, ad esempio: Per me Cristo è morto, per me è risorto (cf. 1Cor 15,3); Egli mi ha amato e ha dato se stesso per me (Gal 2,20). Sentiamo rivolte a noi le parole di Gesù: Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati (cf. Mc 2,5).
    Ci inginocchiamo davanti al confessore
    Gli uomini, di solito, non si inginocchiano davanti ad altre creature umane. Nella Confessione compiamo un atto insolito, inaudito. Esso rivela e nasconde un mistero grande: il prete è lì come ministro, come servitore. Egli è un peccatore come noi.
    Presta la sua presenza, la sua voce al Cristo. Annuncia un perdono che non gli appartiene.
    Noi siamo come i Gentili, che vogliono vedere Gesù (cf. Gv 12,21).
    A noi interessa toccare il Cristo, attingere, come Tommaso, al cuore di Gesù che è diventato fonte di acqua viva. Vogliamo ricevere lo Spirito, sentirlo come "pace" di Dio nel cuore, nel profondo.
    Esplicitiamo i nostri peccati. Siamo telegrafici in questo. Non sono la realtà suprema. Non è l’elenco minuzioso ciò che importa, ma la fede, la fiducia. Tra le nostre colpe e la croce di Cristo non c’è un pareggio. Lì c’è il sovreminente amore del Padre.
    L’accusa dei peccati ha una funzione precisa: esprime chi siamo in quel momento.
    È chiaro che le mancanze, in molti casi, saranno sempre le stesse. Non vogliamo essere "originali" neanche nell’accusa. Non presentiamoci come salvatori: siamo semplicemente dei salvati.
    Cristo non ci chiede di non sbagliare mai. Ci conosce troppo bene. Ci domanda semplicemente questo: di chiamare "peccati" i nostri gesti contro Dio e contro il prossimo.
    Il confessore ci aiuta a operare, in maniera più oggettiva, il confronto con la parola di Dio. A nome della comunità ci esorta, forse ci rimprovera, ci offre dei consigli.
    Sentiamolo come "uno della nostra famiglia" in tutti i casi.

    Riceviamo l’assoluzione
    Il rito arriva al suo culmine. Il confessore proclama ciò che succede: oggi e qui, Dio ci riconcilia per mezzo di Cristo e in forza dello Spirito.
    Si tratta di un "sigillo sacramentale" posto sul nostro percorso penitenziale.
    La mano che il prete stende su di noi è simbolo dell’abbraccio del Padre.
    Dio ci riaccoglie come figli e ce lo fa dire da un uomo. Lo Spirito ci riapre il futuro. Il passato è sepolto. Avviene in noi la Pasqua. Passiamo con Gesù da morte a vita.
    La parola della Chiesa è sulla linea del primo annuncio "Veramente il Signore è risorto" (cf. Lc 24,34) e noi in lui, riviviamo.
    Sperimentiamo la sproporzione tra il nostro peccato e la potenza vincente della croce. Noi abbiamo offeso Dio. Gesù diventa nostro intercessore. Dice: "Padre, perdona..." (Lc 23,34).

    Accettiamo l’opera di penitenza
    Per grazia veniamo salvati. È Gesù che ha preso su di sé il peccato del mondo e il nostro. È lo Spirito che ci rende capaci di muoverci lungo la linea della vita.
    Il confessore ci dà un’opera di penitenza: essa non è né un pedaggio né la "pena corrispondente al delitto". È il segnale positivo che è già operante in noi la Pasqua. Può darsi che si tratti di una preghiera, di un gesto. Se non è adeguato, scegliamo noi un’opera che vada nella linea opposta al nostro peccato:
    • se siamo stati negligenti nell’ascoltare Dio, fissiamoci dei tempi precisi per pregare;
    • se non abbiamo vissuta correttamente la professione, decidiamo luoghi e modalità per qualificarci;
    • se abbiamo calunniato, ricostruiamo ora la fiducia attorno agli altri;
    • se ci siamo comportati da padroni, identifichiamo ora alcuni "umili servizi".

    Confessiamo le meraviglie del Padre

    Tutto il rito, così come si svolge oggi, è espressione di lode a Dio. Ecco le azioni che egli compie: parla, tocca il cuore, converte, fa ritornare, accoglie, abbraccia, perdona, riammette alla festa.
    Possiamo allora comporre una litania. La forma può essere questa:
    Grazie Padre perché ti rivolgi a me,
    mi dai un cuore nuovo,
    mi liberi dalla colpa,
    mi risani nel profondo,
    mi ridoni fiducia...

    Restiamo tutto il giorno in clima di lode. Non lasciamoci dissipare. Il "perdono di Dio" è un regalo troppo grande. Se lo interiorizziamo, i suoi frutti appariranno sul nostro volto e nelle nostre parole.


    Fonte:

    http://proposta.dehoniani.it/txt/confessa.html
    « Siate straordinari nelle cose ordinarie! » S. Giuseppe Marello

  3. #3
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    L'unica preghiera che devi dire durante la Confessione e che e` bene conoscere a memoria e` l'atto di dolore.

    Ce ne sono varie versioni... eccone una:
    << Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
    Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami. >>

    Se non pensi di poterlo memorizzare prima della confessione, scrivilo su un foglio e portati il foglio con te.

    Entra nel confessionale, di` al sacerdote che sono vari anni che non ti confessi (se ti ricordi il numero preciso, diglielo), e poi regolati a seconda di quello che ti dice, dato che probabilmente avra` dei suggerimenti sul come svolgere la confessione.

    Se il sacerdote non ha alcun suggerimento, raccontagli tutti i peccati gravi da te commessi di cui sei a conoscenza e poi digli che hai finito.

    Quando ti chiede di dire l'atto di dolore, dillo.

    Poi ti dara` l'assoluzione ed una penitenza da fare.



    ps. Preghero` per te
    Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità (1 Gv 3, 18).


  4. #4
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    I consigli di arcycapa sono ottimi. Il fatto che tu sia qui è già un buon segno, perché vuol dire che non resti chiuso nell'autoreferenzialità, ma hai già un'apertura del cuore verso Dio e verso gli altri: altrimenti non staresti qui a chiedere consigli.
    Per l'Atto di dolore, non ti preoccupare se non lo impari subito a memoria o se non hai il testo. Il sacerdote capirà la situazione e potrai chiedergli di recitarlo con te, ripetendo le frasi che dice lui.

    Penso che se ti metterai di fronte a Dio chiedendogli di farti fare una buona confessione, e di illuminare il tuo confessore sulle cose da dirti, verrai certamente esaudito e potrai ricominciare una vita nuova.

    Se hai dei dubbi su cosa possa essere stato peccato, ricordati che per i peccati mortali si richiedono:
    -materia grave (quindi violazione di un Comandamento*)
    -piena avvertenza (consapevolezza che si tratta di un male)
    -deliberato consenso (adesione della volontà, libera scelta)
    Non in tutti i casi ci può essere stata una scelta libera e incondizionata, quindi non ti buttare giù, anche perché la Misericordia di Dio ti attende a braccia aperte: segui la tua coscienza e cerca di essere obiettivo con te stesso, ti sentirai anche una persona migliore, più adulta e responsabile.

    *Se hai ancora dei dubbi su cosa rientri nella materia grave, o pensi di dimenticare qualcosa, potresti dare un'occhiata al Compendio del Catechismo:
    Sezione seconda: I dieci Comandamenti
    Esodo - Deuteronomio - Formula catechistica
    Capitolo primo: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente»
    Il primo Comandamento: Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me
    Il secondo Comandamento: Non nominare il Nome di Dio invano
    Il terzo Comandamento: Ricordati di santificare le feste
    Capitolo secondo: «Amerai il prossimo tuo come te stesso»
    Il quarto Comandamento: Onora tuo padre e tua madre
    Il quinto Comandamento: Non uccidere
    Il sesto Comandamento: Non commettere adulterio
    Il settimo Comandamento: Non rubare
    L'ottavo Comandamento: Non dire falsa testimonianza
    Il nono Comandamento: Non desiderare la donna d'altri
    Il decimo Comandamento: Non desiderare la roba d'altri


    Anche io pregherò per te, e ricordati che "ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Luca 15,7): gli Angeli, i Santi, e tutta la Chiesa ti aspettano per fare una festa grande! Un abbraccio e auguri per tutto!
    Ultima modifica di Sofia; 03-08-2009 alle 21:52
    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  5. #5
    Utente Senior L'avatar di Olly
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    Caro Martin, avrei un solo suggerimento da aggiungere. Leggi nel Vangelo di Luca, il cap. 15 vers.11-32. E' la Parabola del Figliol PRODIGO.... forse te la ricordi, ma ti raccomando di leggerla bene, almeno due o tre volte.... A me aiuta molto per fare un bell'esame di coscienza prima della confessione.
    Ti voglio anche "regalare" questa bella meditazione. Leggila bene: quel figlio sei tu (siamo noi), quel padre è Dio.
    "IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO
    Nessuno l'avrebbe riconosciuto. Nessuno che non fosse suo padre. Lui, sì.
    E non seppe aspettare dignitosamente che il giovane venisse a gettarsi ai suoi piedi. Chiunque avrebbe fatto così. E' tanto piacevole mostrarsi offesi e vedere qualcuno che viene a prostrarsi davanti a noi, sentire poi la dolcezza di perdonare dimostrando la nostra magnanimità! Ma questo padre, no. Uscì correndo con tutta la velocità che gli permettevano le sue gambe e il suo fiato e abbracciò il figlio prima che questi riuscisse ad abbracciarlo per primo. E lo coprì di lacrime e di baci.
    Mentre il pentimento va a passi lenti, la misericordia corre, vola, brucia le tappe, anticipa il perdono spinge avanti la gioia come un araldo. La realtà è che questo padre ha bisogno di perdonare più di quanta ne abbia il figlio di essere perdonato. Con il perdono il figlio ricupera gli agi, il padre ricupera il cuore; con il perdono il ragazzo potrà riprendere a mangiare, il padre potrà ricominciare a dormire. E si tratta di un vero perdono: sovrabbondante, senza spiegazioni, senza condizioni né premesse, traboccante di gioia. Il padre non domanda neanche perché suo figlio sia tornato. Per fame? Per amore? E' tornato e forse se ne andrà di nuovo appena riuscirà ad avere ancora denaro? Non domanda niente di tutto questo. La prima cosa da fare è abbracciare. Il resto lo saprà dopo. O forse mai. Ma il ragazzo ha preparato il suo discorsetto e appena il padre ha finito con i suoi abbracci lo sciorina, per propria tranquillità: "Padre , ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio." Il padre non può credere alle sue orecchie per le stupidaggini che sta ascoltando e prima di sentirne ancora di più grandi, come "trattami come uno dei tuoi garzoni" si mette a gridare che preparino un banchetto, che portino le vesti più belle e i gioielli più preziosi, “perché questo mio figlio (e come lo rimarca!) era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
    Ti auguro di fare la confessione più bella della tua vita.
    P.S.: cercati un bravo sacerdote!

  6. #6
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    La confessione generale è possibile d'accordo col sacerdote, magari in occasioni particolari come sono appunti gli esercizi spirituali, non perché si abbia ancora bisogno del perdono ma per ricapitolare il proprio percorso, il modo in cui la Misericordia di Dio ha agito nella propria vita, e rinnovare la propria gratitudine anche con una contrizione più adulta e consapevole, a distanza magari di anni dai fatti ricordati. La lettura a grandi linee del Catechismo (o del Compendio) è utile proprio per non "dimenticarsi" niente, ma bisogna evitare assolutamente che sorgano scrupoli, e su questo è importante attenersi a quanto dice il confessore, come giustamente ricorda l'ottimo padre Bellon.

    Chiarito questo eviterei di proseguire il discorso, per non finire off topic.
    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  7. #7
    Nuovo iscritto L'avatar di martin
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    quindi l'unica cosa sicura è dire l'atto di dolore? e come ? davanti al sacerdote ad alta voce? prima o dopo la confessione?
    negli altri momenti invece? faccio un esempio ...
    appena entrato nel confessionale devo dire qualche frase particolare?
    altra cosa (magari a voi può far sorridere ma se mi portassi li dentro una lista dei peccati? non sono tantissimi, ma non vorrei rischiare di scordarmene qualcuno
    invece dopo l'assoluzione? devo andare a pregare tra i banchi della chiesa? devo recitare determinate preghiere oltre quelle che mi da il sacerdote? e in ginocchio o in qualche modo particolare?
    lo so, sono tante domande "sceme", ma a me purtroppo servono

    grazie ancora per le risposte e l'incoraggiamento, ma sopratutto per le vostre preghiere

    ciao

  8. #8
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Citazione Originariamente Scritto da martin Visualizza Messaggio
    quindi l'unica cosa sicura è dire l'atto di dolore? e come ? davanti al sacerdote ad alta voce? prima o dopo la confessione?
    negli altri momenti invece? faccio un esempio ...
    appena entrato nel confessionale devo dire qualche frase particolare?
    altra cosa (magari a voi può far sorridere ma se mi portassi li dentro una lista dei peccati? non sono tantissimi, ma non vorrei rischiare di scordarmene qualcuno
    invece dopo l'assoluzione? devo andare a pregare tra i banchi della chiesa? devo recitare determinate preghiere oltre quelle che mi da il sacerdote? e in ginocchio o in qualche modo particolare?
    lo so, sono tante domande "sceme", ma a me purtroppo servono

    grazie ancora per le risposte e l'incoraggiamento, ma sopratutto per le vostre preghiere

    ciao
    L'atto di dolore te lo può fare dire lui alla fine della confessione: se non lo ricordi lo dirai insieme a lui, oppure se te lo chiede esprimerai il tuo pentimento con parole tue.
    Quando entri in confessionale dì subito al prete che non ti confessi da tanto tempo, e che ti aiuti lui a fare una buona confessione.
    La "lista della spesa" portala pure se ti senti più sicuro ma non andare in paranoia se ti dimentichi qualcosa: gli scrupoli sono una tentazione e il Signore guarda il cuore. Alla fine potrai bruciarla.
    Se invece dimenticassi un peccato mortale, potrai confessarlo la volta successiva (ma vedrai che se dai un'occhiata al Compendio del Catechismo ci sono tutte le fattispecie di peccati gravi, quindi se leggi quello vai tranquillo che non ti dimentichi nulla).
    Alla fine ti dirà il sacerdote cosa fare, non ti preoccupare e non aver paura di chiedergli qualsiasi cosa.
    Ti siamo vicini nella preghiera, un abbraccio
    Volo quidquid vis,
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    volo quamdiu vis.

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    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  9. #9
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    quindi l'unica cosa sicura è dire l'atto di dolore? e come ? davanti al sacerdote ad alta voce? prima o dopo la confessione?
    negli altri momenti invece? faccio un esempio ...
    appena entrato nel confessionale devo dire qualche frase particolare?
    altra cosa (magari a voi può far sorridere ma se mi portassi li dentro una lista dei peccati? non sono tantissimi, ma non vorrei rischiare di scordarmene qualcuno
    invece dopo l'assoluzione? devo andare a pregare tra i banchi della chiesa? devo recitare determinate preghiere oltre quelle che mi da il sacerdote? e in ginocchio o in qualche modo particolare?
    lo so, sono tante domande "sceme", ma a me purtroppo servono

    grazie ancora per le risposte e l'incoraggiamento, ma sopratutto per le vostre preghiere

    ciao
    Allora quando entri fai il segno della croce e il sacerdote dirà 'sia lodato Gesù Cristo' e rispondi 'Sempre sia lodato' (è il saluto che solitamente ci si scambia con un sacerdote).

    Poi il sacerdote ti chiederà da quando non ti confessi (non sempre) e tu rispondi

    Quindi ti chiede di enunciare i peccati e quindi ti confessi.

    Poi ti chiede l'atto di dolore:
    Mìo Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché pec­cando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinita­mente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, propongo col Tuo santo aiuto di non offenderti più e di fuggire le occasioni prossime di pecca­to, Signore misericordia, perdonami.
    Infine ti da la assoluzione (a cui rispondi 'amen') e la penitenza.

    magari a voi può far sorridere ma se mi portassi li dentro una lista dei peccati? non sono tantissimi, ma non vorrei rischiare di scordarmene qualcuno
    invece dopo l'assoluzione?
    Non è una cosa stupida... non preoccuparti, l'ho fatto anche io

    devo andare a pregare tra i banchi della chiesa? devo recitare determinate preghiere oltre quelle che mi da il sacerdote? e in ginocchio o in qualche modo particolare?
    Puoi pregare dove vuoi, ma in chiesa poco dopo la confessione è meglio secondo me... in piedi o in ginocchio o anche seduto va bene (ma lo sconsiglio), ma raccomando in ginocchio dato che è un segno di devozione

    non serve che dici altre preghiere per penitenza oltre quelle imposte dal prete. ovviamente nessuno ti ferma se vuoi pregare di più
    Ultima modifica di Ismael; 12-08-2009 alle 01:59

  10. #10
    Iscritto L'avatar di Flo
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    Io ho fatto la confessione generale di tutta la mia vita quest'anno dopo Pasqua. Come ogni anno ho fatto un ritiro in occasione del triduo pasquale, poi il giorno della festa della Divina Misericordia c'è stato un episodio che ha messo in pericolo la mia vita... e poi tutta una serie di circostanze, piccole coincidenze e tante grazie di quel periodo hanno approfondito in me la coscienza del peccato e dell'amore misericordioso di Dio, mi hanno portato a desiderare di fare una confessione generale. Ho chiesto tuttavia un parere al mio confessore che mi conosce, sottoponendogli tutta la situazione, decisa a sottomettermi al suo giudizio. Per obbedienza sarei stata disposta a lasciar perdere la confessione generale se lui non fosse stato d'accordo. Lui invece è stato disponibile e mi ha accompagnato in questo passo. E' stata un'occasione per guardare in faccia e senza paura al mio passato con una visione d'insieme, partecipare della visione profonda che ha Dio nei miei confronti e guardare al futuro con speranza e un più grande abbandono a Lui.
    Non è perchè si dubita del perdono che si fa la confessione generale e non è detto che sia necessaria per tutti, anzi a volte può essere controproducente.
    Rinnovare il pentimento, il dolore dei peccati del passato mi ha fatto crescere nell'amore a Dio, nella gratitudine per il perdono ricevuto, liberandomi anche da segrete ombre del passato che a volte riemergevano.

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