Il tipico atteggiamento di chi accumula tante cose dentro e poi esplode in rabbia quando meno te lo aspetti, secondo voi, potrebbe essere una forma di cattiveria inconscia oppure potrebbe essere un peccato da confessare?
Il tipico atteggiamento di chi accumula tante cose dentro e poi esplode in rabbia quando meno te lo aspetti, secondo voi, potrebbe essere una forma di cattiveria inconscia oppure potrebbe essere un peccato da confessare?
Può essere un passivo-aggressivo, psicologicamente parlando.
Se uno non si muove secondo carità, riterrà opportuno confessarsi.
Ma se si parla solo per ipotesi, è difficile.
E' la persona concreta che fa la differenza.
TUTTO E' GRAZIA
Accumulare dentro i sentimenti avversi verso il prossimo è un allontanarsi da Gesù perchè la scrittura dice "sulla vostra ira non tramonti il sole" e se cos è scritto nella Parola di Dio, vuol dire che conservare il rancore è contrario alla sua legge.
Quali sono i fattori che, secondo voi, potrebbero far accumulare e accumulare?
Ma questo "carattere" di cui tanto si parla in determinate occasioni, da che cosa può dipendere? Per esempio: quando uno fa delle cose giudicate strane da altri, viene descritto come "E' il suo carattere, è così, che ci possiamo fare?". E non sempre il carattere fa accumulare, molti esplodono subito. Considerando che poi ci sono caratteri e caratteri, qual'è la maniera corretta per rapportarsi ad essi?
Io purtroppo sono stato così, infatti anche cristianamente parlando mi trattenevo la rabbia anche quando i fratelli di chiesa sembravano un po rompi a volte, quando dicevano: "quello è peccato ecc.", poi a questo si aggiunge il fatto che quando ero ragazzino nella comunità si diceva (come già sappiamo) che il cristianesimo comporta sofferenza e questo mi spaventava. Poi l'antico testamento con pene terribili interpretato magari in maniere troppo alla lettera da parte mia, alla fine ero un pò paranoico e superstizioso. Anche perchè mi pare di aver capito dal vecchio testamento che se uno non attraversava la croce finiva all'inferno, allora il mio ragionamento era: "Per carità mi deve succedere qualcosa di brutto se non il Signore per punizione fa finire all'inferno."
Bè, quando davvero mi sono trovato in mezzo ai problemi mi sono adirato con Dio come sino al momento era successo in modo represso nei momenti di difficoltà.
Ovviamente come mi disse anche un confessore la colpa non è di Dio se capitano i problemi e su questo sono e vorrei essere d'accordo.
E guai se sento dire che Dio manda i problemi, se Dio è la perfezione dovrebbe essere il diavolo a mandare i mali di questa terra e Dio ci aiuta a superarli anche se a volte tramite questi mali uno si purifica delle sue colpe magari o altre cose di buono che ne portano. Ma il Dio che vorrei credere non è un Dio che vuole la sofferenza.
Ultima modifica di Chicco; 04-04-2012 alle 16:43
Dipende da fattori esterni come la famiglia o l'educazione,ma per la maggiore è qualcosa di naturale,un unicum, che ci portiamo dalla nascita.
Come rapportarsi? Sarebbe l'ideale chiarirsi senza che delle sottigliezze ingigantiscano sempre più ed essere fermi quando lo riteniamo opportuno.
E' uno dei problemi di chi è tiepido o particolarmente sensibile,ma su questo dovrebbe illuminarci chi crede di essere così
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.