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Discussione: Il potere del Sacramento della Confessione

  1. #1
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Il potere del Sacramento della Confessione

    "Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»." Gv 20, 22-23

    Che cosa è la confessione? Abbiamo paura di confessarci? Don Mike ci invita alla scoperta della potenza della confessione, sacramento istituito da Gesù stesso, una volta risorto, ai suoi discepoli.

    Diffondete questo video:



  2. 7 utenti ringraziano per questo messaggio:

    cattolica1986 (13-04-2017), DenkaSaeba25 (28-12-2015), Jesus (07-10-2017), Phantom (28-12-2015), pongo (28-12-2015), sere85 (28-12-2015), Vox Populi (29-12-2015)

  3. #2
    CierRino L'avatar di sere85
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    Bellissimo questo video (come anche gli altri dei medesimi autori)
    La frase "Gesù ci ha dato questo Sacramento perchè sapeva che ne avremmo avuto bisogno" è da incorniciare
    Unica pecca (ma è una pecca forse più mia) mi sembra che il don la faccia un po' troppo semplice...

  4. #3
    CierRino L'avatar di pongo
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    Qualche giorno fa ho inserito nella mia Cronaca un video simile, infatti è dello stesso canale YT, e penso sia utile riportarlo anche qui:


    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  5. 5 utenti ringraziano per questo messaggio:

    cattolica1986 (13-04-2017), evergreen (28-12-2015), Jesus (07-10-2017), non_mite (28-12-2015), Phantom (28-12-2015)

  6. #4
    cogitatio
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    Se tu ti scusi, Dio ti accusa; se tu ti accusi, Dio ti scusa.
    (San Francesco d’Assisi)

    Nella confessione l’uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia Dio manifesta la sua grandezza.
    (Sant’Agostino)

    E’ inutile confessarsi di un peccato, benché leggero senza determinarci di proposito a volerci emendare.
    (San Francesco di Sales)

  7. #5
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Il Sacramento della Riconciliazione nelle parole di Papa Francesco



    “La misericordia di Dio sarà sempre più grande di ogni peccato”: è quanto scrive Papa Francesco in un nuovo tweet sull’account @Pontifex in nove lingue. La frase è tratta da “Misericordiae Vultus”, la Bolla di indizione del Giubileo. Nel documento il Papa invita a porre “di nuovo al centro con convinzione il Sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia”. Il servizio di Sergio Centofanti:

    “Nessuno può porre un limite all’amore di Dio che perdona” scrive Papa Francesco nel testo della Bolla per il Giubileo. Anche il perdono, però, ricordava all’inizio di quest’anno, ha una condizione:

    “Non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare! Nessuno! Solo ciò che è sottratto alla divina misericordia non può essere perdonato, come chi si sottrae al sole non può essere illuminato né riscaldato” (Discorso ai partecipanti a Corso della Penitenzieria, 12 marzo2015).

    Uno dei segni importanti dell’Anno Santo - ha detto il Pontefice durante un’udienza generale - è la Confessione:

    “Dio ci comprende anche nei nostri limiti, ci comprende anche nelle nostre contraddizioni. Non solo, Egli con il suo amore ci dice che proprio quando riconosciamo i nostri peccati ci è ancora più vicino e ci sprona a guardare avanti. Dice di più: che quando riconosciamo i nostri peccati e chiediamo perdono, c’è festa nel Cielo. Gesù fa festa: questa è la Sua misericordia” (Udienza generale, 16 dicembre 2015).

    Il perdono dei peccati - afferma Papa Francesco - non è “frutto dei nostri sforzi”, ma “dono dello Spirito Santo” che ci guarisce. E “non è qualcosa che possiamo darci noi. Io non posso dire: mi perdono i peccati. Il perdono si chiede, si chiede a un altro e nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù”:

    “Uno può dire: io mi confesso soltanto con Dio. Sì, tu puoi dire a Dio ‘perdonami’, e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa. Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa, ai fratelli, nella persona del sacerdote” (Udienza generale, 19 febbraio 2014).

    Accostandosi al Sacramento della Riconciliazione, anche la vergogna è salutare:

    “Anche la vergogna è buona, è salutare avere un po' di vergogna … La vergogna fa bene, perché ci fa più umili” (Udienza generale, 19 febbraio 2014).

    La Confessione, però, “non deve essere una tortura”. I confessori - è la sua esortazione - devono essere rispettosi della dignità e della storia personale di ciascuno. “Anche il più grande peccatore che viene davanti a Dio a chiedere perdono è ‘terra sacra’ … da “coltivare” con dedizione, cura e attenzione pastorale. “Tutti dovrebbero uscire dal confessionale con la felicità nel cuore, con il volto raggiante di speranza”:

    “Il Sacramento, con tutti gli atti del penitente, non implica che esso diventi un pesante interrogatorio, fastidioso ed invadente. Al contrario, dev’essere un incontro liberante e ricco di umanità, attraverso il quale poter educare alla misericordia, che non esclude, anzi comprende anche il giusto impegno di riparare, per quanto possibile, il male commesso” (Discorso ai partecipanti a Corso della Penitenzieria, 12 marzo2015).

    Il Pontefice afferma che ”né un confessore di manica larga, né un confessore rigido è misericordioso”:

    “Il primo, perché dice: “Vai avanti, questo non è peccato, vai, vai!”. L’altro, perché dice: “No, la legge dice…”. Ma nessuno dei due tratta il penitente come fratello, lo prende per mano e lo accompagna nel suo percorso di conversione! (…) Misericordia significa prendersi carico del fratello o della sorella e aiutarli a camminare” (Discorso ai partecipanti a un Corso della Penitenzieria, 12 marzo 2015).


    fonte: Radio Vaticana
    Bonus pastor animam suam ponit pro ovibus
    (Io. 10,11)

  8. #6
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Ancora sulla Confessione

    Riprendo questo thread, perchè riflettendo sul significato di Confessione e Riconciliazione mi è sorto un dubbio - ovviamente non riguardante la validità del Sacramento, bensì la modalità con cui si fa l'esame di coscienza.
    Ultimamente, mi è d'aiuto meditare sulla "regoletta" che imparai al Catechismo quando ero piccola: cercare i Peccati verso Dio ed i peccati verso le Creature. Poi cercare i peccati in Pensieri, Parole, Opere e Omissioni.

    Devo dire che mi ci vuole parecchio tempo per prepararmi alla Confessione e spesso inizio dalla sera prima.
    Ultimamente però una riflessione mi ha creato non pochi scrupoli fastidiosi. Soprattutto per quanto riguarda il peccato di Pensiero e quello di Omissione. Come si fa a fare discernimento? Mi spiego.

    Mentre per le Parole e le Opere è relativamente facile l'autoaccusa, per quanto riguarda i pensieri e le omissioni no. Per loro natura, infatti, questi due elementi sono - almeno così io li intendo - "liquidi". I loro contorni spesso sono sfumati. Fino a che punto un pensiero lo nutriamo e lo accogliamo invece di bloccarlo? Fino a che punto riusciamo ad identificarlo e classificarlo? Ed è proprio vero che un pensiero (ad esempio, pensare male di qualcuno senza avere la prova della sua colpa) che non vorremmo nutrire non si riveli poi il segnale di uno stato di malanimo verso una determinata persona o situazione?

    Lo stesso vale per le omissioni. Come si può fare a capire quando è il momento giusto (c'è sempre un momento giusto) per intervenire in una situazione senza creare un danno? Perchè se è vero che intervenire può scongiurare il peccato di omissione, è anche vero che farlo senza ponderazione può essere parimenti un peccato.
    Spero di essermi spiegata.
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  9. #7
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Credo che l'esame di coscienza possa aiutarci ad identificare i nostri pensieri cattivi e le nostre omissioni "persistenti".
    Per quanto riguarda i pensieri potrebbe essere utile ricercare l'origine di questa persistenza perchè ci rende consapevoli del nostro lato debole. Forse scopriamo anche che tale persistenza dipende da qualche omissione "persistente" e a sua volta questa omissione dipende da una nostra inimicizia con Dio. Dico questo perchè l'esame di coscienza non dovrebbe essere semplicemente un prendere visione delle nostre imperfezioni ma dovrebbe renderci consapevoli che queste dipendono da qualche nostra mancanza di amore a Dio o di qualche nostra ribellione al volere di Dio provocate dalle situazioni che viviamo e che certamente non sono "liquide" ma in genere molto concrete. Sono convinto che un esame di coscienza fatto con coraggio sia già "dentro" il sacramento perchè solo lo Spirito Santo è capace di una tale illuminazione. E in effetti è solo lo Spirito di Dio che può convincerci di peccato. Ed è importante che arriviamo al nostro punto "debole" accompagnati dallo Spirito Santo per non scoraggiarci e per sperare nel perdono di Dio.
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  10. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Ariele (11-04-2017), sere85 (11-04-2017)

  11. #8
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    valitdità confessione

    buongiorno. un'amica mi ha raccontato che nell'intento di confessarsi, come entrata in confessionale, ha torvato un giovane sacerdote che senza nulla dirle non ha fatto il segno della croce. lei, imbarazzata, ha così cominciato la confessione dei suoi peccati, ma senza segno della croce. Che voi sappiate, questa omissione potrebbe inficiare/viziare la validità della confessione? ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.

  12. #9
    Gran CierRino L'avatar di coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da Amato Visualizza Messaggio
    buongiorno. un'amica mi ha raccontato che nell'intento di confessarsi, come entrata in confessionale, ha torvato un giovane sacerdote che senza nulla dirle non ha fatto il segno della croce. lei, imbarazzata, ha così cominciato la confessione dei suoi peccati, ma senza segno della croce. Che voi sappiate, questa omissione potrebbe inficiare/viziare la validità della confessione? ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.
    No.
    Se lei è pentita, ha fatto l'accusa dei peccati e le è stata impartita l'assoluzione, la confessione è valida.
    Le altre mancanze sono mere inosservanze rituali, deplorevoli senz'altro, ma non determinanti la validità o meno del Sacramento.
    "Signore, fino a quando?"

  13. Il seguente utente ringrazia coram Deo per questo messaggio:

    Ariele (12-06-2017)

  14. #10
    CierRino L'avatar di pongo
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    Il segno della croce dovrebbe introdurre ogni preghiera del cristiano e normativamente ogni celebrazione liturgico-sacramentale. Nel caso specifico, il Rito per la riconciliazione dei singoli penitenti (Rito della Penitenza, n. 42) prescrive che sia il penitente stesso a segnarsi pronunciando le parole: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen» e non il sacerdote, il quale, «secondo l’opportunità», può unirsi nel gesto e nelle parole. Solitamente, però, è il confessore che accoglie il fedele con il segno della croce, ma nulla vieta e anzi è richiesto che l’iniziativa parta dal fedele. L'omissione del gesto, come ricordato, non inficia la validità del sacramento.
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  15. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Ariele (12-06-2017), cattolica1986 (12-06-2017)

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