Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Comunione senza partecipare alla Messa

  1. #21
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Peccato che siamo in Catechismo, altrimenti avrei fatto una similitudine che fece una volta un sacerdote.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  2. #22
    Gran CierRino L'avatar di coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lightcreek Visualizza Messaggio
    Sul punto 3) il digiuno, la definizione di sacrilego mi sembra eccessiva, ma mi aspetto e ascolto volentieri la correzione fraterna. Ho in mente sacerdoti (in particolare uno) che, nell'occorrenza delle Feste, invitato ad un aperitivo, non si è sottratto. Quando qualcuno degli astanti (non io) gli ha fatto notare che sarebbe mancata meno di un'ora alla Consacrazione, il buon Padre (perché per gli altri aspetti è un ottimo sacerdote, averne tanti come lui!) ha affermato che queste sono cose sì prescritte ma secondarie. Sono un po' confuso perché nel mio italiano "sacrilego" e "secondario" non sono sinonimi. Buone e Sante feste a tutti!
    L’ora di digiuno va calcolata dal momento in cui si riceve la Comunione, non dalla Consacrazione, quindi si può concedere al sacerdote in questione un bonus di dieci minuti – un quarto d’ora.
    Oltre a ciò, il Codice Canonico, al can. 919 § 2 recita:
    §2. Il sacerdote, che nello stesso giorno celebra due o tre volte la santissima Eucaristia, può prendere qualcosa prima della seconda o terza celebrazione, anche se non sarà intercorso lo spazio di un'ora.
    Forse, quindi, il sacerdote in questione era autorizzato dal diritto canonico a farlo; mi pare però che il “prendere qualcosa” del Codice di Diritto Canonico andrebbe interpretato più come il necessario per tenersi in piedi, rispetto al fare l’aperitivo (quello, sì, secondario, rispetto al digiuno eucaristico!)
    Ultima modifica di coram Deo; 28-12-2017 alle 08:42
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  3. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Lightcreek (30-12-2017), Pivialista (04-01-2018)

  4. #23
    Gran CierRino L'avatar di coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Occorre però evitare qualsiasi “assuefazione” dovuta alla comunione frequente, che rischierebbe di renderla un gesto abitudinario. Nella prassi canonica, la Chiesa obbliga i fedeli a ricevere il Sacramento almeno a Pasqua. Ciò significa che è sempre possibile trarre un frutto spirituale dalla Messa anche senza ricevere la comunione sacramentale.
    Se si insegnasse questo, ci sarebbe minore smania di fare la Comunione sempre, comunque e dovunque: ne trarrebbero maggior giovamento le anime e la Chiesa si alleggerirebbe di uno spinoso problema (la gran quantità di gente che, pur versando in peccato mortale, pretende di comunicarsi ugualmente per sentirsi “uguale agli altri”).
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  5. #24
    Partecipante a CR L'avatar di Lightcreek
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    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Se si insegnasse questo, ci sarebbe minore smania di fare la Comunione sempre, comunque e dovunque: ne trarrebbero maggior giovamento le anime e la Chiesa si alleggerirebbe di uno spinoso problema (la gran quantità di gente che, pur versando in peccato mortale, pretende di comunicarsi ugualmente per sentirsi “uguale agli altri”).
    Nel mio percorso terreno ho incontrato moltissimi sacerdoti ed educatori che mi hanno sempre sollecitato all'assiduità ai Sacramenti. Ovviamente si riferivano al sacramento dell'Eucarestia e della Riconciliazione.
    Solo ultimamente ho trovato qualche voce che invitava ad un maggior discernimento.
    Mi si diceva che vi è una Grazia sacramentale che comunque sostiene il nostro cammino. Quando ero piccolo ci si poteva accostare all'Ostia consacrata una sola volta al giorno (tranne a Natale, se non ricordo male). Quando questa norma è stata riformata c'è stata quasi una "onda" di giubilo popolare...
    Per quanto riguarda la Riconciliazione il problema è forse ancora più sentito. Mi è stata insegnato di accostarmi al Sacramento anche se non "sentivo" di aver commesso peccati straordinari (nel senso non quelli che commetto "ordinariamente" nei miei limiti umani). Si sosteneva che la grazia della Confessione e dell'Assoluzione mi avrebbero "difeso" dalla tentazione. Il rischio sta in quanta "preparazione" effettiva sia richiesta e nel diventare routinaria la partecipazione ai Sacramenti.
    So che nella Storia della Chiesa le posizioni non sono state univoche.
    Nella mia Parrocchia partecipo, di solito, alla S.Messa della domenica mattina alle otto. La maggior parte dei fedeli sono anziani. Potrei stimare la partecipazione alla Santa Comunione fra l'80% e il 90% dei fedeli presenti.
    Pace a Voi, Lightcreek

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