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Discussione: Offesa a Dio

  1. #1
    CierRino L'avatar di Abacuc
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    Offesa a Dio

    Nei discorsi dei santi viene usata spesso l'espressione "offendere Dio". Anche in alcune rivelazioni il Signore stesso parla di peccati che lo offendono. Come va intesa questa espressione? Dio può sentiresi offeso?
    Lo spirito soffia dove vuole

  2. #2
    Cronista di CR L'avatar di Chicco
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    Anche quando lo bestemmiano lo offendono, o quando lo cercano di sproposito, tante cose possono offendere Dio.

  3. #3
    Fedelissimo di CR
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    Non sono un teologo, ma non credo che Dio si possa sentire offeso, perchè Egli è somma bontà e felicità.

    Cos' come non possiamo deluderLo...in tal senso.

    Al massimo credo che si usi "offendere" nel significato di "mancarGli di rispetto". Egli che vorrebbe solo il nostro bene viene insultato da noi suoi ingrati figli. MancandoGli del rispetto che invece Gli sarebbe dovuto. Le conseguenze principali colpiscono noi, non di certo Lui.

  4. #4
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Per rispondere a questa domanda basta leggere i vangeli e capire gli umori e le espressioni di Gesù.

    Quando leggiamo le maledizioni del fico, di Gerusalemme, degli scribi e farisei, di chi tradisce il Figlio dell'uomo, di chi scandalizza i piccoli, di chi se la ride chiudendo gli occhi davanti ai bisognosi ecc.ecc. ... è possibile affermare che il Signore è bontà e misericordia ma che indubbiamente rimane contrariato davanti a certi peccati.

    Certo, se la terminologia "offeso" non piace si possono trovare innumerevoli sinonimi e pure l'Atto di Dolore può essere sostituito con altre preghiere che contengono altre terminologie.

    Ad esempio un sinonimo potrebbe essere "rattristato".

    Ef 4,30 E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.

  5. Il seguente utente ringrazia evergreen per questo messaggio:

    Efesino (29-12-2017)

  6. #5
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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    Attenzione a non intendere letteralmente certe espressioni della Sacra Scrittura..:

    https://www.amicidomenicani.it/leggi...te.php?id=1168
    Ipsam sequens non devias, Ipsam rogans non desperas, Ipsam cogitans non erras

  7. #6
    Partecipante a CR L'avatar di Brocabruno
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    Se ti leggi la beata Giuliana di Norwich, vedi che secondo lei Dio non si può adirare o offendere per il peccato, in quanto il peccato è un errore che ci fa crescere nel nostro cammino. In una rivelazione, in particolare, dice che il peccato è necessario, ma che alla fine da esso si trae il bene. Se infatti noi pecchiamo per ignoranza (chi, conoscendo il bene, non lo fa?), tal peccato quantomeno ci permette di conoscere per contrasto tale bene. In questo senso, Dio non perdona i peccati in senso proprio, non essendosene neppure mai adirato.

    Tutto questo è molto discusso e molto discutibile. Ma l'ho scritto per sottolineare come bisogna, come al solito, stare attenti quando si è tentati di prendere alla lettera il linguaggio quotidiano riferito a Dio. La collera come tu la percepisci, per dire, è frutto del tuo corpo fisico, di reazioni che avvengono in esso; di sicuro la collera di Dio non può essere di questo tipo. Parlare di collera ti dà alcune informazioni, ma certo distanti dalla realtà.
    Facendo un esempio distante ma collegato, discutevo tempo fa con Phantom che nel Deuteronomio si dice di seppellire i propri escrementi fuori dall'accampamento perché altrimenti Dio potrebbe sentirsi disgustato e non venire ad aiutarci nel bisogno. Questa esposizione di una norma igienica di certo c'entra poco con questo ipotetico e umanissimo disgusto di Dio. Ma il mio atteggiamento di rispetto, quello rimane. Cioè, forse Dio non sarebbe realmente disgustato se io non facessi certe cose, ma il mio attenermene lo stesso è comunque un modo di manifestare rispetto.

  8. #7
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da Abacuc Visualizza Messaggio
    Nei discorsi dei santi viene usata spesso l'espressione "offendere Dio". Anche in alcune rivelazioni il Signore stesso parla di peccati che lo offendono. Come va intesa questa espressione? Dio può sentiresi offeso?
    «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40)
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  9. Il seguente utente ringrazia teophilius per questo messaggio:

    evergreen (29-12-2017)

  10. #8
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    A seguire, la preghiera eloquente della Chiesa, da circa 2000 anni, ed è tuttora la preghiera ufficiale della Chiesa, recitata dal Papa fino all'ultimo dei fedeli.

    Poi, volendo, esistono anche altre religioni a proprio uso e consumo.


    LITURGIA DELLE ORE

    VESPRI

    IV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO | Venerdi



    Intercessioni

    Benediciamo il Cristo, principio e fondamento della nostra speranza, e invochiamo il suo nome:
    Signore, abbi pietà di noi.

    Tu che sei offeso dal peccato e placato dalla penitenza,
    - allontana i flagelli della tua ira, che meritiamo a causa delle nostre colpe.




    Inoltre, se qualcuno dovesse affermare che il peccato non reca nessun tipo di sofferenza a Dio, è una affermazione talmente eretica che viene quasi da sorridere (o piangere, dipende dai punti di vista), perché uno dei pilastri del cristianesimo è proprio la sofferenza di Cristo per i peccati di tutti gli uomini.

    Questa sofferenza arrecata a Cristo e a tutto il suo corpo, direttamente o indirettamente, necessita di un perdono e di una successiva riparazione, ed è pure questo un altro dei pilastri del cristianesimo.

    Ovvio che nulla può diminuire la gloria di Dio, il danno del peccato è sempre per l'uomo, ma indirettamente il danno è rivolto a tutto il corpo di Cristo, e la sofferenza è quindi indirettamente pure per tutto il corpo e per Cristo stesso. Gli insegnamenti dei padri della Chiesa e dei santi servono proprio per comprendere in modo migliore la Sacra Scrittura.


    Santa Camilla Battista racconta che il Signore ha familiarmente colloquiato con lei comunicandole rivelazioni che fa conoscere attraverso i suoi scritti. Uno di questi è l’opera “I dolori mentali di Gesù nella sua passione”, dolori interiori del Cuore umano del Salvatore che - afferma suor Battista - furono molto più forti di quelli fisici.

    Queste rivelazioni hanno favorito la sua vita di contemplazione e, lungo i secoli, quella di innumerevoli altre persone. Lo Spirito Santo illumini la mente ed infiammi il cuore dei lettori perché possano come la Varano inoltrarsi sempre più nelle vie della contemplazione, utilizzando anche la “Via Crucis” e il “Santo Rosario” composti con le parole della Santa e pubblicati in questo libretto.

    † Angelo Fagiani
    Arcivescovo di Camerino - San Severino Marche

    VEDI QUI


  11. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Brocabruno Visualizza Messaggio
    Se ti leggi la beata Giuliana di Norwich, vedi che secondo lei Dio non si può adirare o offendere per il peccato....

    Mi pare di aver scritto già in un altra occasione, che dovresti prestare maggiore attenzione a quello che leggi, perché hai la tendenza ad interpretare l'esatto contrario di ciò che lo scrittore intende dire. Questo te lo suggerisco in modo fraterno, non è assolutamente un rimprovero.

    E' bene però che si sappia che ne il Magistero della Chiesa, ne i santi e ne la beata di Norwich hanno mai detto o scritto qualcosa del genere.

  12. #10
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    CATECHISMO CHIESA CATTOLICA


    598
    La Chiesa, nel magistero della sua fede e nella testimonianza dei suoi santi, non ha mai dimenticato che “ogni singolo peccatore è realmente causa e strumento delle sofferenze” del divino Redentore [Catechismo Romano, 1, 5,11; cf Eb 12,3 ].

    Tenendo conto del fatto che i nostri peccati offendono Cristo stesso, [Cf Mt 25,45; At 9,4-5 ] la Chiesa non esita ad imputare ai cristiani la responsabilità più grave nel supplizio di Gesù, responsabilità che troppo spesso essi hanno fatto ricadere unicamente sugli Ebrei: E' chiaro che più gravemente colpevoli sono coloro che più spesso ricadono nel peccato.

    Se infatti le nostre colpe hanno tratto Cristo al supplizio della croce,coloro che si immergono nell'iniquità crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono [Cf Eb 6,6 ] con un delitto ben più grave in loro che non negli Ebrei.

    Questi infatti - afferma san Paolo non avrebbero crocifisso Gesù se lo avessero conosciuto come re divino [Cf 1Cor 2,8 ]. Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici [Catechismo Romano, 1, 5, 11]. E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati [San Francesco d'Assisi, Admonitio, 5, 3].



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