Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Offesa a Dio

  1. #11
    Veterano di CR L'avatar di Brocabruno
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    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio
    Mi pare di aver scritto già in un altra occasione, che dovresti prestare maggiore attenzione a quello che leggi, perché hai la tendenza ad interpretare l'esatto contrario di ciò che lo scrittore intende dire. Questo te lo suggerisco in modo fraterno, non è assolutamente un rimprovero.

    E' bene però che si sappia che ne il Magistero della Chiesa, ne i santi e ne la beata di Norwich hanno mai detto o scritto qualcosa del genere.
    E allora rileggiti le Rivelazioni. Lì al capitolo 27 non dice forse che il peccato era necessario? Al capitolo 49 non dice che solo gli uomini si incolleriscono? È vero che le esatte interpretazioni di quei passaggi sono dibattute, ma l'ho citata come opinione teologica. Altrimenti non possiamo più citare neanche Rahner (che con la beata Giuliana ha in comune le accuse di pseudo-universalismo, tra l'altro) (sì, lo so in che sezione siamo, comunque non mi pare sia peccato citare un grande teologo anche se discusso). In ogni caso, non mi pare proprio che da nessuna parte, neanche nei passaggi del catechismo che citi, si neghi che l'offesa di Dio sia completamente diversa dal nostro modo di intenderla: è infatti impossibile provare offesa in senso umano senza avere un corpo (umano), essendo essa un evento fisiologico.

  2. #12
    CierRino d'oro L'avatar di coram Deo
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    Se Dio, che è il nostro sommo Bene, il nostro Padre Celeste, creatore dell’universo in cui viviamo e reggitore della nostra vita, ci dà una Legge e noi, di questa Legge, ne facciamo strame, ne ridiamo e bestemmiamo il Suo nome, perché tutto questo non potrebbe e non dovrebbe considerarsi un’offesa?
    Se io sputo in faccia a qualcuno o lo insulto, non gli arreco un’offesa? Se ciò è offesa quando attuato nei confronti degli uomini, figuriamoci arrecandola a Dio!
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  3. Il seguente utente ringrazia coram Deo per questo messaggio:

    Pellegrina (29-12-2017)

  4. #13
    CierRino d'oro L'avatar di coram Deo
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    Scusate, non vorrei sembrare inopportuno, ma ha senso discutere nella sezione “Catechismo” citando passaggi di rivelazioni private?

    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  5. #14
    Veterano di CR L'avatar di Brocabruno
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    Per chiarezza: arrecare offesa è diverso dall'offendere. Se tu mi sputi in faccia, mi offendi, ma non è detto che io percepisca offesa. Ovviamente la percepisco, nel concreto, io che non sono somma perfezione. Ma la domanda non è se si possa arrecare offesa (mancare di rispetto) a Dio, ma se Dio possa percepire il senso d'offesa.

  6. #15
    CierRino d'oro L'avatar di coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da Brocabruno Visualizza Messaggio
    Per chiarezza: arrecare offesa è diverso dall'offendere. Se tu mi sputi in faccia, mi offendi, ma non è detto che io percepisca offesa. Ovviamente la percepisco, nel concreto, io che non sono somma perfezione. Ma la domanda non è se si possa arrecare offesa (mancare di rispetto) a Dio, ma se Dio possa percepire il senso d'offesa.
    E perché non può?
    Il ritenersi offesi non è, per forza di cose, indizio di imperfezione.
    C’è chi si offende per un nonnulla, perché è infantile o spocchioso, ed allora è un conto. Ma cosa dici a fronte di una mancanza di rispetto, di un’ingratitudine, di un torto gratuitamente arrecato?
    Sentirsi offesi non significa, per forza di cose, mettersi con la faccia conto il muro e dire “non gioco più… non ti sto più amico… chi lo dice lo è cento volte più di me…”, ma nutrire la consapevolezza di avere ricevuto un affronto immeritato, che chi l’ha arrecato ha il dovere di riparare.
    E non è questa la posizione di Dio? Dio è buono, ma non è un bonaccione, né uno stu pido!
    Se anche Dio è superiore alle nostre piccolezze, pure ci chiede e merita da noi amore e rispetto. Se non fosse possibile offendere Dio, non ci sarebbe bisogno del Suo perdono, non esisterebbe il Sacramento della Penitenza, non ci chiederebbe di riconciliarci con Lui e di convertirci: semplicemente, Gli andrebbe bene tutto quello che noi facciamo e, a questo punto, non ci avrebbe dato una Legge.
    E perché, poi, Gesù sarebbe morto in croce? Per una semplice disgrazia? Se infatti il Cielo non esigesse la riparazione delle colpe (leggasi: “si ritenesse offeso dai peccati degli uomini”), crollerebbe tutta la dottrina sul valore sacrificale e salvifico della Morte di Gesù sul Calvario e della SS. Eucarestia che ne rinnova incruentamente i meriti.
    E qua si che si vede la grandezza di Dio, che ha amato gli uomini a tal punto da redimere i loro peccati non col sangue dei colpevoli, né col sangue di vittime incolpevoli, ma con quello del Suo stesso Figlio.
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  7. #16
    Veterano di CR L'avatar di Brocabruno
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    Ma il fatto che il peccato sia il peccato, il male il male, e che ciò abbia richiesto la redenzione e richieda la penitenza, non implica proprio che Dio percepisca offesa e collera (almeno come sono intesi nel linguaggio ordinario). Se io rubo, vengo punito anche se a te non dispiace che abbia rubato. Altrimenti, dovremmo dire che Cristo coi mercanti ha perso un attimo il controllo, e ha ceduto all'ira? Sì, parliamo anche di ira di Dio, ma in senso diverso.

  8. #17
    CierRino d'oro L'avatar di coram Deo
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    Ma il fatto che il peccato sia il peccato, il male il male, e che ciò abbia richiesto la redenzione e richieda la penitenza, non implica proprio che Dio percepisca offesa e collera (almeno come sono intesi nel linguaggio ordinario). Se io rubo, vengo punito anche se a te non dispiace che abbia rubato. Altrimenti, dovremmo dire che Cristo coi mercanti ha perso un attimo il controllo, e ha ceduto all'ira? Sì, parliamo anche di ira di Dio, ma in senso diverso.
    È ovvio che Dio non si offende nel senso più deteriore e bambinesco del termine. Credevo non ci fosse bisogno nemmeno di discuterne…
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  9. #18
    Veterano di CR L'avatar di Brocabruno
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    È ovvio che Dio non si offende nel senso più deteriore e bambinesco del termine. Credevo non ci fosse bisogno nemmeno di discuterne…
    Facciamo dunque il passo ulteriore: in che senso dunque?
    Perché pensare ad un modo maturo di offendersi, fa intendere che un uomo maturo, equilibrato, potrebbe condividere questo modo di offendersi, potrebbe comprenderlo se non addirittura provarlo. Ovviamente non è così, perché tutte le mie emozioni sono eventi corporali.
    Cioè : dire che Dio si offende è un'allegoria che ci aiuta a comprendere qualcosa, e il come comportarci, ma non ha nulla a che vedere coi "sentimenti" di Dio.

  10. #19
    CierRino d'oro L'avatar di coram Deo
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    Facciamo dunque il passo ulteriore: in che senso dunque?
    Perché pensare ad un modo maturo di offendersi, fa intendere che un uomo maturo, equilibrato, potrebbe condividere questo modo di offendersi, potrebbe comprenderlo se non addirittura provarlo. Ovviamente non è così, perché tutte le mie emozioni sono eventi corporali.
    Cioè : dire che Dio si offende è un'allegoria che ci aiuta a comprendere qualcosa, e il come comportarci, ma non ha nulla a che vedere coi "sentimenti" di Dio.
    Citazione Originariamente Scritto da Brocabruno Visualizza Messaggio
    Facciamo dunque il passo ulteriore: in che senso dunque?
    Perché pensare ad un modo maturo di offendersi, fa intendere che un uomo maturo, equilibrato, potrebbe condividere questo modo di offendersi, potrebbe comprenderlo se non addirittura provarlo. Ovviamente non è così, perché tutte le mie emozioni sono eventi corporali.
    Cioè : dire che Dio si offende è un'allegoria che ci aiuta a comprendere qualcosa, e il come comportarci, ma non ha nulla a che vedere coi "sentimenti" di Dio.

    Dio non SI offende da sé, È offeso da noi.
    Scusa se mi ripeto e mi autocito, ma è inutile che cerchi altre parole per esplicitare il mio pensiero:
    Sentirsi offesi non significa, per forza di cose, mettersi con la faccia conto il muro e dire “non gioco più… non ti sto più amico… chi lo dice lo è cento volte più di me…”, ma nutrire la consapevolezza di avere ricevuto un affronto immeritato, che chi l’ha arrecato ha il dovere di riparare.

    Perché nell’Atto di dolore, che dovrebbe coronare i nostri propositi di pentimento e i desideri di riconciliazione, ammettiamo di avere OFFESO Dio, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa? Perché ci rendiamo conto che col nostro comportamento abbiamo mostrato dileggio e ingratitudine verso di Lui. Dileggio e ingratitudine che richiedono di essere riparati, non perché Dio è permaloso, ma perché è infinitamente giusto; e la giustizia richiede sempre la riparazione del male commesso.
    Se poi Dio è misericordioso e si considera riparato con poco (basta pentirsi di cuore ed Egli ci perdona anche dei peggiori crimini), ciò non significa che meriti per questo di essere gratuitamente offeso. O, se non piace il termine, oltraggiato.

    Perché il rischio mi pare proprio questo: che a furia di dire che Dio è misericordioso (giustamente), molti stiano giungendo alla conclusione che, se davvero lo è così tanto, allora noi siamo liberi di fare ciò che più ci aggrada.
    "Tu mi hai insegnato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Cielo"

  11. #20
    CierRino L'avatar di Abacuc
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    Citazione Originariamente Scritto da teophilius Visualizza Messaggio
    «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40)
    Vabè ma no, che significa? Anche i peccati di impurità - stando ai santi - offendono Dio, e non c'entrano col versetto evangelico.
    Lo spirito soffia dove vuole

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