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Discussione: I valori dell'arte

  1. #21
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Secondo me esprime l'impossibilità di attribuire un valore estetico ad una propria opera senza un altro osservatore. Nel quadro l'osservatore fa parte dell'opera stessa. L'osservatore guarda l'opera che ha origine dalla sua stessa visione che include di nuovo l'osservatore in un rimando all'infinito.
    Il rimando all'infinito inibisce l'attribuzione di un valore estetico che deve necessariamente richiedere una pausa di attenzione. Noi che osserviamo questa opera e siamo al di fuori di questo rimando all'infinito, la vediamo distorta e la riconosciamo impossibile. Paradossalmente il punto centrale che richiama uno scotoma e quindi un'idea di cecità è ciò che permette di uscire da questo rimando all'infinito e permette di esprimere un valore alla visione.


    Propongo questo quadro di Paul Klee che mi affascina :

    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  2. #22
    Iscritto L'avatar di Ante rem
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    Conoscendo il titolo dell'opera, credo che in origine Paul Klee volesse rappresentare delle strade, a me però sembrano più degli appezzamenti di terreno con il cielo azzurro all'orrizonte. Immagino che uno degli aspetti di maggior risalto dal punto di vista estetico sia l'intreccio tra i colori caldi e freddi, intreccio che salta subito all'occhio, oltre al grosso rettangolo posto in verticale che dovrebbe rappresentare una strada principale.
    Nel complesso non lo definirei bello, ma interessante.
    Di Paul Klee comunque forse c'è di meglio.


    Ora, dal momento che ancora nessuno l'ha fatto, ne approfitto per fare un salto nel passato con un autore forse poco conosciuto tra gli artisti lombardi del classicismo.

    Bramantino (1465 ca., 1530)
    Compianto sul Cristo morto (1515 ca., 1520),
    Olio su tavola,
    Milano, Pinacoteca del Castello Sforzesco.

    Fonte: Wikimedia


    «Non è vano il programma del nostro essere di redenti: la nostra carne risorgerà, la nostra vita sarà eterna!» (dalla Preghiera del Santo Padre Paolo VI per l'on. Aldo Moro, 13 Maggio 1978)

  3. #23
    Partecipante a CR L'avatar di Brocabruno
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    (La cosa interessante che volevo dire dell'opera di Escher che avevo mostrato è che non è stato capace di capire come finirla. Per capire come trasformare la finestra, la strada, la tettoia in modo tale da ricongiungerle rispettando la deformazione del resto dell'incisione c'è voluto il lavoro di diversi matematici. In effetti era impossibile chiuderlo se non ruotando l'immagine in modo assurdo e ben poco artistico: la strada è stata spinta in prospettiva e ruotata, e la finestra è diventata il cielo sopra di essa (qui: https://screenshots.macupdate.com/JP.../20388_scr.jpg)

    Bramantino. L'emozione dei personaggi è contenuta, nessuna espressione è esagerata, le pose sono delicate. La figura serena che venera le piaghe (la Maddalena immagino) da una parte sacrifica la sofferenza psicologica, dall'altra comunica come leggere quell'evento. I colori e le forme sono ugualmente semplici. Quadri di questo tipo hanno generalmente uno sfondo naturale (per ovvi motivi); qui invece si usa una architettura che non rappresenta il contesto della narrazione: un'architettura che rappresenta i valori e le aspirazioni della sua epoca, comunque, comune nei suoi dipinti. Insomma, non è molto, ma vi vedo un gran controllo, un trattenersi sia nei gesti che nel colore, forse una volontà di comprendere l'evento anzitutto più che rappresentarlo emotivamente.

    Ora allora propongo un'opera di carattere opposto:

    Grunewald, Crocifissione, 1512-16, 269x307, olio su tavola

    Ultima modifica di Brocabruno; 17-12-2017 alle 21:15

  4. #24
    Partecipante a CR L'avatar di Discipulo Amado
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    Citazione Originariamente Scritto da Brocabruno Visualizza Messaggio
    Visto che è troppo semplice e a rischio fraintendimento e poco adatta allo scopo che volevo, ma non potendo modificare, me la commento da solo:
    La posa è la stessa di Adamo, ma speculare: dunque un anti-Adamo, cioè una Eva. L'idea non è nuova, visto che il già visto Manet, nella Colazione sull'Erba, fa la stessa cosa, ma con un uomo (che è anti-Adamo in quanto è moderno - come la tal donna). La posa della mano però è anche quella che, nei quadri rinascimentali, indica l'oggetto fuori contesto, nel caso specifico il boccale antico. Esso è anzitutto un simbolo del tempo andato e della manifattura. Questo è in contrasto con l'ambiente, che è razionalista e minimale; e anche con il paesaggio, dominato dall'industria. Dunque, tra i valori, vi è il razionalismo (non la vedo come una critica alla modernità), ma anche un senso di nostalgia. Tutto lo stile fotografico, in verità, è "pittorialista", e fa continui riferimenti allo stile antico - la cosa stessa, però, è simbolo di razionalità "moderna" nel rifiuto del mezzo pittorico, del quale prende solo ciò che è utile (la composizione e la teoria del colore). Dunque: riflessione sul rapporto tra modernità e passato, su cosa prendere e cosa no. Vi sono altre foto di questa serie, se volete la trovate su Facebook.

    L'intento comunque era quello di esplorare il modo in cui può manifestarsi questo razionalismo, ma credo si veda meglio in Escher. Ho sentito una storia interessante su questo lavoro, ma prima ditemi che valori esprime:

    Escher, Print Gallery, 1956, litografia

    Dal basso della mia totale ignoranza nel campo delle arti figurative, ci provo io. Dunque Escher vuole sottolineare una capacità quasi escluisvamente umana, una geniale intuizione, frutto della contemplazione razionale dell'esistente e delle sue risonanze emotive: partendo da un puro ésprit de geometrie, un'alternanza di pattern e motivi, una regolarità nelle forme quasi meccanicista, Escher mette luce non solo sull'esistenza, ma sualla quotidianità del paradosso nell'universo fisico. L'impatto con il paradosso non è però un horror vacui, ma al contrario fonda un'estetica del mistero, che fa perno sul thauma, sulla vertigine del distacco dall'Immanente e sulla meraviglia del nuovo. Il valore che Escher trasmette è dunque la coscienza di una gnoseologia, o meglio una mistica, meta-razionale che giocando con i presupposti della ragione si involi verso l'Assoluto, in un meraviglioso naufragio nella straordinaria bellezza del paradosso, culmine e fonte della realtà che ci circonda.

    P.s: scusate, non avevo visto i moltissimi messaggi successivi
    Ultima modifica di Discipulo Amado; 18-12-2017 alle 13:55
    panis angelicus fit panis hominum

  5. #25
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    P.s: scusate, non avevo visto i moltissimi messaggi successivi
    Vorrei richiamarvi all'ordine La discussione non è sull'interpretazione dell'opera ma sui valori che trovate in essa. Non vale la risposta moderna: ha il valore di essere interpretabile
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  6. #26
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Che è la risposta moderna?
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  7. #27
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Che è la risposta moderna?
    Volevo fare una battuta. Per noi tradizionalisti l'arte moderna non cerca la bellezza, dunque scherzando si può dire che l'unico valore è "l'interpretabilità" totale dell'opera: ognuno ci vede un pò quello che vuole.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  8. #28
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    P.s: scusate, non avevo visto i moltissimi messaggi successivi
    Saresti perdonato se avessi proposto un'altra opera per gli altri, ma visto che non lo hai fatto lo faccio io. Faccio un salto nell'architettura allora (è mia opinioni che l'architettura, e il design degli interni, rappresentino i valori in modo più chiaro e manifesto delle altre forme d'arte):









    Ludwig Wittgenstein & Paul Engelmann, Haus Wittgenstein, 1926-29, Vienna (Kundmanngasse)

  9. #29
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Ogni casa è una scuola elementare.
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  10. #30
    Veterano di CR L'avatar di Lady Joan Marie
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    Io personalmente non ho preferenze per quanto riguarda l'arte che sia rinascimentale o futurista, ognuna è a sè e dà qualcosa di diverso a chi la guarda.
    Ultima modifica di Lady Joan Marie; 03-01-2018 alle 19:42
    Corteggiata dagli amori, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa.

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